E' già stato evidenziato altre volte come una banda musicale sia un piccolo microcosmo che riproduce fedelmente gli aspetti macrosociali della realtà in cui è calata. Questo dovrebbe permetterci di applicare ad una banda gli stessi teoremi enunciati nelle scienze sociologiche. Vorrei quindi provare a verificare, almeno in linea teorica, l'"autoavveramento" con l'ausilio di una ipotetica banda musicale.
Supponiamo che il Prof.Thomas sia il presidente di una banda musicale. In previsione di un importante concerto si preoccupa di quali saranno i risultati reali in termini artistico-musicali. Estremizzando, può teorizzare almeno due risultati certi. Il primo, il risultato perfetto, deriverebbero dall'avere un organico di perfetti musicanti che sappiano alla perfezione la loro parte e che suonino perfettamente il loro strumento. Il secondo, il più pessimo dei risultati, lo otterrebbe da un organico di persone che non hanno mai suonato uno strumento e che non conoscono nulla di teoria e solfeggio. Realisticamente, il Prof.Thomas, sa che il risultato reale non sarà altro che un'interpolazione tra i due risultati estremi e che sarà dato dalla somma delle collettive capacità dei musicanti con il loro strumenti e della loro preparazione sulle partiture. Sa anche che alla definizione del risultato posso concorrere molte variabili quali le capacità del direttore, lo stato di salute psico-fisica dei musicanti in quel dato momento, l'impegno di ognuno di essi, così come gli imponderabili imprevisti che potrebbero far sì, ad esempio, che all'ultimo minuto ad uno dei solisti gli si rompa la macchina e non possa arrivare in tempo per il concerto. Per aumentare le probabilità di un buon esito del concerto, il Prof. Thomas si appella al suo teorema: "Se gli uomini definiscono reali certe situazioni, esse saranno reali nelle loro conseguenze". In pratica deve solo convincere i suoi musicanti che loro sono tra i più perfetti che esistano al mondo. Naturalmente dovrà convincere anche il pubblico creando in loro l'aspettativa "reale" di un perfetto risultato. Se il teorema è valido, tutto dovrebbe filare liscio e il Prof. Thomas e la sua banda, essere portati in trionfo.
Orbene, siccome nella "reale realtà", che tutti noi conosciamo, in cui è decisamente difficile convincere chi suona uno strumento che lui è, in ogni caso, perfetto e che a volte nel pubblico siede anche gente che ha le orecchie ben aperte, sappiamo bene che il risultato non potrà altro che essere una interpolazione di cui parlavo prima; ma mi viene comunque spontanea una constatazione : il Teorema di Thomas a volte funziona ! E per trovarne conferma non serve poi andare neanche tanto lontano. Non ditemi che non vi è mai capitato di assistere a concerti in cui direttore e musicanti siano portati in trionfo per un risultato perfetto ma che voi, ai quali il "Prof. Thomas" non ha fatto nessun effetto, avete giudicato di valore interpolato verso il limite inferiore. Potrebbe anche essere successo alla Banda di Darfo ? Al di la del fatto che per me una banda è sempre bene "portarla in trionfo" (anche solo per il fatto che opera nel puro volontariato), a volte, il senso della misura andrebbe rispettato, anche solo negli interventi delle autorità e dello speacker di turno, spesso colpiti dalla "sindrome di Thomas" .
Ma su questi comportamenti può entrare in causa, allora, un altro concetto interessante che Fonte ha menzionato nel suo intervento: il senso del crollo e il senso della fiducia. Se è vero che un'azienda in pericolo di bancarotta, per non allontanare gli azionisti aumenta la sua produzione o espansione per richiamare fiducia e liquidi, altresì una banda sull'orlo del tracollo potrebbe agire analogamente. Manca pubblico ai concerti ? Mancano allievi nuovi ? le istituzioni si sono dimenticate di te ? Nessuno da più cinque centesimi di sostentamente ? detto in gergo finanziario, mancano gli "azionisti" ? Cosa si dovrebbe fare ? Si aumentano i concerti ed i servizi, si va nelle scuole, si organizzano più corsi, si partecipa a concorsi, si fanno trasferte all'estero ecc. ecc. , insomma, si cerca di ridare fiducia, di "convincere" gli "azionisti" che sei un'"azienda" florida. E' evidente che ci si debba rimboccare le maniche e lavorare sodo perchè, è scontatao, i risultati si devono anche percepire. Non basta la sola "autoglorificazione", la cancellazione di ogni autocritica, il far finta di non vedere i problemi. Se così fosse, in mancanza di veri risultati, potremmo assistere ad un crak catastrofico, analogo a casi reali finanziari in cui grosse aziende che vendevano a più non posso azioni "sul vuoto" hanno lasciato in braghe di tela i poveri azionisti, prima pieni di speranzosa fiducia e poi con le tasche vuote come il frigorifero di un'eschimese.
La teoria dell'"autoavveramento" quindi, ha bisogno di dati di partenza concreti per "autoavverarsi". Se noi oggi possiamo autoconvincerci che il concerto augurale andrà bene lo possiamo fare solo sulla base di decine di prove, prove per sezioni, studio e impegno.
La cosa che il Prof. Thomas dovrebbe fare per avere il risultato migliore possibile non è convincere i suoi musicanti della loro perfezione, ma convincerli che è con il lavoro che vengono i veri risultati. La passione è una cosa innata che ognuno ha dentro di se, l'impegno e la costanza vanno invece coltivati e incentivati. Solo così il Prof. Thomas potrà ricevere grandi e reali soddisfazioni dalla sua banda.
