Semibreve

Nel 1993, parlando dell’opportunità di dare vita ad uno strumento informativo che potesse raggiungere le famiglie del Comune di Darfo Boario Terme, il consiglio direttivo di allora ha ideato il nostro giornalino annuale.
Con tanta fatica e tante serate si è decisa l'impostazione della pubblicazione.
Difficile fu anche trovare il nome idoneo, originale e tale da consentire di collegare velocemente il foglio alla Banda. L'invenzione del nome è da attribuirsi ad uno dei membri del Consiglio di allora, Guerrino Alberti che, prendendo spunto dal nome della nota che ha durata più lunga, ipotizzò di battezzare il nostro giornalino con il titolo “Semibreve”. La proposta fu accolta unanimemente.
Da quell'anno ogni dicembre successivo è stato pubblicato "Semibreve" per dare maggiore possibilità alla cittadinanza di sentirsi coinvolta nella realtà della Banda leggendo i fatti salienti delle attività associative, talvolta rallegrate da divertenti giochi e quiz che hanno dato la possibilità a tutti i cittadini di poter vincere un servizio musicale gratuito della banda giovanile, disposta anche ad improvvisarsi banda per serenate.

 

Semibreve 1993

01 L'ultima novità

E un altro anno è ormai quasi passato. La nostra attività è stata anche quest’anno assai frenetica. I soci che ci sono stati a stretto contatto nel darci una mano, ben sanno qual’è stato il lavoro e l’impegno che abbiamo dedicato per far fare un’altro passo avanti alla nostra associazione. A chi, per un motivo o per l’altro, sia sfuggito qualche avvenimento, o abbia perso qualche occasione, non si preoccupi, abbiamo pensato anche a lui. Questa che avete sotto gli occhi in questo momento è l’ultima novità: “eccovi un anno di banda” direttamente a casa vostra condensato in poche pagine. Era questo un sforzo doveroso verso i nostri soci a cui da tempo pensavamo e che dovevamo affrontare.
E siccome ci siamo abituati a pensare che le idee, basta volerlo con passione e tenacia, si possono realizzare, ci siamo messi d’impegno ed abbiamo fatto nascere, con pioneristico spirito giornalistico, questo foglio informativo. Vorremmo che questo diventi l’anello di congiunzione tra noi, musicanti e voi tutti che capite cosa è la banda, quali sono i nostri intenti e quali sono i motivi che ci spingono ad essere una “banda tra la gente”. Sono molte le associazioni che, come la nostra, hanno come primo scopo la diffusione e la pratica di quella meravigliosa arte che è la musica, ma quali hanno un importanza paragonabile a quella della banda dal punto di vista del servizio che questa offre alla comunità?
Si pensi alle manifestazioni civili e religiose, ai corsi gratuiti di orientamento musicale, al contributo di ricerca e salvaguardia delle nostre radici storiche e culturali; si pensi alla questione giovanile sulla quale è tanto facile sentir parlare, ma così difficile veder attuato qualcosa di concreto: quante sono, infatti, le associazioni che danno una valida e costruttiva alternativa al preoccupante degrado di una parte del mondo giovanile? La banda è senz’altro una di quelle che più si da’ da fare su questo campo e lo dimostra l’età media dei suoi componenti. Ma per reggere tutto questo ci occorre anche il vostro aiuto. I soldi, lo sappiamo tutti, sono importanti, ma a noi serve anche sentire la gente vicina con i suoi complimenti, i suoi consigli, e perché no, con le sue critiche. II primo passo lo abbiamo voluto fare noi con queste note scritte, condite con una nota d’umorismo che non stona mai fra gente allegra come noi. Vogliamo sperare che queste note mescolate con quelle musicali che di solito emettiamo, volino tra la gente diffondendo quel messaggio che la nostra banda da più di cento anni continua a lanciare: viva la musica!
 
Il Consiglio Direttivo
 
 

02 Cosa ne pensa il Presidente

Sono ormai tantissimi anni che partecipo attivamente alla vita pubblica della mia città, con compiti anche dirigenziali, ma sicuramente la presidenza della banda cittadina mi ha da sempre gratificato moralmente perché è una delle tante associazioni presenti sul nostro territorio che ha continuato (anche in momenti di difficoltà) a crescere sia numericamente che tecnicamente. Tutte le volte che ho ricevuto congratulazioni per l’operato della nostra banda posso assicurarvi che non erano solo di facciata ma sincere e disinteressate. II gruppo affiatato, in tutti i sensi, che si è via via formato grazie soprattutto al maestro Alberti e dal Consiglio Direttivo, deve essere un vanto per tutta la cittadinanza di Darfo Boario Terme. In tempi come quelli che stiamo vivendo, tutti i cittadini devono sostenere e far prosperare un’associazione musicale come questa, basata sul volontariato disinteressato, sulla solidarietà umana e sulla democrazia interna . Lo scopo della nostra banda non è solo quello di rallegrare e condecorare le varie ricorrenze: patriottiche, religiose e sportive o di eseguire concerti per i cittadini, ma soprattutto di insegnare la musica ai giovani inculcando nel contempo quei valori che nella nostra società si vanno ormai perdendo. Sono questi alcuni dei motivi per cui mi sento in dovere di raccomandare a tutti i politici locali di sostenere la nostra banda, esempio di sana ed onesta gestione, priva di qualsiasi interesse privato ed al servizio di tutti i cittadini nonché orgoglio della città di Darfo quando esegue i suoi concerti sia in Italia che all’estero.

Chini Giovanni

03 Perchè Banda e non Orchestra a Fiati

In Italia con il termine banda si intende un gruppo di strumenti a fiato ed a percussione.
uesto termine sembra per taluni denigratorio in quanto si ricollega troppo strettamente ad un passato in cui le bande avevano spesso uno scarso valore musicale dovuto al fatto che sovente la preparazione di base di un bandista era riconducibile alle prime, poche pagine del conosciutissimo metodo Bona.
Oggi per varie ragioni le cose sono cambiate: pur restando la banda composta soprattutto da non professionisti si sono raggiunti dei buoni livelli musicali grazie ai corsi di solfeggio e di strumento organizzati dalle varie bande e tenuti da gente diplomata.
Per queste ragioni nell’epoca in cui lo spazzino viene chiamato operatore ecologico, la persona sorda audioleso, si è cercato di camuffare il termine banda con altri termini più appariscenti come orchestra a fiati, concerto di fiati, philarmonic o symphonic band, mantenendo però immutato l’organico di fiati e percussioni. Sembra quasi che un nome più moderno come orchestra a fiati sia di per sè indice di un buon livello musicale dimenticando che esistono anche orchestre che suonano “male”.
E’ a mio parere opportuno sottolineare il mutamento che col tempo sta avvenendo nei complessi bandistici: infatti in questi ultimi anni le bande hanno affiancato alle tradizionali esibizioni civili e religiose concerti nei quali vengono eseguite parti anche impegnative scritte appositamente per banda da famosissimi autori italiani e stranieri.

Alberti Vittorio

 

04 I 140 anni della nostra Banda

Dalla ricostruzione della storia della nostra banda effettuata cinque anni fa da alcuni musicanti e tradottasi poi nella redazione del libro intitolato: “La banda, un secolo di musica, storia, cultura nella città di Darfo BoarioTerme” era emerso che il complesso darfense avesse un secolo di storia; anche se vi erano forti dubbi non documentati che anche prima del 1888 esistesse in Darfo una banda. Pochi mesi fa grazie al contributo di Marino Anesa i nostri dubbi si sono trasformati in certezze, infatti, questo famoso studioso del mondo delle bande italiane ed autore di un recente catalogo della musica originale per banda dall’ottocento al 1945, ha accertato che la banda di Darfo compie quest’anno i centoquarant’anni di fondazione e non i centocinque. La notizia è testimoniata dal ritrovamento nell’archivio di stato di Bergamo del regolamento organico della Società Filarmonica di Darfo. Questo importante documento era sfuggito alle nostre ricerche in quanto orientate sugli archivi bresciani e non su quelli bergamaschi.

Lo statuto redatto nel 1853 è composto da cinquantanove articoli che individuano le finalità del gruppo, gli organi direttivi e l’impegno finanziario del mese di luglio di quell’anno. E’ particolare sintesi delle finalità del gruppo il primo articolo che recita testualmente: “Questa società viene istituita al nobile scopo di mantenere il decoro delle funzioni della religione e dello stato e di procurare alla gioventù un gentile trattenimento che piacevolmente intrattenendola la sottragga ai pericoli dell’ozio”.

Dalle ricerche è emerso che nel 1853 esistevano in valle, oltre alla banda di Darfo, quella di Breno ed il casino di ricreazione sempre in Breno. Il fatto di avere tutto in un colpo trentacinque anni di più ci ha stimolati a lavorare per portare avanti un’associazione vecchia di centoquarant’anni che si avvicina a grandi passi a festeggiare il secolo e mezzo di storia, salvo scorciatoie.

Il Consiglio Direttivo

 

05 La parola all'economo

Negli ultimi 3-4 anni la nostra gestione si è gonfiata fortemente, sia dal punto di vista delle entrate che da quello delle uscite.
Cogliamo qui l’occasione per ringraziare l’amministrazione comunale che si sforza di mantenere costante ed ad un buon livello il contributo annuale, nonostante i tempi che corrono. Le nostre entrate fisse sono sempre state costituite, oltre che da questo contributo, dalle attività prettamente musicali da noi svolte durante l’anno proprio per il comune (25 aprile, 4 novembre, AVIS...) o per richieste di vario genere (concerti estivi, servizi religiosi, servizi funebri, feste popolari....) che raggiungono un numero complessivo di una ventina di uscite.
L’acquisto di nuove partiture utili per migliorare il livello qualitativo musicale del gruppo, l’adozione di nuovi strumenti che hanno reso possibile l’ampliamento dell’organico della banda, il mantenimento dei corsi di orientamento musicale e l’istituzione di sempre nuovi corsi di perfezionamento proposti a tutti gratuitamente, hanno sempre fatto in modo che le nostre idee di “espansione” venissero frenate.
Ecco allora nel 1991 l’inizio della campagna tesseramenti atti innanzitutto a sensibilizzare la nostra cittadinanza ed in secondo luogo per raccogliere dei fondi che contribuissero ad una migliore e più ampia gestione della banda.
Quest’anno poi per la prima volta abbiamo intrapreso un’altra nuova iniziativa: si tratta della I FESTA POPOLARE della banda svoltasi il 3-4 luglio. Queste nuove iniziative, portando delle entrate supplementari, ci hanno permesso dei bilanci di più ampio respiro consentendoci così attività non sempre remunerative come ad esempio i gemellaggi. Trasporti ed alloggi richiedono infatti spese non irrilevanti. Proprio nel '91; infatti, iniziammo lo scambio cultural musicale in Germania con la Stadtkapelle di Herrenberg che ogni anno rinnoviamo. Nel '92 siamo stati in Svizzera con la fanfara della Concordia di Vetroz alla quale contraccambieremo l’ospitalità nel maggio de1 1994.
Questi gemellaggi sono stati delle esperienze entusiasmanti per i nostri ragazzi che così hanno avuto occasione di confrontarsi con abitudini e comportamenti molto diversi dai nostri. Inoltre stiamo lavorando per coltivare nuovi rapporti con altre bande locali quali Angolo e PianCamuno proprio per continuare questi contatti sociali attraverso la musica.
In conclusione possiamo dire che questi anni abbiamo fatto tanto, e tanto ci sarebbe ancora da fare. Ora però un dubbio ci assale: è giusto continuare su questa strada, oppure dobbiamo fermarci ed analizzare più approfonditamente tutto ciò che finora si e fatto? E, meglio, tutte queste nuove iniziative (compreso ciò che leggete) intraprese allo scopo di coinvolgervi, hanno riscosso in voi un maggiore interesse nei nostri confronti?

Gabossi Daniele

 

06 Un giorno di Banda

Nell’alluvione del 1960 abbiamo perso tutti i documenti conservati nella vecchia sede delle prove e questo ci ha creato un’enorme difficoltà nel ricostruire gli avvenimenti e la storia dei nostri predecessori. Abbiamo pensato così di facilitare il compito ai nostri futuri colleghi adottando un “giornale di bordo”, un diario della banda in cui vengono riportati i fatti ed i momenti più significativi della nostra storia presente. Il compito è stato affidato a Veronica Barbetti e quello che segue è un assaggio del lavoro che sta con passione svolgendo...

SERVIZIO A MONTE CAMPIONE: Domenica 28 febbraio 1993
Ci siamo trovati alle ore 14.30 in sede, tutti con i nuovi giubbotti della banda, le ragazze non in divisa ma con pantaloni scuri. La cosa comune a tutti era che eravamo molto imbacuccati, alcuni avevano addirittura 4 o 5 paia di calze, 3 o 4 maglioni di lana e così via. Abbiamo raggiunto Montecampione con un pulmino. Non eravamo ancora giunti sul posto che era iniziato a nevicare. Raggiunta la piazzetta siamo scesi dal pulmino con i nostri strumenti e col cappuccio del giubbotto per ripararci dalla neve. Non ho detto (perdonatemi) il perché della nostra presenza a Montecampione: da oggi fino a sabato sei marzo si tengono in questa stazione ed a Colere i campionati mondiali di sci juniores. Siccome è un evento molto importante per la nostra valle, è stata richiesta la nostra presenza all’apertura del campionato. Giunti nella piazzola dove sarebbe iniziato il corteo, abbiamo sfruttato il nostro arrivo anticipato per rifugiarci in un bar. Riscaldatici con tè, caffè e cioccolata siamo usciti sotto i portici e, disposti un po' a caso abbiamo intonato ‘Europa Mars’ per salutare la gente (poca) presente. Verso le 16.30 gli organizzatori hanno iniziato a dare i primi ordini per la disposizione del corteo. Davanti c’erano alcuni uomini, quindi seguivamo noi, quindi il coro ANA degli alpini ed i vari gruppi di sciatori provenienti dai più svariati paesi del mondo. Nonostante la neve fosse già alta e continuasse a scendere, abbiamo intonato ‘Primula’ e marciato anche in punti un po’ difficili; quindi abbiamo attaccato , ‘Arosa’. Mentre stavamo marciando e suonando, ci siamo trovati di fronte ad una salita molto ripida e logicamente innevata. Le ragazze davanti anche se con fatica, continuavano nel loro passo, solo che si faceva davvero una fatica terribile. Per un po’ abbiamo resistito, fino a quando il maestro, che si trovava nelle retrovie, è avanzato ed ha fatto fermare tutti dicendoci di proseguire comunque a suonare; noi, quasi senza fiato, abbiamo concluso da fermi la marcia. Alcuni strumenti hanno iniziato a non funzionare più perché riempiti di neve, da altri uscivano dei frullati tremendi, da altri non usciva proprio niente se non neve sciolta. Il coro e gli alpini che ci seguivano ci hanno "brutalmente" superato e noi siamo ripartiti solamente quando abbiamo finito la marcia. Ci siamo arrampicati su per la salita finché abbiamo raggiunto un grande spiazzo in cui c’era il pubblico, le varie autorità e gli sportivi invitati. Noi ci siamo sistemati di fianco al tripode. Lì hanno tenuto diversi discorsi le varie autorità e si è svolta la parte coreografica della manifestazione. All’accensione della fiamma del tripode abbiamo intonato l’Inno di Mameli. Quindi ci sono stati altri discorsi mentre la neve continuava a scendere; noi lì fermi, avevamo lo strato di neve sul giubbotto, sul libretto delle partiture e sugli strumenti. Eravamo tutti infreddoliti. Addirittura a Cristina si stavano congelando i piedi perché aveva solo le calze di nylon (non essendo venuta alle prove di venerdì non sapeva di doversi vestire pesante), Lorena invece, che ne aveva 5 0 6, gliene ha prestato un paio togliendosele mentre eravamo in fila rivolti verso il pubblico. Alla fine della cerimonia, sempre sotto la neve, siamo andati in un bar a scaldarci ed a favorire al rinfresco offertoci, a base di bibite e panini. Abbiamo poi raggiunto il pulmino che è sceso alla velocità media di 20 km/h, per paura della neve, procurandosi una certa coda dietro. Siamo arrivati a Darfo alle ore 19,00. Alcuni di noi sono andati a mangiare la pizza, gli altri a casa. Sul pullman al ritorno ci è stato riferito che è stata richiesta la nostra presenza anche domenica prossima alla chiusura; speriamo che non nevichi più!!!

Barbetti Veronica
 

07 Per non lasciarsi trascinare dalla corrente

Sulla porta di entrata della nostra sede è appeso in bella mostra ed evidenziato un articolo di Gloria Zaghi sul come era, come è e come dovrebbe essere vissuta la Banda. E' proprio traendo spunto da questo articolo che vorrei cercare di spiegare i rischi che la nostra associazione corre, infatti la Zaghi scrive “..oggi, in questa epoca che esalta sempre di più il successo, la bellezza, l’io assoluto, la violenza fine a se stessa, che giustifica ogni abuso e tollera troppo, anche la Banda è trascinata dalla corrente. Non esiste quasi più la gioia dello stare insieme. E’ sufficiente una qualsiasi accusa, subdolamente accennata, magari in un bar o in qualunque locale, dopo le prove serali, per aumentare il muro di incomunicabilità che ci sta dividendo. Suonare non e più gioia, ma una scocciatura”. La nostra Banda non vuole questo, vuole essere diversa, vuole essere una Banda moderna ma con un sapore antico perché.... “...far parte di un gruppo richiede sacrificio ed impegno: suonare in una Banda significa rinunciare ad alcune serate, alcuni sabati, alcune domeniche. Significa volare via non appena finito il lavoro per arrivare, appena in tempo, ad un impegno musicale. Significa lottare contro la pigrizia di una casa ed un buon letto per ritrovarsi al freddo, o al caldo, vestiti con abiti che non ci proteggono quasi mai, nell’uno e nell’altro caso, perché fanno appunto parte di una divisa. Nessun bel maglione pesante, nessun paio di pantaloncini corti. Ma quando si è amici, il sacrificio è più dolce. Allora, diventa bello trovarsi insieme, e dividere gli stessi disagi; andare a suonare si trasforma in un modo per incontrarsi. Si inizia a conoscersi, si cresce, si lavora insieme e si diventa responsabili. Si cerca di portare avanti il gruppo, tutti insieme, ognuno con il suo piccolo contributo, perché basta veramente poco, ma da parte di tutti”. Questo è il vero obiettivo della nostra associazione, quello al quale ogni associazione come la nostra dovrebbe tendere; credo sia molto difficile realizzarlo. Noi comunque ci proviamo e sentiamo in dovere di continuare a provarci sempre. Credo sia giusto a questo punto ringraziare Gloria Zaghi che ci ha ricordato lo spirito giusto per partecipare ed appartenere ad una associazione come noi vogliamo sia la Banda di Darfo.
 
Fontana Massimo  

08 1993 in breve

Anche quest’anno la Banda Cittadina ha accompagnato la cittadinanza e reso più completi i servizi civili e religiosi. Ci piace in particolare sottolineare fra i nostri impegni il numero dei concerti che quest’anno sono stati cinque e si sono svolti a Cedegolo, ad Angolo, in Germania, a Brescia ed a Pian Camuno. Esprimiamo in questa occasione la nostra soddisfazione per aver avviato degli scambi musicali con bande a noi vicine come sono quella di Angolo e quella di Pian Camuno dimostrando ancora una volta come sia vero che la musica lega. Speriamo vivamente di poter continuare in questi “scambi” aggiungendo ai complessi di Angolo e di Pian Camuno altre realtà musicali della nostra valle.

Nei giorni 23, 24, 25 aprile ci siamo recati per la seconda volta ad Herrenber, in Germania, per il gemellaggio con la Stadtkapelle locale; li attendiamo nella nostra cittadina per il nuovo anno che sta per incominciare. Mi sembra ora opportuno mettere a fuoco ed analizzare più a fondo quello che è stato l’avvenimento più rilevante di quest’anno per la nostra associazione: LA PRIMA FESTA POPOLARE

Il lavoro per l’organizzazione di una festa di questo genere è notevole, considerando che tutti noi eravamo alla prima esperienza lasciamo a voi pensare quali e quanti siano stati i nostri problemi. Cogliere, ad esempio, i giorni ideali per attuare questa festa, organizzare la raccolta dei materiali indispensabili, darsi da fare per proporre premi interessanti per la lotteria e, non ultimo, il luogo ottimale dove allestirla. Quest’anno la decisione del comitato organizzativo (nel quale vi erano, oltre ad alcuni di noi, molte persone esterne che hanno dato la loro preziosa disponibilità) è ricaduta sul piazzale interno dell’ex convento in via Quarteroni; non solo perché, vicinissimo alla nostra sede, ci dava la possibilità di appoggiarci per ogni evenienza, ma anche perché, essendo questa iniziativa appena nata, si voleva usare uno spazio né troppo ristretto, né tanto meno dispersivo. Sabato sera 3 luglio, tutto era pronto. Eravamo tutti contenti perché il lavoro di alcuni mesi stava per dare un risultato, per noi sicuramente positivo (nessuno voleva credere neanche lontanamente che avrebbe potuto essere un fiasco). Abbiamo toccato con mano la reale difficoltà che esiste nel gestire una festa di questo genere, chi ne ha esperienza lo sa meglio di noi, e come tanto facilmente si possono commettere degli errori. Sì, è vero, ci sono stati anche dei disguidi, ma fortunatamente non hanno causato problemi alla gente che vi ha partecipato. Domenica sera 4 luglio, alla fine della festa, la felicità di aver raccolto tanti pareri positivi, e gli stimoli perché questa iniziativa potesse ripetersi ci risollevava da due giorni di intenso lavoro. Sebbene questa festa abbia richiesto tanta partecipazione, sia da parte dei musicanti che da parte di persone esterne, siamo contenti di essere riusciti a raggiungere gli scopi che ci eravamo prefissati: coinvolgere sempre più persone attorno alla realtà della banda (che non è solo musica ma anche momento di socializzazione) e, contemporaneamente, realizzare dei guadagni utilissimi per la nostra associazione.

Gabossi Daniele

 

09 Rassegna stampa: "Hanno detto di noi"

Da il “Giornale di Brescia” del 30 aprile 93
Darfo, una banda che parla tedesco

“La Banda musicale di Darfo Boario Terme ha trascorso tre giorni ad Herrenberg in Germania per rinnovare l’amicizia ed il gemellaggio con la Stadtkapelle di quella città”. “Il direttore del complesso bandistico, Maestro Vittorio Alberti, ritiene che la “Tre giorni” ad Herrenberg sia stata di grande utilità per l’acquisizione di esperienze e di conoscenze strumentali”.

Da “Brescia Musica” del mese di giugno 1993
Herrenberg - Darfo: continua il gemellaggio musicale

“Il complesso della media Valle Camonica non nuovo ad ottimali esecuzioni fuori casa gode di un gruppo giovane e preparato che ha alle spalle una scuola di musica con i fiocchi. Vittorio Alberti, anima e corpo di questa realtà, ama i confronti impegnativi e lo troviamo spesso ai concorsi di Brescia e alle esibizioni in piazza Loggia (ve lo ricordiamo per la stagione concertistica 1993, la sera del 9 Luglio)”.

Da “L’Arena” del 27 giugno 1993
Banda in festa a Grezzana

“La Banda Cittadina di Grezzana compie 70 anni di vita. La ricorrenza è stata ricordata con numerosi concerti, disseminati nella valle tra maggio e luglio. Oggi a celebrazione ufficiale alle 16 per le vie del centro sfileranno le bande di Boario Terme (Brescia), Lendinara (Rovigo), di Povegliano e Grezzana, le quali convergeranno verso la piazza per un esibizione individuale, prima del “concertone” comunitario delle 18.00”.

Da “L’Arena” del 7 luglio 1993

“La sorpresa di questa kermesse bandistica: l’insieme di Boario Tenne, perfettamente concertato da Vittorio Alberti. Ci ha stupito il suo rigore collettivo, la coesione armonica dei timbri e la sua capacità di colorire ogni movimento. Una "Signora" Banda”.

Da “Vallecamonica Nuova” del 18 novembre 1993
Sabato 20 novembre si festeggia S.Cecilia

“La banda musicale della città camuna continua la sua attività con sempre maggior successo. E' un complesso che conta oggi 60 musicisti e ringiovanito continuamente da nuove leve tra cui numerose ragazze, tanto che la loro presenza è numericamente quasi pari ai colleghi in pantaloni. Parità di... diritti anche nel campo della musica fra donne e uomini”

Traduzione dal "Gaubote" di Stoccarda del 27 aprile 1993
Concerto amichevole della Stadtkapelle e orchestra italiana, la musica lega

“Concerto di musica a fiato. Quasi 200 ascoltatori nel1a vecchia palestra di Herrenberg. La musica lega, la musica unisce e crea amicizia, così ha tradotto Giuseppe Albertinelli le parole del saluto del sig. Georg Schwenk (presidente della Stadtkapelle di Herrenberg). In occasione della visita di fine settimana della Banda Cittadina di Darfo B.T., le due orchestre hanno fatto musica in un concerto amichevole nella vecchia palestra. Anche la banda cittadina di Darfo B.T. non ha potuto lasciare il palco prima di aver concesso un “bis”. La banda composta da circa 50 persone ha suonato musica a fiato orientata alla musica classica. Il Cav. Giovanni Chini, presidente della banda cittadina, ha consegnato a Georg Schwenk una scultura in legno a ricordo di questa giornata”.

Dall’ “Amstblatt” Di Herrenberg
Seconda visita della Banda cittadina a Herrenberg. Noi siamo diventati amici

“Herrenberg. La “Banda Cittadina” è stata ospite per la seconda volta nell’arco di due anni della Stadtkapelle. Come ha sottolineato Georg Schwenk, presidente della Musikverein, durante la serata del concerto, il legame verso Darfo Boario Terme fa parte della tradizione della Stadkapelle “stringere amicizia oltre ogni frontiera”. Schwenk rivolgendosi ai suoi ospiti italiani: "negli anni scorsi siamo diventati amici"”.

a cura di Alberti Guerrino

 

10 Impegni futuri

Nel gennaio del 1994 sarà rinnovato il Consiglio Direttivo, bisognerà quindi dar modo ai nuovi consiglieri di inserirsi adeguatamente negli elevati ritmi che l’associazione ha assunto negli ultimi anni; tra la campagna associativa, la festa popolare ed i gemellaggi non passa settimana senza doversi incontrare per qualche decisione urgente. Pertanto questo 1994 lo definiremmo di "assestamento". Verranno cioè consolidate le basi la cui costruzione è iniziata al fine di rendere la banda dinamica ed efficiente: sarà rinnovata la campagna associativa, di questo giornalino è il simbolo, verrà ripetuta la festa popolare con annesso lo scambio musicale con la banda di Pian Camuno ed infine ci sarà il non irrilevante impegno di organizzare in Darfo l’accoglienza alla fanfara svizzera e alla Stadtkapelle tedesca. Su questi due ultimi punti riteniamo di soffermarci, ricordandovi che il nuovo direttivo avrà più che mai bisogno del vostro aiuto e della vostra collaborazione.

IN MAGGIO LA VISITA SVIZZERA
Fu nell'estate del 1991, in settembre, che l’amico Raffaele Amoroso ci propose l’idea di andare a Vetroz, un bellissimo paese immerso nei vitigni del Vallese in Svizzera. Là, il comitato organizzatore parrocchiale della festa patronale, ci invitava per due giorni a loro spese, per rallegrare l’avvenimento. Detto, fatto. Truppa, bagagli, strumenti, all’ora stabilita fummo tutti presenti con numerosi soci al nostro seguito, all’appuntamento con i nostri nuovi amici di Vetroz. Ma qua le fu la nostra sorpresa nel trovarci al cospetto di due fanfare del posto, "La Concordia" e "l'Union", di un'eccezionale bravura e di un notevolissimo livello tecnico. Vogliamo ricordare che l'organico delle fanfare è esclusivamente formato da ottoni e percussioni, a differenza della nostra banda che ha in più anche i legni (clarini, sax, flauti, ecc...). La nostra trombettista Vitali Vittoria, affascinata da quei musicanti quasi perfetti (musicalmente), non perse tempo ad attaccare bottone, grazie al suo accento francofono, con alcuni componenti della fanfara "La concordia". Il rapporto d'amicizia è continuato a mezzo posta ed i1 22 maggio 1994 questo feeling verrà concretizzato con l'arrivo nella nostra cittadina della prestigiosa fanfara. Questa, oltre ad offrirci una serata che sarà indimenticabile, qui a Darfo, potrà esibirsi anche a Brescia. Gli amici dell' associazione filarmonica Isidoro Capitanio di Brescia non hanno infatti perso 1'occasione della tournè italiana della fanfara svizzera per "portarsela in casa" almeno una sera. Tra di noi c'è attesa per questo nuovo incontro. Alle spalle abbiamo il gemellaggio con 1a banda di Herrenberg, con la quale ormai filiamo a gonfie vele, ma questo appuntamento sarà la "'prova del nove" delle nostre capacità organizzative. Contiamo ancora molto sull'aiuto che i nostri soci sapranno darci, in modo da fare ancora una volta bella figura di fronte a nuovi amici. E' un'occasione da non mancare. Noi ci saremo tutti, e voi?

IN SETTEMBRE LA VISITA TEDESCA
In aprile del corrente anno abbiamo riconfermato l'ormai solidissimo legame nato con la Stadtkapelle di Herrenberg nel 1991 con la nostra prima visita in Germania. Il 9,10,11 settembre del 1994 i colleghi tedeschi faranno ritorno per la seconda volta nella nostra città. Non è il caso di puntualizzare il come ed il quando sono avvenuti i primi approcci con gli amici della stadtkapelle perché di questo ne abbiamo e ne ha già parlato tanto la stampa locale e provinciale. Volevamo invece sottolineare l'esperienza sotto l'aspetto organizzativo, sociale ed umano. In Germania abbiamo trovato una realtà "banda" molto diversa dalla nostra, che è servita per confrontare l'impegno, la partecipazione e la meticolosità organizzativa propria dei tedeschi con la fantasia, l'interpretazione e l'allegria sfoggiata da noi "bravi italiani". Tra le due bande esiste una sostanziale differenza di cultura e di maturità, che non hanno comunque impedito l'instaurarsi di legami affettivi che si consolidano anche al di fuori dell'organizzazione "banda" con scambi di visite personali e tradizionali missive epistolari. Lo scambio sociale con la stupenda ospitalità delle famiglie che ci hanno dato vitto ed alloggio gratuiti ci ha insegnato quanto sia facile e generoso sacrificare la comodità del proprio focolare domestico e condividerlo con una persona del tutto sconosciuta. Questo gemellaggio, unito con la visita svizzera, sono state delle esperienze entusiasmanti per i nostri ragazzi che come già detto, ma è molto importante sottolinearlo, hanno avuto1'occasione di confrontarsi con abitudini e comportamenti molto diversi dai nostri. Inoltre voglio ricordare che se con questi gemellaggi abbiamo fatto passi da gigante verso1'Europa unita, altrettanto abbiamo fatto per coltivare e consolidare nuovi rapporti con realtà locali quali la banda di Angolo e Pian Camuno. In conclusione ribadiamo un concetto fondamentale e a noi caro espresso dal sig Schwenk, presidente della stadtkapelle di Herrenberg: "La musica unisce e crea amicizia la musica lega!".

a cura di Tagliabue Luigi e Pennati Carmen

 

11 I giovani e la Banda

Non v’è dubbio che la Banda di Darfo in questi ultimi anni abbia avuto un forte ricambio generazionale testimoniato dal fatto che l’età media dei suoi componenti è di poco superiore ai vent’anni. Questo ricambio ha dato origine a nuove esigenze dei musicanti ed ha sensibilizzato e responsabilizzato il Consiglio Direttivo nelle sue scelte che in questo periodo più che mai assumono significato educativo.

Essere giovani in una realtà come la banda significa crescere insieme sentendosi coinvolti in prima persona in ogni attività che viene proposta, uniti da una passione comune per la musica che, per molti di noi è stata la genesi dell’amicizia che ci lega. Il fatto che col tempo il numero dei musicanti sia andato aumentando è a mio parere riconducibile al fatto che suonare in una banda significa, oltre che coltivare l’hobby della musica, anche incontrare una compagnia di cinquanta persone fra loro diverse, con cui confrontarsi, lavorare, studiare, divertirsi, con l’entusiasmo e la passione vera di coloro che vedono nella Banda un ambiente di vita e non solo un luogo in cui suonare e poi andarsene. Avere venti, trenta anni in meno di altri musicanti comporta spesso incomprensioni, ma è indubbio che la presenza di queste persone che hanno una famiglia e di conseguenza una certa esperienza umana oltre che musicale alle spalle è di riferimento per tutti noi giovani.

E’ bello trovarsi con queste persone, magari il venerdì sera dopo le prove, seduti attorno ad un tavolo a parlare, giocare a carte, discutere di musica, cantare canzoni popolari della nostra terra a noi poco conosciute con un buon bicchiere di vino che ci viene versato da mani esperte.

La presenza dei giovani è fortunatamente attiva nell’organizzazione di scampagnate, uscite serali, gite culturali, e nel Consiglio Direttivo che è un po’ il centro ed il punto di riferimento di ogni iniziativa. Il buon clima interno della banda ha fatto fiorire anche quel sentimento che la musica bene esprime e che è l’amore. Infatti si sono fidanzate e sposate più coppie che oggi hanno o sono in attesa di figli che speriamo siano il futuro della nostra Banda.

Vela Luciano

 

12 Si apre il sipario, il sogno si avvera

Finalmente ce l’ho fatta a realizzare un mio piccolo-grande sogno. Da poco più di un mese suono nella banda musicale della mia città, Darfo Boario Terme. In una banda che conta più di cento anni di vita e che è composta da circa sessanta strumentisti, in buona parte giovani e dove noi ragazze siamo abbastanza numerose. Da un paio d’anni aspettavo questo momento, da quando frequentavo ancora la seconda media. Una mattina del mese di novembre del 1991 il bidello entrò in classe e ad ogni alunno consegnò un fascicoletto contenente una decina di richieste di adesione ad una o anche a più iniziative di carattere sportivo e artistico organizzate dal comune in collaborazione con alcuni gruppi sportivi e culturali di Darfo Boario Terme. Non ebbi dubbi nella scelta: avrei frequentato il corso organizzato dalla banda musicale di Darfo, diretta dal maestro Vittorio Alberti.

Da tempo, infatti, mi interessavo, a livello personale, di musica e canzoni. Felice della mia scelta; condivisa anche dai miei genitori, una sera mi presentai nella sede della banda musicale, al ex-Conventone, e cominciai a sognare. I primi mesi furono dedicati allo studio delle note musicali e del solfeggio. Man mano che passavano le settimane l’attesa dell’arrivo dello strumento, avevo scelto il clarinetto, si faceva snervante. Quando mi fu consegnato fui felicissima e a casa, nei giorni seguenti, dovettero un po' tutti tenere conto dalla mia nuova passione. Egualmente grande fu la soddisfazione quando fui chiamata a fare parte della banda giovanile e a confrontarmi quindi non più con me stessa ma anche con gli altri: un gruppo già abbastanza affiatato.

Da quel giorno, rubando tempo allo studio, cominciai ad andare un paio di volte alla settimana alle prove. Il pensiero mio e dei miei compagni era rivolto al 30 dicembre quando avremmo tenuto, nel teatro San Filippo, il concerto di fine anno. Ricordo l’emozione che mi prese quando il sipario si aprì e vidi tanta folla che aspettava la nostra esibizione.

Gli spettatori furono buoni con noi egli applausi arrivarono scroscianti premiando me e i miei compagni dei sacrifici fatti fino ad allora. Altre ambizioni nel 1993: entrare nella banda cittadina dove suonavano strumentisti ben più bravi di me e ai quali io guardavo con un po' d’invidia.

Per raggiungere questa meta qualche sacrificio in più bisognava farlo: portare da due a tre gli appuntamenti settimanali con le prove. C’era infatti la necessità di provare anche con i grandi che si incontravano ogni venerdì sera. E il confronto, dopo qualche momento di grande emozione, è stato superato con soddisfazione da parte mia. Questa soddisfazione è stata massima quando, non prevista, mi è stata consegnata la divisa. Era quasi mezzanotte quando, ritornando dalle prove a casa ho cominciato a provarla e riprovarla trovandola sempre più piacevole. Domenica sette novembre, in occasione della celebrazione del Quattro Novembre, prima uscita ufficiale con esibizione pubblica. Quando sano rientrata a casa era molto soddisfatta. A parte qualche calcio a chi mi precedeva e qualche preoccupazione per quello spartito che non riusciva a stare fermo, mi sembrava di essermi comportata bene. E di questo personale giudizio ne era soddisfatta. Ora il mia pensiero va oltre, al prossimo trenta dicembre quando, al CineTeatro San Filippo, ci sarà l’annuale concerto di fine d’anno. Questa volta, al mio fianco, oltre ai miei compagni della banda giovanile passati nella banda maggiore, avrò tanti altri bandisti tutti più grandi e più esperti di me. Ed in platea un pubblico certamente assai competente e meno disposto a perdonare qualche "stecca", magari dovuta all’emozione che penso ancora una volta, mi auguro l’ultima, prenderà me e, forse, anche qualcun altro dei giovanissimi. Cosa chiedere al pubblico e ai bandisti più esperti? Un applauso in più e un sorrisetto di comprensione per noi ultimi arrivati.

Cappitta Daniela

 

13 Non solo banda - Il gruppo delle "Pastorelle"

Come è ormai consuetudine anche quest’anno i componenti della banda di Darfo hanno aderito alla tradizionale e folcloristica manifestazione delle "Pastorelle". Questa particolare iniziativa è nata circa dieci anni fa con l'intento di far rivivere un’antica usanza che vedeva, ogni vigilia di Natale, un gruppo di "pastori" muniti di strumenti, impegnati per le vie dei paesi ad allietare e rendere ancora più magica l’atmosfera natalizia, suonando le canzoni tipiche di questa ricorrenza. Così, motivati dalla consapevolezza di essere investiti di un importante compito, anche quest’anno ci stiamo adoperando per la buona riuscita di questo abituale impegno che anno dopo anno diviene sempre più importante e quindi più gravoso dal punto di vista organizzativo. Infatti col passare degli anni il numero dei "pastori"si è quasi triplicato, il tragitto che seguiamo suonando si è allungato rendendoci sempre più complessi gli spostamenti in auto. Tuttavia sempre più gente ci aspetta puntuale nei vari paesi, e tutti gli anni al nostro passaggio la sentiamo più vicina quasi ci incoraggiasse a continuare nella nostra opera. E’ nata quindi negli ultimi periodi la necessità di creare un apposito comitato che si occupasse delle "Pastorelle", formato da alcuni musicanti più un consigliere con funzioni di coordinatore al fine di gestire nel miglior modo possibile questa iniziativa. I compiti del comitato sono vari: preparare un efficiente programma della giornata, occuparsi dei contatti con i centri in cui intendiamo recarci per suonare: come ricoveri, ospedali, parrocchie, aiutare i musicanti a reperire l’abbigliamento caratteristico del pastore, ossia mantello nero, scarponi e cappello. Anche questo aspetto è importante per far rivivere la tradizione. Nonostante il clima rigido e la pesante giornata che dobbiamo affrontare suonando dalle ore 14 sino a notte inoltrata, siamo sempre lieti di portare nostri auguri a più persone possibili. Si prova infatti un sentimento di appagamento quando si riesce a portare un po’ di felicità anche a coloro che sono costretti a passare il Natale lontano dalla propria casa, come chi si trova in ospedale o al ricovero; il sentirsi utili ed il riuscire a fare qualcosa di buono insieme dopo aver lavorato per realizzarlo è un grande stimolo per rendere costante il nostro impegno.

Vi invitiamo dunque ai nostri appuntamenti di venerdì 24 dicembre nei seguenti orari e luoghi:

- ORE 14.00 Casa di Riposo Angela Maj , Boario Alta;
- ORE 15.00 Casa di Riposo Rizzieri, Pian Bomo;
- ORE 16.00 Ospedale di Vallecamonica, Esine;
- ORE 18.00 Foto ricordo presso Fotocine Ferrari, Darfo;
- ORE 20.00 Sfilata per le vie di Erbanno;
- ORE 21.00 Sfilata per le vie di Darfo;
- ORE 21.45 Uscita della S.Messa, Pellalepre;
- ORE 22.45 Sfilata per le vie dl Gorzone;
- ORE 23.30 Entrata della S.Messa, Boario;
- ORE 00.40 Uscita della S.Messa, Corna.

Moreschi Remo

 

14 Ultima pagina

Semibreve 1994

01 L'iniziativa continua

Siamo alla fine del 1994, è l’ora di tirare un po’ le somme, vedere cosa e andato e cosa no. Questa uscita, la seconda, della nostra nota informativa per la cittadinanza la vorremmo battezzare con una parola che racchiude tanti significati e tante speranze per noi; questa parola è continuità. Da ormai quattro anni abbiamo cominciato a percorrere una strada che vuole la nostra associazione più vicina alla cittadinanza, vuole coinvolgere sempre più persone nelle sue iniziative, che quindi sono aumentate. Il 1994 segna una tappa molto importante. A gennaio si è rinnovato il consiglio direttivo, ne approfittiamo per ringraziare il grande lavoro svolto da coloro che, per vari motivi, hanno dovuto abbandonare la carica di consigliere (Alberti Guerrino, Ducoli Diego, Pennati Carmen, Tagliabue Luigi). Era importante verificare come il nuovo consiglio direttivo fosse intenzionato a continuare le iniziative del vecchio, se veramente si poteva sperare in una continuità, senza la quale, lo sappiamo anche noi, non si ottiene nessun risultato. E' con felicità che possiamo dire che il 1994 è stato un anno denso di fatti che dimostrano CONTINUITA', COSTANZA, IMPEGNO e fanno capire come i nostri obiettivi siano ancora chiari davanti ai nostri occhi. Sono obiettivi che per altri quattro anni (quanto durerà ancora questo consiglio direttivo) saranno seguiti, perseguiti e guideranno ogni passo della nostra associazione. E' d’obbligo brevemente descrivere queste tappe. A marzo e stato inserito nel consiglio direttivo il rappresentante dei soci sostenitori il Sig. Albertinelli Giuseppe. Questo significa che i soci sostenitori sono entrati, dopo quattro anni di gestazione, a far parte piena della nostra struttura, potranno far sentire la loro voce tramite il rappresentante eletto da loro. A maggio e settembre si è compiuto uno sforzo notevole che oltre a continuare i nostri scambi musicali e culturali con i complessi di Svizzera e Germania ci ha portati ad ampliare i nostri e vostri orizzonti europei. Sempre a settembre siamo stati invitati a partecipare ad un raduno bandistico ad Aue nell'ex Germania est, erano presenti gruppi di vari paesi come Estonia, Polonia, Cecoslovacchia, con i loro costumi, stili e tradizioni. La ripetizione, in luglio, della festa popolare ha visto un incremento oltre che dei risultati, anche dell’impegno di tutti noi e di alcuni soci sostenitori; questo ci ha portato alla decisione di ripetere anche l’anno venturo l’esperienza. E, a culminare questi fatti, la seconda uscita della nota informativa “SEMIBREVE”. Cinquemila copie distribuite a mano, casa per casa, perché tutti, anche quelli che non si sono tesserati, vengano informati delle iniziative e delle possibilità che la nostra associazione propone. Questo vuole anche essere un invito a tesserarsi perché, oltre ad avere qualche agevolazione economica, vi tiene informati “in tempo reale” sulle iniziative e vi dà la possibilità di parteciparvi ricevendo periodicamente delle lettere di aggiornamento. Infine vi invitiamo a leggere queste note e non buttarle subito, anche se non volete tesserarvi. Questo “SEMIBREVE” descrive fatti e persone che siamo sicuri che conoscerete anche voi. Nella nostra banda ci sono tanti giovani e meno giovani di Darfo B.T. (in tutto circa 80 persone) qualcuno lo conoscerete anche voi, scoprirete cosa fanno e come occupano un po’ del loro tempo libero, leggendo queste note non renderete vano il loro impegno.

II Consiglio Direttivo

02 Nuove leve parlano

Era già da parecchio tempo che ero entrato a far parte del giro della banda giovanile. Suono il clarinetto da due anni, ma solo ora ho cominciato le prime prove con la banda cittadina. Ho cominciato ad interessarmi alla banda quasi per caso: il mio vicino di casa un giorno di qualche anno fa, mi chiese se volevo andare con lui al corso di orientamento musicale, gratuito, al conventone. Io, sulle prime, ero rimasto titubante: avevo già altri impegni e poco tempo libero. Poi però lui mi convinse ed un mercoledì andammo, accompagnati da mio padre, al conventone appunto. Per il primo anno e mezzo abbiamo studiato soIfeggio, che ci veniva insegnato da Doriana, ed imparato il flauto dolce dal maestro Vittorio Alberti. Un giorno egli ci chiese che strumento avremmo voluto suonare: io ero incerto e scelsi lo strumento scelto dal mio amico, il clarinetto. Era a giugno prima delle vacanze estive. Quando queste furono trascorse bisognava tornare alla banda ed io ci tomai, mentre il mio amico no. Arrivato lì mi venne dato il bocchino del clarinetto e cominciai a suonare. Dopo un po’ di lezioni ricevetti il resto dello strumento. I miei successivi passi furono l’ingresso nella banda giovanile e l’acquisto di uno strumento mio. Il primo concerto con la banda giovanile lo ricordo ancora molto bene: era il concerto augurale di Natale 1993 aI S.Filippo di Darfo. Suonammo neIl’intervallo della Banda Cittadina e fu una grande emozione quando si aprì il sipario. E adesso eccomi qui, pronto o quasi, ad esordire nella banda cittadina. Pochi giorni fa mi è stata consegnata la divisa e, arrivato a casa non stavo nella pelle per provarla. La prima volta che sono venuto alle prove della banda cittadina mi sono trovato assieme ad un gruppo di persone più numeroso di quando suonavo nella banda giovanile. Ora sono l’unico clarinetto maschio che è entrato nella banda tra tutti quelli che facevano il corso di solfeggio con me. Sono molto contento di essere entrato in una banda più che centenaria che ha anche molti contatti con bande estere.

Enrico Colombo

 

03 Banda: volontariato e solidarietà

Quando si parla di volontariato viene spontaneo pensare a tutta quella gente che dedica gratuitamente parte del suo tempo alla cura, all’aiuto o comunque al sollievo delle pene che persone particolarmente sfortunate devono sopportare. Che siano queste vicine o lontane, poco importa. Il mondo è pieno di persone che hanno bisogno d’aiuto. Ne sa qualcosa Diego Ducoli, nostro ex segretario, e lo spiega benissimo nell’articolo da lui scritto proprio su queste pagine. E lui stesso, prima di partire per l’America del Sud, lo spiegava anche a noi della banda e a tutti i nostri amici con un bel capitolo che compare sul libro “LA BANDA - un secolo di musica - storia - cultura nella città di Darfo BoarioTerme” scritto per il centenario della nostra associazione. Sarebbe troppo lungo riportarlo qui interamente ma proveremo a riassumere il contenuto essenziale. Il concetto di base su cui si fonda l’intero scritto di Diego è il valore della "solidarietà" La solidarietà non ha una gerarchia di intervento; non c’è qualcuno che viene prima e qualcuno che viene dopo. Non c’è chi ne ha bisogno e chi non ne ha bisogno, “Solidarietà” è un valore assoluto che ogni individuo deve coltivare in sé. L’uomo, vivendo in comunità sociali, ha da millenni sviluppato il concetto e il valore positivo per la collettività, della solidarietà. Le religioni più importanti danno a questo valore, al pari delle dottrine puramente sociali che pongono l’uomo al vertice della considerazione, un’importanza straordinaria. Qualsiasi sia la motivazione personale che spinge alcuni di noi ad interessarsi del prossimo, vale il concetto che non può essere ignorato questo importante aspetto umanitario. La banda, in quanto forma di aggregazione sociale, non può essere esente da questa regola. E siccome è una forma, almeno in questi ultimi anni, di aggregazione sociale giovanile, la regola assume anche un valore educativo e costruttivo. I concerti per il Mato Grosso, le "Pastorelle" suonate nei ricoveri e all’ospedale la vigilia di Natale, i servizi gratis per le associazioni umanitarie, per i ragazzi orfani della Bandinha brasiliana, per i figli dei minatori inglesi (solo per citare i casi più recenti) sono esempi di questo impegno nella nostra associazione . Così scrive Diego alla fine del suo articolo... “Questi sono alcuni fra gli ideali fondamentali delle bande moderne e sono importanti soprattutto per il fatto che l’età media dei musicanti in questi anni va sempre più abbassandosi. E' giusto che l’ambiente della banda si presenti come ambiente educativo e formativo per i ragazzi.” Ecco il punto di incontro tra Banda e volontariato.

Ecco dove la banda con la musica, svolge anche la sua funzione sociale. La Banda non solo promuove e divulga la musica come arte ma, difende e insegna valori importanti come la solidarietà e l’amicizia. Non è così facile come potrebbe sembrare. Non sempre sono solo "rose e fiori". Occorre un impegno costante soprattutto di chi ha già ben chiaro in testa l’importanza di questo ruolo nell’organizzazione delle attività del gruppo; Molti possono aiutare; sia i genitori dei più giovani, collaborando con il consiglio direttivo, sia le autorità e l’amministrazione comunale nel dare una mano al sostentamento dell’associazione. L’impegno è grande. La posta in gioco lo è ancora di più: per il futuro occorrono generazioni che conoscano il valore antico delle parole solidarietà, amicizia, carità, tolleranza, sacrificio…… chissà che le cose domani non vadano in po' meglio.

Luigi Tagliabue

 

 

04 Cosa ne pensa il Presidente

Da 16 anni sono presidente della Banda Cittadina di Darfo B.T. e riconosco di sentirmi particolarmente orgoglioso di far parte di questo sodalizio, che attualmente conta più di settanta elementi, nella quasi totalità giovani e giovanissimi, e circa 200 soci sostenitori, che sono importanti per la sua esistenza.
Rivolgo a loro il mio più sentito ringraziamento perché è anche grazie al loro concreto apporto, che l’associazione potrà continuare nella sua attività ormai più che secolare e migliorare le sue doti musicali. Infatti in questi ultimi anni la Banda Cittadina ha fatto passi da gigante, grazie soprattutto al maestro Vittorio Alberti, che con tanta passione e competenza ha preparato tanti giovani che oggi costituiscono l’ossatura della banda stessa.
Questi giovani, nel corso degli ultimi anni, hanno gradualmente sostituito gli anziani musicanti e lo hanno fatto degnamente e con molto entusiasmo.
In questo ultimo periodo si sono registrati alcuni fatti molto importanti che sono entrati di diritto nella gloriosa storia della banda.
In primo consiste nel gemellaggio, risalente al 1991, con il corpo musicale di Herrenberg, nelle vicinanze di Stoccarda.
Quest’anno la nostra banda ha partecipato su invito ad un raduno internazionale nell’ex Germania dell’ Est nella città di Schlema nella bassa Sassonia, dove io ebbi sventura di trascorrere dal 1943 al 1945, un triste periodo quale prigioniero di guerra. Questa volta, è il caso di dirlo, sono stato trattato molto meglio di cinquant’anni fa, infatti a tutti noi è stata riservata un’accoglienza meravigliosa. Un’insegnate di musica del luogo si è dichiarata particolarmente colpita dal modo diverso di fare musica da parte del nostre sodalizio musicale che, contrariamente alle bande tedesche, non predilige le marce ed i ritmi militari. Tutti i cittadini di questa lontana località hanno apprezzato la musica del maestro Alberti e dei nostri validi ragazzi. Un motivo in più perché la nostra banda cittadina continui a vivere, magari con meno problemi economici.

Giovanni Chini

 

05 I giovani e la Banda

Nei giorni 23-24-25 settembre la Banda, su invito del corpo musicale di Schlema, ha trascorso un fantastico fine settimana in Germania dedicato principalmente alla musica e ad uno scambio culturale internazionale. Alla manifestazione hanno partecipato diversi gruppi bandistici provenienti da tutta l’Europa che hanno portato il loro folklore e la loro musica. Siamo sicuri tuttavia che della gita e di come si è svolta ne avrà parlato meglio qualcun altro; vorremmo descrivere invece come abbiamo avuto la splendida opportunità di trascorrere tre giorni insieme. L’eccezionalità di questa "trasferta" non è stato solo l’aspetto musicale (senza dubbio di notevole interesse) ma è stata la voglia di stare insieme dei ragazzi e degli adulti, la voglia di mischiarsi con gente completamente sconosciuta e fare amicizia. Già il viaggio, che poteva apparire lungo e faticoso, si è dimostrato, grazie alla simpatia di tutti i partecipanti, una buona occasione per divertirsi e per conoscersi meglio. L’impatto caloroso con cui i nostri amici ci hanno accolto ci ha fatto subito capire che eravamo i benvenuti. In poco tempo abbiamo socializzato con i musicanti dell’Estonia e degli altri gruppi musicali in intervenuti, coi quali abbiamo trascorso magnifiche serate in compagnia. Vi assicuriamo che un’esperienza così arricchente non ci è mai capitata: vedere tutta la Banda (giovani e meono) insieme agli estoni, ai tedeschi a ballare, cantare squarcia gola superando le barriere della lingua, vedere il pubblico entusiasta del nostro concerto salire in piedi sui tavoli per applaudirci (così usano fare durante quelle ,feste popolari quando l’entusiasmo è grande) e vedere la Banda dell 'Estonia insistere per suonare un famoso brano di Verdi insieme a noi, nonostante le difficoltà di un palco piccolissimo, parture, leggii e sedie insufficienti per due bande, vi assicuriamo che è stata un’esperienza assolutamente fuori dal normale ed indimenticabile! Estoni, tedeschi, polacchi, italiani tutti legati dalla musica: anche e soprattutto questo è la Banda!

 

 

06 Il Maestro spiega: recupero storico

Da alcuni anni mi sono proposto di recuperare parte del repertorio delle bande di fine '800 inizio '900 soprattutto per quel che riguarda le composizioni originali. Meno interessante e forse inutile sarebbe il recupero delle tantissime trascrizioni di brani d’opera che, in quel periodo (in assenza dei mezzi di diffusione di musica), sono stati certamente utili, anche se non sempre la qualità delle esecuzioni era alta. Negli scorsi anni ho "recuperato" vari brani come quando, nel 1988 per i concerti del centenario, sono stati eseguiti i brani "Liberty" del Maestro brenese Salvetti, la marcia "Darfo" del Maestro Scalmana e della "Mezzanotte" del M. Carlini. Altri brani "storici" sono stati "La sagra del Villaggio" di Sartori dove lo strumento solista sono state le campane tubolari e “L’antica piva di Natale" di Bossi, brano d’apertura del concerto augurale 1993, che ho cercato e rielaborato sollecitato da Enrico Abondio, il quale ne conosceva l’esistenza grazie ai racconti di alcune persone anziane di Darfo. Anche quest’anno ho deciso di introdurre un brano originale "La festa del villaggio" di Chibarro, un brano descrittivo e accattivante pieno di sorprese. La prima fase, a volte la più difficoltosa, e la ricerca delle partiture nei vari archivi delle bande o, come nel caso di quest’anno nell’archivio personale dell’amico Marino Anesa che, oltre a d’aver scritto vari libri sulle bande e suI canto popolare, ha recentemente pubblicato un "Dizionario" della musica Italiana per banda dal 1800 al 1945. Dopo un’accurata analisi si passa alla seconda fase che è quella di adattare l’organico esistente a quello attuale cosa non sempre facile perché la banda ha subito negli anni molte trasformazioni. Ad esempio nell’organico moderno sono sempre presenti saxofoni, che fino a 50 anni fa erano raramente utilizzati, per non parlare delle percussioni che oggi sono il "cuore" della moderna banda e che invece fino alla metà del nostro secolo si limitano ai soliti cassa , piatti e tamburello. Se da un lato c’è il problema dell'abbondanza da un altro bisogna sostituire quegli strumenti che nelle bande sono andati in disuso come le trombe in Mib, le trombe basse in Sib e le cornette. Altro problema è la sostituzione dei flicorni soprani che nelle partiture vecchie vengono impiegati molte volte con i clarinetti mentre nella moderna "Symphonic Band" vengono impiegati solo con parti solistiche. Naturalmente quando mi accingo a rielaborare queste partiture cerco sempre di non stravolgerne l’originale significato.
 

Vittorio Alberti

 

 

07 Impressioni dei neo-Consiglieri

La funzione principale del Consiglio Direttivo della nostra associazione è certamente quella di rappresentare ogni musicante nei vari momenti ed organizzare tutte le attività riguardanti la vita di tale associazione. Per questi motivi è essenziale, a nostro parere, che i consiglieri siano musicanti prima di tutto e quindi conoscano l’ambiente della banda. Fino a circa trent’anni fa il consiglio era composto unicamente da persone esterne; col passare degli anni si è lottato per ottenere innanzitutto un consiglio composto da membri interni (tranne il Presidente, com’è del resto tuttora) ed in seguito si è riusciti a coinvolgere donne e giovani. E’ cosichè nel 1986 si vede per la prima volta fra i consiglieri una ragazza e quattro anni dopo, nel 1990, due giovani (e per di più minorenni). All’inizio del 1994 è stato eletto un nuovo consiglio (essendo scaduto il mandato del precedente) che resterà in carica per quattro anni. E’ costituito da sette elementi (uno per ogni otto musicanti più il rappresentante dei soci ed il Presidente. Di quei sette, quatto sono uomini e tre donne ed il più "anziano" (se si escludono il Presidente ed il rappresentante dei soci ha 29 anni. Forse può spaventare l’idea che dei ragazzi così giovani debbano gestire gli affari interni ed esterni della banda, rappresentare tutti i musicanti in ogni occasione e dar loro il buon esempio sempre. Effettivamente questa idea ha spaventato anche noi consiglieri, soprattutto noi nuovi (alcuni erano già presenti nel consiglio precedente). Nonostante questi timori, però, ci siamo impegnati a rispettare gli appuntamenti lasciati in eredità dal consiglio precedente (per esempio il gemellaggio con la Stadtkapelle di Herrenberg e la II^ festa popolare) ed organizzarli nel miglior modo possibile. Sicuramente nel corso di questo primo anno ci saranno state delle mancanze da parte nostra ma probabilmente questo è anche abbastanza naturale considerando la nostra poca esperienza. Il passaggio da semplice musicante a musicante-consigliere comporta molti cambiamenti e questi non consistono solo nell’avere le chiavi della sede o a dover fare un consiglio quasi ogni settimana (anche se già questo non è poco), ma anche nel dover assumersi una maggior responsabilità nei confronti dell’associazione . Più o meno tutti anche prima ci siamo sempre dati da fare per la banda e proprio per questo motivo ci sembrava uno sbocco naturale entrare a far parte del consiglio, ma ben presto ci siamo resi conto che non è più la stessa cosa. Comunque continuiamo a confidare nell’appoggio di chi ha più esperienza di noi sicuri, del fatto che la voglia di lavorare è tanta da parte di tutti non solo dalla nostra.

I nuovi Consiglieri

 

08 Una Banda al femminile

Quando, nell’ormai lontano 1970, la flautista Delia Domestici entrò nella Banda di Darfo, lo scandalo, nel nostro comune e in tutta la valle, fu grande. Pure il parroco di allora criticò in un’omelia quell’unica presenza femminile in un ambiente prettamente di uomini e il padre della musicante dovette addirittura darsi alle percussioni per poter entrare nell’organico e mettere quindi a tacere le troppe malelingue sparse per tutta Darfo. Oggi le cose sono cambiate . E questo grazie all’impegno dei maestri, dei vari consigli direttivi e dei musicanti, durante tutti questi anni. La nostra è infatti oggi una banda "anomala" dove le ragazze sono, ormai, la maggioranza. Partecipano, decidono, suonano ogni genere di strumento, dalla batteria al trombone al clarinetto. Quando veniamo chiamati a qualche raduno oppure diamo concerti fuori dal nostro territorio, siamo in genere guardati con sospetto ed ammirazione: quante donne, e tutte giovani! Potete poi immaginare lo stupore della fanfara svizzera "Concordia", con cui abbiamo avuto un gemellaggio nel mese di maggio, un complesso in cui fino a qualche anno fa non era neppure contemplata la presenza femminile e in cui una donna ha suonato per la prima volta l’anno scorso: la figlia del direttore. Noi tutte siamo oggi felici di poter, con le nostre forze, aiutare a progredire questa associazione, tanto importante; ma soprattutto siamo soddisfatte di vivere in un ambiente dove la parità non è un obbiettivo da raggiungere ma una splendida realtà. E se vi sembra poco!

Paola Bianca Galli

 

09 Ci scrive Diego dal Perù

Carissimi amici, simpatizzanti, soci della banda cittadina di Darfo Boario T.; Pochi giorni fa mi è giunta qui in Perù la lettera di un amico musicante, e con la proposta di scrivere un articolo per "SEMIBREVE"; benché lo scrivere non sia ancora divenuto il mio forte; accetto volentieri almeno di provarci per due motivi: per primo è l’occasione di dire ancora una volta il mio grazie agli amici della banda, con i quali ho condiviso più di dieci anni di musica, lavoro, progetti, preoccupazioni, avventure, allegrie.....
Nonostante da quattro anni sia lontano (ma solo fisicamente!) dall’associazione, gli amici musicanti continuano a restarmi vicino ed essermi di sprono con i loro scritti e di aiuto e con la loro beneficenza.
Inoltre, ed è un immenso piacere, mi tengono informatissimo sulla vita della banda, dal più comune servizio al più importante concerto…… e oltre frontiera, in questi ultimi anni.
Così, se mai e poi mai potrà venire in me il ricordo di ciascuno di loro e dei bellissimi momenti vissuti insieme alle prove, ai servizi, ai concerti……. e alle passeggiate su per i monti, sapendo dei continui successi cresce anche in me l’orgoglio di appartenere (anche se purtroppo ora in forma poco attiva) alla Banda Cittadina dl Darfo Boario T..
Il secondo motivo è il forte desiderio di parlare di questa nostra realtà, di questa nostra gente, alla ricerca di chi ci aiuta a voler bene sempre di più a questi poveri.
Quando ho lasciato la banda, nel 1990, sono partito per Retiro, in Brasile: una missione delI’Operazione Mato Grosso dove già da 5 anni stava lavorando Pierfranco Rota (anch’egli di Darfo). Sono stati 2 anni di vita estremamente semplici in questa comunità sperduta nel “Mato”, sulle rive del fiume Tocantins, nell’omonimo stato.
Gente semplice, buona, molto aperta, socievole, laboriosa. Un popolo senza più radici: discendenti dagli schiavi africani la loro è tutta una storia di fuga, fin dal 1600. Fuga dalla schiavitù prima, dai grandi proprietari terrieri poi, dai moderni imbroglioni ora. Ancora non hanno una loro terra, un vero paese, e questa loro precarietà si rispecchia in tutta la loro vita: dal non sapere se le piogge saranno favorevoli e li raccolto soddisferà almeno il fabbisogno di un anno, al non sapere cosa potranno fare se qualche malattia grave colpirà uno dei loro figli, la mucca o il maiale ......
Dal non sapere cosa mangeranno domani, al non poter neppure immaginare il futuro dei loro figli…
E loro esprimono questa incertezza non usando il verbo al condizionale (dove comunque il soggetto siamo noi!) bensì anteponendo “se Dio vorrà”…”Dio sa”... “con fede in Dio”….. ad ogni affermazione.
Dopo aver vissuto 2 anni con questa gente, e un periodo in Italia, sono stato chiamato in Perù, a San Luis e poi a Chacas, la parrocchia di Don Ugo Decensi, il padre dell’Operazione Mato Grosso. Sono proprio qui, dove si ergono altissime le vette della Cordillera Blanca, fra le quali regna il Huascaran con i suoi 6650 metri, dove l’anno scorso persero la vita Battistino Bonali e Gian Domenico Ducoli mentre ne affrontavano la tremenda parete Nord.
E su questo sfondo da paradiso una realtà di di estrema povertà: i “campesinos” sono indigeni, cioè da sempre vivono in queste terre, possiedono una loro cultura, loro dialetto (il Quechuo) e questo li rende un po’ più chiusi, più sospettosi verso i “gringos” (bianchi).... il rapporto e così un po’ più difficile.
Ma come si fa a non voler bene a questi uomini che vivono tutto il giorno nei campi, con queste zappe dal manico cortissimo che li costringono a stare ricurvi su terreni tanto scoscesi che non si riescono ad arare neppure con i buoi. Dall’alba al tramonto nei campi; masticando coca e calce per non sentire ne fame, ne freddo; né sete né dolore, né stanchezza… e così il corpo si distrugge, la mente si intorpidisce... e già a 30, 35 anni sono uomini finiti. E le donne e i bambini, seduti nel ciglio delle mulattiere o dei sentieri, anche al di sopra dei 4000 metri, da soli a curare il loro piccolo gregge di pecore o di porci. Fanno compagnia a se stessi suonando la “Quena”: un flauto in legno il cui suono è in perfetta armonia con questi paesaggi. Ore di cammino per raggiungere un centro abitato... giorni per raggiungere l’ospedale più vicino. Lunghe carovane di asini carichi di legna, patate, granoturco, sale….. e dei viveri italiani che il padre Ugo distribuisce ai suoi ormai 8000 oratoriani, sparsi in ogni angolo di queste profonde vallate, e che ogni domenica si radunano nelle varie parrocchie per cantare, giocare, ricevere il catechismo, partecipare alla S. Messa e mangiarsi un bel piatto di “sopa”!
Questa è la nostra realtà, descritta molto velocemente, e mi scuserete se malamente. Sono queste quattro cose che vi ho detto, più la speranza del paradiso che mi legano a queste terre, a questa gente, alla vita.
E’ stata per me una grazia scoprire questo cammino…. vorrei riuscire a contagiare tutti gli amici cari: chissà se riuscirò con quelli della banda, magari organizzandogli una "tourneé sudamericana" dipenderà anche da voi, soci benefattori! Concludo questo miserrimo prodotto di notti insonni con un caloroso augurio di un felice Natale e di un prosperoso anno nuovo anche a nome di tutti noi qui. Grazie di tutto.

Diego Ducoli

 

10 Una bella tradizione: Le Pastorelle

Tempo di Natale. Tempo di amore, serenità, panettoni, regali. Così è per la maggior parte della gente, non per tutti. Da qualche anno la Banda, riprendendo una tradizione vecchia di quasi cent'anni, ha deciso di formare il gruppo "pastorelle": i componenti se ne vanno in giro, vestiti con vecchi mantelli (recuperati grazie ad alcune famiglie che gelosamente li conservano come prezioso ricordo di propri cari), di pastrani e cappellacci di montagna, a portare un po' di allegria ai propri concittadini e soprattutto a chi magari, proprio il giorno e la notte della vigilia, si sente un po' solo: gli ospiti delle case di riposo, i ricoverati dell’ospedale. Tu scendi dalle stelle, Siam Pastori, Bianco Natal, e la solita “Giuna a caso" (Jingle bells) da noi così soprannominata per la sua frequente ripetizione, il repertorio è sempre quello; alla fine della serata il fiato è poco e la fatica e tanta; ma tutto è cancellato dagli applausi degli adulti e dal sorriso bambini.

E poi, in fondo, passare il Natale con i propri amici donando un po' di gioia alla gente è una cosa, ve lo assicuro, emozionante, malgrado il freddo, le chiavi degli strumenti bloccate dal gelo, i mantelli scomodi.
Gli aneddoti da raccontare sarebbero mille ma che interessa mettersi ad elencarli uno ad uno! Quello che è importante è solo il nostro entusiasmo nel divenire pastori per una sera e il calore dimostratoci, sempre dai nostri ascoltatori.
Il programma di questa vigilia natalizia:
nel primo pomeriggio faremo visita agli ospiti delle case di riposo di Darfo e Pianborno, ai pazienti del nuovo ospedale di Vallecamonica e ai concittadini di alcune frazioni del Comune. In serata, proseguiremo il programma completando il giro nei restanti paesi della cittadina. Il programma più dettagliato, completo di orari, potrete trovarlo affisso, fuori dalle chiese e, presso i vari oratori, qualche giorno prima.

Paola Bianca Galli

 

11 La parola all'economo

Nel primo numero del nostro giornalino, un anno fa, ci siamo lasciati con una domanda e cioè: tutte le iniziative da noi intraprese hanno riscosso in voi maggior interesse nei confronti della nostra associazione? A noi sembra proprio di poter dire di si; certo non si possono fare passi da gigante, ogni miglioramento costa tempo e fatica da parte di tutti, ma possiamo dire che se i soci tesserati di quest’anno sono pari a quelli del 1993, certo possiamo affermare che la gente che "parla" di noi è sempre in aumento; ne è stata un esempio significante la II^ Festa Popolare della Banda svoltasi 9/10 Luglio, che ha incrementato quasi del 50% gli incassi dello scorso anno. Se poi nel 1994 abbiamo svolto qualche servizio o concerto in meno, non certo per mancanza di voglia, ma come molti di voi sapranno, i due scambi musicali, il primo a Maggio con la Fanfara "La Concordia" e il secondo a Settembre con la "Stadtkapelle" di Herrenberg, ci hanno impegnato in maniera consistente per quanto riguarda l’organizzazione, dandoci però grandi soddisfazioni venendo gremito in entrambe le manifestazioni il salone Igea delle Terme di Boario. Dal lato prettamente economico dobbiamo dire che le nostre entrate anche quest’anno, sono costituite dalla raccolta dei fondi del tesseramento dei soci, dal contributo del comune, che ancora una volta possiamo ringraziare per lo sforzo profuso nei nostri confronti dal lavoro della festa popolare (alla seconda edizione), dai servizi, civili o religiosi che siano e dai concerti organizzati nel territorio e fuori. Queste entrate ammontano a diversi milioni di lire è vero, ma non lasciatevi tradire da questo pensando che la nostra associazione navighi nell'oro!! Le spese che una banda come la nostra deve sopportare sono enormi, e vanno dal mantenimento della divisa (l’80% dei musicanti sono ragazzi molto giovani e quindi di anno in anno sorgono problemi per l’adeguamento di questa) alla bolletta della SIP o al materiale di cancelleria, compresi la fotocopiatrice ed un computer, strumenti ormai indispensabili per l’organizzazione e l’archiviazione di tutti i nostri lavori. Da alcune centinaia di migliaia di lire per nuove partiture, atte ad un continuo miglioramento tecnico musicale, ad alcuni milioni di lire per l’acquisto di nuovi strumenti (sembrano sempre più preziosi gioielli dal costo che hanno!).

Importantissimo per noi, è il mantenimento di un adeguato parco strumenti per la dotazione dei ragazzi che entrano a far parte della nostra scuola; infatti, proprio per il costo elevato di questi, non si può caricare ai nuovi allievi la spesa dello strumento anche perché all’inizio non si è mai sicuri che sia una scelta definitiva. Vorrei altresì ricordare, che i nostri corsi, dall’insegnamento di base a quelli di perfezionamento strumentale, sono completamente gratuiti ed aperti a tutti i ragazzi dalla 4^ elementare in su, e di questo, lasciatecelo dire, ne siamo davvero orgogliosi. Infine, la spesa derivata dalla stampa di questo giornalino (la distribuzione avviene tramite il lavoro di tutti i nostri ragazzi), a noi sembra indispensabile proprio perché entrando in tutte le case, porta notizie che servono a dare anche a quelle persone che non ci conoscono, un’immagine giusta e concreta del lavoro svolto da tutti i componenti di un’associazione come la nostra. Ci auguriamo nuovamente che il nostro impegno serva a sensibilizzare sempre più gente alla realtà della banda per la soddisfazione del presidente, del maestro, del consiglio direttivo, ma soprattutto per la gratificazione di tutti i giovani musicanti, che dedicano molto del loro tempo alla musica con la "m" maiuscola.

Daniele Gabossi
 

12 Programmi 1995

Il Consiglio Direttivo ha deciso di utilizzare il 1995 come anno di "riposo". Questa scelta è dovuta al fatto che il 1994 è stato un anno ricco di lavori che hanno messo a dura prova il Consiglio appena nato ritrovatosi a portare a termine impegni presi dal precedente consiglio, ma a dura prova sano stati messi anche tutti i componenti della Banda e chi in quelle occasioni ci ha aiutato.
1995 dunque di "riposo" ma gli impegni non mancano:

PRIMO FINE SETTIMANA DI LUGLIO: III FESTA POPOLARE
Anche quest’anno vogliamo continuare la tradizione intrapresa due anni orsono dellE Festa Popolare della Banda Cittadina di Darfo.
Il Consiglio è rimasto molta contento della riuscita delle precedenti edizioni, quindi, perché non rifarla!! Sarà sicuramente l’impegno più gravoso del '95 ma con l’aiuto che già ci è stato offerto dai nostri amici e con quello che ci verrà offerto più avanti, si riuscirà ulteriormente a migliorare in tutto (servizio, organizzazioe etc.),riuscendo così ad avere un guadagno più cospicuo che, come sapete, verrà utilizzato per il sostentamento dei corsi di Orientamento Musicale organizzati dalla nostra associazione: l’iniziativa a cui teniamo di più e per questo il più oneroso per quello che riguarda le spese. Vi aspettiamo tutti, dunque, nel piazzale in via Quarteroni dietro l’Ex-convento.

GITA ANNUALE (data da definire)
Sono ormai due anni che la Banda non organizza una gita dedicata esclusivamente allo "svago", è vero che siamo stati in Germania ed in Svizzera ma queste gite erano sempre piene di impegno e di responsabilità da parte di tutti per la buona riuscita organizzativa e soprattutto musicale. Volendo lasciare in disparte i gemellaggi, quindi, quest’anno faremo una gita della durata di un giorno senza il vincolo della divisa e degli strumenti. Una giornata dedicata al divertimento, allo stare insieme e al conoscerci meglio. A questa gita saranno invitati tramite lettera tutti i soci 1995, e tutti coloro, anche non tesserati, che vorranno parteciparvi sono ben accetti, basta che si tengano informati tramite chi di loro conoscenza sia all’interno della banda o fra i soci.