La banda del Prof.Thomas
E' già stato evidenziato altre volte come una banda musicale sia un piccolo microcosmo che riproduce fedelmente gli aspetti macrosociali della realtà in cui è calata.
Questo dovrebbe permetterci di applicare ad una banda gli stessi teoremi enunciati nelle scienze sociologiche.
Vorrei quindi provare a verificare, almeno in linea teorica, l'"autoavveramento" con l'ausilio di una ipotetica banda musicale.
Supponiamo che il Prof.Thomas sia il presidente di una banda musicale.
In previsione di un importante concerto si preoccupa di quali saranno i risultati reali in termini artistico-musicali.
Estremizzando, può teorizzare almeno due risultati certi.
Il primo, il risultato perfetto, deriverebbero dall'avere un organico di perfetti musicanti che sappiano alla perfezione la loro parte e che suonino perfettamente il loro strumento.
Il secondo, il più pessimo dei risultati, lo otterrebbe da un organico di persone che non hanno mai suonato uno strumento e che non conoscono nulla di teoria e solfeggio.
Realisticamente, il Prof.Thomas, sa che il risultato reale non sarà altro che un'interpolazione tra i due risultati estremi e che sarà dato dalla somma delle collettive capacità dei musicanti con il loro strumenti e della loro preparazione sulle partiture.
Sa anche che alla definizione del risultato posso concorrere molte variabili quali le capacità del direttore, lo stato di salute psico-fisica dei musicanti in quel dato momento, l'impegno di ognuno di essi, così come gli imponderabili imprevisti che potrebbero far sì, ad esempio, che all'ultimo minuto ad uno dei solisti gli si rompa la macchina e non possa arrivare in tempo per il concerto.
Per aumentare le probabilità di un buon esito del concerto, il Prof. Thomas si appella al suo teorema: "Se gli uomini definiscono reali certe situazioni, esse saranno reali nelle loro conseguenze".
In pratica deve solo convincere i suoi musicanti che loro sono tra i più perfetti che esistano al mondo.
Naturalmente dovrà convincere anche il pubblico creando in loro l'aspettativa "reale" di un perfetto risultato.
Se il teorema è valido, tutto dovrebbe filare liscio e il Prof. Thomas e la sua banda, essere portati in trionfo.
Orbene, siccome nella "reale realtà", che tutti noi conosciamo, in cui è decisamente difficile convincere chi suona uno strumento che lui è, in ogni caso, perfetto e che a volte nel pubblico siede anche gente che ha le orecchie ben aperte, sappiamo bene che il risultato non potrà altro che essere una interpolazione di cui parlavo prima; ma mi viene comunque spontanea una constatazione :
il Teorema di Thomas a volte funziona !
E per trovarne conferma non serve poi andare neanche tanto lontano.
Non ditemi che non vi è mai capitato di assistere a concerti in cui direttore e musicanti siano portati in trionfo per un risultato perfetto ma che voi, ai quali il "Prof. Thomas" non ha fatto nessun effetto, avete giudicato di valore interpolato verso il limite inferiore.
Potrebbe anche essere successo alla Banda di Darfo ?
Al di la del fatto che per me una banda è sempre bene "portarla in trionfo" (anche solo per il fatto che opera nel puro volontariato), a volte, il senso della misura andrebbe rispettato, anche solo negli interventi delle autorità e dello speacker di turno, spesso colpiti dalla "sindrome di Thomas" .
Ma su questi comportamenti può entrare in causa, allora, un altro concetto interessante che Fonte ha menzionato nel suo intervento: il senso del crollo e il senso della fiducia.
Se è vero che un'azienda in pericolo di bancarotta, per non allontanare gli azionisti aumenta la sua produzione o espansione per richiamare fiducia e liquidi, altresì una banda sull'orlo del tracollo potrebbe agire analogamente.
Manca pubblico ai concerti ? Mancano allievi nuovi ? le istituzioni si sono dimenticate di te ? Nessuno da più cinque centesimi di sostentamente ? detto in gergo finanziario, mancano gli "azionisti" ?
Cosa si dovrebbe fare ? Si aumentano i concerti ed i servizi, si va nelle scuole, si organizzano più corsi, si partecipa a concorsi, si fanno trasferte all'estero ecc. ecc. , insomma, si cerca di ridare fiducia, di "convincere" gli "azionisti" che sei un'"azienda" florida.
E' evidente che ci si debba rimboccare le maniche e lavorare sodo perchè, è scontatao, i risultati si devono anche percepire.
Non basta la sola "autoglorificazione", la cancellazione di ogni autocritica, il far finta di non vedere i problemi.
Se così fosse, in mancanza di veri risultati, potremmo assistere ad un crak catastrofico, analogo a casi reali finanziari in cui grosse aziende che vendevano a più non posso azioni "sul vuoto" hanno lasciato in braghe di tela i poveri azionisti, prima pieni di speranzosa fiducia e poi con le tasche vuote come il frigorifero di un'eschimese.
La teoria dell'"autoavveramento" quindi, ha bisogno di dati di partenza concreti per "autoavverarsi".
Se noi oggi possiamo autoconvincerci che il concerto augurale andrà bene lo possiamo fare solo sulla base di decine di prove, prove per sezioni, studio e impegno.
La cosa che il Prof. Thomas dovrebbe fare per avere il risultato migliore possibile non è convincere i suoi musicanti della loro perfezione, ma convincerli che è con il lavoro che vengono i veri risultati.
La passione è una cosa innata che ognuno ha dentro di se, l'impegno e la costanza vanno invece coltivati e incentivati.
Solo così il Prof. Thomas potrà ricevere grandi e reali soddisfazioni dalla sua banda.