CONCORSO DI BANDE
Il Consiglio ed il Maestro sono convinti, avendo già fatto esperienze in campo, che fare un concorso sarebbe una bellissima esperienza. Negli ultimi anni, non è stato possibile parteciparvi in quanto altri impegni ce lo hanno impedito. Il concorso è uno stimolo a migliorarsi ulteriormente per far bella figura di fronte alle altre bande, ma serve anche e soprattutto per conoscere altri complessi e instaurare rapporti con questi.

ALTRI IMPEGNI IN BREVE:

CONCERTI ESTIVI SUL TERRITORIO
FESTA DI S.CECILIA (Novembre)
STESURA STAMPA E DISTRIBUZIONE GIORNALINO (NOV. - DIC.)
CONCERTO AUGURALE (ULTIMI GG. DI DICEMBRE)
OLTRE NATURALMENTE I SOLITI SERVIZI CIVILI E RELIGIOSI

 

13 Rassegna stampa: "Hanno detto di noi"

Da “Brescia Musica” N. 42 giugno 1994

A BOARIO E BRESCIA IL “SOUND ELVETICO”

“Abbiamo conosciuto questo gruppo definito da alcuni Fanfara da altri Brass Band lo scorso anno a Kerkrade, in Olanda, nel corso della dodicesima edizione del Concorso mondiale per Bande. Protagonista di un concerto serale, lasciò una ottima impressione, almeno a noi italiani, poco avvezzi al sound molto speciale e caratteristico delle Brass Bands.
L’abbiamo ritrovata in tounée a Boario Terme e a Brescia, gemellata con il Corpo Musicale cittadino di Darfo diretto dal M. Vittorio Alberti, e ci siamo beati di oltre 4 ore di musica (due concerti) eseguita da circa quaranta strumentisti.”
“Tutto il complesso risponde in maniera esaltante alle sollecitazioni del maestro Géo Pier Moren, un nome di grande garanzia nel settore delle Brass Band, essendo il titolare della bacchetta del complesso intitolato “13 Etoiles”, plurivincitore di concorsi internazionali”.
“Un concerto degno di essere ricordato ancora per molto tempo, almeno da noi”.
 
 

Da il “Giomale di Brescia” dell’11 ottobre 1994

I SUONATORI DI DARFO CONSOLI DA WAGNER

“La Banda cittadina locale si fa onore in Germania. Invitata ad Aue alla Sommerfest, suona brani di musica italiana e riscuote dal numeroso pubblico presente simpatia e apprezzamento. E tutto nella terra di Wagner. Parecchie sono state le formazioni intervenute alla rassegna. Hanno favorevolmente impressionato per le capacità esecutive alcuni complessi provenienti dalla Polonia, dall’Estonia e dalla Cecoslovacchia. Non sono mancati i gruppi folcloristici, che hanno riprodotto motivi propri delle loro regioni. Le varie bande si sono esibite in rotazione, su due palchi allestiti sotto una grande tenda. Come si diceva, la banda cittadina di Darfo Boario Terme, diretta dal M. Vittorio Alberti, si è segnalata per la scelta intelligente e l’esecuzione ben orchestrata di musiche di autori italiani. Un brano di Verdi è stato eseguito addirittura con un altro complesso bandistico, che a tutti i costi ha voluto suonarlo "all’italiana". La partecipazione alla Sommerfest è stata l’occasione per stringere amicizie e conoscenze con i musicanti stranieri. I dirigenti della banda estone hanno invitato i camuni a recarsi da loro per la manifestazione concertistica del prossimo 21 maggio. Affinità d’interessi, dunque, simpatia e desiderio di collaborazione, forse in vista un gemellaggio d’arte con scambio di visite a domicilio. L’esperienza vissuta in Germania è stata positivamente considerata dai componenti della Banda cittadina di Darfo. Ci ha permesso, dicono, di confrontarci con altri generi musicali e ci ha offerto la possibilità di approfondire le nostre conoscenze. Ottima l’ospitalità degli amici tedeschi. Ora l’appuntamento è per l’Estonia, forse ci sarà”.
 

Da giornali tedeschi della zona di Schlema (Aue)

“MUSICA VIVA” A SCHLEMA (AUE) UNDICI ORCHESTRE IN GARA MUSICALE

La terza festa Bandistica inizia domani a Schlema. Dopo un’altra esibizione dell’orchestra di Tartu, alle ore 18.30 l’ensamble Banda Cittadina di Darfo Boario Terme, porta note italiane a Schlema.
……… Ancora sul palco N.1, come uno speciale tocco di colore, nel girotondo musicale, l'orchestra a fiato Italiana......
.....Durante lo svolgimento del programma musicale non ci sono state pause, perché di seguito l'orchestra italiana, proveniente dalle vicinanze di Brescia, in alternanza con i musicanti di Tartu, richiedevano l’attenzione dell’occhio e dell’orecchio del pubblico
.....I musicanti estoni sono stati congedati con un caloroso applauso. Questi hanno fatto spazio agli ospiti dall’Italia, l’orchestra a fiato Banda Cittadina di Darfo B.T.. Il direttore d'orchestra Professor Vittorio Alberti può gioire, dato che anche nella sua ensamble il predominio è dei giovani.

Giovane e moderna è la loro musica, non adatta al tema della musica dei minatori, cosa però che non ha affatto danneggiato il piacere musicale.....
.... e la banda Cittadina di Darfo B.T. dall’Italia, ha dato grande valore alla musica classica e moderna per orchestre a fiato. Una particolarità che è stata accolta molto positivamente da un pubblico viziato dalla musica a ritmo di polka.

DALLA LETTERA DI RINGRAZIAMENTO PER IL SERVIZIO A SCHLEMA

Gentili Musicanti, i soci della "Banda" di Schlema, vi vogliono esprimere un grande ringraziamento, per la vostra eminente prestazione musicale, durante la nostra terza Festa lnternazionale della Musica a Schlema. Una gran parte del merito per il completo successo di questa festa è vostro. Ci rallegriamo per una prossima collaborazione. Per il Consiglio Direttivo Stefan Richter.

 

a cura di Guerrino Alberti

 

14 S.Cecilia: ovvero cronaca di una sera di festa

Il 22 novembre di ogni anno ricorre la festa di S. Cecilia patrona della musica. Questa ricorrenza sembra accomunare tutti coloro che fanno musica, sia pur nelle forme e a livelli differenti. Sono infatti numerosi i complessi bandistici, i cori parrocchiali , i gruppi d’ottoni, d’archi e di legni presenti in realtà anche periferiche, come può essere la nostra valle. E’ doveroso sottolineare come quest’arte, definita da molti la piùnobile, sia così amata e sentita da folti gruppi di persone dalle svariate abitudini. Non dimentichiamo poi che l’Italia è la culla della musica classica, quella musica che ha invaso il mondo! Proprio per questo noi italiani siamo custodi di una grande tradizione, da difendere e mantenere nel tempo per le generazioni future. Come tradizione vuole, anche noi della Banda abbiamo onorato la nostra protettrice prima con una S.Messa celebrata nel Santuario Madonna degli Alpini in Boario e poi con una cena alla quale non sono voluti mancare genitori, amici, soci e il sindaco della nostra città. E' stata una serata semplice e serena che per molti di noi si è protratta sino a tarda notte con canti, balli e squarci di brani popolari improvvisati con gli strumenti. Nel corso della serata non è mancato l’elemento ufficiale, infatti il consigliere "anziano" Daniele Gabossi ha provveduto a fornire il resoconto dell’attività svolta durante ll’anno che sta per finire. Hanno fatto gli onori di casa il presidente Chini Cav. Giovanni, il Maestro Vittorio Alberti, l’amico Albrici Com. Abramo e infine ha preso la parola il neo eletto sindaco Ing. Luigi Pelamatti. Le autorità presenti hanno ringraziato e incoraggiato i membri della banda per l’attivita svolta e per le molteplici iniziative che ogni anno vengono intraprese. Così è stata degnamente ricordata S.Cecilia.

Vela Luciano

 

15 Ultima pagina

Semibreve 1995

01 L'intonazione .... un bel problema

L’intonazione è da sempre uno dei punti deboli dei complessi bandistici e anche se negli ultimi anni qualcosa è migliorato resta parecchio da fare sia da parte dei suonatori che dei direttori. Una buona intonazione è difficile da ottenere persino con dei professionisti a maggior ragione quindi con suonatori dilettanti perché già gli strumenti stessi per la loro costruzione presentano delle piccole differenze dovute agli armonici che li caratterizzano, differenze che si evidenziano ancora di più con la scala temperata (do diesis = re bemolle). Se aggiungiamo che per i fiati c’é anche il problema di emissione e tenuta del suono (qualche volta dovuto anche al poco esercizio) si capirà come è difficile ottenere una buona intonazione. Ecco allora alcuni suggerimenti pratici. Il suonatore dovrà avere un buon controllo del suono e una buona conoscenza della propria parte, inoltre mentre suona dovrebbe ascoltarsi ed eventualmente correggere il suono se risulta sbagliato quando lo esegue con gli altri (per questo un brano deve provato molte volte. Al direttore spetta il compito (più arduo) di intonare tutti gli strumenti (meglio se dopo una decina di minuti di esercitazione); per questo un buon aiuto può venire dall’uso dell’intonatore anche se l’ultima "parola" deve restare all’orecchio. Dopo aver intonato una sezione si può controllarne 1’intonazione facendo eseguire una triade (accordo) per verificarne la correttezza. Anche l’ordine non va’ trascurato perché alcuni strumenti si raffreddano più in fretta ed allora meglio partire da flauti e trombe per finire con i clarinetti che tengono più a lungo la temperatura. Altro compito del maestro è di curare un organico equilibrato, cercando così di ottenete un buon equilibrio sonoro già all’interno delle varie sezioni.

Il Maestro Vittorio Alberti

 

 

02 E la Banda continua ....

Siamo quattro ragazze ed essendo entrate recentemente nella Banda ci siamo prese il compito di scrivere un articolo in cui parleremo delle nostre prime impressioni. Vorremmo inizialmente descrivere come abbiamo affrontato le varie tappe all’interno di questa associazione. L’impatto con la musica, attraverso i corsi di orientamento, all’inizio è stato un po’ impegnativo, successivamente però abbiamo cominciato ad interessarci e ad appassionarci sempre di più. Finalmente, dopo un anno e mezzo circa di solfeggio e di esercizio, siamo entrate a far parte della mitica "Banda Giovanile", una fase preparatoria ad un futuro ingresso nella vera e propria “Banda”. Le prime serate di prova ci sentivamo disorientate ma nonostante tutto abbiamo cominciato a fare amicizia con le persone che si sono dimostrate più aperte nei nostri confronti. Poi, attraverso le nuove iniziative della Banda, siamo riuscite ad ambientarci meglio nel gruppo giovanile. Dopo un anno di esperienze e di pratica, finalmente siamo riuscite a raggiungere il nostro obiettivo: entrare nella "Banda Grande", come noi di solito la chiamiamo. Da qui in poi abbiamo cominciato a partecipare alle varie uscite e ai concerti che ci hanno regalato una serie di soddisfazioni personali spronandoci sempre di più a continuare questa attività. Inoltre ci sentiamo veramente partecipi di un gruppo giovanile abbastanza compatto. Noi speriamo vivamente di seguitare far parte di questa associazione per portare avanti il lavoro dei nostri predecessori e riuscire a coinvolgere in questa realtà nuove persone, in modo che tanti anni di impegno non finiscano nel nulla.

Baisini Gloria
Pedersoli Emanuela
Soardi Erica
Soardi Ilenia

 

03 Cosa ne pensa il Presidente

Il fatto di essere presidente della Banda Cittadina di Darfo B.T. da ben 17 anni mi fa sentire orgoglioso ed anche un po’ più giovanotto, visto che sono circondato soprattutto da ragazze e ragazzi che hanno portato il nostro gruppo musicale non soltanto ad un necessario ricambio generazionale, ma anche ad un miglior livello qualitativo. La nostra banda si è fatta apprezzare anche all’estero, grazie all’impegno e alla professionalità del maestro Vottorio Alberti che con tanta passione e competenza da ormai 13 anni, dirige il nostro sodalizio musicale.

Quest’anno abbiamo ritenuto opportuno non effettuare le consuete trasferte all’estero (in Svizzera e in Germania, a Herrenberg) per risparmiare il denaro necessario per l’acquisto di nuovi strumenti musicali e permettere ad altri giovani di inserirsi nella Banda. Il nostro sodalizio pur non navigando nell’oro, ha in parte risolto i problemi economici che avevano messo in forse l’esistenza stessa della Banda. I nostri duecento soci sostenitori ci permettono, con i loro generosi contributi, di guardare al futuro con maggiore serenità. Siamo certi che gli attuali Amministratori, Sindaco in testa, manterranno le promesse che ci hanno fatto perché anche a loro sta a cuore il futuro della nostra Banda, cha dà moltissimi anni da lustro alla nostra città.

Giovanni Chini

 

04 La parola all'economo

Il 1995 volevamo dedicarlo al "riposo", organizzativo s’intende, e oggi ci ritroviamo con un attivo di ben 7 concerti e 15 servizi svolti principalmente nel territorio del nostro Comune. Ci auguriamo con questo di aver fatto cosa gradita ai nostri concittadini alcuni dei quali a volte (poche volte a dire il vero) ci "rinfacciano" di non essere sufficientemente presenti fra loro con le nostre sfilate o concerti in piazza. Quest’anno abbiamo temporaneamente sospeso gli incontri al di fuori dei confini italiani, tutti voi ricorderete i carissimi amici della STADTKAPELLE di Herrenberg (Germania) o quelli della FANFARA LA CONCORDIE (Svizzera) con i quali da alcuni anni intrecciamo inviti e trasferte; abbiamo potuto così rispondere positivamente alle molteplici e svariate richieste che ci sono state fatte. Sono state molto diverse fra loro, dal servizio delle prime Comunioni alla sfilata per il 40° anniversario della sezione AVIS di Darfo, dai concerti effettuati per le bande a noi vicine che festeggiavano le loro ricorrenze a.… una richiesta piuttosto curiosa e direi singolare vista che anche per noi è stata la prima volta in quel di Bessimo qualche mese fa una coppia di sposi festeggiava il loro 25° anniversario di matrimonio, e fin qui niente di strano; il fatto curioso è che degli amici di questa coppia per far loro una sorpresa hanno deciso di regalargli una bella serenata eseguita dalla nostra banda giovanile! Non pare anche a voi una simpatica trovata?!?
Parlando di economia, cogliamo l’occasione per ringraziare ancora una volta l’Amministrazione Comunale per il suo contributo annuale che va sommato a quelli della Provincia e della Regione; un grazie inoltre va a quegli Istituti Bancari che hanno risposto generosamente alle nostre richieste di aiuto economico. Altri introito poi; derivano da servizi civili, religiosi o funebri che svolgiamo nei vari mesi dell’anno. I risultati ottenuti con la campagna associativa sono rimasti costanti rispetto al 1994; cosi come quelli della Festa Popolare giunta ormai alla 3^ edizione. A proposito della Festa dobbiamo dire a malincuore che nonostante anche quest’anno abbiamo segnato un incremento lordo rispetto alle precedenti, una parte consistente degli utili e stata letteralmente ingoiata da ingenti spese burocratiche. Questo è uno dei problemi più gravosi che pongono una seria ipoteca sulla realizzazione della 4^ edizione del 1996; o perlomeno sarà d’obbligo trovare una soluzione alternativa per non ritrovarsi a lavorare come dei matti per poi ricavare ben poco. Lo scopo principale per cui abbiamo intrapreso quest’iniziativa è quello di sensibilizzare tutta la cittadinanza ma nonostante questo dobbiamo tener presente il detto: «il gioco vale la candela?"... Fonte di risparmio invece, la mancanza di viaggi all’estero come già detto in precedenza che ha contribuito alla gestione dei corsi di orientamento musicale e di perfezionamento strumentale (completamente gratuiti e aperti a tutti), alle vari spese di cancelleria, di telefono, fotocopiatrice, mantenimento dei locali e delle divise, acquisto delle partiture e strumenti. Finalmente dopo 3 anni, ci siamo potuti permettere una breve ma meritatissima gita alle Cinque Terre in Liguria dedicata esclusivamente al divertimento. La giovane età dei componenti della banda è il nostro fiore all’occhiello ma anche questo aspetto ha il suo rovescio, cioè frena un po’ quelle che potrebbero essere iniziative musicali al di fuori del territorio che farebbero gola invece al nostro maestro Alberti, abituato com’è a frequentare molte altre bande anche fuori provincia avendo così degli orizzonti ben più vasti dei nostri. Pazienza, d’altra parte con una banda e un consiglio direttivo così giovane, non si può rischiare di scivolare in errori di valutazione dovuti alla mancanza di esperienza, ma seguire diligentemente la strada tracciata in questi ultimi anni da persone più esperte che hanno permesso un balzo in avanti del nostro gruppo.

Concludendo, siamo ormai al termine di questo 1995, ed è con grande gioia che possiamo affermare di aver avuto una gestione economica piuttosto positiva che ci permette di guardare al futuro con più ottimismo pensando con tranquillità al 1996 durante il quale avremo un nuovo scambio musicale in svizzera, la possibilità di ampliare ancor più i corsi di perfezionamento, ed infine avremo “forse” la possibilità di acquistare quegli strumenti che fin ora abbiamo solo desiderato.

Gabossi Daniele

 

05 Note d'amore

Poiché la nostra associazione musicale è aperta a tutti coloro che desiderano far musica, senza distinzione di status, si è assistito in questi ultimi quindici-vent’anni ad un continuo e progressivo aumento del numero delle donne tra le fila della banda.
Infatti, sulla base degli organici riportati nel libro “La Banda” redatto in occasione dei presunti cent’anni di vita della medesima, si può notare la presenza della prima rappresentante del gentil sesso nel 1970, seguita dai sei rappresentanti nell’1981, da ventidue nell’1988 fino ad arrivare alle ventisei attuali.
In fine è interessante notare che la percentuale di donne che compongono il complesso è passata negli ultimi dieci anni circa dal 21% al 45%. Il repentino adeguamento nella composizione dell’associazione ai mutamenti sociali ha inciso nei rapporti interni fra i musicanti. L’omogenea ripartizione dei musicanti tra i due sessi ha con il tempo creato varie unioni d’intensità e durata diverse che hanno portato anche alla costituzione di tre recenti famiglie, due delle quali hanno già dei figli che speriamo possano essere il futuro dell’associazione. Le unioni che nascono e muoiono danno origine a sguardi, battute, pianti, tensioni che non restano circoscritte agli interessati,ma si estendono un po’ a tutti causando il coinvolgimento di alcuni e l’indifferenza di altri.
Questo significa, che nel clima interno della banda l’amore non è affatto una realtà ininfluente.
Il sentimento dell’amore poi è il tema principale di meravigliose composizioni musicali di tutte le epoche e i generi, che anche la nostra banda spesso interpreta nei concerti. In particolare mi piace ricordare il brano “I pray for the power of love” di Van Delft a cui noi bandisti siamo particolarmente affezionati, perché lo abbiamo spesso dedicato all’amico Diego Ducoli che da alcuni anni è missionario in America Latina per testimoniare e donare il proprio amore ai poveri.

Luciano Vela

 

06 E' bello essere socio

La Banda Cittadina di Darfo Boario Terme oltre che a essere composta da un bel numero di musicanti è sostenuta anche da un gruppo di soci. Diventare soci di un gruppo o di un’associazione di solito è abbastanza semplice, della Banda Cittadina ancora di più. Basta rivolgersi ad uno dei musicanti o ad un membro del consiglio dal quale si ottengono le informazioni necessarie. La quota da versare è modica, solo 20.000 lire, tutto qui, come come vedete è molto semplice.
Io però la cosa l’ho vista da un altro lato. Si sa che noi italiani la musica un po’ l’abbiamo nel sangue, se a questo si aggiunge la Banda la cosa è fatta. Tutti noi quando sentiamo le note musicali di una banda mentre sfila o fa dei concerti, prestiamo un po’ più d’attenzione che quando si ascolta della musica alla radio o in altre occasioni. Io mi sono avvicinato lentamente a questo gruppo di magnifici ragazzi e ragazze, quasi tutti come età potrebbero essere miei figli. Ho iniziato a seguirli prima più distaccato poi piano piano sempre più da vicino. Stando con loro le sere durante le prove, partecipando alle sfilate, ai concerti in Italia e anche all’estero e perché no alle gite e cene collettive, provo le belle emozioni delle grandi famiglie, altruismo e grande rispetto reciproco. Vedere crescere circa sessanta persone così diverse d’età, sesso, interessi ma con in corpo una grande unica passione che li lega, la musica; suonare, stare insieme, fare parecchio per il prossimo non è cosa di tutti i giorni. Potrebbe essere cosa per tutti però, basta volerlo, per questo vi consiglio, avvicinatevi di più a questo stupendo gruppo, vivete con loro più momenti, belli o brutti che siano, vi assicuro che dopo anche voi potrete dire “è bello essere soci”.

Il Rappresentante dei Soci
Giuseppe Albertinelli

 

07 Frasi tratte da una lettera di Diego

Chacas 15-08-1995

.... “Io vi sto scrivendo oggi, che è un giorno di super-festa qui a Chacas: Mama Ashu (la Madonna Assunta) è la patrona di qui di Chacas, ed è proprio una gran festa……

Molto più che che il nostro S.Faustino; tutti i chacassini emigrati alla costa ritornano, le strade sono piene di banchetti, musica a tutto spiano, nei gracchianti altoparlanti del Comune,… Gente nuova, incontri, saluti,….. Le funzioni religiose più brevi durano tre ore…… La chiesa (nonostante sia enorme) è riscaldata dalle candele, simbolo principale della fede e della devozione della gente. Tutti in piazza e per le vie…. Ricchi e poveri, asini, cani, mucche, maiali, galline…. Tutti un casotto. Se esci la mattina presto è un terreno minato: merde in tutti gli angoli…. Poi sembra che durante il giorno spariscano nel nulla, .... Forse le fanno sparire i cani…. Come sarà? Ubriacature solenni, cose incredibili, scene pietosamente comiche…. sono proprio incorreggibili. Vedi ubriachi anche quelli che non penseresti mai….. come si riducono!” …

.... “All’ospedale adesso va un po’ meglio: è venuto un gruppo di chirurghi volontari dall’Italia, e sono davvero stupendi…. Brava gente! Vedono tutti i problemi (che sono tanti!), ma si adattano, affrontano, risolvono o suggeriscono soluzioni ed è bellissimo lavorarci assieme. Che fortuna quando arriva gente così ad aiutarci!”….

.... “Io sono ancora qui a sognare di cominciare questa scuola meccanica, ma finché la centrale mi dà tanti problemi, continuerò a sognare! Ma verrà un giorno in cui si partirà! (se Dio vuole)”….
 
Diego Ducoli
 

08 Corrispondenza con l'estero

In un mondo come il nostro, che si evolve ogni giorno e dove non è ammissibile rimanere ostinatamente appartati nel proprio angolino, avere rapporti con paesi, genti, culture diversi è un qualcosa non solo di piacevole ma quasi di essenziale. Questo la nostra Banda già da tempo l’aveva capito, ecco perché negli ultimi anni tutti si sono impegnati per renderla come dire, internazionale. Abbiamo fatto gemellaggi, visitato nazioni straniere e ciò ha permesso noi di conoscere popoli differenti, tedeschi, svizzeri, estoni. Da tutti abbiamo imparato qualcosa, a tutti abbiamo dato qualcosa: il nostro essere italiani, non solo nella musica ma proprio nel nostro modo d’essere.
E siamo fieri di dire che siamo sempre piaciuti! Certo, non siamo tutti poliglotti, c’é chi è più comunicativo e chi più timido, chi si adatta meglio e chi strizza un po’ il naso, ma è normale in un gruppo come il nostro abbastanza numeroso. Quest’anno la Banda ha deciso di impegnarsi maggiormente sul piano musicale, partecipando ad un concorso e rinunciando ovviamente a spostarsi da Darfo. Ma noi non ci siamo certo lasciati scoraggiare e, impugnata la penna, in forma ufficiale o privata abbiamo dato il via ad una fitta corrispondenza. Non è facile aver qualcosa da dire a persone che si sono magari conosciute per due giorni, di cui si sa poco quindi, e che non parlano la tua lingua: se con i tedeschi si ha però in comune una cultura europea (che comprende un po’ tutto: letteratura, musica, cinema...) potete immaginare voi che cosa possiamo avere in comune con degli estoni, che fino a cinque-sei anni fa hanno vissuto divisi dal mondo occidentale, che sono di ceppo linguistico ugro-finnico, che incominciano ora a studiare l’inglese o il tedesco e che al massimo parlano fluentemente il russo! Eppure anche con loro, così distanti, siamo riusciti a legare tanto da ottenere un invito nella loro città Tartu.
Ovviamente abbiamo dovuto rinunciare: andare con il pullman è una pazzia e con l’aereo è dispendioso. Avere amici sparsi per il mondo è una cosa bellissima, e la Banda ci ha dato modo di ampliare i nostri orizzonti. E’ straordinario capire di essere un nonnulla nella vastità dell’umanità, ma un nonnulla essenziale, interessante e piacevole per chi non è che un granello come noi.


Paola Bianca Galli

 

09 Pastorelle

Ormai da parecchi anni; anche per mantenere in vita una suggestiva consuetudine, i musicanti della Banda, la vigilia e la notte di Natale, si impegnano nelle tradizionali "Pastorelle". E così si divertono a suonare per le strade motivi tipici e a tutti noti (Siam Pastori e pastorelle, Jingle Bells, Bianco Natale,...), sfoggiando per l’occasione un abbigliamento alquanto particolare: enormi mantelli scuri, grandissimi cappelli multiformi, grossi maglioni di lana e pesanti scarponi. Ma dietro a tutto ciò c’è un complesso lavoro di organizzazione. Ogni anno viene formato un apposito “Comitato Pastorelle" (composto da alcuni musicanti e da uno o più consiglieri), a cui spetta il gravoso compito di delineare il percorso da seguire, naturalmente cercando di soddisfare le svariate richieste da parte di case di riposo, ospedali e amici compaesani. Inoltre non è molto semplice riuscire a procurarsi il bizzarro abbigliamento che siamo soliti indossare; e ciò diventa sempre più difficile, dato che il numero dei “Pastori” aumenta progressivamente di anno in anno. Le difficoltà sono tante, ma i tenaci musicanti della nostra Banda non si fermano davanti a nulla pur di continuare a vivere le mitiche "Pastorelle". Si tratta infatti di un’esperienza particolare: é fantastico avere la consapevolezza di portare un po’ di allegria a persone sole e ammalate, vedere i bambini sorridere, ascoltare gli anziani cantare i motivi natalizi che noi suoniamo, scorgere la gente che spia dalle finestre illuminate, accorgersi che i passanti si fermano a guardare incuriositi: tutto contribuisce a rendere ancora più singolare il magico periodo natalizio. Ed è così che potrete trovarci anche quest’anno, la vigilia di Natale, sparsi un po’ ovunque, infreddoliti, ora di sera stanchi e senza fiato, ma felici di essere insieme a portare i nostri migliori auguri a tutti.

P.S. Il programma della giornata verrà ampiamente pubblicizzato.

Elena Barbetti

 

10 Concorso a premi

11 Ultima pagina

Semibreve 1996

01 Un anno di attività

Siamo ormai al termine di questo 1996 e guardando al lavoro svolto nei mesi appena trascorsi non possiamo che essere soddisfatti. Molte sono state le richieste di partecipazione a manifestazioni rivolte alla nostra banda e seppure tutti abbiamo dato la massima disponibilità, alcune di queste hanno avuto risposta negativa e ce ne scusiamo. Abbiamo al nostro attivo, ad oggi, ben dodici servizi, dodici concerti, un raduno ed un gemellaggio: quindi, un programma davvero intenso.
Quest’anno, inoltre abbiamo dato il via ad una nuova esperienza tanto singolare quanto insolita; insieme al Coro A.N.A. di Darfo sono stati organizzati sette concerti estivi.Il primo della serie lo abbiamo svolto nel chiostro interno all’ex-convento di Via Quarteroni, dove sia noi che il Coro abbiamo la sede sociale, ed è stato concluso con un bel rinfresco offerto a tutti i partecipanti e un fuori-programma musicale e corale basato su canzoni popolari. Tre concerti li abbiamo eseguiti nelle Terme di Boario, due organizzati dalla COTABO e uno invitati dall’ANBIMA per festeggiare un’occasione particolare. Ed in fine altri tre li abbiamo svolti nelle frazioni del Comune ad Erbanno ed Angone e uno presso le Terme di Angolo. Tutti questi concerti hanno riscosso consensi favorevoli dandoci grosse soddisfazioni con il pubblico sempre numeroso ed attento; quale migliore ricompensa per chi come noi dedica volontariamente del proprio tempo ad attività impegnative come questa?
A metà settembre poi ci siamo recati per la seconda volta a Vetroz in Svizzera a far visita ai nostri amici della Fanfara "La Concordia", ma per questo vi rimando all’articolo scritto dai nostri ragazzi che meglio di me hanno saputo raccontare i due giorni trascorsi oltre confine.
Anche le attività extra-musicali hanno dato i loro frutti: la festa popolare giunta alla IV edizione ha visto un pubblico ancor più numeroso, nonostante il tempo precario, che ha gradito in particolar modo la musica da noi proposta; diversamente dalle precedenti edizioni, anche il sabato sera abbiamo offerto in alternativa al solito gruppo del liscio la nostra musica con l’esibizione della nostra banda giovanile con un repertorio di musica folkloristica.
Domenica sera poi gli amici della Banda di Borno, proponendo un repertorio di musica popolare, hanno strappato scroscianti e calorosissimi applausi.
Siamo contenti di poter dire che, contrariamente a quello che temevamo, dopo l’esperienza del '95, eliminando quelle spese che secondo noi non avrebbero dato niente di più alla festa, anche i risultati economici sono stati molto soddisfacenti.
Qualche amico in più si è fatto socio nell’arco di quest’anno! portando un segno positivo anche alla voce tesseramenti. Parte del merito siamo convinti vada anche a questo giornalino, in cui crediamo tanto, proprio perché arrivando a tutte le famiglie del nostro Comune (Circa 5.000) svolge un lavoro di sensibilizzazione notevole nei nostri confronti.
Un grazie all’Amministrazione Comunale di Darfo Boario Terme che quest’anno è stata particolarmente generosa verso di noi, alla Provincia e alla Regione nonché a quegli istituti bancari che da alcuni anni si stanno dimostrando sensibili ai nostri bisogni.
Questi contributi uniti al frutto di buona parte delle nostre numerose attività musicati fanno si che la Banda, "la vostra Banda " possa continuare a svolgere serenamente il suo lavoro di istruzione musicale (aperta a tutti senza alcuna spesa) rendendo sempre più accogliente (socialmente parlando) l’ambiente dove questa viene proposta. Molti giovani uniti dall’amicizia e dalla passione per la musica lavorano con impegno sostenuti da altri amici e soci sempre generosi e disponibili e dall’Amministrazione Comunale attenta più che nel passato alle nostre esigenze, fanno in modo di poter concludere questo 1996 all’insegna della positività, caricandoci di buoni propositi per il prossimo futuro.

Daniele Gabossi

 

02 Il successo della corrida

Applausi, allegria, urla e fischi è stata l’atmosfera che ha dominato durante la prima edizione della “Corrida” tenutasi nella sede della Banda Cittadina lo scorso 24 aprile.
Nello svolgersi di questa serata i protagonisti sono stati numerosi musicanti e simpatizzanti che si sono esibiti in varie prove, c’è stato chi si è improvvisato cantante o ballerino, chi ci ha divertito raccontando barzellette o recitando simpatiche scenette…..
Un ruolo importante è spettato anche al pubblico e alla giuria. Quest’ultima, composta da una decina di persone, aveva il compito di assegnare vari premi fra cui: premio simpatia, coreografia, migliore esibizione e premio platea.
Al termine dello spettacolo tutti i partecipanti, in compagnia dei “giurati” e dei numerosi spettatori hanno potuto prender parte ad un delizioso rinfresco.
E’ proprio nel corso di manifestazioni come questa che i musicanti possono trascorrere più tempo con i “colleghi” e divertirsi allegramente conoscendo più a fondo i membri della Banda e coloro che seguono sempre le nostre iniziative.
Se non vuoi rinunciare ad una simpatica serata in compagnia, la prossima volta cerca di essere presente per trasferirti con la banda in un pianeta dominato dall’allegria.

Sabrina Negri

 

03 La parola al Presidente

La Banda Cittadina di Darfo BoarioTerme, della quale sono Presidente da ormai 18 anni, può essere considerata a tutti gli effetti una Banda Europea poiché da molto tempo continua ad avere notevoli scambi musicali e culturali con complessi stranieri, soprattutto Svizzeri e tedeschi. Come molti di Voi sanno, circa il 90% dei musicanti non supera il venticinquesimo anno di età e posso quindi affermare con un certo orgoglio che ho visto nascere e crescere la Banda attuale, che considero quasi come una mia creatura.

Alcuni di questi giovani si sono diplomati e laureati (uno recentemente in ingegneria civile) ed altri, pur essendo impegnati nella ns. Associazione si distinguono anche nello studio, a riprova che la passione per la musica nulla toglie all’impegno scolastico.
Ritengo doveroso porgere un sentito ringraziamento all’Amministrazione ComunaIe che si è mostrata molto disponibile nei nostri confronti; aI Maestro Vittorio Alberti che continua con immutato impegno e passione a dirigere il nostro complesso musicale, recuperando ed elaborando composizioni e brani, “storici”; aI ConsigIio Direttivo che mi sostiene neI mio incarico; ai circa 200 “amici della Banda” che ci spronano e ci sono costantemente vicini ed infine a tutti coloro che compongono la più che centenaria Banda Musicale della nostra Città.
Invito fin d’ora tutta la cittadinanza a partecipare al nostro tradizionale Concerto Augurale di fine anno, con la speranza che la Banda Cittadina continui ad essere il fiore all’occhiello della nostra Città.

Cav. Giovanni Chini

 

04 Un nuovo gemellaggio

Anche quest’anno il Consiglio Direttivo della Banda Cittadina ha organizzato con la collaborazione della fanfara La Concordia di Vetroz (Svizzera) un gemellaggio "musicale", nell’ambito delle attività culturali della nostra Associazione.

E’ la terza volta che noi darfensi incontriamo la fanfara svizzera: questa volta siamo stati noi a raggiungerli. Credo di poter affermare che la nostra amicizia si sia ormai consolidata così come la stima e l’affetto verso queste persone tanto ospitali.
Al nostro arrivo è stata organizzata una piccola festa di benvenuto allietata dalle note della loro banda giovanile che ci ha veramente impressionato per la perfezione e la bravura di esecuzione di ragazzi così giovani.
In realtà noi già conoscevamo la loro bravura di musicisti, ma vi assicuro che sentirli suonare è ogni volta un piacere, una sensazione indescrivibile di compiacimento ma allo stesso tempo di invidia. Si, invidia perché purtroppo nonostante la nostra buona volontà, non sempre riusciamo a dare il meglio come invece sembrano fare loro.
Durante la serata ci siamo esibiti nel corso di una festa organizzata per le vie del paese in nostro onore: Se è vero che noi li apprezziamo per la loro tecnica impeccabile, è pur vero che loro ci stimano per la contabilità e le melodie tipiche dello stile italiano.
Nonostante il freddo (poiché il palco era allestito all’aperto), la stanchezza dovuta al viaggio e soprattutto al loro buon vino che ci ha reso si allegri, ma ci ha rubato un po’ di lucidità, il concerto è stato più che soddisfacente e anche Vittorio, il nostro direttore, che pretende sempre qualcosa di più, è rimasto abbastanza soddisfatto. Ad ogni modo dopo due giorni di musica, amicizia, cultura ci siamo lasciati con l’intenzione di rivederci al più presto.
Vorrei concludere sottolineando lo scopo di questi gemellaggi che la nostra banda da qualche anno ha ormai intrapreso: sono utili per socializzare, divertirsi, fare nuove esperienze, ma il fine ultimo è quello di sentire altre culture musicali, non solo per avere una veduta più ampia di quest’arte, ma anche soprattutto per riuscire a capire i nostri errori, le nostre mancanze e tutti gli aspetti migliorabili. Confrontandoci con altre realtà musicali e culturali diverse dalla nostra.
Abbiamo quindi anche imparato ad apprezzare le nostre qualità e i nostri pregi che a volte dimentichiamo nelle quotidiane abitudini.
Beh, sono fiero di poter dire che da questo punto di vista abbiamo fatto centro .

Nicola Abondio

 

05 Caro socio, carissimi soci

Ci stiamo avviando verso fine anno e di conseguenza si possono tirare le somme, i risultati sono senz’altro positivi (come si può leggere su questo giornalino). Da parte mia non mi resa altro che ringraziare tutti quelli che hanno partecipato anche quest’anno alle varie manifestazioni, riunioni e che – cosa importante – hanno rinnovato la tessera di sostentamento.
Vorrei comunque non tralasciare qualche piccola osservazione da fare:
-           I soci sostenitori quest’anno sono circa 200, un buon numero che però potrebbe aumentare se ognuno di noi dovesse invitare qualche amico o parente a partecipare a questa compagnia.
-        Coloro che sono tesserati dovrebbero partecipare anche alle due o tre riunioni o cene che si fanno apposta per voi.
-        Incontrandoci ci si può conoscere e parlando si possono vagliare le varie proposte o suggerimenti per migliorare il nostro gruppo se ce ne fosse bisogne.
-        Avrei piacere se alla nostra sede dovessero pervenire delle nuove idee creative che possano essere utili a noi e alla banda.
Grazie ancora per il vostro aiuto dato, specialmente in occasione della Festa Popolare, arrivederci alla festa di S.Cecilia (30/11) ed al Concerto Augurale (22/12)

Il tuo Rappresentante
Albertinelli Giuseppe

 

 

06 Scelta del repertorio di un concerto

ovvero "La quadratura del cerchio"

UUno dei compiti più difficili del direttore di una banda oggi non é, come si potrebbe pensare, il "concertare" i vari brani per fare in modo che poi i bandisti li eseguano come meglio é possibile, ma é il momento prima, cioè quello della scelta.

Nel fare questo deve avere sempre presente i seguenti punti:

I - il grado di difficoltà;

II - che piacciano agli esecutori;

III - che piacciano al pubblico;

IV - Che siano adatti al luogo o alla manifestazione in cui verrà eseguito il concerto.

In questi anni personalmente ho privilegiato il primo punto inserendo nel repertorio almeno alcuni brani sempre leggermente al di sopra delle nostre possibilità sia tecniche che espressive, se questo è servito ad alzare il livello qualitativo, non sempre è stato "capito" sia dagli stessi esecutori che dal pubblico.
Rifatti da parte dell’ascoltatore che segue una banda e che (non per colpa sua) è abituato ad ascoltare radio e televisione, viene quasi sempre una richiesta di brani conosciuti (meglio se canzonette di successo). La stessa richiesta viene anche da parte di alcuni dei giovani strumentisti stessi, i quali non si rendono conto che è molto difficile trovare dei buoni arrangiamenti di musica leggera, eseguibili dal vivo con la banda e che possano reggere il confronto come registrazioni fatte in studio e riproposte all’ascolto quasi sempre in "play back". Questa pratica si é diffusa con l’apporto della moderna tecnologia anche tra i vari complessi che circolano nei locali e che un attento ascolto può scoprire facilmente.
Ma allora ci si chiederà quale repertorio deve eseguire una banda; noi pensiamo che la strada giusta sia quella della musica originale per banda. Magari tra qualche anno quando, anche da parte dei mass-media ci sarà più attenzione alla banda (questo avviene già in molti altri paesi), si potrà fare, come detto nel sottotitolo, la quadratura del cerchio. E per il presente chiediamo a tutti, esecutori e pubblico, di aiutarci con suggerimenti e consigli e forse così risolveremo il problema.
Per adesso ricordiamo a tutti un altro modo di dire che ci pare calzante: “non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca”.

li maestro direttore
Alberti Vittorio

 

07 Santa Cecilia: storia e leggenda

"Tutti i fondatori, uomini e donne, di titoli delle Basiliche romane sono stati soppressi nel Calendario Universale della Chiesa, perché non si può affermare che siano stati Martiri o confessori della fede, ma soltanto persone benefiche che hanno donato alla Chiesa le case o i palazzi diventati poi Basiliche” (da Bargellini "Mille Santi del giorno”).
Soltanto il nome di S.Cecilia è rimasto alla data tradizionale del 22 Novembre, per quanto anche la sua figura presenti simili gravi difficoltà storiche.
Si dice che quest’eccezione sia dovuta ad una particolare insistenza, in occasione del Concilio Ecumenico Vaticano II, del Papa Giovanni XXIII. E’ tradizione che i martiri sepolti nelle catacombe avessero inciso sulla lapide una palma, simbolo tralasciato nel caso di SCecilia, ed è questo uno dei motivi che fanno dubitare storicamente, ma il posto d’onore della sepoltura accanto alla cripta dei Papi conferma l’importanza della Santa.

Più tardi Papa Pasquale I trasferì il corpo nella Basilica di S.Cecilia eretta in sua memoria nel 545 sopra le fondamenta della casa trasteverina dei due coniugi martiri. Alla fine del 1500 il sarcofago venne aperto e il suo corpo apparve in eccezionale stato di conservazione. Un anno dopo, nel 1599 il Maderno la immortalò nelle flessuose forme del marmo di pario, nella posa “dolce dormiente” (così si disse) come venne trovata. Tutto il resto è opinabile. S.Cecilia (anno 177) è descritta nella liturgia come “ammantata di tanta luce da farne una delle Vergini più luminose del Cristianesimo”. Al suo Dio aveva consacrato cuore e corpo, ma venne data in sposa a un giovane Patrizio di nome Valeriano.
Si narra, per tradizione e non per certezza storica, che il giorno delle nozze la casa dei Cecili risuonasse di organi e lieti canti ai quali la vergine, accompagnandosi, cantava nel suo cuore: “conserva o Signore immacolati il mio cuore e il mio corpo, affinché non resti confusa”. Da questo particolare è stato tratto il vanto di protettrice dei musicanti.
Confidato allo sposo il suo voto, egli si convertì al Cristianesimo e nella prima notte di nozze ricevette il Battesimo per mano del Pontefice Urbano.
Tornato nella propria casa, Valeriano vide Cecilia prostrata nella preghiera con l’Angelo che da sempre vegliava su di lei e, ormai credente convinto, pregò che anche il fratello Tiburzio ricevesse la stessa grazia e così fu.
Il giudice Almachio aveva proibito, tra le altre cose, di seppellire i cadaveri dei Cristiani, ma i due fratelli convertiti alla fede si dedicavano alla sepoltura di tutti i poveri corpi che incontravano lungo la loro strada.
Vennero così arrestati e dopo aver redento l’ufficiale Massimo che aveva il compito di condurli In carcere sopportarono atroci torture piuttosto che rinnegare Dio. Cecilia pregò sulla tomba del marito,del cognato e di Massimo (tutti e tre Santi venerati il 14 Aprile), anch’egli ucciso perché divenuto Cristiano, ma poco dopo venne chiamata davanti al giudice Almachio che per evitare "pubblicità", ne ordinò la morte per soffocamento nel bagno di casa sua, ma si narra che "la Santa invece di morire cantava lodi al Signore".
Convertita la pena per asfissia in morte per decapitazione, il carnefice vibrò i tre colpi legali (era il "contratto" dei boia per ogni uccisione) e, non ancora sopraggiunta la morte, la lasciò nel suo sangue. Fu Papa Urbano, sua guida spirituale, a renderle la degna sepoltura.

Raineri Sara

 

08 Un caro amico ci scrive ....

Carissimi amici oggi è Domenica, e si prospetta una mattinata con un po’ di "requiem" (come diceva la mia povera nonna)... per cui ne approfitto per scrivere.
Vi spero tutti bene. Una delle cose che sto' imparando qui in missione, e primo esempio in ciò è Padre Ugo, è che tutte le idee e tutte le ragioni sono sempre molto importanti, ma mai più importanti che una persona.
Cercare di mettere in pratica questo a volte fa arrabbiare molto, perché bisogna accettare ciò che non si condivide, cose che anche magari si riveleranno davvero sbagliate e saranno da rifare o correggere con pazienza... però al fine ci si accorge che il valore di qualsiasi persona è molto superiore a tutto ciò.
Se non fossi convinto di questo mi rimarrebbero poche ragioni per restare qui tra questa gente.
In questi mesi il mio lavoro, più che una missione sembra un lavoro da manager industriale: stiamo portando avanti un sacco di opere, tra elettrificazione, acque potabili, strade... poi c’è sempre il nostro ospedale - Duomo di Milano -, poi il Rifugio Perù a 4650 metri sul Pisco, poi il grande Santuario di Romallucuj... Giro da uno all’altro, e alcune volte purtroppo appena per vedere, progettare, scambiare opinioni... Per fortuna molte volte invece è proprio per "mettere mano", e allora uno si sente più tranquillo di fronte agli operai che sono lì tutti i giorni a spostare pietre, tirare pali…. .

Purtroppo il lavoro diventa sempre più tecnico, e sono sempre più lontani i bei tempi in cui era forte il contatto con la gente, in cui le ore del giorno erano spese coi bambini a scuola, con i ragazzi nei campi di riso, in giro con gli ammalati, al catechismo.
Ora tutto ciò é solo in occasioni fortuite. Con gli stessi ragazzi della scuola di meccanica, ho poco tempo per stare: ho solo tre ore di scuola settimanali, e il prossimo anno mi sostituirà una coppia dall’Italia, così che resterò più libero per i lavori.
Mi dispiace un po' perdere l’incarico di questa scuola che tanto ho desiderato e sognato, ma effettivamente questa nuova "mossa strategica" del Padre Ugo è la più indovinata in questo momento. Avrete saputo, se l’interessata ha già avuto il coraggio di parlarne in pubblico, che sto furtivamente invadendo anche la banda in cerca di aiuto... e non é più solo una ricerca di aiuto "economico" (in questo aspetto già ho tanto da ringraziarvi)... adesso credo che sia ora di solleticare qualche persona! Vediamo come mi va col primo tentativo... ma non sono comunque disposto ad arrendermi facilmente! La prospettiva è di puntare "al grosso della banda" (indovina chi?!) ma li ci arriverò passo per passo!
Nonostante tutto, nonostante a volte non riesca a trattenermi in lagnanze o lamentele... in questa vita sto scoprendo cose sempre più profonde, significative e vere. E il desiderio grande è "regalare tutto ciò anche agli amici cari, così come amici cari le hanno regalate, e continuano a regalarle a me.
Che venga mio padre l’anno prossimo è un grande sogno che già vivo tutti i giorni. So che sarà molto bello per lui, per noi... si realizzerà? Ci spero molto... e altrettanto spero si possa realizzare anche per qualcuno di voi.
Concludo qui questa lettera partorita a fatica. Una voita avevo la "penna" più fluida, ora sono molto arrugginito. Mi scuserete.
Non mi resta che augurarvi con tutto il cuore un Buon Natale e un felice anno nuovo.
In bocca al lupo per il Concerto Augurale (di cui senz’altro pretenderò una cassetta!) e per tutte le attività che avete in ballo. Le mie ricerche di partiture da mandarvi continuano senza successo...ma continuano, e verrà un giorno che "inciamperò" nella buona occasione. Speriamo sia presto!
Di nuovo vi saluto e vi ringrazio tanto... Auguri! !

Chacas 03.11.1996
Diego Ducoli

 

09 Pastorelle

Vin Brulé, mantelli, canzoni natalizie, mani gelate e tanta allegria, questi sono gli ingredienti del giorno delle “Pastorelle”.
Girare per le vie del paese, visitare gli ospiti dell’ospedale di Vallecamonica e vedere gli occhi delle nonnine, nei ricoveri di Boario e Pianborno, riempirsi di lacrime mentre accompagnano cantando le arie natalizie da noi suonate aiuta ad assaporare di più il vera Natale, che non é solo costituito da regali materiali ma grazie alla musica, messaggera di serenità, formato da bellissimi attimi di felicità.
La giornata per noi é piuttosto lunga, si inizia alle 14,00 e, tranne una breve pausa per la cena, finisce al termine della messa della "mezzanotte" ….

“Finisce” dal lato musicale per lasciare spazio alla parte non meno esaltante dei “festeggiamenti culinari” che nel frattempo i nostri cuochi hanno preparato nella sede . Da due anni, poi, quest’esperienza si è fatta ancor più importante visto che proprio con questo gruppo abbiamo partecipato alla manifestazione di solidarietà “La Goccia e il Mare” e saremo presenti anche quest’anno sabato 21 dicembre.
Sperando nella vostra numerosa presenza vi rimandiamo al giorno 24 dicembre nelle contrade delle frazioni del Comune di Darfo.

Armida Pina e Danilo Alberti

 

 

10 Gioca e vinci

11 Ultima pagina

Semibreve 1997

01 L'ideale ad ogni costo

Tutti voi in molte occasioni durante l’anno avete potuto leggere sui manifesti delle nostre attività musicali e non. “Il ricavato servirà a mantenere attivo e gratuito il corso di orientamento musicale per i ragazzi”. Non ci stancheremo mai di ripeterlo, perché siamo veramente fieri di riuscire in questo oneroso impegno. Ma cos’è questo corso o meglio, cosa sono questi corsi?
Prima di tutto bisogna sottolineare che sono aperti a tutti i ragazzi che hanno un’età dai nove anni in su (dalla quarta elementare in avanti); questi iniziano con un corso propedeutico tenuto dal direttore dei corsi nonché Maestro della nostra banda, il prof. Alberti Vittorio, con nozioni di solfeggio. Dopodiché si inizia su volontà del ragazzo o su consiglio nostro, a seconda dell’eventuale  predisposizione, ad “armeggiare” con lo strumento messo a disposizione (sempre gratuitamente) da noi sotto la guida di un insegnante specifico diplomato al conservatorio: attualmente gli insegnanti sono sei e curano le sezioni di clarinetto, saxofono, ottoni, flauto, oboe e percussioni.
Dopo un paio di anni (in base alle capacita o alla buona volontà) questi giovani iniziano a suonare tra le fila della Banda Giovanile! indispensabile gruppo che serve ad inserirli gradualmente nella Banda Madre.
Proprio per le difficoltà delle partiture di quest’ultima abbiamo sentito la necessità, alcuni anni fa, di creare la banda giovanile dove la musica d’insieme insegna a migliorare la propria tecnica e allo stesso tempo le partiture piuttosto semplici e molto orecchiabili non scoraggiano le nuove leve.
Tirando le somme quindi servono: metodi musicali, insegnanti e strumenti. Tutto questo costa alla banda circa 12 milioni l’anno. Certo, si potrebbe dire che basterebbe far pagare una quota di iscrizione ai ragazzi che frequentano i corsi e già si potrebbe assorbire notevolmente questa ingente spesa! Ma noi crediamo (e ci crediamo davvero) che la musica debba essere alla portata di tutti e quindi la banda deve dare la possibilità di apprenderla, a tutti coloro che vogliono avvicinarsi ad uno strumento musicale, e di ascoltarla, a quelli che apprezzano questo genere di musica per altro abbastanza vario.
La banda in origine aveva lo scopo di permettere l’ascolto di “musica nobile” anche al popolo. Ora però i tempi sono cambiati e chi di noi non ha in casa uno o più dischi di musica sinfonica od operistica?
E’ per questo che oggi la banda propone musica diversa che spazia dalla classica alla leggera, dalla moderna alla futuristica, fino al repertorio espressamente scritto per essa. E’ musica che diversamente noi non sentiremmo né in televisione né alla radio.
Nell’Europa settentrionale la mentalità riguardo a gruppi come i nostri è all’avanguardia e anche noi piano piano ci stiamo spingendo in quella direzione. Permettere, quindi a tantissimi giovani di frequentare la nostra associazione gratuitamente è un enorme investimento economico sì, ma è soprattutto un modo pel valorizzare sempre più la musica e impegnare saggiamente questi giovani che saranno la società di domani.
Ringraziando l’amministrazione Comunale che anche quest’anno, con il suo contributo, si è dimostrata sensibile ed attenta ai nostri bisogni, ricordo ad ognuno di voi che con una minima somma si può diventare socio sostenitore e che con la vostra presenza ai nostri concerti, rendereste concreto il nostro continuo lavoro di istruzione musicale.

Gabossi Daniele

 

02 Cosa ne pensa il Presidente

La Banda Cittadina di Darfo Boario Terme, della quale sono Presidente da oramai 19 anni, continua a mantenere viva e a trasmettere la passione nei confronti di un’arte musicale che tocca profondamente l’animo ed il sentimento della gente, consolidando il suo proficuo rapporto con la rea1tà civica e sociale e promuovendo la diffusione e la valorizzazione della conoscenza musicale tra i giovani.
La creazione di una "scuola musicale" aperta a tutti voluta dal maestro Vittorio Alberti (che da tanti anni dirige la nostra banda con passione e competenza) ha permesso a molti giovani di raggiungere un’accurata preparazione di base e di ampliare notevolmente il repertorio musicale.
Attualmente sono cento i ragazzi che frequentano la scuola e che sono destinati ad abbassare ulteriormente l’età media dei musicanti, i quali, anche attraverso i gemellaggi ed i confronti con alcune realtà musicali e culturali europee, hanno raggiunto un buon livello di perfezionamento.
I cittadini di Darfo Boario Terme devono essere orgogliosi della loro banda poiché, pur essendo composta da elementi molto giovani, è riuscita a farsi apprezzare anche all’estero.
Come presidente, sento il dovere di ringraziare la Civica Amministrazione per la generosità con la quale ha saputo rispondere alle nostre esigenze e, nello stesso tempo, sono costretto a ricordare agli amministratori pubblici che dovrà essere al più presto portata a termine la ristrutturazione della scuola di musica, nel rispetto delle vigenti leggi scolastiche. Ho avuto dal sindaco ing. Pelamatti e dall’assessore alla cultura rag. Novelli la promessa che faranno di tutto per reperire i fondi necessari per risolvere anche questo problema.
Desidero inoltre ringraziare il maestro Vittorio Alberti, tutti i musicanti ed i 200 suoi sostenitori, vale a dire gli “amici della banda” che ci sono costantemente vicini e ci permettono, con i loro generosi contributi, di “tirare avanti”.
Invito fin da ora tutta la cittadinanza  a partecipare al tradizionale Concerto Augurale di fine anno che la nostra banda terrà proponendo dei messaggi musicali in parte rinnovati sia dal punto di vista del contenuto culturale che dal punto di vista delle difficoltà tecniche.
Con la speranza che, non la mia, ma la vostra banda possa continuare a vivere ed a operare ancora per tantissimi anni.

Cav. Giovanni Chini
 

03 Concorsi ..... Perchè?

IIl 18 e 19 ottobre nel capiente (700 posti numerati) "Auditorium Serassi" di Villa d'Alme (Bg), si è tenuto il 1° Concorso di classificazione delle bande bergamasche che è stato organizzato dalla A.B.B.M. (1) alla quale aderiscono quasi tutte le bande della vicina provincia. Vi hanno partecipato dieci bande. La giuria era composta dal presidente della A.B.B.M. e dai maestri Franco Cesarini, Carlo Pirola e Claudio Mandonico che hanno giudicato sui sei seguenti punti:

1) intonazione e purezza del suono;

2) qualità ed equilibrio delle parti;

3) tecnica ed articolazione;

4) dinamica;

5) ritmo;

6) interpretazione.

Ogni componente della giuria esprimeva il proprio voto (da 1 a 10) su ogni punto e quindi il punteggio massimo era 360 e il punteggio minimo per ritenere superata la prova era 216.
Fin qui la cronaca e non ci interessa elencare i vari punteggi acquisiti dalle bande, ma far notare che finalmente anche in Italia alcune associazioni sono passate dalle chiacchiere ai fatti. Si, perché sono anni che se ne parla a tutti i livelli (provinciale,regionale, nazionale) ma poco o niente è stato fatto.
Perché é importante che le bande partecipino a tali concorsi è facilmente intuibile: è uno stimolo a migliorarsi, si acquisisce la consapevolezza dei propri mezzi ed è una "sfida" non tanto con altri quanto con le proprie capacità e ciò alla fine risulterà appagante per tutti i componenti.
Per aiutare i maestri e dirigenti nel compito di auto-classificarsi è stata stilata da parte della W.A.S.B,E. (2) sezione italiana, una lista, divisa per categoria dei brani originali da concorso.
Le categorie proposte sono eccellenza, prima, seconda e terza categoria come si auspica vengano suddivise le bande in futuro.
La nostra banda ha partecipato in passato ai primi concorsi ottenendo lusinghieri risultati, mentre negli ultimi anni si è puntato più sugli scambi con l’estero.
Penso comunque che, nel prossimo futuro, terremo in considerazione 1’eventuale partecipazione ad un concorso, meglio ancora se sarà di classificazione.

NOTE:
(1) Associazione Bergamasca Bande Musicali;
(2) World Association for Symphonics Bands and Ensambles (associazione mondiale per bande sinfoniche).

M.o Vittorio Alberti

 

04 Primi passi nella Banda

La mia esperienza musicale e bandistica ha avuto inizio circa 7 anni fa quando, convinta da un'amica, ho vagato per un po' tra flauto e clarinetto alla ricerca dello strumento adatto a me, ma senza risultati.
Dopo una pausa di riflessione, nel '94 ho avuto un"'illuminazione", ed eccoci qua, il mio sax tenore ed io.
Dopo un anno di studi sono entrata nella banda giovanile ed ho compiuto i primi passi nella musica di insieme, oltre che in una compagnia di gente simpatica con la quale mi piace molto stare.
Pochi mesi dopo l'ingresso nella giovanile ho acquistato uno strumento tutto mio che suono con passione, è il caso di dire, dato che mi piace moltissimo, e sempre più da quando sono diventata membro della banda ufficiale, quella "grande"con divisa, prove più lunghe, parti più impegnative ecc. Conoscevo già molte persone, per cui mi sono ambientata facilmente, già dopo tre mesi nella giovanile la mia timidezza era sparita grazie a tanti amici primi fra tutti i compagni del corso di sax, e in seguito il "reparto" delle trombe, dei clarinetti, dei flauti ecc.
Considero la banda una delle organizzazioni più belle delle quali potessi far parte, per la musica, le iniziative, la festa di luglio, le prove e i concerti, le partite a calcetto e le chiacchere, tutti gli amici straordinari che ho trovato.
E' un ambiente allegro nel quale mi trovo a mio agio e mi diverto, e sono quindi molto felice di far parte di questo stupendo gruppo di musicisti e amici.

Chiara Marcon

 

05 La gioventù di mezzo

La nostra banda ha un'età media veramente bassa e questo è uno degli aspetti che più colpiscono, anche l'osservatore un po' disattento. Pochi invece sanno che, nel nostro gruppo di persone giovani, intervengono altre stratificazioni, per cui si parla spesso di ultimi arrivi, ragazzini e ragazzi quasi adulti. Io faccio parte di quest'ultimo, di cui si parla poco a dire il vero, forse perché il nostro momento di "gloria" l'abbiamo già avuto entrando nel complesso maggiore ed è giusto che si lasci il "palco scenico" ai nuovi.
Io, come tanti altri tra i 20 e i 25-26 anni sono cresciuta all'interno della banda; sono stata anch'io per lungo tempo una novellina e devo dire che mi stupisco ad essere considerata oggi quasi una veterana. Ripenso a come tredicenne guardavo i ventenni di allora e mi chiedo se i tredicenni di oggi mi vedano come io allora vedevo i grandi: lontani.
Ed invece eccomi qui, oggi, ad applaudire i nuovi entrati come qualche anno fa fummo applauditi noi, e ad incoraggiarli come fummo incoraggiati noi, così, senza bene rendercene conto, siamo passati di generazione, siamo diventati adulti, forse grazie alla banda che invece, pur cambiando i tempi, le persone e le mode, rimane lì sempre uguale eppure sempre diversa, pronta a farci diventare più maturi, attraverso il contatto con gli altri e mille esperienze in gran parte piacevoli e qualche volta un po' meno ma forse proprio per questo più costruttive.

Paola Bianca Galli
 

06 Socio è bello

Caro socio, carissimi lettori, con la fine dell’anno si avvicina anche la fine del mandato di questo Consiglio Direttivo. Sono stati quattro anni intensi, pieni di lavoro e, molto più importante, pieni di soddisfazione. Come ben sapete, la media dei soci tesserati e di circa 200 l’anno, un numero che però deve aumentare, perché questo porterebbe la Banda Cittadina ad avere un maggior sostegno economico. Cosa questa sicuramente molto importante, ma, altrettanto importante è anche un sostegno morale, un incitamento che ci sproni verso un futuro pieno di successi, come Consiglio Direttivo stiamo già lavorando per fare in modo che la nostra sede diventi sempre più accogliente, e in questo senso i programmi per un prossimo futuro sono molto interessanti.
Se mi permettete quest’anno, oltre che a ringraziare tutti quelli che si sono adoperati per la Banda in qualsiasi occasione richiesta, vorrei fare un piccolo appello generale ai genitori dei musicanti. Non vuole essere un rimprovero, neppure voglio che venga accolto con animo cattivo, però mi sembra di vedere in diverse occasioni, una loro scarsa partecipazione alla vita della Banda.
Non dobbiamo vergognarci nel seguire i nostri figli durante i loro servizi ed i loro bei concerti. Certo una parte dei musicanti non è più tanto giovane però, se l’età media è di soli 24 anni, vuol dire che tanti sono giovanissimi. Seguiamoli se possibile, faremo loro molto piacere e nel contempo senz’altro questo ci renderà molto felici ed orgogliosi di far parte della Banda (anche se non direttamente), comunque potremo dire “Mio figlio suona nella Banda Cittadina!”.
Grazie per la fiducia e l’appoggio che ci avete dato in questi quattro anni. Arrivederci alla festa di S.Cecilia il 22 novembre ed al Concerto Augurale il 28 dicembre al Teatro S.Filippo di Darfo B.T.

Il rappresentante dei soci
Giuseppe Albertinelli

 

07 «L'alfiere» Il porta bandiera

Molti si chiedono il significato della parola “Alfiere”.Io no credo di essere la persona più indicata per spiegare quali siano i contenuti veri ed ufficiali di tale mansione, ma certamente posso dire quali siano le mie sensazioni quando mi ritrova a portare la bandiera davanti allo schieramento della banda per aprire le sfilate.
Durante le manifestazioni, prima di iniziare a marciare, stare lì davanti a tutti i ragazzi e le ragazze della banda mi mette in agitazione, in più ho sempre paura di non riuscire ad andare al passo.
Ma durante le sfilate non sono solo, come del resto non lo si è mai alla banda, così mi sento sostenuto dallo sguardo di tutti quei giovani ragazzi che hanno tanta voglia di fare bene quando suonano non c’è ostacolo che li possa fermare.
Quindi l’Alfiere, come qualsiasi altra mansione della banda è un modo di vivere insieme emozioni in musica.

Egidio Pennati

 

08 A proposito di suonatori

Ripropongo in questo numero una sorta di codice di comportamento per suonatori, di stampo vagamente salace; apparso nel bollettino della musica cittadina di Rorschach e segnalato nella parte tedesca della Rivista Bandistica n, 2/95. Penso possa essere attuale anche alle nostre latitudini più latine, e magari saprà dare lo spunto ad una discussione su certi malvezzi bandistici a quanto pare ben radicati un po’ d’appertutto.

I dieci comandamenti per i suonatori:
1 - Le prove della banda sono riservate ai più deboli. Tu puoi fame volentieri a meno;
2 - Cerca di arrivare il più possibile in ritardo: ciò ti renderà particolarmente stimato presso gli altri suonatori;
3 – E’ fondamentale che ti si possa sentire forte al di sopra del resto della banda, in particolare il piano vale solo per gli altri;
4 - Le osservazioni e le spiegazioni del Maestro valgono ovviamente solo per gli altri, tu sai di gran lunga molto meglio come si deve suonare e ti annoi. E dunque cosa buona che tu lo faccia notare sotto forma di sbadigli e di osservazioni a mezza voce;
5 - Non lasciarti sfuggire nessuna opportunità di intrattenerti con i vicini: questo rende più vivace la prova e quindi permette al direttore di lavorare in modo più concentrato;
6 - Cerca assolutamente di non esercitarti mai a casa, dato che a questo scopo sono state appositamente organizzate le prove della banda. E il Maestro che deve spiegare le musiche;
7 - Evita pure di fare esercizi giornalieri per la sonorità dello strumento, perché potrebbero nuocere all'impostazione e al labbro;
8 - Fa in modo che le tue prestazioni vengano riconosciute convenientemente, critica a più non posso e non dimenticare di ricordare agli altri che un tempo tutto andava meglio;
9 - Ricorda che gli strumenti non devono necessariamente essere in buono stato quando si arriva alla prova, durante la prova resta ancora sufficiente tempo per smontare pistoni o per sistemare le ance;
10 - Non devi apportare ne nuove iniziative ne proposte interessanti alle prove, questo e compito è del maestro e del comitato.

Qualcuno vuole fare osservazioni su questo decalogo, o sui problemi del suonatore in generale? Scrivete la vostra opinione ci interessa.
E buona prova!

09 Il Baghèt e la Zampogna

Baghet

Il termine baghet sta ad indicare un tipo di cornamusa diffuso fino a metà di questo secolo nella provincia di Bergamo e poi dimenticata. Recenti lavori di ricerca hanno invece portato ad una riscoperta e rivalorizzazione di tale strumento.
I risultati più concreti sullo studio del baghet sono stati raccolti in Val Gandino dove sono stati ritrovati alcuni strumenti ed incontrato un suonatore, Giacomo Ruggeri detto "Fagòt" di Casnigo (1905-1990).
Il baghet della Val Gandino è costituito da una canna per il canto, detta diana o pia, da due bordoni d’accompagnamento, conosciuti come bas o orghegn e dal sacco, la baga, ricavata da pelle di pecora o capra ritagliata, con il pelo lasciato all'interno e poi cucita.

 

Zampogna

Strumento aerofono della musica popolare diffuso in una grande varietà di tipi in tutta l'Europa, in Asia sino all’India, e nell’Africa settentrionale. Consiste in una o più canne sonore inserite in appositi innesti di legno, di corno o di metallo (blocchi) fissati ad altrettante aperture di un otre di pelle entro il quale si accumula l'aria, immessavi tramite un cannello dalla bocca del suonatore o da un mantice da lui manovrato con il braccio. L'aria, sotto la pressione del braccio del suonatore che stringe l’otre, alimenta le ance semplici o doppie di cui le canne sono munite. Una o due di queste (chanter) sono dotate di fori per le dita, a volte con l’aggiunta di chiavi, e producono la melodia e l’accompagnamento armonico-ritmico; le altre canne (bordoni) sono prive di fori e producono ciascuna un’unica nota costante, che fornisce l’accompagnamento di base, in accordo consonante con la nota fondamentale del chanter. L'origine della zampogna va collocata probabilmente nel Vicino Oriente attorno agli inizi dell’era cristiana. Essa era comunque nota ai romani (tibia utricularis), anche se considerata strumento esotico e di uso marginale. Nel medioevo la zampogna divenne in occidente uno degli strumenti più diffusi, almeno tra quelli di alto volume sonoro. Uscita progressivamente dall’uso nella musica d'arte a partire dal rinascimento con la crisi della sensibilità modale, cui la zampogna è indissolubilmente legata, continuo ad avere fortuna nella musica popolare, ove si specializzò, differenziandosi in numerosi modelli distribuiti in aree geografiche precise, e raggiunse spesso vette ragguardevoli di qualità musicale. Legata sovente, ma non necessariamente, al mondo pastorale, fu comunque per lo più associata all'immagine del pastore, fino a diventarne simbolo e a far parte integrante dello stereotipo culturale ripreso dalle mode arcadiche,

Nome attribuito per antonomasia allo strumento a riserva d'aria diffuso nell’Italia centro-meridionale, e caratterizzato dalla presenza di due charter, intonati ad intervallo di quarta o di ottava, e uno o più bordoni, tutti raggruppati in un unico blocco inserito nel collo dell'otre. Se ne conoscono numerosi tipi, raggruppabili in due grandi categorie: una a chanter conici ad ancia doppia, con canne diseguali, e l'altra a chanter cilindrici o cilindro-conici con canne di eguale lunghezza. Tra le prime spiccano la zampogna a chiave e la cosiddetta zoppa (priva di chiave), diffuse in Lazio, Molise, Campania, parte della Calabria e della Sicilia (Palermo); tra le seconde; le zampogna dette a paro (Calabria, Sicilia orientale), la surdulina italo-albanese, la zampogna di Fossalto (Molise) con tubi di canna. L’uso della zampogna è legato alla tradizione natalizia della pastorale e al ballo (saltarello, tarantella).

Nome attribuito talora a vari strumenti ce somigliano alla zampogna propriamente detta per timbro o perché muniti di ancia, o che sono composti di una pluralità di dispositivi sonori e di conseguenza richiamano l’etimologia del nome zampogna (dal greco symphõnia = consonanza di suoni, insieme di suoni emessi simultaneamente), come nel caso del flauto di Pan o siringa, della ghironda, dello scacciapensieri.
 
 
Per maggiori informazioni e dettagli sul "baghet",  vi suggeriamo il bel sito curato da Valter Biella tutto dedicato agli strumenti della musica popolare della  bergamasca :
 
http://www.baghet.it/index.html
 

10 Tradizione e novità

Se una tradizione viene interrotta, che tradizione è? E se una tradizione viene “innovata”, è ancora una tradizione? L’appuntamento annuale della Banda con le "Pastorelle" è ormai il indubbiamente una tradizione che da 15 anni continua ad appassionare sempre più persone anche nelle fila della nostra associazione.
II significato che comunemente viene dato alla parola tradizione è quello di continuità, del perpetuarsi di avvenimenti costantemente nel tempo, di “conservatorismo” insomma. Ma questa definizione può stare un po' stretta ad un’associazione costituita prevalentemente da giovani, in continua evoluzione e fermento. Da qui la voglia, quindi, di cambiare qualcosa; di migliorare, se possibile. E da questa apparente situazione di contrasto bisognava cavar fuori un’idea che salvasse capre e cavoli: qualcosa di “nuovo” ma di “tradizionale”.
La Banda di Darfo è da diversi anni che non si ferma davanti a nessuno ostacolo (conto corrente permettendo, naturalmente) e la soluzione è stata trovata: acquistare un “baghet”. La presenza, il suono caratteristico della zampogna per il nostro gruppo è decisamente una “novità”, per la tradizione natalizia sicuramente no.
Se consultiamo il vocabolario, poi, alla parola “tradizione” leggiamo: la trasmissione del patrimonio culturale delle generazioni passate. Perbacco più tradizionale di cosi!
Risolto dunque il paradosso dell’offrire alla comunità una “vecchia novità” restavano i problemi di dove procurarci lo strumento e di come farlo suonare. Per l’acquisto abbiamo scovato a Bergamo un giovane artigiano, studioso di questo strumento e della cultura popolare ad esso legata, che in breve tempo ha costruito un baghet appositamente intonato in Sib per adattarsi alle tonalità normalmente usate dalla banda nelle partiture natalizie. Il secondo problema lo si è risolto affibbiando la "rogna" al sottoscritto (incombenza peraltro accolta con entusiasmo). Ottenere da uno strumento mai suonato prima qualcosa che abbia la parvenza di un suono melodico è sempre una bella impresa. Nel caso specifico la difficoltà non sta’ nella diteggiatura che è simile a quella del mio strumento abituale (il saxofono), ma nel dispendio enorme di fiato, nell’abilità nel mantenere costante la pressione dell’aria all’interno del sacco (baga) per ottenere delle note intonate, cosa che annovera la zampogna fra gli strumenti meno docili da questo punto di vista. La poca dimestichezza con questo strumento può provocare spiacevoli sensazioni all’orecchio; chiedetelo ai miei vicini.
Prove generali il 21 Dicembre a Brescia, in centro, dove con un’altra ventina di bande musicali della provincia il nostro gruppo suonerà le classiche "pastorelle" e, magari, qualche partitura moderna; così, tanto per far qualcosa di nuovo. Ma sempre con quello spirito di pace e di gioia che solo la grande festa della Natività può infondere negli animi.
L’appuntamento con la città di Darfo Boario Terme sarà comunque, anche quest’anno, la vigilia di Natale, allietata dalle note della banda cittadina con accompagnamento di baghet.
Come tradizione vuole.

Luigi Tagliabue

11 Un'iniziativa di solidarietà

La Banda Cittadina e il Coro ANA di Darfo Boario Terme con la collaborazione della Caritas di Vallecamonica e la Protezione Civile di Vallecamonica e Alto Sebino stanno organizzando per la serata di sabato 3 gennaio 1998 alle ore 20.45 presso il Centro Congressi di Boario Terme, una manifestazione di solidarietà a favore delle popolazioni colpite dal terremoto.
Il programma musicale prevede l’esibizione della Banda Cittadina che si avvicenderà con il Coro ANA in una felice accoppiata. Nell’intervallo delle esecuzioni la Protezione Civile e la Caritas illustreranno al pubblico le iniziative concrete che fin qui hanno prodotto a sostegno della gente dell’Umbria e delle Marche.
L’iniziativa assume un particolare rilievo anche in considerazione del periodo nel quale si svolge, infatti le festività natalizie richiamano sicuramente al senso solidarietà verso chi ha perduto anche il bene più prezioso ossia la propria casa.

I fondi raccolti durante la maratona musicale verranno affidati a Caritas e Protezione Civile che già operano da diverse settimane nei territori colpiti dal terremoto.

Un programma dettagliato della serata prevede:

ore 20.45: Apertura musicale della Banda Cittadina di Darfo Boario Terme;
ore 21.30:Intervento della Caritas e della Protezione Civile con proiezioni video dei territori colpiti dal terremoto;
ore 21.45: Concerto del Coro ANA di Darfo Boario Terme;
ore 22.30: Intervento della Caritas e della Protezione Civile;
ore 22.45: Concerto di chiusura con Banda e Coro insieme;
ore 23.30: Chiusura della manifestazione.

Per ulteriori informazioni e/o chiarimenti telefonare a:
Banda Cittadina e Coro ANA di Darf
o Boario Terme allo 0364/536020,
Caritas di Vallecamonica e Alto Sebino allo 0364/535777.

12 Prossimi impegni

I PASTORELLI FANNO IL BIS

Anche quest'anno come di consueto un folto gruppo di musicanti della nostra Banda, vestiti da pastori "d’altri tempi", prenderà parte all'ormai tradizionale manifestazione delle "Pastorelle", non solo nel comune di Darfo Boario Terme e paesi limitrofi, ma anche a Brescia città, invitati dall'Amministrazione locale, la quale ha proposto a parecchie Bande di esibirsi nelle vie del centro suonando le caratteristiche melodie del S.Natale.

DOMENICA 21 DlCEMBRE 1997 di pomeriggio saremo a Bresia.

MERCOLEDI' 24 dal primo pomeriggio sino a notte fonda suoneremo allietando l'attesa del S.Natale nei ricoveri di BoarioTerme e Piamborno, nell'ospedale di Vallecamonica, e in tutte, o quasi, le frazioni del nostro Comune.

 

IL CONCERTOAUGURALE

Verrà eseguito nel rinnovato teatro S. Filippo di Darfo.

DOMENICA 28DICEMBRE 1997 alle ore 20,45

Il "Concerto Augurale 1997" non poteva mancare visto che è l'appuntamento più importante della Banda Cittadina da molti decenni e come sempre avrà un repertorio completamente rinnovato, nel quale non mancheranno i brani classici, ma nemmeno quelli musicalmente particolari od insoliti per una Banda, come ad esempio una partitura che richiederà la collaborazione musicale della pianista Baiguini Francesca.

Al termine dell'esibizione tutti i partecipanti saranno invitati dalla Banda stessa e dall 'Amministrazione Comunale al Brindisi Augurale che si terrà nella sede della nostra associazione (ex. convento di via Quarteroni).

 

SOLIDARIETA' PER I TERREMOTATI

SABATO 3 GENNAIO alle ore 20.45 presso il Centro Congressi di Boario Terme

MARATONA MUSICALE, si esibiranno Banda Cittadina e Coro ANA di Darfo Boario Terme.

13 Il gioca e vinci

14 Ultima pagina

Semibreve 1998

01 I neo Consiglieri

Il Consiglio Direttivo della nostra associazione ha principalmente il compito di rappresentare tutti i musicanti nelle varie occasioni e di organizzare tutte le attività (musicali e non) che tengono impegnata la Banda. Oggi, i membri del Consiglio Direttivo sono tutti musicanti, ad eccezione del Presidente e del rappresentante dei soci. Il Consiglio è costituito  da otto elementi (uno ogni otto musicanti): quattro sono uomini e quattro sono donne, e sono tutti molto giovani (il “Consigliere Anziano” ha soltanto 33 anni!) L’attuale Consiglio Direttivo è stato eletto dall’Assemblea dei musicanti il 30 gennaio di quest’anno (essendo scaduto il mandato del precedente) e resterà in carica per quattro anni.  Sono passati alcuni mesi dalla nostra elezione, ed abbiamo ormai preso dimestichezza con le responsabilità e le attività che il nostro ruolo comporta. Abbiamo voluto portare avanti le iniziative “ereditate” dal Consiglio precedente (gemellaggio con la Stadtkapelle di Herrember, VI^ Festa Popolare, Semibreve), cercando di organizzarle nel migliore dei modi, ed abbiamo realizzato qualche nuova idea.
Indubbiamente il cambiamento da musicante a musicante-consigliere è stato grande anche se forse all’apparenza non sembra. Essere consigliere comporta una notevole responsabilità, una maggiore disponibilità (che non vuol dire soltanto trovarsi una sera di più durante la settimana o trattenersi un paio d’ore dopo le prove!) e tanta voglia di fare e lavorare.
Forse potrete domandarvi che cosa spinga dei ragazzi di 19/20 anni a diventare membri del Consiglio Direttivo e sarete un po’ perplessi per il fatto che la gestione di tutti gli affari della Banda sia in mano anche a persone molto giovani. Diventare consiglieri ci è sembrata la naturale conseguenza del nostro precedente atteggiamento nei confronti della Banda: anche prima ci siamo sempre dati da fare come potevamo, inoltre suoniamo nella Banda da parecchi anni ed abbiamo avuto il tempo necessario per renderci conto dei doveri e delle responsabilità a cui andavamo incontro. Nonostante ciò, abbiamo presto capito che non è “così facile”, abbiamo incontrato delle difficoltà e, anche se siamo stati aiutati dagli altri consiglieri, la nostra inesperienza ci ha inevitabilmente condotti a sbagliare e mancare in qualcosa.
Ma non ci perdiamo d’animo: non vogliamo cambiare e rivoluzionare la Banda, intendiamo soltanto portare le nostre idee, realizzare iniziative, lavorare e dare il nostro modesto contributo per far crescere in ogni senso la nostra associazione.
Questa esperienza ci sta arricchendo molto, perché ci consente di affrontare situazioni che diversamente non avremmo la possibilità di vivere. E’ anche per questo che abbiamo scelto di dedicare parte del nostro tempo libero alla nostra Banda, ritagliando  gli attimi che la scuola e il lavoro ci concedono, e siamo contenti di farlo, perché crediamo nella nostra Banda.

I neo Consiglieri

 

02 La Banda e i fiori d'arancio

Questa volta è il caso di dire "non c'è tre senza quattro". Infatti si è sposata la quarta coppia di musicanti della nostra Banda. Avevamo visto l'unione di due clarinetti, di un clarinetto e un bombardino, di un fagotto e un basso tuba e ora di una batteria e un clarinetto (e il futuro pare riservarne altre). Tutto ciò a testimoniare quanto ripetiamo da anni e cioè che la Banda è musica, ma soprattutto un gruppo di amici o qualcosa in più. Il 1998 è un anno "record", infatti i matrimoni celebrati sono stati ben quattro: Sara e Remo, Carmen, Veronica, Leonardo. Quello che preoccupa maggiormente il nostro Maestro e non ha tutti i torti, sono le tre ragazze convolate a nozze, perché l'organico della Banda potrebbe subire variazioni a breve termine. E’ comprensibile che aggiungendo al lavoro professionale quello di casalinga, il tempo libero si riduca e se poi la famiglia si allarga, diventa difficile continuare. Ci si augura che nella scala delle priorità la Banda sia abbastanza in alto da spingere a far sacrifici per rimanervi. Personalmente, dopo oltre dieci anni di militanza in questo gruppo,mi rendo conto di essere cresciuta tra queste quattro mura, di aver conosciuto molte persone (tra cui Remo) e affrontato gioie e problemi con molte di esse. Ora se dal mio sgabello guardo i volti dei musicanti, vedo un marito, un fratello e tanti amici e pensando a quando mi dovrò limitare a essere fra il pubblico, non posso far altro che sperare che un giorno su quella sedia vuota ci possa essere un mio bimbo o bimba che coltivi la mia stessa passione: la Banda.
 
Sara Raineri
 

03 Cosa ne pensa il Presidente

La Banda Cittadina di Darfo Boario Terme continua ad essere, da più di 100 anni, un punto di riferimento per coloro che amano la musica e soprattutto promuove la diffusione e la valorizzazione della conoscenza musicale fra i giovani.
Vittorio Alberti, che da tanti anni è legato alla nostra Banda, in qualità di strumentista prima e di maestro poi, a sempre sostenuto la necessità di creare e favorire la diffusione di una scuola musicale aperta a tutti. La sua realizzazione ha permesso alla nostra Banda di vivere momenti di grande trasformazione, di raggiungere un’accurata preparazione artistica e di ampliare notevolmente il repertorio musicale.
Sono ormai vent’anni che sono Presidente della Banda Cittadina, un’istituzione che è passata attraverso molteplici eventi e vicissitudini e che è stata tenuta in vita dal grande impegno e dalla passione disinteressata di tanti personaggi. I miei predecessori hanno certamente avuto più difficoltà di me, perché hanno vissuto due guerre mondiali ed il disastro del Gleno, con tanti morti e tanta desolazione.
Desidero ringraziare il M° Vittorio Alberti, che da tanti anni dirige la nostra Banda con passione e competenza e che ha scelto la valorizzazione del “concerto” come forma più consona alla divulgazione di un messaggio musicale rinnovato, sia dal punto di vista del contenuto culturale che dal punto di vista delle difficoltà tecniche. Ciò è stato possibile grazie all’accurata preparazione di base dei musicanti, alcuni dei quali sono molto giovani, che si sono fatti apprezzare anche quando si sono confrontati con alcune realtà musicali europee.
Ringrazio l’Amministrazione Comunale, i soci sostenitori e tutti coloro che ci sono costantemente “vicini” ed invito fin da ora, la cittadinanza a pPeartecipare al tradizionale concerto augurale di fine anno, durante il quale la Banda proporrà suggestivi messaggi musicali.

 

Il  Presidente
Cav. Giovanni Chini

04 L'unione fa la musica

Coordinamento e assistenza per i complessi

E' nata. Dopo alcuni mesi di rodaggio, l'Associazione banda musicali bresciane (Abmb) ha preso vita ufficialmente il 16 settembre con la sottoscrizione dello statuto. Sottoscrizione che ha interessato 11 persone che formeranno il primo Consiglio di Amministrazione, il quale è già operativo nell'organizzare, per il prossimo dicembre, in collaborazione  con L’assessorato alla Cultura della Provincia e dopo i concerti estivi in Palazzo Broletto, il concerto di Natale con 21 bande nelle vie della città e in Piazza Loggia.
Un'organizzazione che si muoverà attraverso il mondo delle bande bresciane . Mondo che però da tempo è privo di un preciso punto di riferimento e così, prendendo esempio dai colleghi di Trento e Bergamo (dove da anni esistono associazioni di corpi musicali), alcuni bresciani “esperti banditi” hanno deciso di istituire un sodalizio che potrà riunire, o meglio coordinare e gestire al meglio, circa 100 bande della provincia. Ma cosa offre e che funzione èe in grado di svolgere quest'associazione?
"Vogliamo - ha risposto il presidente, Auguro Corsini - fornire un chiaro coordinamento e rivitalizzare quel prezioso concentrato di cultura e tradizione che è la banda. In sostanza è necessario che le bande bresciane operino attivamente, partecipino a concerti, raduni, concorsi provinciali ed è anche indispensabile eseguire, da parte nostra, un monitoraggio costante utile ad un censimento sempre aggiornato della realtà bandistica bresciana".
"Non solo - ha continuato il vicepresidente Livio Raineri - forniremo assistenza a tutti i corpi bandistici soci".
Verrà attivato un servizio di consulenza dove si informeranno tutte le bande sull'annoso problema fiscale. Sono stati individuati dei responsabili per ogni zona che dovranno tenere i contatti con un massimo di 10 bande. Questo permetterà un maggiore contatto con le bande.
L'attuale consiglio di amministrazione resterà in carica per tre anni, quindi con le elezioni del nuovo consiglio, i rappresentanti di tutti i corpi bandistici soci eleggeranno a loro volta un rappresentante che entrerà a far parte del massimo organo gestionale del sodalizio.
Personalmente penso che l'associazione è  partita col piede giusto e se il materiale umano (poiché tutte queste associazioni dove si lavora solo per la “gloria” funzionano se le persone si impegnano) funzionerà si potranno ottenere risultati positivi.

Il Maestro
Vittorio Alberti

05 "Musica Senza Frontiere"

L'Europa a Darfo Boario Terme

La nostra associazione è ormai da qualche anno che percorre le strade dell'Europa. E gironzolando di qua e di la ci siamo fatti un sacco di amici. E’ da tempo che nella nostra mente, stava prendendo forma un'idea fantastica: una una bella festa, qui a Darfo Boario Terme, con tutti gli amici che abbiamo incontrato all'estero. All'inizio, l'idea era stata buttata li,quasi per ridere. Poi, pensaci tu che ci penso anche io, la "cosa" ha incominciato a prendere sempre più forma, a delinearsi sempre con più maggior chiarezza e ad arricchirsi di nuovi dettagli. Due anni fa eravamo già quasi convinti e nel dicembre scorso abbiamo mosso i primi passi di questa (per noi) enorme impresa contattando tutti i nostri amici europei. Da quel giorno l'organizzazione è diventata sempre più frenetica: Tante, e a volte, impensabili le difficoltà che abbiamo incontrato ma, con l’aiuto di tante persone amiche della nostra associazione, il più è stato fatto e le aspettativa del fatidico evento si fa di giorno in giorno più pressante. Già, perché ormai non manca molto. Infatti il 14-15-16 Maggio del 1999 saranno presenti qui a Darfo diversi gruppi musicali europei appassionati, come noi, alla bella musica bandistica. Per tutti gli appassionati della nostra zona e del1e province limitrofe è un'occasione ghiotta da non perdere. Il livello qualitativo e l'antica tradizione musicale di questi gruppi sono molto alti; Non sarà facile rivedere qui da noi, tutto in una volta, spettacolo, grande musica, festa e cordiale amicizia alla portata di tutti quelli che vorranno unirsi alla grande “kermesse” musicale, il tutto mescolato in quel formidabile "shaker culturale", ormai alle porte, che si chiama EUROPA UNITA (e scusate le parole straniere, che, mi sa, bisognerà farci l’abitudine). L'importanza artistica dell'evento è intuibile: culture Musicali diverse, pur accomunate da un organico strumentale pressoché identico e dalla medesima passione, si confronteranno in un clima non competitivo ma amichevole, arricchendosi vicendevolmente. Non da sottovalutare sarà pure l'opportunità di far conoscere la nostra cittadina e la nostra bella valle a diverse centinaia di forestieri che, fra musicanti e pubblico, verranno ospitati nell'arco dei tre giorni della manifestazione. L’elenco dei gruppi partecipanti e il programma della manifestazione lo divulgheremo quando tutto sarà perfettamente definito .Comunque ci saranno delle belle sorprese. Naturalmente vi aspettiamo tutti. A risentirci.

Luigi Tagliabue

 

06 La Banda è .......

Mi piace pensare che la Banda non sia un'associazione dove la gente va, si siede, suona e se ne va: infatti, se così fosse, non avremmo ogni anno gente che entra a far parte del nostro sodalizio. La Banda invece è un gruppo di persone che si trova insieme più di una volta a settimana, che prima e dopo aver svolto il proprio dovere chiacchiera, ride, organizza cene, tornei di calcio, scampagnate, compleanni, feste di laurea e di addio al celibato. Eh si, quest'anno è stato un anno particolare per noi; ben 3 ragazzi laureati e niente popò di meno che 5 sposati, due dei quali costituiscono la quarta coppia cresciuta nella Banda: ditemi voi se questa non è una mini società!!! Dunque è bello anche pensare che l'impegno del musica non sia così oneroso, se lo si intende sotto il giusto aspetto. Questo infatti non toglie tempo allo studio o alle relazioni interpersonali, anzi, forse ne da la possibilità. In quest'ottica diventa bello scambiare idee (magari ci fossi riuscito!) con gli amici della Germania che abbiamo incontrato per la quarta volta ad Herrenberg; lavorare tutti insieme durante la VI edizione della nostra festa popolare, che anche quest'anno ha dato risultati positivi, nonostante la concomitanza dei campionati mondiali di calcio; oppure essere chiamati per allietare con le nostre note la festa di fine estate, ormai tradizione, a Corna, dove la nostra banda giovanile si è esibita in un mini-concerto; e, ancora, partecipare con un piccolo gruppo (ma solo per una questione di spazio) a creare una suggestiva atmosfera durante l’esposizione realizzata nelle contrade a Darfo; bello è chiedere un aiuto alle famiglie dei ragazzi per l'enorme entità della spesa necessaria per la sostituzione di sedie e leggii nella sede e vedere che la maggior parte di loro sono sensibili e si rendono disponibili,

E bello è partecipare insieme al coro ANA alla maratona musicale per gli amici terremotati di Valtopina in Umbria e .... collaborare con il gruppo di Antonio Pedersoli e il coro ISCLA di Iseo in un concerto per reperire fondi da destinare alla casa di riposo A.Maj di Boario, impegnando la nostra Banda per offrire aiuto a chi più di noi ne ha bisogno e continuando un discorso di solidarietà nella storia dell'associazione. Diventa così emozionante, è il caso di dirlo, trovarsi in poco meno di 250 persone alla cena sociale di S.Cecilia l'anno scorso: questo la dice lunga, insieme all'aumento del pubblico durante i concerti estivi nelle frazioni, su come la Banda stia entrando ad occupare sempre più spazio nei cuori delle persone che vivono vicino a noi. Piacevole è avere al nostro fianco poco meno di 200 soci che ormai da alcuni anni ci sostengono con il loro supporto fisico ed economico. Ci sarebbero ancora molti eventi da raccontare, ma credo di avervi già fornito un idea sufficientemente chiara della realtà della nostra associazione.
Perdonatemi questo sfogo di ottimismo, ma in un mondo che “Sembra” tutto nero, un po' di positività non credo possa far male !

Daniele Gabossi

 

07 Non di solo sogni vive la Banda

Caro Socio,Carissime Amiche, Carissimi Amici; vi voglio ringraziare per l'attenzione e l'aiuto che ci avete dato anche quest’anno, nei vari modi possibili. Per primo continuando ad essere Soci della Banda Cittadina, cioè tesserandovi, poi per tutta la vostra disponibilità data ogni volta che vi è stata chiesta. Voglio ringraziare anche il folto gruppo di amici e amiche che ci ha seguito a Herrenberg, per i 3 bei giorni del nostro incontro con la ormai più che amica Stadtkapelle. Anche in questa maniera, stando vicini alla Banda, si contribuisce a farla crescere e diciamolo pure, in queste occasioni ci si diverte anche, perché non bisogna per forza solo lavorare. Ora cambiamo argomento, vi voglio anticipare un mio sogno, qualcuno sa che sono un sognatore, almeno questo lasciatemelo fare.
Quello che vi sto per raccontare comunque non può rimanere un sogno, permettetemi, deve diventare una bella realtà, per me e per tutti voi. Da tempo stiamo lavorando per poter offrire qualche cosa di più agli amanti della buona musica per Banda, cioè a voi e naturalmente ai componenti la nostra Banda Cittadina, ma anche a tutta la cittadinanza di Darfo Boario Terme.
Per i giorni 14-15-16 Maggio 1999 abbiamo deciso di organizzare un concerto Europeo a Darfo Boario Terme - MUSICA SENZA FRONTIERE - questo è il nome della manifestazione. Abbiamo invitato 6 Bande di ottimo livello musicale, saranno nostri ospiti per 3 giorni.
Bande che provengono un po’ da tutta l'Europa, a partire dalla lantana Estonia, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Francia fino allo Spagna, dovrebbe essere una bella festa. Altre mie notizie a riguardo le avrete molto presto, ci serve ormai solo il tempo materiale per dare il via alla macchina organizzatrice.Non vi posso lasciare, senza chiedervi come solito, di starci vicini, in caso di necessità e di sostenerci nella maniera a voi più facile.
Vi aspetto in molti per festeggiare S.Cecilia e per il nostro ormai tradizionale Concerto Augurale.
Vi saluto caramente, a presto vostro

Giuseppe Albertinelli


08 Non solo musica

L'estate è il nostro momento migliore per noi ragazzi della Banda per organizzare gite e cene, e continuare a frequentarci anche durante il mese di pausa da prove e servizi. Quest'anno un gruppo di noi si è ritrovato in alcune occasioni dove chiacchiere e risate non sono mancate.
All'inizio di luglio una ristretta compagnia si è riunita per una gita al passo del Vivione: nonostante fossimo solo in sei il divertimento, le canzoni e le foto hanno scandito il tempo, e due di noi ne hanno anche approfittato per aprire qualche libro in vista di esami universitari e tentare di unire l'utile al dilettevole, pur con molte difficoltà data la situazione tutt'altro che favorevole allo studio.
Anche agosto ci ha visto protagonisti in 2 occasioni: la prima è stata una gita a Campolaro, un'intera giornata con la compagnia decisamente più numerosa (eravamo in 16), e tanto divertimento, sole, canzoni. Dalla mattino fino a sera abbiamo chiacchierato di argomenti più o meno seri sdraiati sul prato, mangiato strinù, dormito, giocato a bandierina (alla veneranda età di 16-24 anni!). Non poteva mancare una cena alla Banda con contorno di ulteriori conversazionimentre la pelle cominciava a mostrare i segni delle forti scottature che il sole incessante della giornata aveva portato.
Nuova settimana, nuova gita: questa volta a Gardaland, il gruppo ha trovato il modo di stare insieme e divertirsi ancora; nonostante le numerose code per le attrazioni e il caldo soffocante ce la siamo cavata molto belle, e l'inevitabile conclusione del nostro tour è stato un giro sulle canoe del “Colorado Boat”, anche noto come campo di battaglia acquatica: siamo usciti dal parco completamente fradici, e il tragitto di ritorno è stato accompagnato dai commenti sulle mirabolanti imprese compiute durante la giornata. Ma non era finita qui: ci attendevano bibite e brioches appena sfornate, con tanto di foto di gruppo per immortalare l'ennesimo momento magico, e infine, con il naso all'insù, ancora insieme aspettando le stelle cadenti.

Ma noi ragazzi siamo stati protagonisti anche in ambito sportivo, quest'anno, con la prima partecipazione a un torneo di calcio aperta a tutte le Bande.
Formatasi la squadra e iniziati gli allenamenti, si è provveduto ad organizzare un comitato di tifosi i quali, muniti di tamburi, fischietta, pon-pons e soprattutto buoni polmoni, hanno preparato una versione alternativa della “Ricciolina” uno dei brani più cantati alla Banda, trasformata per l'occasione in "Una Squadrettina", La prima serata del torneo ci ha visto infatti impegnati contro il Volpino B, quindi entrambe le squadre hanno dovuto presentarsi musicalmente; evidentemente la nuova versione de “La Riccialina” ha agito da portafortuna, perché la partita si è conclusa con successo per noi, 4 a 1con tanto di autogol della squadra avversaria. I festeggiamenti dell'evento hanno però portato un piccolo incidente: nel proclamare eroe della serata l'autore dei primi 2 gol, lo si è preso in braccio e fatto saltare, dimenticando il soffitto malto basso e assistendo quindi a una sicuramente dolorosa ma alquanto comica testata del giocatore. Evento di cattivo auspicio, a quanto pare, perché da quel momento la fortuna é andata calando, tanto che alla seconda partita il risultato è stato 3 a 2 per gli avversari del Tavernola, ed il terzo ed ultimo incontro, contro il Casazza, ci ha portati alla “disfatta totale” per 5 a 0 senza rimedio. Secondo qualcuno, questo è stato dovuto alla mancanza di un rito propiziatorio, che nel nostro caso era la famosa “Una Squadrettina”, non cantata nella seconda e terza partita, appunto quelle che ci hanno visto barcollare e poi cadere definitivamente nella classifica del torneo.
Nonostante ciò noi tifosi abbiamo sempre sostenuto i giocatori, e trasformato il dopo partita in una grande festa alla Banda, dove si è mangiato, parlato e riso come sempre, perché dopo tutto l'importante è divertirsi tutti insieme, e anche se il nostro esordio calcistico non è stato particolarmente brillante, confidiamo nel fatto che al prossimo torneo ci rifaremo, ma arriveremo  molto più fomiti di amuleti e riti propiziatori, perché non si sa mai………….

Chiara Marcon

 

 

09 Gruppo "Le Pastorelle" Natale 1998

Anche quest'anno la vigilia del S.Natale gireremo per le contrade del nostro Comune.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

10 Gioca e vinci

11 Ultima pagina

Semibreve 1999

01 Il saluto del Sindaco

Tra le istituzioni culturali di Darfo Borio Terme la Banda Cittadina si è a pieno titolo conquistata un posto di sicuro rilievo, grazie alla definizione e all’impegno dei suoi componenti, alla preparazione e alla capacità del suo Direttore M° Vittorio Alberti ed all’iniziativa dell’instancabile Presidente Cav. Giovanni Chini.
Con particolare orgoglio abbiamo seguito le prestazioni della Banda nei giorni di settembre culminati con l’inaugurazione del nuovo campanile della Chiesa degli Alpini di Boario Terme e con il giuramento delle reclute dell’8° scaglione della brigata Alpina Tridentina.
Ricordiamo ammirati i confronti serrati e cavallereschi con i sodalizi musicali di altre città italiane ed estere e prendiamo atto dei nuovi impegni in questo campo, certi che la banda saprà come sempre farsi onore.
A ciascuno dei musicanti, al Direttore ed al Presidente, alle loro famiglie, va il più cordiale augurio di serenità e di successo da parte mia e della Civica Amministrazione.


Il Sindaco
Ing. Luigi Pelamatti

02 Cosa ne pensa il Presidente

La manifestazione “Musica Senza Frontiere” con la partecipazione delle bande musicali di sei diverse città europee, che si è tenuta nella nostra città  nei giorni 14-15 e 16 maggio, ha costituito per la nostra Banda un traguardo molto importante, che ne ha suggellato il prestigioso cammino compiuto nella sua vita secolare.
Tale manifestazione e gli altri due importanti appuntamenti (il grande concerto nelle Terme con la fanfara della Divisione Tridentina, in occasione del solenne giuramento degli alpini e l’esibizione nel giorno dell’inaugurazione del campanile del Santuario degli Alpini di Boario Terme) sono stati la conferma della maturità artistica e della perfezione tecnica raggiunta dal nostro complesso musicale.
Il Maestro Vittorio Alberti, che da molti anni dirige la Banda Cittadina con entusiasmo , competenza e passione, ha saputo creare un gruppo affiatato ed affidabile che non teme il confronto con altre realtà musicali, il nostro Maestro ha saputo inoltre creare un ambiente educativo e formativo in cui, i ragazzi della banda si trovano a loro agio ed al quale si avvicinano altri potenziali musicanti, destinati ad abbassare ulteriormente l'età media dei componenti di un complesso bandistico che più che ad una banda assomiglia ad una vera e propria orchestra, In qualità di ,Presidente (da ormai 21 anni!), desidero ringraziare di cuore il Maestro Vittorio Alberti, tutti i musicanti e le loro famiglie, il Consiglio Direttivo, tutti i Soci e gli Amici della banda e, soprattutto  l'Amministrazione Comunale per il grande sostegno morale e il concreto appoggio che ci garantisce. La nostra banda ha compiuto quest’anno 146 anni di vita.
Il primo articolo dello Statuto redatto nel 1853 recita testualmente che “La Società Filarmonica di Darfo ha il nobile scopo di procurare alla gioventù un gentile trattenimento che, piacevolmente, intrattenendola, la sottragga ai pericoli dell’ozio”…
Ancora oggi la nostra banda continua ad essere un'importante forma di aggregazione sociale, sicuramente, educativa e formativa per i ragazzi, ai quali è offerta la possibilità di avere un confronto costruttivo con culture e linguaggi diversi.
Augurando a tutti buone feste, invito i cittadini di Darfo Boario Terme al consueto concerto di Natale.

IL PRESIDENTE
Cav. Giovanni Chini

 

03 Trasferta a Schlema (Germania)

Erano le 21.30 di un giovedì di fine estate, quando un gruppo di musicanti spensierati si preparava per partire verso terre lontane all’insegna dell’ennesima avventura.
Eh sì, la Banda Cittadina di Darfo Boario Terme era stata invitata, per la seconda volta, a partecipare ad un raduno internazionale a Schlema nei giorni 17-18-19 Settembre 1999 per rappresentare l'Italia. Venerdi 17 Settembre, verso le 11 del mattino, siamo arrivati a destinazione dopo 14 interminabili ore di viaggio e siamo stati accompagnati al nostro alloggio.
Il raduno è stato inaugurato con la sfilata di tutti i 16 gruppi musicali partecipanti per le vie della cittadina.
Gli spettatori, disseminati ai bordi delle strade, hanno assistito prima ad un susseguirsi di stendardi, divise e musiche tradizionali e poi ad un concertone finale di tutti i gruppi insieme.
La festa si è svolta all'interno di un enorme capannone che poteva ospitare fino a 5000 persone.
Alle due estremità si trovavano allestiti due palchi dove le bande, a turno, si esibivano: mentre una suonava su un palco, la successiva si preparava sull'altro. I concerti iniziavano alle 9.00 del mattino e terminavano all'una di notte senza un attimo di tregua.
Le nostre esibizioni erano previste per Venerdì alle 21.20, Sabato alle 13.00 e alle 21.20 e Domenica alle 10.00 dopo la lunga sfilata di chiusura prima della partenza ; (un vero e proprio tour de force !).
Il programma dei tre giorni era veramente molto intenso tant'è che non contavamo più i cambi di abbigliamento tra divisa, abiti civili e pigiama (per la verità usato molto poco) e nemmeno i viaggi tra il capannone, l'alloggio e la mensa dove consumavamo la colazione ed il pranzo.
Per quel che riguarda, invece, la maratona su e giù dal palco, è stato fondamentale l'aiuto e la simpatia dei nostri amici non musicanti che ci avevano accompagnato nel viaggio: sembrava una gara a cronometro la preparazione, e la liberazione del palco (sedie, leggii e percussioni) nei venti minuti precedenti e successivi al concerto.
Nonostante tutto ciò, non eravamo mai abbastanza stanchi per partecipare a balli scatenati, cori e “trenini” tra i tavoli durante l'esibizione degli altri gruppi.
Per noi musicanti, poi, è stata una grande emozione quando, durante i nostri concerti, sulle note di Verdi, i nostri amici austriaci, olandesi, tedeschi, ungheresi, inglesi, cechi e svizzeri innalzavano cori e ballavano sui tavoli.
Degni di nota per la capacità di intrattenere il pubblico sono stati gli olandesi: erano una decina di ragazzi che suonavano marcette molto brillanti coinvolgendo anche alcuni musicanti delle altre bande (come è accaduto ad uno dei nostri percussionisti).
Anche la banda ungherese e la banda della polizia di Berlino hanno dato spettacolo suonando musiche molto conosciute: da canzoni di Ricky Martin a New York New York e My way (qui i nostri ballerini si sono fatti notare per la loro abilità motoria).
Gli austriaci, invece, sono stati quelli con cui abbiamo stretto maggiori rapporti di amicizia poiché erano sistemati nel nostro stesso alloggio: con loro la festa continuava anche dopo il rientro dal capannone. Questa esperienza ha senz'altro contribuito al1a nostra crescita musicale, ma ha anche lasciato dei bei ricordi di amicizia e complicità con persone prima di allora sconosciute con le quali non riuscivamo a comunicare se non con il linguaggio universale della musica.

Armida e Patrizia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

04 Appunti di due qualsiasi viaggiatori a Schlema (Germania)

Da qualche anno mia moglie ed io ci siamo presi l'abitudine di unirci alla Banda Cittadina di Darfo Boario Terme nei suoi percorsi itineranti europei, una piacevole abitudine, oramai certamente vincente e com’è naturale che sia con una "banda" di giovani come quella di Darfo dove perfino quelli non più giovani annoverati nei suoi ranghi, vengono indotti a conservare il giovanile spirito, una specie di benefica "corruzione".
Ed è sempre bello, piacevole, edificante seguire questi giovani e scoprire ogni volta che li guardi o li ascolti qualcosa di nuovo.
Stavolta il viaggio ci ha portato nella ex Germania Democratica che, a parte la scontata differenza con l’altra Germania più conosciuta, ci è apparsa molto interessante: siamo nel centro dell’Europa, punto di convergenza culturale e musicale oltre che polmone verde di inestimabile bellezza, zona ricca di miniere antiche, un tempo sfruttate solo a fini di distruzione, che i giovani non conoscono se non attraverso i libri di storia. Ora paesi ricchi di terra e di acqua estremamente salutari, di turismo ancora agli albori ma sostenuti da profonda cultura radicata da generazioni, avranno l’anno prossimo l’onore delle cronache mondiali quando il lavoro di ricupero ambientale che vi si svolge in modo teutonico sia pur frenetico in lotta col tempo, verrà presentato come esempio all'Expo 2000 di Hannover.
Abbiamo anche percorso a piedi queste contrade, per quanto il tempo a disposizione fosse poco, dove si respira "aria nuova" a volte ancora un po' troppo rassegnata; fra qualche anno sarà interessante tornarci per constatare il lavoro svolto dall’uomo "nuovo" dove le ha portate e come vivono la loro seconda storia queste "nuove" comunità.
Intanto, per noi si è trattato di diverse ore trascorse in allegra; benevolmente, simpaticamente rumorosa e naturalmente musicale compagnia, di tanta musica per noi profani ascoltata magari solo a livello emozionale, ma non per questo meno godibile; il ritmo delle giornate, a volte frenetico non ci ha impedito di cogliere innumerevoli momenti di intenso piacere, conditi da sana amicizia e cameratismo, di condivisione e di allegria contagiosa e momenti comico-drammatici come la visita alle miniere……..
Abbiamo, incontrando personalità straordinarie, captato messaggi indimenticabili e di tutto ciò vi siamo grati Musici e Dirigenti della Banda di Darfo.
Non facciamo nomi ne tanto meno "classifiche di merito", ma solo "voti" per la prossi-ma tournée, magari in posti nuovi e magari più belli: ci saremo .


Una coppia di amici

 


 

 

05 Musica senza frontiere

E' stata dura, veramente, ma anche stavolta la Banda Cittadina ha saputo realizzare e portare a termine con successo l'obbiettivo che si era prefissata.
II raduno internazionale “Musica senza frontiere” che si è svolto dal 14 al 16 Maggio di quest’anno, ha regalato alla nostra Associazione ed a tutto il pubblico che ha seguito la manifestazione, delle grandi soddisfazioni.
Artisticamente il livello è stato malto elevato grazie alla bravura dei sei gruppi europei che abbiamo ospitato.
Già venerdì sera, al Centra Congressi, durante la serata inaugurale, si respirava un’aria di "grande occasione" in mezzo all’allegria dei nostri nuovi amici musicanti.
II concerto che la Banda Cittadina ha tenuto durante la prima serata è stato malto apprezzato dai nostri colleghi, così come il grande "buffet" finale in loro onore, il giorno dopo, dalle nove di mattina fino alle sei di sera, è toccato ai nostri amici stranieri a farsi sotto presso il Parco delle Terme. Peccato davvero per il maltempo, che ha forse dissuaso il pubblico a partecipare ancora più numeroso.

Comunque, i fortunati presenti hanno potuto farsi un’abbuffata di bellissima musica offertaci dai vari gruppi che si sono alternati sul palco.
Ma per i vari appassionati non è stata certo un’indigestione ma solo "l’antipasto" di quello che di li a poco sarebbe successo nella Sala grande del Centro Congressi durante la serata di gala.
Di fronte ad una sala gremita di un attesissimo pubblico, i musicisti hanno dato davvero il meglio di se stessi esibendosi a turno in "performance" musicali strepitose.
I vari gruppi si sono concentrati maggiormente su brani basati sulla tradizione culturale musicale della propria nazione di provenienza, rendendo ancora più suggestivo e interessante l’ascolto.
Sarà davvero difficile poter assistere di nuovo a tale sfoggio di tecnica e buonissima interpretazione artistica, se non spostandosi nelle capitali musicali del nord Europa, dove la musica bandistica è già da molti anni seguita da numerosissimi appassionati e vista con pari dignità di altri generi musicali da noi considerati più nobili. La domenica mattina tutte le bande hanno mostrato il loro lato popolare tradizionale sfilando per le vie cittadine esibendosi in un grande "concertone" finale suonando contemporaneamente, (quasi quattrocento musicanti) una marcia brillante dal titolo emblematico "Europa Mars". Dal punto di vista organizzativo tutto è filato liscio come l'olio, decisamente meglio che nelle nostre più rosee previsioni.
La 'macchina organizzativa', avviata due anni fa, non ha perso un colpo dimostrando competenza, dinamicità, serietà e ottime capacità manageriali; cose non da poco considerando che il consiglio direttivo (i "dirigenti" dell'Associazione) ha un'età media di 27 anni.
Il compito non era dei più facili ma, come si dice, chi la dura la vince.
Ancora una volta, come se non fossero bastate le nostre precedenti iniziative, la nostra Associazione ha saputo dimostrare di riuscire a ideare e realizzare grandi ed importanti manifestazioni culturali.
Anche la R.A.l. Radio Televisione ltaliana si è interessata al nostro raduno internazionale mettendo in onda, nel Settembre di quest’anno, una trasmissione pomeridiana su Rai Radio Tre dedicata alla manifestazione, con un’intervista in diretta e l’ascolto dei brani musicali registrati sul Compact Disc che la Banda Cittadina di Darfo ha prodotto per l’occasione. I benefici che possono derivare per la cittadinanza e per l’intera Valle da manifestazione di questa portata possono essere facilmente intuibili.
E' compito nostro lavorare sulla diffusione della cultura musicale popolare. Noi facciamo il possibile per meritarci e recuperare i mezzi per riuscire a fare tutto il possibile.
Per l’organizzazione di questo raduno abbiamo trovato persone che hanno capito l’importanza del nostro lavoro e ci hanno aiutato moltissimo.
Altre realtà possono aiutarci in questo nostro costante impegno.
Finché ci saranno ragazzi che amano la musica e l’amicizia, ci sarà una banda; finché ci sarà qualcuno che capisce l’importanza della musica e dell’amicizia ci saranno i sostenitori della banda; finché ci sarà una banda…...

Luigi Tagliabue, Giuseppe Albertinelli

 

 

 

Nei giorni 14-15-16 Maggio 1999 abbiamo avuto l’occasione di vivere la meravigliosa esperienza di “Musica Senza Frontiere”, festival bandistico a cui hanno partecipato sei corpi musicali europei.
Certe di non essere le persone più adatte a descrivere l’onerosa organizzazione dei tre giorni, vogliano cercare di esprimere i sentimenti e le sensazioni che ci hanno accompagnato prima, durante e dopo lo svolgimento della manifestazione.
Le settimane precedenti, ricca di tensione e preoccupazione sono trascorse molto velocemente e, prima che ce ne potessimo rendere conto, ci siamo ritrovati a convivere con la realtà dei tre giorni. Abbiamo da prima dovuto occuparci dell’accoglienza e delle sistemazioni delle Bande ospiti, che abbiamo in seguito avuto l’onore di conoscere ed ascoltare.
E’ stato molto arricchente potersi confrontare sia musicalmente che umanamente con culture diverse, è stata una fantastica occasione per conoscere persone geograficamente lontane, in fondo, così vicine e simili a noi.
Nessuno, tra coloro che hanno partecipato potrà facilmente dimenticare la suggestiva atmosfera che si è creata il sabato notte dopo il concerto ufficiale: per circa quattro ore, musicanti di ogni nazionalità hanno suonato insieme ciascuno portando la propria cultura e originalità. E’ stata una serata davvero bellissima, ognuno ha potuto divertirsi in maniera semplice ma unica, il ritmo della musica era incalzante e travolgente al punto da non lasciare la possibilità di far altro che ballare…..
L’entusiasmo e l’euforia erano tali da non farci realizzare che la manifestazione volgeva ormai al termine, e, in men che non si dica, il raduno è passato.
Ora è con un po’ di nostalgia che ripensiamo a quei giorni, e, anche se l’idea di dover riaffrontare la fatica di organizzare “Musica Senza Frontiere” quasi ci spaventa, il ricordo delle emozioni provate durante la manifestazione cancella tutte le paure e ci spinge a lavorare per rivivere un’esperienza tanto significativa per tutti noi.

Elena, Renata

 

 

 

 

06 La parola a Diego

Carissimi amici Lo scorso Maggio; tornando dalla nostra missione in Perù, vi avevamo trovati impegnatissimi nell’organizzazione di "Musica Senza Frontiere": un pesante e coraggioso impegno sfociato in una manifestazione davvero splendida.
Vi è costata anni di lavoro, la fatica di cercare aiuto, condivisione; superare tutti gli ostacoli che all'inizio mai si penserebbe di incontrare ….. e soprattutto superare lo scoraggiamento: la peggior tentazione con cui il demonio cerca di demolire i nostri aneliti più belli...
Tutto questo perché volevate dire, con il più universale linguaggio dell’uomo che è la musica, che “l’Europa unita non è solo economica” e che “l'Europa sarà davvero unita quando nella mente della sua gente prenderà forma l’idea di essere tutti abitanti di una grande nazione senza confini”.
Se sempre vi ho sentiti molto vicini, in una amicizia vera costruita in dieci anni di vita insieme nella Banda e mai neppur affievolita in questi ormai dieci anni di mia lontananza dal sodalizio, dopo "Musica Senza Frontiere" vi sento addirittura compagni di cammino, di missione….. e ciò non tanto perché avete voluto proclamare un messaggio di unione tra i popoli, ma perché avete detto che non quando i governi, i parlamenti o le istituzioni….. ma solo quando ciascuno di noi desidererà sinceramente dentro di sé, e soprattutto lavorerà e si preoccuperà per... l’Europa sarà veramente unita.
Con mia moglie Rozilda e il figlioletto Mario ripartiamo per la missione spinti da questo stesso spirito: è vero che il mondo è vasto, pieno di complessità, problemi, cattiverie….. ma diventerà migliore solo se ognuno di noi cercherà di vivere di persona, con cuore e mani, nella sua pur intima realtà, il desiderio di riportare al mondo un po' di morale, di carità, di amore... di Dio insomma. Si, di Dio, anche se oggi in nome di non so quale libertà non si può più parlare così... mentre non ci accorgiamo che da quando lo abbiamo messo da parte è cominciata la rovina dei nostri giorni.
Per noi tornare a lavorare per i poveri di Perù e del Brasile, che ormai da nove anni sono la nostra vita, è un atto di fedeltà a loro; e cercare di mettercela proprio tutta anche per essere davvero espressione della generosità di innumerevoli persone e amici cari che sempre ci aiutano; e per tutti gli amici dell'Operazione Mato Grosso che tanto lavorano qui in Italia; e per don Ugo che con il suo costante sacrificarsi per i poveri e per tutti nonostante l'avanzata età, ci è sempre di grande esempio; e perché non sia vano il sacrificio che chiediamo ai nostri genitori e parenti coll'accettare che viviamo tanto lontani...
ma soprattutto è perché ancora crediamo in questo Signore che dà una speranza a noi e a tutte le vite tanto tribolate dei nostri poveri e di tanti fratelli nel mondo; che ci indica un cammino con le beatitudini, l'amore al prossimo... e che per la Sua onnipotenza può dare un senso all’infinitesimo risultato di ogni nostro povero sforzo.
Così ripartiamo, sentiremo tanta nostalgia di tutti voi amici della Banda, ma ci sarà sempre di grande conforto sapere di non essere soli.

GRAZTE DI TUTTO !

 
Diego, Rozilda e Mario

 

 

07 Sogno di una notte di fine millenio

Questa notte ho sognato la Banda del 2000. Aveva l’organico completo della Symphonic Band (c’erano persino due fagotti!; i suonatori, tutti dilettanti (ricordo che il verbo deriva da dilettarsi ossia divertirsi), suonavano; benissimo e si esercitavano anche a casa per "diletto" e questo permetteva al direttore di non doversi preoccupare, nelle prove, delle note sbagliate o di passi tecnici da provare e riprovare, ma di puntare sull’espressione, sul fraseggio, sul bilanciamento con risultati fino ad ora inimmaginabili. Questa Banda poi, aveva una bella divisa e sapeva marciare bene (anche I’occhio vuole la sua parte). Era composta sia da maschi che da femmine, presenti in parti uguali nelle varie famiglie strumentali. Finite le "prove" la sede si animava con discussioni varie e scambi di idee sugli argomenti più svariati, ma senza animosità e con rispetto reciproco.
Nel sogno, riesco a vedere la data dell’ultimo concerto: 27 Dicembre 2010 …………. e questa banda la sto dirigendoio …….
Il repertorio è naturalmente il più svariato possibile e va dall’originale per banda ad un brano di musica leggera, "successo" di quell’estate. Alla fine il numeroso pubblico applaude, i suonatori sono tutti felici....., e qualcuno di loro sta già commentando, da esperto ascoltatore, le differenze tra la nostra esecuzione ed altre ascoltate da C.D. della "Tokyo Kosei Orchestra" o dalla "Royal Military Band Netherlands".
Il tutto sfuma quando il trillo della sveglia mi riporta alla realtà quotidiana. E' ora di alzarsi, incomincia una normale giornata, ma continuo a sognare e, se il buon Dio vorrà concedermelo, comincerò da oggi a darmi da fare perché il “Sogno di fine millennio” diventi realtà nel nuovo millennio.

Il Maestro

Vittorio Alberti

 

 

08 Gioca e vinci

09 Ultima pagina

Semibreve 2000

01 La parola al Presidente

In quasi 25 anni di presidenza ho avuto modo di constatare da vicino (e con grande soddisfazione personale) quali enormi progressi siano stati compiuti dalla nostra Banda Cittadina che, come ha riconosciuto lo stesso Sindaco, si è a pieno titolo conquistata un posto di sicuro rilievo tra le Istituzioni culturali di Darfo Boario Terme.
L'entusiasmo, la competenza e la passione del Direttore M° Vittorio Alberti, la dedizione e l'impegno di tutti i musicanti, la disponibilità dei Soci e degli Amici della Banda hanno permesso alla Nostra Associazione di crescere non soltanto dal punto di vista musicale, ma anche organizzativo. Basti pensare al raduno intemazionale "Musica senza frontiere" dello scorso anno, una manifestazione culturale talmente importante da coinvolgere la stessa R.A.I., che ha messo in onda una trasmissione pomeridiana dedicata alla manifestazione, con un'intervista in diretta e l'ascolto dei brani musicali registrati sul compact disc che la Banda Cittadina ha prodotto per l'occasione. Il continuo confronto con altre realtà musicali europee si é rivelato davvero costruttivo: i nostri musicanti, anche all'estero, si sono fatti onore e, attraverso il linguaggio universale della musica, hanno instaurato rapporti di nuove amicizie.
Molti giovani suonano nella Banda o intendono avvicinarsi ad essa perché amano la musica e sanno di trovare un ambiente educativo e formativo, dove é facile "fare amicizia". Non mi rimane che ringraziare il M° Vittorio Alberti, il Consiglio Direttivo, tutti i musicanti, il Vicepresidente Daniele Gabossi, i genitori dei nostri ragazzi, tutti i Soci e gli Amici della Banda e l'Amministrazione Comunale che, in questi anni, ci ha garantito il suo sostegno morale ed economico.

 

Il Presidente

Cav. Giovanni Chini

 

02 Riflessioni

"Italianità, pregio o difetto"

Molte volte in questi ultimi anni di continui scambi e contatti con varie realtà musicali, bandistiche e non, dei vari paesi europei mi sono trovato a riflettere sul diverso modo di noi italiani di “vivere” anche la musica. La prima volta penso sia stata ai corsi di direzione quando il maestro Jo Conjaerts ci descriveva la realtà della banda in Olanda. In seguito, con il gemellaggio di Herrenberg, parlando con l’attivissimo presidente Schwenk e il maestro Wunder ho potuto ammirare la loro capacità di organizzare la banda, la sede e la scuola di musica.
Dentro di me dicevo: “Chissà che risultati se noi riuscissimo ad essere meno improvvisatori e più organizzati……”. L’ultima volta in ordine di tempo è stata ad Adro (BS) il 22 ottobre nella bellissima sede della banda locale dove la ABMB (Associazione Bande Musicali Bresciane) ha organizzato un interessantissimo “masterclass” per tromba tenuto da Bruno Nouvion, insegnate al conservatorio municipale “X Arrondissement” di Parigi. Seguendo le lezioni pensavo “Se tutti i ‘miei’ strumentisti arrivassero ad avere una buona padronanza (staccato, legato, tecnica, intonazione, fraseggio ecc….) dello strumento come si ottiene con questi studi” lascio continuare alla vostra immaginazione.
Passata la virtuale sbornia di perfezione mi si insinuava un dubbio atroce: e se fosse stato proprio questo modo di agire e di risolvere i problemi all’ultimo minuto che ci ha fatto sviluppare la nostra proverbiale fantasia e la capacità di superare le situazione impreviste.

Il Maestro
Vittorio Alberti

 

03 Una richiesta insolita

Sono ormai quattro lustri che suono nella banda, ma la passione che mi ha spinto finora non si assopisce, anzi, non viene meno neppure l’emozione durante i frequenti concerti, né tantomeno l’orgoglio che mi riempie durante le allegre sfilate cittadine.
Questa voglia di “vivere la Banda” probabilmente viene dal profondo del cuore ed è un bel regalo quello che ho ricevuto (e siamo in molti!), quello di poter rallegrare gli altri con la musica ed al tempo stesso di divertirmi.
Tuttavia osservo frequentemente il comportamento dei giovani della Banda e noto la loro delusione quando nei concerti estivi il pubblico non è numeroso e mi spiace non poter far niente per porvi rimedio.
Il Concerto Augurale che tutti gli anni proponiamo nell’ultima settimana è l’appuntamento più atteso dal nostro pubblico, che infatti accorre sempre numeroso, e più prestigioso per noi che ad esso dedichiamo alcuni mesi per la preparazione; una platea così vasta corrisponde ad un <<gasamento>> salutare per tutti noi e in particolare per i nostri giovani così <<affamati>> di soddisfazioni personali.
Entrando nella Sala 500 di Palazzo Congressi, l’emozione che ci invade salendo sul palco accompagnati da scroscianti e sinceri applausi, fa sì che una volta seduti la concentrazione diventa tale da aumentare la capacità di esecuzione rispetto a quello che ne risultava fino a qualche sera prima durante le prove.
Durante quest’estate abbiamo organizzato, in collaborazione con il Coro Vallecamonica, una serata musicale all’interno dell’ex Conventone e vi posso garantire che l’inattesa partecipazione di un così numeroso pubblico ha trasformato il nostro programma di <<sole marcette>> in un vero e proprio concerto all’aperto.
Questi esempi per farvi capire quanto sia importante per noi essere seguiti. Ecco perché approfitto di semibreve per rivolgervi un invito: venite ai nostri concerti estivi! Sono sicuro che trascorrerete con noi una piacevole serata e al tempo stesso sarà anche un po’ merito vostro se tanti giovani si affermeranno e tanti altri si avvicineranno al mondo della Banda, cioè alla cultura, al volontariato, alla socializzazione e all’impegno serio del proprio tempo libero.

Daniele

 

04 Caro Socio, carissimi Soci

La Banda, ogni anno ha bisogno di nuovi giovani che provino ad entrare in questa “scuola” di musica. Cerchiamo di invogliare quanti fanno parte delle nostre famiglie, forse qualche buona pedina si trova. Ora voglio dirvi quello che la Banda purtroppo non ha fatto per voi quest’anno. Per vari motivi, fra questi senz’altro quelli economici, la Banda non ha potuto essere stata vicino a voi, mi riferisco ai bei concerti che negli ultimi anni eravamo abituati a fare nei vari luoghi suggestivi delle varie frazioni di Darfo B.T.; non abbiamo fatto gite ne interessanti viaggi con relativi concerti all’estero. Chiediamo scusa con la promessa però di rifarci nel prossimo periodo, anche perché, come tanti di voi sanno, nel 2003 ricorre il 150° anniversario della fondazione della Banda e per questa data pare che ci sia molta voglia di mettere in cantiere delle grandi cose, ormai un po’ di esperienza in questione feste l’abbiamo fatta. Non mi resta che ringraziarvi per l’amicizia ed il sostegno che ci riservate sempre con maggior attenzione, mi auguro di vedervi presto ai nostri appuntamenti e vi auguro ogni bene per le Feste imminenti.

Ciao il vostro Socio
Albertinelli Peppino

 

05 Dalla Banda Giovanile ......

Come sapete la Banda Cittadina di Darfo ha anche una sezione staccata di musicisti che è composta da giovani allievi che sono alle loro prime esperienze in banda, e da alcuni componenti della banda “madre” che li aiutano ad abituarsi a prove, parti più complesse, concerti, ecc…..; LA NOSTRA BANDA GIOVANILE!
Quest’anno noi della giovanile abbiamo avuto occasione di far conoscere la nostra musica a diversi pubblici e di confrontarci con altre bande della valle e non solo. Questo è avvenuto in particolare in due servizi: uno ad Esine durante la festa del paese e uno a Montesolaro di Carimate (provincia di Como) dove la bandadel posto ci ha gentilmente invitato. Ad Esine noi ed i nostri colleghi di Bienno, Breno, Esine e Costa Volpino, abbiamo intrattenuto il pubblico con un concerto al quale ogni banda ha partecipato con quattro brani scelti fra i generi più vari, dal pop alle musiche per film ecc…… La serata è risultata molto divertente sia per chi è capitato alla festa magari per caso e ha potuto ascoltare buona musica, che per noi che oltre a suonare abbiamo festeggiato insieme alle altre bande.
Il paese di Montesolaro di Carimate e la sua banda hanno invece ospitato la nostra “banda junior” il 10 settembre. Il maestro ci aveva precedentemente contattato e, invitato a passare una giornata da loro, sia per esibirci in occasione del 40° anniversario della banda sia per avere uno scambio con il loro “gruppo giovani”. Infatti l’ordine del giorno è stato il seguente: durante la mattina è stata celebrata la S.Messa e, dopo il pranzo, la loro piccola sede si è riempita di musicisti e strumenti impiegati per provare alcuni pezzi che le due bande hanno eseguito insieme.
Durante le prove la nostra maestra Renata Alberti e il maestro della banda di Montesolaro si sono più volte passati la bacchetta alternandosi nel dirigerci e non è stato un compito facile perché ogni banda ha il suo metodo e le sue abitudini. Comunque ce la siamo cavata e egregiamente e finalmente alle ore 16.30 sotto un bellissimo sole, noi e i padroni di casa ci siamo esibiti in un concerto dove, insieme o a turno, abbiamo allietato i presenti con le nostre note. Dopo applausi scroscianti, discorsi ed un rinfresco con cui ci siamo ristorati e rifocillati, è arrivato il momento dei saluti e della partenza con mille promesse e speranze di nuovi contatti per l’anno prossimo.
Questa esperienza è stata infatti molto importante per tutte e due le bande perché entrambi abbiamo sperimentato nuovi sistemi didattici e, più semplicemente, abbiamo conosciuto nuove persone che si divertono a fare musica insieme.


Tagliabue Marta

06 Arrivano le cicogne

Eccoci qui all’anno 2000, tanto atteso e osannato dai mass media, come se fosse un evento eccezionale e di grandi cambiamenti per tutti. Siamo ormai al termine e forse questa diversità dagli altri anni non si è poi così notata, ma ……. Come sempre, anche nella banda, c’è gente che va e gente che viene, nulla di strano fino qui, se non fosse che quest’anno ad arrivare sono state …. tre cicogne.
Pare proprio che abbiano imparato bene questa via aerea che porta all’ex-Conventone, perché passata la prima ad agosto, ne hanno seguito la scia una settembre ed un’altra ad ottobre.
Pare che al momento si stiano riposando in attesa di nuovo lavoro, comunque erano già state fra noi qualche anno fa e prima o poi ritorneranno. E nei fagottini cosa c’era? Nell’ordine d’arrivo: Lorenzo (futuro basso tuba), Elisa (Batterista o clarinettista) e Luna (flautista). Certamente un bel trio per il futuro della nostra banda e gran felicità per i loro genitori, anche se in questo momento ammettono che di notte la loro è tutta un’altra musica!

Raineri Sara

 

 

 

 

07 Marciando per le vie del mondo

Sì è vero noi marciamo per le Vie del Mondo, perché le nostre musiche sono state tratte da alcuni brani musicali di diversi paesi sparsi nel mondo. Io sono l’alfiere, il portabandiera e credetemi le sensazioni che provo quando sento suonare questi ragazzi, sono fortissime. Ognuno col proprio strumento, ognuno con la propria espressione……. Concentrati nel leggere la musica, sprizzano gioia e forza da tutti i pori della pelle ed infondono coraggio. Questa gioia di vivere è talmente forte, che il contagio si diffonde anche fra gli spettatori, che applaudono, sincero trasporto che solo chi li ascolta sente e prova con tanto impeto.
Far parte della banda, avere la banda nella propria città, è una vera fortuna e voi cittadini dovreste farne tesoro!!! (dandoci una mano).
Vi saluto calorosamente.

L’alfiere della Banda
Egidio Pennati

 

08 Primo Torneo di calcio tra Bande

 Dopo un periodo di assenza durato qualche anno, la Banda Cittadina di Darfo ha deciso di organizzare e partecipare al "Primo Torneo calcistico delle Bande" tenutosi a Bessimo nel mese di settembre.
Nonostante l'impegno e la voglia di vincere, però, ne la squadra A, ne quella B sono riuscite a classificarsi nei primi tre posti, forse perché la preparazione atletica non era proprio brillante, forse perché hanno sottovalutato gli avversari che puntavano, al contrario dei nostri, unicamente alla vittoria.
Entrambe le squadre, comunque, un traguardo l'hanno raggiunto: sono riuscite a divertirsi e a far divertire non solo il pubblico, ma anche gli altri giocatori.
Inoltre la squadra B, composta in prevalenza da ragazze e quindi poco abituata a calciare il pallone, ha avuto il "coraggio" di giocare con avversari che erano tutti ragazzi di stazza più grossa e non sempre "clementi " nei suoi confronti.
Però, nonostante le parecchie reti subite, la squadra B, come quella A, è riuscita a dimostrare, oltre ad un grande affiatamento, anche di aver colto appieno il vero obbiettivo del torneo: il gioco come punto d'incontro, di confronto e di dialogo tra le diverse Bande della Valle. Un merito particolare va anche alla tifoseria, l'unica sempre presente ed attiva ad ogni partita e grazie alla quale i giocatori sono riusciti a sopportare con un pizzico d'ironia le sconfitte subite.
In generale, nonostante i risultati potessero essere nettamente migliori, è stata comunque un'esperienza significativa, capace di riavvicinare, oltre ai componenti della nostra Bandai anche le diverse bande tra di loro.
La maggior parte dei nostri giocatori ritiene questa esperienza degna di essere ritentata, magari con un allenamento più intenso alle spalle, anche negli anni venturi.

Pennacchio Caterina

 

09 2000: un anno di novità

Quest'anno la nostra festa popolare ha avuto molte novità. Prima tra tutte  la serata di Venerdì è stata dedicata soprattutto ai giovani. Infatti il gruppo rockettaro dei RED ALLERT ha intrattenuto magnificamente il nostro pubblico che, esaltato, ha risposto con entusiasmo. La serata quindi si è svolta tra piatti gustosi, musica a volontà e per la prima volta la Banda ha provato la PESCA, che ha dato i suoi buoni frutti. Sottolineiamo che è stata realizzata grazie all' impegno di alcuni musicanti che per mesi hanno lavorato al progetto.
Anche il Sabato ha riservato una sorpresa: la Banda di Blochingen (Germania) ha abilmente coinvolto giovani e non con la loro musica allegra e trainante, Senza troppi problemi hanno suonato ininterrottamente dalle 20.00 alle 24.00 coinvolgendo l’intero capannone che ha improvvisato canti e balli sulle note di musiche di tutti i generi: dalle più classiche alle comuni “manfrine” (canti popolari tradotti in musica).
Per quanto riguarda la domenica, dobbiamo ringraziare il nostro amico Carlo, che ormai da anni è presente con la sua musica alla Festa della Banda. Quest’anno ha avuto un compito difficile: risollevare gli animi per la sconfitta subita agli europei di calcio. Ma grazie a lui e alla nostra lotteria, i presenti hanno dimenticato la delusione della serata.
In conferma alle nostre previsioni, anche il pubblico ha gradito i cambiamenti che abbiamo voluto portare per rendere sempre più interessante e divertente la Festa Popolare della Banda Cittadina di Darfo. Anche per l’anno prossimo ci saranno in programma grosse novità.
Vi aspettiamo quindi numerosi, come ogni anno, per condividere momenti piacevoli in compagnia della protagonista della NOSTRA FESTA: LA MUSICA.

Due bandiste

 

10 Il gioca e vinci

Come si partecipa: dopo esserti divertito giocando, compila il coupon di partecipazione, ritaglia questa pagina, spediscila o recapitala, entro il 24 dicembre 2000 alla: Banda Cittadina di Darfo B.T., via Quarteroni 10, ex Conventone Darfo. Tra tutte le pagine corrette pervenute entro la data stabilità, ne verrà astratta e premiata una durante il Concerto Augurale.
 
  
 
 
 
 
Il nome dello strumento nascosto è: __________________________________
 
 

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Semibreve 2001

01 La parola al Presidente

La nostra Banda, che tra due anni festeggerà il, 150 anniversario della sua fondazione, e sicuramente vecchia per la storia e contemporaneamente "giovane" per l'età media dei suoi musicanti. Il continuo graduale inserimento di tanti giovani nelle file della banda ha permesso alla nostra formazione musicale, già profondamente radicata nel tessuto sociale della nostra città, di conquistare anche la stima e l'amicizia delle nuove generazioni, solitamente attratte da altri "stili" musicali.
Tutti i musicanti continuano a mantenere la voglia di impegnarsi e, spinti unicamente dalla loro grande passione per la musica e dallo spirito di amicizia,seguono con attenzione il loro direttore Maestro Vittorio Alberti, il quale li ha portati gradualmente ad un ottimo livello di formazione musicale e strumentistica e continua a guidarli nella ricerca di nuove tecniche espressive e di ulteriori miglioramenti.
Lo scambio continuo di esperienze ed il confronto con altri musicisti hanno fatto crescere i nostri giovani sotto il profilo tecnico, espressivo ed interpretativo ed hanno ridato la "carica" giusta a coloro che nella Banda suonano ormai da molti anni.
Come Presidente, ringrazio l'Amministrazione Comunale per il suo sostegno morale ed economico, tutte quelle istituzioni e persone che sentiamo a noi vicine e che continuano a "fare la loro parte".
Sarebbe però auspicabile che anche gli enti privati, che a volte spendono molto denaro per iniziative discutibili, si ricordassero anche della nostra Banda e si facessero carico di utilizzare a fini di crescita culturale la nostra formazione musicale.
La nostra è un' Associazione basata sul volontariato, che si regge soprattutto sull'entusiasmo, la passione, la dedizione e l'impegno di molti: il Consiglio Direttivo, il Maestro, i musicanti, i soci e gli amici della Banda. Ma, per continuare a vivere, ha bisogno del sostegno di tutti.

 

IL Presidente
Cav.Giovanni Chini

02 Pensieri in libertà

Ogni tanto mi sorprendo a pensare che vent'anni fa feci il mio ultimo concerto augurale come strumentista nella nostra banda, sotto la direzione dell’indimenticato maestro Cav. Abramo Albrici di cui presi il posto poco dopo.
Ricordo con “nostalgia” (solo per gli anni di meno) le mie prime esperienze di direzione: il gesto insicuro, la poca pratica nel controllare gli errori dei musicanti e la poca pazienza che mi portava a dire la fatidica frase “staserö l’è miö la serö”. Poi pian piano siamo cresciuti, io e la banda, fino ai primi risultati……  i primi concorsi…… se sapeste le emozioni! Ma anche i mal di pancia, la tensione che mi attanagliava fino alla fine di ogni concerto!
Negli ultimi anni, grazie alla collaborazione di tutti, con delle buone esecuzioni e dei discreti risultati d’asssieme, i mal di pancia sono diminuiti anche se non sempre tutto va per il verso giusto. L’organico che “sognavoo”, quello della banda sinfonica, è quasi del tutto realizzato.
Manca sempre quel benedetto fagotto che, per una strana coincidenza di eventi, quando sembra che lo strumentista sia a buon punto, per impegni vari smette.
Spero che il 2002 sia l’anno buono……….

Il Maestro
Vittorio Alberti

 

03 Passato, presente, futuro

IL 1970 fu un anno speciale per la Banda di Darfo: una donna, la prima, entrava a far parte del suo organico.
Potete ben immaginare lo scompiglio fra la cittadinanza e le perplessità dei benpensanti.
Era il periodo della contestazione e sconvolgimenti epocali si susseguivano nei costumi della società come in politica ed economia.
Quella presenza scomoda fra le sue file rappresentò per la Banda di Darfo una vera e propria rivoluzione! Sono passati parecchi anni da allora e, soprattutto, il mondo che oggi ci circonda è assai differente. Così, nel nostro ensemble, troviamo oggi una presenza femminile pari a quella maschile: non solo il numero delle donne eguaglia quello degli uomini, ma uguale, a grandi linee, è anche la distribuzione dei ruoli: vi sono ragazze all’interno del Consiglio Direttivo, come giovani che suonano bombardino, tromba e percussioni, non più esclusivamente flauto e clarinetto.
La presenza femminile è tanto più importante in quanto non solo aggiunge un punto di vista diverso, nelle mille decisioni che ogni giorno vengono prese in un gruppo, ma anche perché rende la nostra Banda, per così dire, più "gentile", diversificandola dalla maggior parte degli altri complessi. Infatti, molte realtà musicali non conoscono ancora questa parità che invece a noi sembra così normale e ovvia.
Ogni qualvolta abbiamo avuto occasione di incontri con gruppi sia italiani che stranieri tutti noi bandisti abbiamo notato con sorpresa che le donne erano e sono spesso solo una presenza marginale o stereotipata. Ma non per la Banda di Darfo, che, infatti, viene sempre guardata con curiosità ma soprattutto con ammirazione.
Credo che il nostro gruppo sia così affiatato e propositivo proprio per la pluralità e, in alcuni casi, disomogeneità dei suoi singoli elementi.
Se la crescita personale passa attraverso un incontro/scontro continuo con ciò che è diverso da noi, allora non si può certamente fare a meno, in un microcosmo come quello di un complesso musicale, di una presenza femminile forte e attiva.

04 Passa la Banda ......

"Corri corri, senti sta arrivando la Banda, c’è anche la nostra amica di scuola”. Un signore li vicino dice: “Ma da dove sono partiti?”, “Ma, da in fondo al paese – risponde l’altro – e sfilano proprio qui nella nostra contrada”!
Le percussioni segnano il passo, pronti, VIA.
La musica echeggia per le vie, il suono rimbomba, passa la Banda. Una donna apre la finestra, dice al marito: “Corri, guarda c’è anche il figlio di tua sorella” eccolo là in quarta fila con la tromba”. La Banda passa, i cuori si gonfiano di emozione.
Il loro passo è sicuro come il loro incedere è spavaldo. Passa la Banda, le vie della città sono addobbate a festa.
Sul balcone del Comune c’è il gonfalone, è una festa importante. Il corteo è lungo e la gente si contende un posto in prima fila sul marciapiede, è contenta e sorride, è una sensazione di festa e di gioia. Per quel giorno, si dimenticano i tristi eventi dei nostri tempi. La Banda passa, è con tè, con tutta la sua affettuosa popolazione!!! Passa la Banda, i loro passi la portano sempre più lontana ma la music si sente ancora. La folla si disperde, ma i sorrisi rimangono stampati sui loro volti, ed i loro cuori sono felici. Tutto questo appaga il sacrificio e la dedizione di questi ragazzi.

L’Alfiere

Pennati Egidio

 

05 Il ritorno in patria

Siamo quasi giunti al momento dei bilanci, e per chi scrive è anche è anche il momento dei ricordi: poco più di un anno fa, a quest’ora, stavo infatti vivendo quella che con alcuni compagni di ventura abbiamo definito “la grande avventura inglese”. Ebbene sì, 10 mesi in terra straniera, ospiti di un’università del Nord Inghilterra, alle prese con lingue e culture di ogni tipo, un calderone multietnico nel quale ci siamo buttati per riemergere (speriamo) cresciuti, e sicuramente carichi di ricordi bellissimi e nuovi amici sparsi per ogni parte del mondo. Il distacco non è stato facile per nessuno: il clima poco allettante del paese con la tipica pioggia e il tramonto alle tre del pomeriggio, la fredda ospitalità dei nativi (poco interessati ad uno scambio di culture) e la nostalgia di casa e degli amici non hanno reso i primi mesi facilissimi; per fortuna eravamo circa 1000 studenti stranieri riuniti sotto lo stesso cielo, e dopo due giorni si erano già formate le prime amicizie, molte continuano tutt’ora con successo.
Per la sottoscritta, partire per una simile avventura comportava dubbi supplementari, in quanto musicante e bandista da quattro anni, ma pur sempre una novellina in confronto a coetanee che hanno già festeggiato dieci anni di militanza. Il mio timore era quindi che le amicizie formatesi lentamente grazie a prove, servizi, cene e gite, si indebolissero, causa la mia completa assenza per un periodo di tempo non indifferente. Nonostante ciò io, vagabonda che son io, decidevo lo stesso di rischiare e me ne andavo, tornando per una breve pausa a dicembre, dato che Natale senza le “Pastorelle” non sarebbe stato davvero Natale.
L’esperienza, sicuramente positiva mi ha fatto conoscere gente nuova, una terra fredda ma affascinante, nuovi metodi di studio…….. esperienze musicali alternative. Tralascio le poche prove con la Banda dell’Università (Meno di trenta musicanti, niente percussioni e …… sax inesistenti! Un insulto alla mia categoria !!!); non mi dilungo sull’week-end scozzese per le strade di Edimburgo, dove con gli amici ci fermavamo ad ogni angolo per ascoltare suonatori di cornamusa in Kilt (il tipico gonnellino scozzese), fermi per ore, nonostante il freddo, ad allietare i passanti con la loro musica. Straordinaria, invece, una serata in un pub di Dublino, dove io e i miei amici abbiamo assistito ad uno spettacolo di balli tipici celtici, protagonisti tre ragazzi di vent’anni, forse meno, che con talento e passione hanno entusiasmato il pubblico per più di un’ora, accompagnati da un gruppo di musicanti non professionisti che, come tanti amanti della musica della capitale, d’abitudine si trovano nei pub e …. suonano. Ore ed ore, attorno ai tavoli, naturalmente tra una pinta di Guinnes e l’altra, sfoderano tutte le canzoni del repertorio tipico irlandese che è tra i più diffusi a livello nazionale. Questo per un breve sguardo alle mia esperienza musicale; di altre storie che ce né sarebbero da raccontare ……
Sono tornata da sei mesi ormai, e sono di nuovo una bandista a tempo pieno e una musicante che ama il venerdì perché si suona, si chiacchera, si festeggiano compleanni, e così via.
Certo, le cose sono un po’ cambiate, alcune amicizie si sono rafforzate e altre si sono affievolite, ma la Banda è rimasta la stessa, per me con il suo spirito allegro, casinista, vivace, le prove miste di serietà e risate, i servizi delle domeniche mattina (sigh!) e l’emozione per ogni concerto ….

 

06 ... e poi il piacere

Come tutti sappiamo la Banda non significa solo musica, ma anche giovani, divertimento e aggregazione. Infatti periodicamente si organizzano attività ricreative per ritrovarsi e passare ore di svago. E cosa può esserci di meglio di una partita di calcio tra amici? Da anni i giovani della Banda, sia ragazzi che ragazze, si danno appuntamento nei campi della zona per passare una serata diversa conclusa poi in una pizzeria per recuperare le energie perdute. Credo che questi momenti siano uno dei punti di forza della nostra Associazione, in quanto si riesce ad alternare serietà e divertimento, coltivando l’amicizia tra i musicanti che prima di tutto sono giovani con tanta voglia di divertirsi e stare insieme. Se la prestazione sportiva sia ottima o pessima credo poco importi; in fondo questa non è una cronaca sportiva, ma il resoconto di un’ennesima giornata di “festa”. Comunque per accontentare anche i meno ginnici, oltre a giornate sportive, ce ne sono altre di tipo culinario, come le mondolate oppure serate culturali con proiezioni di film. La lista è lunga e tutto è di libero accesso a chiunque voglia esserci amico, lo spazio si sa qui da noi non è un problema.

 
Davide Raineri

 

07 Gita a Merano

Quest'anno, visto che il calendario degli impegni musicali non prevedeva significative "trasferte", abbiamo deciso di organizzare una gita. La meta prescelta, dopo alcune titubanze, è stata Merano, una suggestiva cittadina nella quale, ogni anno, la terza domenica d'ottobre, si tiene un'importante sfilata di Bande Musicali, carri allegorici e gruppi folkloristici (come dice il detto: unire l'utile al dilettevole!!!!). Quest'anno quindi, abbiamo deciso di assistere a quest'evento musicale, così, domenica 21 ottobre, come sempre piacevolmente accompagnati da numerosi soci simpatizzanti, ci siamo recati, appunto a Merano. Già al mattino, quando siamo arrivati, per le vie della cittadina e negli angoli più caratteristici, si esibivano Bande Musicali e altri gruppi, per lo più di provenienza tedesca, austriaca e tirolese, che, con la loro musica coinvolgente e caratteristica, sapevano trascinare la numerosa gente presente nel clima allegro e festoso tipico delle Feste Popolari. In un'apposita zona della cittadina, lungo le sponde del fiume Passirio, era stata allestita un'area gastronomica, dove le specialità offerte richiamavano più la cucina tedesca che quell'italiana!
L’importante sfilata si è tenuta nel pomeriggio. I gruppi che vi hanno partecipato sono stati 38. Tra questi, oltre alle Bande Musicali (coreograficamente molto ben curate), c'erano gruppi di cavalieri, carri magistralmente allestiti che esaltavano i prodotti tipici del luogo (mele, uva, speck, birra), e gruppi folkloristici di danzatori e schiaffeggiatori.
Tutti questi gruppi, dopo aver sfilato per le vie della cittadina, si sono esibiti in teatri e auditorium appositamente adibiti.
Chi non ha voluto seguire la sfilata o assistere alle esibizioni, ha avuto comunque la possibilità di impegnare la giornata visitando il Castello Principesco, (piccola ma suggestiva residenza nobiliare ricostruita nel XV secolo dall'arciduca Sigismondo d'Austria dove, all’interno della stanza della musica, sono conservati strumenti musicali del XVII – XVIII secolo) un interessante Museo Civico e l'importante Giardino Botanico da poco inaugurato.
La giornata è trascorsa rapidamente ed è stata per noi molto importante perché, oltre ad un arricchimento culturale (poche infatti sono le occasioni di questa portata che permettono di conoscere diverse culture, tradizioni musicali e folkloristiche tutte insieme), ci ha consentito di divertirci insieme e trascorrere un po' di tempo in maniera diversa ma comunque piacevole ed interessante.
 
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08 I pensieri di un musicante neopapà ...

Mi chiamo Claudio, suono la tromba ed è la prima volta che scrivo per il giornalino della Banda. Io non sono di Darfo, provengo da un paese della provincia di Lucca, quindi sono solo tre anni che faccio parte di questo magnifico gruppo, ma mi sono trovato subito bene. E’ molto bello partecipare alle prove, suonare cercando di migliorarci sempre di più, per poterci esprimere al meglio nei concerti e nei vari impegni che capitano nel corso dell’anno. Purtroppo non sempre posso essere presente alle prove, per motivi di lavoro, ma cerco di fare del mio meglio, nei limiti del possibile. Quest’anno poi, per me tutto assume un significato particolare, perché sono diventato papà di un bel bambino di nome Angelo e spero che anche mio figlio un domani si appassioni alla musica, perché dedicarsi alla studio di uno strumento ed entrare a far parte di un gruppo di amici è importante ed educativo sotto ogni punto di vista. Anzi, vorrei fare un appello a tutti i genitori, di non esitare a manda re a studiare i loro figli, alla scuola di musica della Banda, perché saranno sicuramente più arricchiti sotto il profilo umano, rispetto ad altri loro coetanei e soprattutto li terrà lontani dalla droga, dalla violenza, dalle piaghe di questa società. Un saluto a tutti i ragazzi della Banda e agli amici.

Pellegrini Claudio

 

09 Festa Popolare 2001

Giunti quest’anno alla IX edizione della nostra Festa Popolare, non possiamo che essere contenti dei risultati ottenuti. Anno dopo anno infatti siamo riusciti a migliorarci e dal punto di vista organizzativo in generale, e da quello dello spettacolo; tuttavia sappiamo che ci sono ancora margini di miglioramento ed è proprio questa sfida che ci sprona a pensare già a quella del prossimo anno. Comunque sia sappiamo che è e sarà impossibile accontentare tutti per gli spettacoli proposti, chi ama il ballo vorrebbe solo ballare, chi ama la musica giovane vorrebbe concerti ancora più rockettari, chi gradisce la serata culturale vorrebbe assistere ad un concerto vero e proprio, cosa peraltro impossibile da realizzare, ma quest’anno una miscela di tutto questo abbiamo cercato di proporla e pare che sia stata molto gradita. Il pubblico è stato numeroso durante tutte e tre le serate, ed ha apprezzato i nostri sforzi (soprattutto il lavoro di giovani bandisti all’opera tra i tavoli come provetti camerieri).
Il risultato economico è stato soddisfacente, e , seppure il nostro tesoriere non era molto convinto prima dell’organizzazione per il notevole lavoro di preparazione che richiede una festa come questa, alla fine ha dovuto ricredersi; appuntamento quindi al prossimo anno e ………… Speriamo sempre più numerosi !!
 

 
 

10 Ecco come ci prepariamo a ricevere il Natale

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Semibreve 2002

01 La parola al Presidente

Sono ormai 25 anni che sono Presidente della Banda Cittadina di Darfo Boario Terme, un’istituzione culturale che nel 2003 compirà ben 150 anni di vita e che da molto tempo è diretta con passione e competenza dal Maestro Vittorio Alberti.

So con certezza che, in occasione del prossimo storico anniversario, verrà preparato qualcosa di veramente importante, ma è bene che non anticipi nulla.

Il Direttore, il Consiglio Direttivo, i musicanti, i genitori dei molti giovani che compongono il sodalizio, i soci, gli Amici della Banda e l’Amministrazione Comunale stanno preparando per l’occasione una piacevole sorpresa.

La nostra Banda continua ad essere un importante punto di riferimento per tutti coloro che amano la musica e soprattutto promuove la diffusione e la valorizzazione della conoscenza musicale tra i giovani.

Continua ad essere un punto di riferimento, un’importante for-ma di aggregazione sociale educativa e formativa per i nostri giovani, che hanno avuto la possibilità di attirare notevoli scambi musicali e culturali con complessi bandistici europei.

Abbiamo sempre tenuto presente il primo articolo dello Statuto redatto nel lontano 1853, che recitava testualmente: «La Società Filarmonica di Darfo ha il nobile scopo di procurare alla gioventù un gentile trattenimento che, piacevolmente, intrattenendola, la sottragga ai pericoli dell’ozio».

Il Maestro Vittorio Alberti da alcuni anni ha scelto la valorizzazione del concerto come forma più consona alla divulgazione di un messaggio musicale rinnovato, sia dal punto di vista del contenuto culturale che delle difficoltà tecniche, sapendo di poter contare sull’accurata preparazione di base di tutti i musicanti.

La Banda, che si è fatta apprezzare anche quando si è confrontata con altre realtà musicali europee, intende ringraziare l’Amministrazione Comunale, tutti i Soci e gli Amici per il sostegno morale ed economico da loro avuto ed invita la cittadinanza a partecipare al tradizionale Concerto Augurale di fine anno.

Il Presidente

Cav. Giovanni Chini
 

02 Si fa presto a dire «vent'anni» ....

Con il concerto augurale del 28 dicembre 2002, al Palazzo Congressi, festeggerò il 20° anno di direzione della nostra banda.

Quanti ricordi mi tornano in mente mentre cerco di fare una valutazione del mio operato. Ovviamente non tutti sono positivi: quante discussioni, quante serate passate alla ricerca di brani che fossero piacevoli ma che allo stesso tempo servissero a migliorare le capacità della banda. Quante persone sono gravitate intorno alla banda e ora, per vari motivi, non partecipano alla sua vita attiva pur continuando a seguirci sempre.

“Tirare le somme”, come si dice in gergo, non è facile.

Mi ricordo che il numero dei bandisti era così esiguo che il compianto M° Albrici, il mio predecessore, molte volte, per i concerti o i servizi, si avvaleva dell’aiuto di validi musicanti di Vilminore; ora l’organico è passato da 25 a 65 componenti.

Siamo passati attraverso i primi concorsi, le esperienze di gemellaggi all’estero, fino ad arrivare quest’anno alla partecipazione al concorso di assegnazione, tenutosi a Grumello del Monte ed organizzato dall’A.B.B.M., dove la giuria ci ha classificati nella 1ª categoria con il punteggio più alto di tutte le bande iscritte.

Se ripenso ai miei primi tentativi di direzione ed alle preoccupazioni per la paura di brutte figure, oggi mi viene da sorridere. L’ultimo episodio significativo è recentissimo: avendo deciso di recuperare un brano di vent’anni fa, come già facciamo per i 10 anni, mi è venuto da dire: ”Non vi ricordate di questo brano?”. Poi, guardandomi in giro, mi sono reso conto che solo pochi avevano già suonato quel brano nel 1982: per la quasi totalità dei bandisti era un pezzo nuovo; molti in quell’anno non erano neppure nati!

Voglio inoltre sottolineare che, in questi anni, il contributo del cosiddetto “gentil sesso” è stato notevole: ha infatti aiutato a migliorare sia il numero che la qualità dei musicanti! Ed ora, pensando a quando andrò in “pensione” (niente salti di gioia: non sarà presto!), dopo aver ricoperto tutti i ruoli: dal semplice bandista (3° trombone) al consigliere, da vice maestro a maestro; non mi resta che aspirare, in futuro, alla carica di presidente.

Il Maestro

Vittorio Alberti

 

03 Passato, presente, futuro

Agli inizi del 1987, il Consigli Direttivo si riunì per decidere come celebrare degnamente il centenario di fondazione della Banda Cittadina.

Si stabilì un calendario di iniziative musicali finalizzate a riproporre al pubblico i brani più caratteristici e significativi del secolare repertorio.

Si decise inoltre, su proposta del Maestro Vittorio, di “intraprendere” una ricerca storica per ricostruire gli avvenimenti e ricordare le persone che con il loro operato hanno lasciato un’impronta nel nostro sodalizio.

Nacque contemporaneamente l’idea di riproporre al nostro pubblico tutto il materiale storico, strumenti, foto, documenti, partiture ecc. recuperato, in una mostra, ed in seguito di preparare una pubblicazione (che molti di voi avranno avuto modo di leggere, dal titolo «LA BANDA» un secolo di musica-storia-cultura nella città di Darfo Boario Terme), che avrebbe raccolto l’intero frutto del nostro lavoro di ricerca.

Il lavoro non si prospettò facile, perché a causa delle due guerre, del disastro del Gleno ed in particolare dell’alluvione del 1960, nel nostro archivio erano rimasti solo pochi documenti, in gran parte recenti.

La ricerca quindi si estese agli archivi parrocchiali, comunali, statali in Valle e Provincia, alla biblioteca “La Queriniana” di Brescia, anche se fu soprattutto grazie alla collaborazione di alcuni privati che si riuscì a reperire la maggior parte del materiale ora in nostro possesso.

Molto appassionanti ed interessanti si sono rivelate le interviste ai musicanti anziani ed alle persone che hanno gravitato intorno alla nostra associazione, proprio perché attraverso i loro ricordi abbiamo riscoperto il sapore della vita d’altri tempi che si è ripresentata a noi con l’identica freschezza di allora.

Abbiamo rivissuto situazioni, avventure, vicende personali, fatti tristi, aneddoti allegri e divertenti, intrisi di una forte umanità. Non meno coinvolgente si è presentato il lavoro di ricerca negli archivi e nelle biblioteche, dove sommersi dai documenti, talvolta siamo riusciti ad individuarne qualcuno che passo dopo passo ci ha permesso di ricostruire con maggior fondatezza storica i primi decenni di vita del sodalizio, fino ad allora avvolti dalla nebbia dell’incertezza e della leggenda.

Solo alcuni mesi dopo la stampa del libro, sono stati reperiti alcuni documenti che testimoniano la nascita del nostro gruppo non nel 1888, come sapevamo fino a quell’anno, ma bensì al 1853 invecchiando così l’associazione musicale di altri 35 anni!

Obbligandoci così a risistemare tutto il materiale preparato per il centenario: loghi, stemmi, gagliardetti e la bandiera.

Oggi a soli 14 anni di distanza ci apprestiamo all’organizzazione del 150° anniversario di fondazione. Il nostro libro, che ci ha dato molte soddisfazioni, verrà aggiornato con i documenti che attestano la fondazione del gruppo nel 1853 anziché nel 1888, ed ampliato con tutte le notizie interessanti, aneddoti e fotografie degli ultimi anni.

Da anni infatti, alcuni ragazzi della banda stanno tenendo puntualmente documentato su un’agenda tutto ciò che avviene (nel bene e nel male!) all’interno del nostro gruppo: gite, gemellaggi, concerti, servizi, cene, matrimoni e nascite raccontate con tanto buon umorismo, ma anche con spirito di cronaca, memori di quanto sia importante ogni singolo documento per ricostruire, a distanza di anni, la vita di un’associazione come la nostra.

Come nel 1988 c’è molto entusiasmo, anche stavolta vogliamo festeggiare degnamente questo importante traguardo con manifestazioni musicali all’altezza del nome che questa banda negli anni si è conquistata in Italia ed all’estero. Abbiamo così pensato di organizzare un concerto in ogni frazione, possibilmente facendolo coincidere con i festeggiamenti del santo patrono del paese, già motivo di festa popolare. Nel periodo estivo abbiamo pensato di concentrare più manifestazioni nei luoghi tradizionalmente più turistici e di maggior richiamo del nostro paese.

È nostra intenzione infatti diffondere il più possibile la musica allegra e festosa, ma non meno importante e degna di nota, di vari complessi conosciuti e stimati per la loro elevata capacità musicale e la loro nomea nazionale. Come per quella grande manifestazione che è stata MUSICA SENZA FRONTIERE, vogliamo pubblicare un CD musicale che raccoglierà i migliori pezzi suonati negli ultimi anni.

Il ritrovo per tutti voi a questi appuntamenti è per il 2003, arrivederci a presto.

Daniele Gabossi

 

04 150° Anniversario di fondazione calendario delle manifestazioni

In occasione del nostro 150° Anniversario di Fondazione vogliamo proporre all’intera cittadinanza un anno di musica che coinvolga tutte le frazioni del Comune di Darfo Boario Terme che in questi 150 anni ci ha visto crescere e ci ha sostenuto. In collaborazione con l’Amministrazione Comunale abbiamo organizzato per ogni mese dell’anno degli eventi musicali e non che speriamo possano cogliere il vostro gradimento. Stiamo portando a termine i contatti con tutti i complessi che abbiamo invitato a suonare nel nostro comune, tra i quali la gloriosa banda Musicale dell’Arma dei Carabinieri. Durante il 2003 verrete informati di volta in volta di queste manifestazioni, per ora possiamo solo elencarvi il calendario degli eventi di sicuro svolgimento:

15 febbraio: La Banda Cittadina di Darfo Boario Terme tiene un concerto al teatro S. Filippo in occasione dei patroni S. Faustino e S.Giovita.

9 marzo: La Banda Cittadina di Darfo partecipa alla sfilata di carnevale.

24 aprile: In occasione delle festività pasquali al Palazzo Congressi di Boario si tiene il concerto della Banda Musicale di Bolzaneto (GE).

3 maggio: A Corna si esibisce l’Orchestra “Il Plettro” di Gardone Val Trompia.

1 giugno: Concerto del Coro ANA a Pellalepre

15 giugno: Gemellaggio della Banda Cittadina di Darfo con la Filarmonica S.Cecilia di Sarezzo che termina con un concerto nel parco delle Terme di Boario.

27 giugno: A Bessimo concerto della Banda Cittadina di Darfo

4-5-6 luglio: Nel parcheggio dell’Ex-Conventone di Darfo si tiene la XI Festa Popolare della Banda. Il sabato ad esibirsi c’è il gruppo musicale del lago di Garda “Libera Brass Banb”. La domenica raduno bandistico e sfilata per le vie del comune.

12 luglio: A Fucine concerto della Banda Cittadina di Darfo

19 luglio: A Boario al Palazzo Congressi si esibisce in concerto l’Orchestra di Fiati della Valtellina.

3 agosto: A Boario si esibisce il gruppo folk Bandalpina.

4 settembre: Ad Angone concerto della Banda Cittadina di Darfo.

12 settembre: A Gorzone concerto del quintetto d’ottoni “Sciofar”.

11 ottobre: A Montecchio concerto dell’Incanto Armonico.

27 dicembre: Al Palazzo Congressi di Boario concerto augurale e conclusivo dell’anno di festeggiamenti del 150° anniversario, tenuto dalla Banda Cittadina di Darfo Boario Terme.

In occasione del nostro 150° anniversario pubblicheremo anche una nuova edizione aggiornata e rivista del libro della stroria della Banda, oltre che l’incisione di un CD musicale contenente i nostri brani più belli.

 

05 Neo-Consiglieri

Nel gennaio 2002 è stato eletto il nuovo Consiglio Direttivo della Banda, che ha il compito, come forse ben sapete, di organizzare il procedere del nostro gruppo musicale. Tra i designati c’eravamo anche noi: due giovani alle prime armi per incarichi del genere. Inizialmente il timore di non essere in grado di assolvere le nostre mansioni ottimamente era sì presente, ma la voglia di fare bene e di mettersi in discussione, oltre all’orgoglio di essere stati votati e la fiducia dimostrataci dai nostri colleghi musicanti, ci ha convinto ad accettare. Subito ci siamo rimboccati le maniche per preparare i vari concerti primaverili ed estivi, la festa popolare ed altri avvenimenti. Proprio poco tempo fa, al rientro dalle vacanze estive, le riunioni si sono intensificate per l’organizzazione del 150° anniversario di fondazione della nostra associazione che cade appunto nel 2003. Insomma, non si può negare che assumere la carica di consigliere richieda creatività, impegno, pazienza e tempo. Proprio quest’ultimo è un grosso nemico, poiché oltre alla banda ci sono anche altri impegni come lavoro, scuola e hobby vari. Fortunatamente ci siamo ritrovati in un bel gruppo e a parte qualche solito ed inevitabile battibecco, lo spirito di collaborazione si è dimostrato forte e insieme si riesce anche a divertirsi. Inoltre le responsabilità danno anche molte gratificazioni ….  infatti sembra che la banda sia ancora più “nostra” di quello che già era prima, avendo ora l’opportunità di migliorarla e accrescerla sempre più. Speriamo dunque che il nostro lavoro continui ad essere proficuo e che il resto della banda reagisca con soddisfazione e partecipazione a tutto ciò che proporremo e tra quattro anni, quando sarà eletto un nuovo Consiglio Direttivo, tireremo le somme. Nella speranza che aumentino di numero, ringraziamo quanti ci danno costantemente una mano nelle nostre iniziative.

Chiudinelli Cristina

Raineri Davide

 

06 Paperi e papere

Da ormai qualche anno è Francesco Gheza a presentare, in maniera sempre garbata ed impeccabile, il Concerto di Natale della ns. Banda. La sua disinvoltura nell’adempiere a questo compito non facile ci aiuta ad affrontare con grande serenità l’appuntamento per noi più importante dell’anno e, posso dirlo senza essere smentita dal Maestro Alberti, sembra darci maggiore sicurezza anche sul piano musicale.

Nel calendario annuale della ns. Banda compaiono però numerose occasioni “minori” nelle quali è necessario un presentatore. Non si può certo chiedere a Francesco, impegnatissimo in altre attività (come quella di presidente del Coro A.N.A., per citarne una) di essere sempre con noi. Pertanto, in questi casi, il suo ruolo viene ricoperto da volenterosi musicanti o sostenitori. Quest’anno è toccato a me, e devo dire che, malgrado qualche piccolo “imprevisto”, tutto è andato piuttosto bene. Presentare non è un compito facile: innanzi tutto bisogna cercare informazioni sui vari pezzi (per questo io mi sono affidata soprattutto ad Internet: lì si trova veramente di tutto!). Il secondo passo è la stesura della presentazione: deve essere precisa ma non noiosa, dare degli spunti musicali ma interessare anche il pubblico meno esperto, abbastanza lunga per permettere a chi suona di respirare tra una parte e l’altra, ma non troppo prolissa: il rischio è spezzare il concerto.

Ed infine ci si ritrova con il microfono in mano, davanti a tanta gente, con la preoccupazione prima di non incerpicare, men che meno di fare qualche terribile gaffes. Io però ho una teoria in proposito: una presentazione troppo perfetta, troppo “accademica”, in fondo annoia. Il pubblico che assiste ai ns. concerti “minori” è spesso composto da sostenitori abituali, da compaesani, da persone insomma che ci conoscono e ci amano anche per le ns. piccole imperfezioni: un paio di errorucci, se non gravi, ravvivano la serata e rendono il presentatore più simpatico. In fondo, la piccola “pa-pera”, diverte. Per chi come me, e come Daniele Gabossi e Luigi Tagliabue, è musicante e presentatore insieme, il nervosismo ad un concerto è doppio, perchè doppio è il compito assegnatoci (ma io credo che anche per chi deve solo presentare e non suonare, come nel caso di Silvia Ravelli, ns. sostenitrice e moglie di un componente della Banda, l’emozione non sia da meno). Il pubblico lo sa e, se avviene qualche innocente “imprevisto” è subito pronto a sorriderne ed a perdonarlo. Almeno noi non siamo professionisti! Perchè guardando certi personaggi televisivi penso che a tutti venga da chiedersi: ma le “papere” sono fatte “a doc” oppure  il nervosismo non passa nemmeno dopo anni di carriera?

Paola Galli

 

07 Pensieri da ex consigliere

Sta volgendo al termine anche quest’anno, il 2002, che per la Banda ha significato, ancora una volta, un “cambio della guardia”. A gennaio infatti è stato eletto il nuovo Consiglio Direttivo, che sarà responsabile delle nostre attività, musicali e non, fino al 2006. Per la prima volta dopo anni, il nuovo consiglio conta numerosi nuovi membri, visto che i componenti del precedente hanno massicciamente abbandonato la carica, sia per motivi di lavoro che di studio, ma anche per motivi personali. Io sono una di questi, ossia sono una “ex-consigliere”. Non nascondo che la decisione di lasciare un ruolo così attivo all’interno di un’associazione di cui faccio parte da anni non è stata facile ma, dopo lunghe meditazioni, posso ora affermare tranquillamente che sia stata la scelta giusta. Tuttavia devo ammettere che l’esperienza che ho vissuto mi ha arricchita molto e mi ha fatta crescere. Sembra facile , ma vi assicuro che non è proprio uno scherzo. Non si tratta solo di trovarsi qualche sera in più a discutere e decidere, ma è un impegno continuo, da portare avanti con pazienza, costanza e buona volontà. Però mi ha dato la possibilità di vivere esperienze che, altrimenti, non so se avrei avuto occasione di vivere, mi ha messo davanti a realtà e responsabilità che di sicuro mi hanno insegnato molto. Ho imparato così a vivere la Banda in un modo diverso, visto che ho conosciuto “tutto quello che ci sta dietro” e ora, anche se sono tornata ad essere “solo” una musicante, cerco di mettere a disposizione il mio scarso tempo libero per continuare ad aiutare come posso. In fondo, di gente che dia una mano ce n’è sempre bisogno, e non è necessario essere investiti di chissà quale carica per contribuire a far crescere un’Associazione come la nostra! Mi permetto infine di aggiungere che, al momento di lasciare la carica di Consigliere, non è mancata un po’ di titubanza pensando a chi avrebbe continuato il lavoro portato avanti per quattro anni, ma è bello vedere che ci sono ora ragazzi e amici volenterosi, disposti a rinunciare anche solo ad un po’ di tempo libero per impegnarsi in un’avventura così singolare.

Elena Barbetti

 

08 Pensiero musicale

La musica ha da sempre ispirato poeti e scrittori. Gli animi sensibili della nostra Valle non sono immuni al fascino di quest’arte. Vi proponiamo qui un estratto da un bellissimo racconto di una ragazza di Edolo, Laffranchini Eleonora, abituata in famiglia a “respirare musica”. La musica è la vera lingua madre, tutte le altre non sono che delle traduzioni più o meno fedeli di essa. Così, ogni sensazione, ogni affetto, ogni ricordo, hanno un suono dentro di noi prima ancora che possano essere espressi a parole. Ecco perché le parole ci sembrano, a volte, così difficili da trovare e così imprecise. Basta un piccolo aggettivo o un avverbio qui o lì, dentro una frase, e quello che si vuole dire non è più come si pensava! Basta una parola o un solo accento per rivelare da quale parte del mondo vieni, ma nessuno sa da dove realmente proviene quella parola, perché nessuno sa da dove nasce il suono.
 
 

09 Siatene orgogliosi !!!

Sono orgoglioso. Sono molto orgoglioso di far parte della Banda Cittadina di Darfo Boario Terme. C’è forse qualcosa di male? Non mi sto vantando di nulla, semplicemente credo d’avere 1000 motivi per andar fiero di quest’associazione, e credo che tutti i darfensi dovrebbero essere altrettanto orgogliosi.

Perché non dovremmo essere orgoglioso di avere un’associazione che da 150 anni (ancor prima dell’unificazione d’Italia) riunisce giovani e meno giovani con il solo semplice scopo di fare della buona musica?

Perché non dovrei essere orgoglioso di scoprire nella storia della Banda le mie radici più profonde, visto che già cugini, zii, nonni e addirittura bisnonni suonavano qui, prima di me? Perché non dovremmo essere orgogliosi di continuare, con volontà rinnovata e idee nuove, una tradizione culturale così radicata nel nostro paese?

Perché non dovremo essere orgogliosi di avere nella nostra cittadina, una banda assolutamente all’avanguardia, ritenuta (e non certo da noi) una delle migliori in circolazione, riconosciuta a livello nazionale come banda di 1° categoria?

Perché non dovremmo essere orgogliosi del fatto che nella banda suonano amici provenienti da tutte le frazioni e che la banda in questo è l’espressione più autentica di quel senso di comunità che Darfo Boario e frazioni sanno esprimere?

Perché non dovremmo essere orgogliosi di avere un’associazione che viene chiamata all’estero in manifestazioni internazionali a rappresentare l’Italia? Perché non dovremmo essere orgogliosi di avere dei giovani che lavorano e s’impegnano per mantenere gratuiti i corsi d’orientamento musicale per tutti i ragazzi?

Perché non dovremmo esserne orgogliosi? Perché? È forse sbagliato essere orgogliosi di qualcosa che ogni tanto funziona bene, di qualcosa che vive di buona volontà e valori morali ineccepibili? No, non è sbagliato, e allora sosteneteci anche voi e siatene orgogliosi!

Nicola Abondio

 

10 Da Brescia Musica

«Le bande più provette hanno dimostrato come sia spesso solo un pregiudizio l’idea, purtroppo assai diffusa, secondo cui la banda sarebbe una sorta di «parente povero» dell’orchestra. Forse per il suo essere più legato alla cultura e alle tradizioni popolari, per il fatto di essere, a differenza dell’orchestra, un organico composto esclusivamente da strumenti a fiato e a percussione, strumenti con meno repertorio degli archi.

Sta di fatto che la banda viene spesso considerata una orchestra di serie B. Non è sembrato però così nell’ascoltare l’esecuzione di Ascension del compositore R.W. Smith da parte della Banda «S. Cecilia» di Manerbio diretta da Arturo Andreoli, o nell’ascoltare la First Suite in Eb di G. Holst dalla Banda di Darfo. Non così nell’ascoltare le esecuzioni della Banda Cittadina di Brescia, in pezzi di P. Sparke, J. de Haan F. Cesarini e C. Gabriele. Esecuzioni equilibrate, ritmicamente precise e, soprattutto, in grado di mettere in mostra delle qualità «sinfoniche» quando non addirittura «cameristiche»: sfumature timbriche e ampie escursioni dinamiche, sfruttamento specifico e differenziato delle varie sezioni e vari passi solistici (di solisti molto bravi). Esecuzioni insomma che per quanto riguarda resa e atteggiamento non hanno niente da invidiare a quello di un’orchestra».

 

11 Le prove

Tutti i venerdì di tutte le settimane, di tutti i mesi dell’anno, ci sono le prove, 45-50 circa. Alle nove di sera i bandisti si trovano alla sede della Banda nella sala prove. Sono tutti lì appollaiati sulle loro sedie nei posti predestinati dal Maestro, con tutti gli strumenti schierati famiglia per famiglia. Ben 60 o 65 bandisti si danno da fare: sbuffano, soffiano, battono, sollecitano i loro strumenti. Fanno smorfie. C’è una ragazza che quando suona sembra che pianga, l’altra fa di tutto per rimanere seria. Quello del basso tuba si gonfia come un gufo quando fa la sua serenata notturna. Ma il più interessante è quello del corno, che quando suona sembra che gli esca il fumo dalle orecchie. Per non parlare poi dei bombardini, che ballano sulla sedia come se avessero delle puntine da disegno sotto il …. , ogni loro faccia ogni loro gesto sono un vero spasso. Descriverli tutti ci vorrebbe un secolo. Sono tutti concentrati a leggere le partiture, il maestro li controlla uno ad uno, quando fanno errori li fulmina con le sue occhiate, poi alla fine dice: va bene andiamo avanti, pronti e dà il via con la sua bacchetta!! Tutti s’impegnano soffocando le risate per le facce che fa il maestro, lasciando cadere le lacrime dagli occhi sugli strumenti, la prova è uno schianto. Il maestro è intransigente, li raggela con la sua voce tonante ”basta„ da capo. Tutto è perfetto la prova si trasforma in un concerto e alla fine tutti rossi in viso e stremati dalla fatica, finiscono di suonare il brano e la prova è andata bene. Ad assistere alle prove si sentono emozioni indescrivibili che solo chi ama la musica può provare e si capisce, perché alla fine i concerti sono così perfetti e armoniosi, fantastici e piacevoli da ascoltare.

L’alfiere

Egidio Pennati

 

12 Ultima pagina

Semibreve 2003

01 L'evoluzione dell'organico

In questi 150 anni l’organico della nostra banda si è molto trasformato, basti pensare, per esempio, alla famiglia dei saxofoni che, insieme all’oboe e ai flauti, è stabilmente presente  nell’organico solo dal dopoguerra.

Per contro altri strumenti sono invece andati persi, come la famiglia dei flicorni: i flicorni contralti sono stati sostituiti dai corni, i tenori e baritoni (bombardini) hanno lasciato il posto al più sonoro euphonium, i tuba hanno soppiantato i flicorni bassi. Resta tuttavia la sporadica presenza del flicorno soprano, a volte usato come solista.

Altre famiglie si sono invece arricchite. Ne è un esempio la sezione delle percussioni che oggi, oltre ai tradizionali cassa piatti e tamburello, vede al suo interno timpani, xilofono, vibrafono, campane tubolari, batteria e un’infinità di altri strumentini.

Si può riscontrare anche una notevole evoluzione nella famiglia dei legni: 150 anni fa prevalevano infatti gli ottoni, oggi invece i clarinetti sono la base dell’organico e, nonostante si siano persi alcuni piccoli legni quali il “sestino” o il “terzino”, hanno guadagnato importanza i “legni bassi”, ossia il clarinetto contralto e il clarinetto basso.

Insomma, il nostro organico in questi anni è stato orientato verso l’organico ormai internazionale della “symphonic band”, anche se per completarlo ci manca sempre quel benedetto fagotto!

Vittorio Alberti

 

02 Carissimi lettori di Semibreve

Mi è stato benevolmente chiesto di fissare alcune mie impressioni riguardanti il 150° anniversario di fondazione della Banda Cittadina di Darfo Boario Terme e la serie di manifestazioni musicali organizzata per la sua celebrazione.

Devo confessare candidamente che, da ex bandista che nel 1988 ha festeggiato il centenario di costituzione, mi sono sentito stranamente a disagio.

Mi è sembrato per un attimo di essere nella stessa situazione del protagonista (astronauta) di quel film che, dopo un viaggio spaziale alla velocità della luce durato pochi mesi,  rientra sulla Terra e trova i calendari spostati in avanti di centinaia di anni.

Vi assicuro che è stata una sensazione inusuale, improvvisamente “relegato” al passato remoto della storia della Banda. Eppure ho soli 33 anni!

Facendo uno sforzo di memoria, e ricordando qualche stralcio di testo scolastico di storia...  per Bacco! La banda di Darfo è più vecchia dell’Italia! Ne sono passate di note in riva all’Oglio… Ne sono trascorse di serate in allegria …

Quanti volti e quante voci hanno costruito, con tanta passione, la realtà bandistica di oggi. Chissà quanti di Voi, guardando le fotografie sul libro della Banda, riconosceranno i nonni, gli zii, gli amici. E prima di loro i bisnonni, i parenti che oggi troviamo solo inseriti nell’albero genealogico, o ancora coloro dei quali si è sentito parlare e di cui si raccontano storie spesso assai buffe.

La storia di Darfo è passata anche attraverso la Banda Cittadina.Ecco allora che è proprio vero che la Banda è, ed è sempre stata, una famiglia, ma non solo per i bandisti di oggi, ma per tutti i cittadini di Darfo. 

Avendo lasciato da ormai parecchi anni l’ambiente, mi ha fatto estremamente piacere tornare da “fidato collaboratore” in occasione di due degli appuntamenti musicali che mensilmente hanno scandito quest’anno particolare.

Il Gran Galà dell’Operetta e l’appuntamento classico di metà ottobre con l’ensemble L’incanto armonico presso la Chiesa Parrocchiale di Montecchio mi hanno confermato, così come altri appuntamenti che ho piacevolmente seguito come spettatore, che il seguito di supporters ed affezionati è in continua crescita.

Sia giovani che energici amici dall’elmo come l’argento seguono entusiasti questo gruppo grande nel numero, ma piccolo all’anagrafe. Sarà forse perché i musicanti trasmettono la loro voglia di divertirsi anche al pubblico? Fate un poco Voi. Io non ho dubbi.

E sembra che li abbia nemmeno l’Amministrazione Comunale, visto che sostiene con energia le iniziative, anche quelle più garibaldine, di questa solare realtà.

Concludo con un sincero complimento a tutti coloro che hanno faticato, lavorato, speso tempo, discusso per realizzare tutti gli appuntamenti messi in calendario: i buoni risultati sono sempre conseguenza di un lavoro serio e costante, mai affidato al caso.

Se è vero che la soddisfazione è un piatto che si svuota in fretta, lo è altrettanto che l’appetito vien mangiando.

03 Il teorema di Nicola: Festa Popolare 2003

Che sia davvero quest’anno la volta buona? Dalle impressioni dei presenti sembra proprio di sì, ma saranno i risultati concreti dell’anno prossimo a darne la conferma. Sto parlando della ormai tradizionale Festa Popolare della Banda, che è giunta quest’anno alla 11ª edizione. L’interrogativo di apertura va un po’ chiarito ai nostri lettori: facciamo un passo indietro e raccontiamo i fatti.

La nostra festa popolare nasce undici anni fa, con lo scopo di raccogliere fondi per mantenere gratuiti i corsi di orientamento musicale per i ragazzi. Con grandi sforzi da parte di musicanti, sostenitori e genitori dei bandisti è diventata un bell’appuntamento annuale che ci aiuta a divulgare la cultura bandistica e non ultimo ci aiuta economicamente a sostenere le attività musicali dell’associazione. Tuttavia nonostante i buoni risultati ottenuti, la festa popolare non è mai decollata come hanno fatto le grandi sagre paesane (Fucine o Erbanno per citarne alcune).

Nonostante il tanto lavoro fatto, la buona volontà di migliorare di anno in anno, la nostra festa è rimasta, seppur in crescita costante, una piccola festa. Pulita, ordinata, credo abbastanza ben fatta ma pur sempre piccola. Non abbiamo l’ambizione eguagliare i colossi dei casoncelli, o dell’anatra o qualcos’altro, ma l’ambizione di vedere i capannoni strabordanti di gente per tutte le tre serate della festa, sì. Le ragioni del mancato decollo della festa sono molteplici, e se avessimo delle risposte non staremmo a discutere di tutto ciò. E’ tuttavia da osservare che le grandi sagre diventano tali quando esistono i presupposti per la concatenazione di tre fattori, a parer mio, fondamentali: in primo luogo le grandi sagre nascono quando un intero paese, (e non un gruppetto di volenterosi musicanti), si muove, trascinando amici e parenti nell’obiettivo comune; in secondo luogo la festa è in grado di offrire una eccellente gastronomia e un servizio adeguato, oltre ad un intrattenimento adatto a rendere gradevole la serata. Se non ci sono i presupposti per il primo fattore, difficilmente si passerà al secondo, se non ci sono i presupposti per il secondo fattore, difficilmente si passerà al terzo e fondamentale fattore: la massa degli ospiti. Quindi il terzo punto è: una festa decolla solo quando la garanzia di trovare tanta gente, amici e conoscenti, attira le persone, e le persone vanno alla sagra perché diventa un punto d’incontro garantito. Tutto questo teorema cerca di dare una interpretazione al “galleggiare” della nostra barca: credo che sostanzialmente i tre fattori, fino a quest’anno, non si siano mai allineati.

Ma a luglio, questa volta, ci siamo davvero avvicinati: grazie all’occasione del 150° anniversario di fondazione abbiamo voluto “investire” molto più del solito nell’intrattenimento, quest’anno davvero eccezionale e unico col magnifico gruppo del liscio, la superlativa brass band ed i concerti delle bande di Vallecamonica. Lo sforzo economico ha ripagato veramente bene, talmente bene che al sabato, e vi assicuro questa non è fantasia, la brass band è piaciuta a tal punto che i nostri ospiti dopo cena, invece di godersi la serata bevendo qualche bicchiere in più com’è solito accadere, sono rimasti a bocca aperta ad ascoltare ed applaudire lo spettacolo. Primo risultato: le consumazioni al bar si sono arrestate con ovvia perdita per l’incasso. Ma va benissimo così poiché uno degli obiettivi della festa popolare è anche quello di divulgare la cultura musicale bandistica. Secondo risultato: la serata successiva ha subito un aumento mai visto di ospiti, molto probabilmente attirati dalle voci positive della serata precedente. La buona riuscita del venerdì ha attirato gente al sabato, il sabato ha attirato gente per la domenica e la domenica eccezionalmente ricca di ospiti si spera farà da traino per l’anno prossimo. Che sia davvero l’anno del centocinquantesimo ad offrire un trampolino di lancio per il decollo della nostra festa??? Ce lo auguriamo ma mentre noi anche l’anno prossimo ce la metteremo tutta per perfezionare il servizio, voi preparate lo stomaco e la voglia di festeggiare la nostra e la vostra banda!!!

 

04 Attività e manifestazioni del 150°

Una ricorrenza come il 150° anniversario meritava un’attenzione particolare da parte nostra.

Era nostra intenzione festeggiare l’avvenimento portando tanta musica a tutti i nostri concittadini per dividere con loro questo nostro momento magico.

Con l’aiuto concreto dell’Amministrazione Comunale siamo riusciti ad organizzare, in tutte le frazioni del Comune, una ventina di  concerti di vari generi musicali con gruppi e musicisti di fama internazionale e di elevatissimo livello qualitativo.

La risposta del pubblico che di volta in volta ha partecipato numerosissimo, è stata entusiasmante.

I concerti hanno spaziato dalla musica prettamente bandistica a quella classica e colta, dalla musica folk a quella etnica e contemporanea.

La nostra Banda ha così avuto ancora tante occasioni per intrecciare amichevoli rapporti con musicisti italiani  e stranieri e di arricchirsi di esperienze culturali  e umane.

Ma molte altre sono state le attività che hanno coronato questo anno straordinario.

Prima fra tutte il libro che avete fra le mani che ci ha impegnato notevolmente nella massiccia revisione e ampliamento della precedente pubblicazione, datata 1988, con tutto il materiale di cui eravamo venuti in possesso da quella data ad oggi.

Il gemellaggio con la banda di Sarezzo in Giugno e il raduno a Toscolano Maderno in agosto per il 150° anniversario della Banda locale, sono stati un’ulteriore occasione per incontrarci festosamente tra colleghi.

 La Banda giovanile quest’anno ha ampliato il suo organico e i sui orizzonti, collaborando, con due bellissimi concerti, con insegnanti e studenti delle scuole elementari e con un’altra realtà musicale del nostro comune: il coro “Il coriandolo”.

La “Festa della Banda”, con un’organizzazione ormai rodata da undici anni di edizioni, si è concessa allo spettacolo con gli amici della strepitosa “Libera Brass Band”  ma soprattutto ha ridonato a Darfo  l’emozione dei raduni bandistici del passato con le Bande di Bienno, Borno, Capo di Ponte e Vezza d’Oglio.

Anche sul piano sportivo i musicanti si sono dati da fare piazzandosi al terzo posto al torneo di calcio organizzato dalla Banda di Pisogne, dedicato esclusivamente alle compagini delle bande musicali.

Insomma un anno, il 2003, vissuto intensamente dalla nostra associazione.   

 

05 Il C.O.M.

Si dice sempre: «Quanti giovani nella banda!», ma come arrivano qua?  

Spinti da voglia di imparare, da amici, parenti e genitori, molti iniziano a frequentare il Corso di Orientamento Musicale.

Ma chi gli insegna? In effetti, qualcuno c’è.

Da moltissimi anni sono organizzati corsi di musica per avvicinare i giovani alla banda. Uno l’ho fatto anche io seguendo le indicazioni e gli insegnamenti dell’allora e dell’attuale M° Direttore Vittorio Alberti.

Da poco entrata nella banda, mentre aspettavo il mio turno per provare lo strumento, mi hanno chiesto di provare solfeggio (letture delle note) ad altri bambini che erano lì.

Così fu che nel 1988 ho iniziato a provare solfeggio insieme con altri volenterosi.

Poi, più avanti mi è stato assegnato come compito ufficiale e non ho ancora smesso.

Si continua così, il giovedì pomeriggio dalle 14 alle 18:30, ad andare avanti, tra allievi più o meno capaci e vogliosi di apprendere note e strumenti; ma la soddisfazione più grande è vedere il loro e il nostro impegno premiato quando entrano a far parte della Banda Cittadina di Darfo Boario Terme.

Floriana Alberti

 

06 La vita degli sposi

La vita degli sposi è come un duetto, frutto del suono di due solisti.

Due solisti, capaci per se stessi di suonare e suonare bene.

A ciò ognuno è giunto con fatica, scuola, esercizi.

Due solisti che hanno trovato, uno nell’altro, la giusta combinazione di capacità e di meta da realizzare (il suono).

Due solisti che con fatica ed esercizio hanno combinato note, tempo e ritmo.

Due solisti uno rispettoso dell’altro ed uno che dona all’altro la capacità di realizzarsi.

Due solisti che fondono il suono in modo da sembrare unico:
nessuno dei due prevale sull’altro.

Due solisti che uniti fanno un’armonia piacevole per loro e per gli altri.

Due solisti che si donano a vicenda la propria arte di suonare per un’unica melodia di arte nel vicendevole consenso.

Due solisti che si compensano sforzo, fatica e qualità per dividersi l’onore ricevuto, che però è anche tutto di ogni singolo.

Due solisti che sanno leggere tra le righe della quotidianità le note di lode e ringraziamento a Dio, autore della loro storia.

Due solisti che sanno scrivere la musica della vita:
i figli, autentici pezzi di gioia per la famiglia.

La coppia è composta da due solisti nell’arte di vivere per cercare e gustare una nuova musica:

il duetto, la vita.

 

07 Ultima pagina

Semibreve 2004

01 Una legge per le bande, ossia per non morire di burocrazia

L'associazione A.B.M.B. (Associazione Bande Musicali Bresciane), di cui faccio parte come consigliere sin dalla fondazione, sta collaborando con altre associazioni che rappresentano le bande di quasi tutto il Nord Italia (insieme anche ad alcune che rappresentano bande del Centro e del Sud) alla presentazione di una legge apposita che riconosca ed inquadri le bande.
Per questo è stato costituito un "tavolo di lavoro permanente" dove si sono presi in esame i vari aspetti della vita associativa e dove, i vari esperti, hanno predisposto alcuni articoli di quella che dovrebbe diventare la “Legge delle Bande”.
La proposta intende dare un effettivo riconoscimento legale alle Bande, affinché possano essere fiscalmente facilitate nella gestione dei conti (facilitazione di cui godono gia alcune associazioni sportive), il che permetterebbe di non rimanere soffocati dalla burocrazia. Questa nuova proposta non considera però solo l’aspetto finanziario, ma anche il lato artistico valorizzando sempre di più le “giornate di classificazione”; facendo in modo che il suonare bene conti un po' di più rispetto all'aspetto esteriore (aspetto “basilare” per altre proposte di legge).
Tutto questo lavoro viene naturalmente svolto ricordando che le nostre bande e anche le associazioni sono del tutto basate sul volontariato e per questo sono ancora più meritevoli di rispetto.


Vittorio Alberti

 

02 Il consiglio direttivo

II Consiglio Direttivo della Banda Cittadina di Darfo Boario Terme viene eletto dall' Assemblea dei soci ordinari (componenti della Banda) ogni quattro anni, l’Assemblea può eleggere un componente ogni otto soci ordinari facenti parte della Banda, tramite votazione segreta. Nello statuto della banda vi sono descritte tutte le modalità di elezione del Consiglio. Mio scopo non è quello di spiegarvi le questioni tecniche e burocratiche di elezione ma quello di spendere due parole su come io considero questo Organo. II Consiglio Direttivo si riunisce ogni qualvolta si debba organizzare un evento o si pongono dei problemi inerenti la Banda. Quando questo avviene per me, che ne faccio parte, è sempre motivo di agitazione e curiosità. L'ordine del giorno che via via si propone è sempre ricco di contenuti. In questi ultimi anni ci sono state tante iniziative da organizzare e portare avanti. ciò nonostante questi consiglieri giovani (tranne me) e pieni di idee nuove hanno veramente dato una spinta vigorosa alla crescita della banda anche nell'occasione della riedizione del Libro della Banda, per i festeggiamenti del 150° Anniversario di Fondazione, nell'organizzare concerti fuori e all'interno della nostra città, gite a carattere culturale, escursioni ludico-ricreative, festa popolare la cui realizzazione migliora ogni anno come l'ultima (la 12^) che è stata più positiva delle precedenti. Tra le altre cose c'è sempre l'appuntamento di S.Cecilia, le Pastorelle e il Concerto Augurale. Vi garantisco che il Consiglio non sta mai con le mani in mano. Ovviamente con noi c'é sempre un gruppo di soci che con grande entusiasmo partecipa alla realizzazione degli innumerevoli eventi e a loro va un grazie particolare perché il Consiglio da solo non può fare tutto.
In questo periodo oltre ad organizzare il Concerto Augurale, ci stiamo preparando per programmare due gemellaggi, uno in Italia e uno all'estero per il prossimo anno. Altre iniziative sono in cantiere e speriamo insieme all'aiuto di tutti di riuscire a realizzarle al fine di rendere la nostra banda sempre più conosciuta e competitiva. Auguro a tutti felicità e un proficuo nuovo anno insieme alla nostra Banda.

II Vice Presidente
Egidio Pennati

 

03 Il nostro libro: la nostra storia

04 Gita a Torino

Da un po' di tempo si pensava di organizzare una gita alternativa per poter stare tutti insieme e riuscire ad integrare al meglio anche i nuovi entrati. E cosa c'é di meglio di una gita?
Scartati a priori gli itinerari marittimi e lacustri (la banda non ha infatti molta fortuna con la meteorologia... è stata spesso vittima di nubifragi, maremoti e quant'altro in passato), la scelta è ricaduta su Torino e si è organizzato il tutto per domenica 10 ottobre 2004. Ben 54 siamo partiti all'alba, alle 6 del mattino! II ritrovo in “piazza mercato” a Darfo non é stato dei migliori: sguardi dormienti, residuo delle poche ore di sonno godute, qualche ritardatario che manca all'appello, ma poi il viaggio é tranquillo: c'é chi sonnecchia, chi chiacchiera...
La sosta in autogrill, a suon di fumanti cappuccini e fragranti brioches, risveglia proprio tutti. Verso le 10.00 raggiungiamo Torino: il capoluogo piemontese si presenta però nebbioso e uggioso, scatenando commenti da parte di tutti. La guida ci raggiunge in piazza Castello, sale con noi sul pullman e inizia parlandoci della storia di Torino, dei suoi monumenti, edifici ed opere d'arte... E' interessante il racconto della vita della regina Cristina: contornata da più amanti, si assicurava poi il loro silenzio facendoli ammazzare (inutile dire che anche in questa circostanza i commenti si sprecavano). A piedi raggiungiamo poi il “parco del Valentino” e ci stupiamo nel vedere quanti, di buon mattino, pratichino jogging costeggiando il Po, dove solerti canottieri si esercitano. Arriviamo ad un borgo di stampo medievale costruito nel XIX secolo: all'ingresso, prima di viuzze e stradicciole, c'é una fontana in cui tutti lanciano monete portafortuna. AI termine di un altro giro turistico in pullman del paese, dove tra le altre abbiamo visto Duomo e palazzo Reale, la guida ci accompagna per il pranzo al sacco nel grande parco dei “Giardini Reali” e ci saluta. Grazie ad un inatteso sole che fa capolino, tutti ci animiamo e il pranzo diventa uno scambio conviviale di formaggi, biscotti, torte ecc... Ben rifocillati, in vari gruppetti, gironzoliamo per la città e c'é chi paga 2 un caffé in un barettino del centro!

Giunte le 14.00 ci si ritrova fuori dal museo egizio e ci si divide in due gruppi che entreranno a 10' minuti di distanza I'uno dall'altro. II cammino è lungo e parole delle guide impegnative, ma il fascino di certi reperti è altrettanto intenso. In particolare colpiscono i papiri, scritti così minuziosamente e finemente decorati. E cosa dire delle mummie? Rinsecchite si, ma straordinariamente conservate. ..Ci si potrebbe dilungare all'infinito nella descrizione di questo museo, ma sarebbe comunque limitativo! Una volta usciti si ha un'ora libera a disposizione: c'é chi va a bere il famoso "bicerin" torinese, altri sfidando la stagione, si prendono un bel gelato mentre sotto i portici alcuni acquistano orecchini e braccialetti dalle numerose bancarelle. Alle 17.00 si riparte alla volta della nostra mitica valle, tutti si scambiano pareri sulle cose viste, prima che Egidio inizi ad intrattenere con le sue famose barzellette... Solo Lorenzo dorme sonni beati! Verso Milano ci assale un nubifragio (altrimenti non sarebbe stata una vera gita della banda). Giunti a Darfo alle 20.30, ci dirigiamo in pizzeria per una cena in compagnia. Queste giornate sono indispensabili per un gruppo eterogeneo come il nostro, perché permettono di approfondire rapporti con persone che, vista la disposizione dell'organico e la differenza di età, si conoscono appena.
E’ bello vedere il nostro maestro, una volta tanto, rilassato e senza tensioni, ridere e scherzare nel museo e per le vie della città insieme ai ragazzi più giovani con battute di ogni tipo!
Ma dopotutto questa è la banda di Darfo: un gruppo spesso invidiato da molti!

Cristina e Davide

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

05 Anamnesi di un evento straordinario: la corrida

Qualche mese fa: piano piano, lemme lemme, dopo che qualche timida parola era echeggiata durante l’assemblea di inizio anno, l’idea di rifare, dopo 8 anni la mitica "corrida" della banda comincia a farsi più concreta. Qualcuno si dice pronto ad organizzarla, i ragazzi già smaniano all'idea, qualcuno ricorda ridendo la precedente gloriosa edizione mentre i più giovani si chiedono quale nuova follia sta per verificarsi in quella pazza associazione che è la banda.
Primi di ottobre: quasi d'improvviso, l’annuncio: "stiamo organizzando la nuova edizione della corrida, chi è interessato….".
Si fissa una data ufficiale, 31 ottobre. Ci sarà un palco con sipario, luci della ribalta e tutto il necessario e ognuno potrà avere i suoi minuti di gloria. Finalmente i ricordi della vecchia edizione prendono forma concreta nei discorsi e le risate raddoppiano cominciando a pensare a cosa organizzare di più spettacolare, di più sconvolgente ed entusiasmante per raggiungere il prestigioso premio.
Mese di ottobre: la banda è travolta da uno straordinario fenomeno artistico: sale la febbre dell'avanspettacolo! Tra i leggii si formano rocambolesche troupe di teatranti che si accordano sull'ora e i luoghi in cui svolgere le prove, sui costumi di scena da creare, sulle coreografie da inventare, sfoderando le più riposte attitudini creative. Tutto ovviamente sotto strettissimo silenzio, perché lo spionaggio impazza e nessuno vuole che al proprio gruppo sia soffiato l'effetto sorpresa.
31 ottobre, la data fatidica: il palco è montato (con il solito provvidenziale aiuto di genitori volenterosi), impianti luce e stereo sono attivi (con i consueti e insidiosi problemi tecnici), qualcuno ha anche organizzato una telecamera al fine di immortalare l'evento (per i posteri... Poveri loro!). Tutto è ormai pronto. II pubblico riempie a frotte la sala e gli artisti fremono, chi per la smania di esibirsi, chi per la smania di infilare la porta a gambe levate. Entra l'aitante presentatore e l'altrettanto aitante “valletta” che tra una battuta e l’altra introducono la scaletta:

1) Direttamente dallo "shabadaba tour", le star di "mai dire gol": OLMO&FRIENDS.

2) Indimenticabili canzoni per raccontare la banda: SCARAFAGGI CAMUNI.

3) Ricordi da un possibile lantana futuro: LE VECCHIE TROMBE.

4) Esibizione canora della nostra cara Flo: FLORIANA 1 .

5) "Stasera le mia la sera ": LA FILA Dl FONDO.

6) Un vero esempio di teatro dell’assurdo: PALEOLITICO POST-MODERNISTA.

7) Un'altra intensa esibizione canora della nostra vagabonda Flo: FLORIANA 2.

8) Sulle orme di Aldo, Giovanni e Giacomo: I LUNGHI.

9) Piume di struzzo a go-go e ugole indubbiamente pari allo Zero (intendiamo Renato...): THE MODEST GROUP.

10) Consigli culinari: LE TAGLIATELLE Dl NONNA PINA.

11) Un successo intramontabile: LE KLOSSLER.

12) Direttamente dal mouline rouge...: DONNE ALLA RIBALTA.

13) E "last but not least": I TRIP MEN.

Sul palco si susseguono parrucche bionde, estrosi costumi, paillets, sensuali bustier, ...ciapacache preistorici..., e una sexy interpretazione della divisa della banda. II risultato è un tripudio di colori, suoni, danze, gestualità e vocalità, tutto fa spettacolo, compreso il pubblico partecipe e di divertito.
Alla fine della serata la giuria tira le somme e si eleggono i meritati vincitori. Consegnati gli attestati e l'ormai mitico trofeo, la seconda edizione della Corrida è volata con il giusto spirito e il giusto grado di follia. Appuntamento alla prossima, sicuri che non ve la vorrete certo perdere.

Marta Tagliabue

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06 Angolo Umoristico

 

 

07 Nuove leve

Dopo giornate passate a studiare sulle parti e sui libri, dopo anni di grande impegno nella Banda Giovanile, eccomi ritrovato in un gruppo di persone simpatiche tutte con una Grande passione in comune: LA MUSICA.
L'entrata nella "Banda Madre" mi ha provocato un po' di disagi dato che sono venuto a contatto con gente mai vista prima. Col tempo mi sono inserito nel gruppo.
Dopo un periodo di esitazione ho simpatizzato con alcuni ragazzi e ho capito che la Banda non è una struttura così rigida, ma anzi un momento in cui molte persone si incontrano accomunate dallo stesso interesse.
Inizialmente anche il Maestro mi ha spaventato con le sue improvvise collere che a volte gli fanno rompere qualche bacchetta (con lo scoppio generale di una grossa risata).
Vista dai miei coetanei la Banda potrebbe sembrare una tradizione vecchia e chiusa ai giovani per il tipo di musica suonata, mentre io posso affermare che si spazia in ogni genere musicale, dalla classica alla moderna, per esempio colonne sonore di film da poco usciti, molto piacevoli d'ascoltare.
Sono contento del mio traguardo e spero di continuare per molto tempo.

Fiorenzo e Roberto

 

 

 

08 Anche i giovani "provano"!

Ogni martedì sera, un gruppo di ragazzi, di adolescenti, di amici, si ritrova in una sala: con loro gli strumenti, le parti, una dirigente, ma non solo. Anche tanta passione, tanta volontà e tanto entusiasmo; non sono pienamente consapevoli delle proprie capacità ma vanno avanti: lo fanno perché piace.
La soddisfazione viene dopo: dapprima felici che i propri cari li applaudono sugli spalti poi, "avidi" di quel minimo successo che in un solo attimo riesce ad appagare l’impegno e il sacrificio di un anno intero. II bello è che sono giovani, bambini e adolescenti, che la testa non se la montano: si ride, si scherza, naturalmente si festeggia e talvolta capita di fare anche i seri, ma soprattutto si suona insieme.
Quello che rende speciale questa esperienza, sebbene agli occhi di molti si presenti come una "sciocchezzuola”, è un senso di appartenenza ad una compagnia, l’impressione di avere talento e non soltanto di riuscirlo a comunicare agli altri ma anche di utilizzarlo per costruire un qualcosa di grande.
Suonare è appagante, ma dare vita a una melodia e qualcosa di più.

Francesca Mariolini
 

09 Ultima Pagina

Semibreve 2005

01 Quattro anni di gioioso impegno

Carissimi lettori sono già passati quattro anni da quando questo Consiglio Direttivo ha ereditato dai precedenti il compito di portare avanti la compagine musicale bandistica. Con gennaio del 2006 scade il mandato io e dei miei colleghi. In questi anni ne abbiamo fatta parecchia di strada insieme a voi: penso alle varie iniziative per il 150° anniversario di fondazione della Banda che hanno suscitato molto interesse nel pubblico, penso ai vari concerti augurali di fine anno che hanno visto sempre più pubblico presente, penso ai vari concerti estivi nelle frazioni che ci vengono di anno in anno sollecitati perchè molto graditi senza dimenticare il vostro importante apporto nella riuscita della nostra "festa popolare della banda" che riscuote di volta in volta sempre maggior successo.

Molteplici sono le iniziative che in questi quattro anni hanno riguardato l'ensamble bandistica, che ha visto crescere notevolmente il proprio organico arrivando a 72 strumentisti. Tra queste mi piace ricordare i vari scambi musicali avuti con altre bande vicine e lontane: Bienno, Rovato, Maderno ed in ultimo ma non meno importante la filarmonica "G.Puccini" di Segromigno Monte in provincia di Lucca. Questi gemellaggi e scambi musicali mi auguro proprio siano serviti a tenere alta la passione che lega i bandisti alla musica e alla propria banda ed è per questo che il consiglio ha già gettato le basi per nuove simile esperienze (magari anche all'estero). Organizzare tutto questo e tanto altro ha richiesto parecchio impegno, che voi con la vostra presenza ai nostri concerti, con il vostro tesseramento, con il vostro interessamento, avete sempre abbondantemente ripagato. Mi auguro proprio che questo sia di stimolo ai musicanti che costituiranno il prossimo Consiglio. La soddisfazione più grande per chi suona è quella di vedere ad ogni evento musicale un pubblico attento e divertito. Quindi grazie tante a tutti voi che date valore al nostro suonare, grazie che ci avete accompagnato sempre più numerosi in questi ultimi quattro anni.

Un consigliere 

02 Arrivederci alla prossima ......

Chi ha letto semibreve dal 1992 ad oggi, non può non sapere del legame forte e profondo che la nostra banda ha con Diego Ducoli; suonatore fin da tenerissima età, sono sempre state presenti in lui virtù come l'amicizia (quella vera), la solidarietà, la disponibilità e la simpatia.

Da quattordici anni lui però non è più tra le fila della banda ma bensì missionario laico (da qualche anno con moglie e prole) in Brasile. Questa estate abbiamo avuto la fortuna di averlo con noi per alcuni mesi, e seppure pieno di appuntamenti per il volontariato, spesso ci ha fatto visita e pure partecipato attivamente alle nostre attività. Molti ragazzi della banda, i più giovani e non sono pochi, non hanno avuto la fortuna di conoscerlo ai tempi, quando in prima fila suonava il flauto, ma hanno sentito spesso parlare di lui da noi veterani che abbiamo dentro un ricordo indelebile della sua presenza; chi di noi non ricorda infatti con piacere i suoi racconti, la sua semplicità in ogni cosa che faceva, la disponibilità sempre e comunque con chiunque, il suo lavoro affinchè ciò che si faceva fosse fatto nel migliore dei modi; fu sua infine l'idea di tenere una agenda dove annoverare ogni serata, servizio, concerto o festa fatta dal nostro gruppo.

Mercoledì 26 ottobre, per salutarlo visto che sarebbe partito pochi giorni dopo, abbiamo organizzato una cena in suo onore aiutati dal Mato Grosso; preceduta dalla S.Messa dove don Marco ha ricordato molto bene l'importanza delle nostre opere rivolte al prossimo (e ancor più quelle di coloro che ne dedicano generosamente la vita), è seguita una cena molto semplice nella nostra sede, proprio per testimoniare a lui e alla sua famiglia, la nostra gratitudine per ciò che loro sono e fanno. Semplice come lui.
Alla fine della serata abbiamo affidato a lui un offerta, come tutti gli anni usiamo fare, un modo per contribuire anche noi alle opere materiali che Diego e gli altri con lui riescono a realizzare per migliorare la vita della sua gente.

Che bello vederlo e "sentirlo" suonare con noi in quelle che noi definiamo "Le Manfrine", cioè quei pezzi allegri che concludono spesso le nostre serate; sono canzoni e balli della nostra terra con i quali noi suonatori vogliamo rallegrare la compagnia e in questo caso ricordare a Diego le sue origini. Non vi dico la gioia di vedere la moglie Rozilda a ballare sulle note di Piemontesina.
E che dire di Paolo e Mario: tutta la serata l'hanno trascorsa a provare e riprovare tutto il reparto delle percussioni (per fortuna noi eravamo in un altro salone!).

Molti di noi sono grati e felici di poterlo incontrare, se pure per poco tempo, ogni tre anni, e vi posso garantire che è un orgoglio poter dire di conoscere persone semplici, trasparenti ed intelligenti come Diego. Seppure i suoi racconti di ciò che fa e vive in Brasile siano racconti di miseria e disperazione, in lui possiamo sempre percepire una profonda fede, fonte di speranza e fiducia sul futuro, affidando questa realtà al Padre Celeste e confidando nel suo aiuto caritatevole.

E quando questo non basta ecco che allora intervengono persone come Diego, e tanti altri come lui, che decidono volontariamente di abbandonare il lusso e le comodità del nostro paese per abbracciare queste persone così lontane, così diverse e così meno fortunate di noi.

A Diego e alla sua famiglia
un immenso grazie

da tutta la Banda di Darfo

03 IL gemellaggio in Toscana

Finalmente, dopo qualche anno di "astinenza", la Banda Cittadina di Darfo si e concessa un nuovo viaggio, un nuovo gemellaggio. Questa volta, protagonista è stata la Toscana, e per la precisione un paesino della provincia di Lucca, Segromigno, che ha dato i natali a un bandista di recente (7 anni) acquisizione nella sezione delle trombe. La banda che siamo andati ad incontrare è la filarmonica Giacomo Puccini.
Dopo una lunga preparazione, del viaggio d'accordo, ma anche e soprattutto di un repertorio da presentare, ecco la Banda partire alla volta della verde Toscana, il primo weekend di luglio. Sono solo due giorni, ma le cose da fare sono davvero tante: appena lasciati i bagagli in albergo siamo di nuovo in viaggio alla volta della meravigliosa villa Torregiani, per quella che sarà la parte culturale del nostro itinerario; muniti di macchine fotografiche e sorrisi smaglianti, ci facciamo immortalare più volte nel bellissimo giardino, visitiamo l’interno della villa, ci godiamo la bella giornata di sole che quest'estate ballerina ci ha voluto regalare.
Poi, un giro nel piccolo paese di Montecarlo dove si sta organizzando una tavolata nella strada principale, e dove noi camminiamo e chiacchieriamo rendendoci subito riconoscibili grazie ad una parlata non esattamente toscana…..
Finalmente arriva sera, e il momento del concerto: ispirati dall’atmosfera dall’atmosfera cordiale dei nostri ospiti, ci produciamo in una serie di brani che scatenano grandi applausi tra il pubblico, tra cui uno in particolare dedicato alla banda lucchese, “Nessun dorma” tratto dalla Turandot di Giacomo Puccini, naturalmente!
Come ogni occasione in cui si riunisce la banda, non possono mancare due cose: cibo (e vino!) e musica; quindi, subito dopo il concerto, siamo tutti riuniti sotto le stelle, a gustare l'abbondante cena, il vino, a cantare, suonare e ridere, fino a notte fonda. La festa si protrae naturalmente anche una volta tornati in albergo (dove la maggior parte di noi non chiude gli occhi prima delle quattro, per un breve sonno ristoratore.
Domenica mattina molte facce assonnate si incontrano per colazione, e poco dopo si riuniscono sui pullman, che si dirige verso Lucca, dove ci risvegliamo passeggiando per le strade della città con una guida che ci illustra i luoghi salienti e più belli, le chiese, le case, la statua di Puccini, un giro panoramico ritratto in decine di foto.
Concludiamo la mattinata ritrovandoci alle stesse tavolate che ci avevano ospitato la sera prima, per un pranzo di arrivederci con i membri della Filarmonica Puccini, qualche discorso e soprattutto molti brindisi!
Sui pullman si comincia subito la narrazione degli eventi più divertenti e degni di essere ricordati negli annali della nostra banda, si ammirano le prime foto con le macchine digitali, se ne scattano altre di bandisti sprofondati nel sonno sui sedili, si commenta il concerto: il rituale di ogni viaggio di ritorno, mentre la mente già corre al prossimo viaggio.

Chiara

 

 

04 Un giovane veterano

Un giorno, parlando con gli amici delle proprie passioni, mi sono accorto che, senza mai rendermene realmente conto, sono già passati ben 14 anni dall’inizio della mia avventura in questa associazione.
Mi sembra ieri che, per emulare mia sorella, andavo ai corsi pomeridiani di solfeggio e adesso mi trovo ad essere il 1° trombone di una delle Bande più prestigiose della zona, con un’esperienza da membro ufficiale di oltre 10 anni; il che mi colloca di diritto tra i  “veterani” del gruppo.
Questo ambiente, con il tempo, mi ha ovviamente influenzato e cambiato sotto molti aspetti: dal carattere alle abitudini, dai gusti musicali al modo di pensare…non sta a me dire se i risultati su di me siano buoni o meno, ma vi posso assicurare che mi ha aiutato in molte cose.
Provate ad immaginarvi un ragazzino di 11 anni che, inserito in un gruppo (allora di 55 persone) con gente di tutte le età, si trova a dover suonare davanti ad un pubblico sempre più esigente: la timidezza e le paure che caratterizzano quell’età sono costrette ad essere accantonate per far posto alla voglia di integrarsi e di imparare a suonare. Questo, negli anni successivi, mi ha permesso di essere più spavaldo e sicuro di me nelle varie situazioni che mi si sono presentate e di riuscire a legare con molte persone.
Nel gennaio 2002 sono stato eletto alla carica di consigliere (mandato che è ormai scaduto), anche questa è stata una sfida per un allora diciottenne, ma la fiducia datami dai musicanti con il loro voto, mi ha permesso di viverla tranquillamente e di sentirmi quasi (il quasi è d’obbligo) a mio agio cercando di portare avanti le mie idee.
Adesso non riuscirei ad immaginare la mia vita senza Banda; il venerdì è da sempre serata di prove e sarebbe strano trovarsi da un’altra  parte, così come sarebbe strano non essere nei paesi del comprensorio la notte di Natale suonando vestiti da pastori. La tensione ed il lavoro per i preparativi delle Feste Popolari o dei concerti più importanti, hanno ogni volta una storia diversa e unica e ti permettono di non abituarti mai. Ricorderò sempre l’emozione provata quando suonammo il “va pensiero” alla festa della musica di Schlema (ex Germania dell’est) davanti a migliaia di persone di vari paesi in piedi ad applaudirci…in quei momenti ci si ricorda del perché si suona nella Banda e perché a volte si fanno dei sacrifici.
Non voglio far credere che la Banda sia tutta rose e fiori, infatti c’è spesso da sgobbare, discutere e magari anche litigare, ma si cerca di non portare inutili rancori e di scherzare il più possibile per rendere il lavoro meno pesante. Gli alti e bassi, in tutto questo tempo, ci sono stati eccome, diversi tra loro nella durata e nell’importanza, ma sono sempre riuscito a superarli grazie ad un bel gruppo di amici che mi sono stati d’aiuto in più di una occasione e con i quali ho condiviso molte emozioni (dalla felicità per la vittoria di un concorso, al sonno dovuto ai servizi della domenica mattina), un gruppo, questo, semplice e molto unito.
Non posso sapere per quanto ancora la Banda continuerà ad essere parte integrante della mia vita perché il lavoro o la famiglia ti possono far allontanare, posso però affermare con certezza che vi rimarrò per sempre legato affettivamente e segnato da un ricordo unico ed inimitabile.
Sono stato molto fortunato, lo ammetto, non tutti infatti riescono a vivere la nostra Banda a 360 gradi in modo così positivo, ma ho scritto questo articolo per chiedervi comunque di cercare di condividere tutto questo con noi, perché, vi assicuro, ne vale veramente la pena!!

Davide

 

05 Era una notte buia e tempestosa ....

L' evento della serata del 3 settembre per la nostra banda era il concerto che avremmo dovuto tenere a Rovato, per ricambiare il favore della banda locale, già nostra ospite in una tiepida serata ad Erbanno, pochi mesi prima.
Ma il destino aveva in serbo ben altro per noi. .. Chi scrive aveva lasciato casa diretta alla sede della banda, pronta ad aiutare a caricare strumenti e cartellette sui pullman; qualche pesante goccia di pioggia si era scontrata con il parabrezza, ma tant’é: in caso di pioggia, sapevamo, il concerto si sarebbe tenuto altrove, ma ci sarebbe comunque stato. E così pure il rinfresco, gradito ringraziamento della banda di Rovato.
Qualche minuto dopo l’arrivo alla sede, le poche pesanti gocce di pioggia erano diventate un uragano che nemmeno a New Orleans: una tempesta che aveva accompagnato l’arrivo dei bandisti, bloccati all'interno delle auto in attesa del momento migliore per precipitarsi fuori e valutare la situazione con i colleghi.
Nel frattempo il pullman prenotato per il viaggio, apparentemente di due metri più lungo del solito, aspettava fuori dal cancello, non riuscendo ad entrare, e trasformandosi così in un nuovo problema: come fare a caricare se il pullman e così distante e la pioggia non accenna a smettere? Senza perdersi d'animo, i bandisti avevano iniziato a preparare il necessario per il viaggio, scambiando chiacchere ed impressioni sulla situazione.
Dopo una lunga attesa, finalmente la tempesta sembrava essersi calmata, e correndo sotto gli ombrelli ognuno aveva fatto del suo meglio per rendere I'operazione di carico il più veloce possibile: con un solo viaggio strumenti e cartellette erano stati depositati nel vano bagagli del pullman, e i bandisti avevano preso posto.
Ecco sedute le ragazze, avvolte nelle giacche per scaldarsi, in sandaletti e scarpine aperte e fradice, le pettinature rovinate superficialmente; i ragazzi, pur indossando scarpe chiuse, non stavano meglio: la pioggia è democratica.
II pullman inizia la sua corsa e molti si domandano com'è la situazione a Rovato, se suoneremo all'aperto, come sarà il rinfresco, se avremo molto pubblico.
Passiamo sul lago d'lseo, e l'aria pulita dopo la tempesta unita alle luci del tramonto ci regala un panorama meraviglioso, mentre cominciano ad uscire le prime stelle. Intorno a noi le strade portano i segni della pioggia, ma anche molta grandine che aveva colpito improvvisamente numerosi luoghi. E infatti a Rovato siamo accolti da... un deserto: strade vuote, chicchi di grandine grossi come sassi su strade e macchine, si fa strada la sensazione che non avremo un folto pubblico stasera. .. In effetti la pioggia ha causato non pochi problemi per i compaesani dei nostri colleghi, e il concerto, ci viene detto che è stato annullato: sono tutti a casa a riparare i danni, e stasera non si parla di fare o ascoltare musica: ma in mezzo a questa desolazione  improvvisa c'é una buona notizia per i musicanti di Darfo: il rinfresco si terrà lo stesso. Scendiamo dal pullman e veniamo guidati per le strade deserte verso l'oratorio, dove qualche volontario ci sta cucinando una graditissima cena, che viene accolta con piacere, divorata, applaudita. La serata si conclude con numerose partite a calcetto, e un ringraziamento a gran voce insieme alla promessa (naturale) che il concerto sarà recuperato appena possibile.
I bandisti ritornano al pullman satolli e allegri, impegnandosi nel viaggio di ritorno in conversazioni profonde... o quasi.
Per molti musicanti l'arrivo a Darfo coincide con... la nanna.
Ma per un nutrito gruppo di nottambuli c'é ancora tempo per bere qualcosa insieme, in attesa di una nuova occasione per suonare, divertire, divertirsi.

Chiara

 

06 La banda nel web

Aprile 2005, secondo anno di università, preparazione dell'esame di Sistemi e Tecnologie multimediali; apprendo dal professore che per completare il voto dell'esame è necessario svolgere un progetto pratico sfruttando le conoscenze acquisite durante il corso. Lo giuro, la prima idea che mi e passata per la testa è stata: un sito per la banda! Non è solo mia l'opinione che un'associazione giovane e vitale come la nostra abbia più che mai bisogno di uno spazio nel mondo del web per farsi conoscere, in Italia come all'estero, dalle altre bande e da tutti gli appassionati. Ecco allora che, prendendo due piccioni con una fava, armata di pc portatile e molta pazienza, ho tradotto in codice html tutto ciò che c'è da sapere sulla nostra banda: chi siamo, un po' di storia cose fatte e cose che faremo, fotografie in abbondanza. II progetto è stato molto apprezzato dal mio professore e mi è valso un bel trenta e lode ed ora è quasi pronto per essere pubblicato in internet. Spero che per noi sia una risorsa per presentare la nostra associazione e la nostra musica, e che per la cittadinanza sia un nuovo mezzo per seguire le nostre attività.

Marta

 

07 Ultima pagina

Semibreve 2006

01 Un presidente anziano e i suoi giovani


Quando nel lontano 1978 accettai di diventare Presidente della Banda Cittadina di Darfo Boario Terme in seguito alla morte del mio predecessore, Rag. Pietro Ducoli, deceduto prematuramente dopo 15 anni di presidenza, non pensavo affatto che avrei continuato a fare il Presidente della Banda per quasi 30 anni. A dire il vero è da un po' di tempo che sollecito il Direttivo a trovare una persona più giovane che mi sostituisca, ma sembra che la mia presenza contribuisca a mantenere il giusto equilibrio tra il vecchio ed il giovane, l'esperienza e l'esuberanza. E poi sembra che sia giusto che una Banda che ha più di 150 anni di vita abbia un Presidente un po'... anziano. Il vero motivo consiste però nel fatto che la musica, che è una delle più alte espressioni dell'arte, unisce più di ogni altra cosa le generazioni. E poi l'ambiente stesso della Banda, per sua natura educativo e formativo, predispone all'amicizia, alla dedizione, all'impegno e all'entusiasmo. La nostra Banda, grazie alla competenza ed alla passione del Direttore Maestro Vittorio Alberti, alla dedizione e all'impegno di tutti i musicanti, all'entusiasmo e alla disponibilità dei Soci e degli Amici, continua ogni anno a crescere non soltanto dal punto di vista musicale, ma anche organizzativo e rappresenta un importante punto di riferimento culturale per la nostra città. II sostegno morale ed economico dell' Amministrazione Comunale e di alcuni privati ha permesso alla nostra Banda di attuare notevoli scambi musicali e culturali con complessi bandistici europei e soprattutto di continuare a promuovere la diffusione e la valorizzazione della conoscenza musicale tra i giovani. Le nuove generazioni, solitamente attratte da altri generi musicali, hanno dato nuova linfa alla nostra Banda e, attraverso lo scambio continuo di esperienze ed il confronto con altri musicisti, sono cresciute sotto il profilo tecnico, espressivo ed interpretativo. I giovani, spinti dalla loro grande passione per la musica ed in un clima di autentica amicizia, seguono con la dovuta attenzione il loro Direttore, il quale li ha portati gradualmente ad un ottimo livello di formazione musicale e strumentistica. Attraverso il linguaggio universale della musica ed il continuo confronto con altre realtà musicali, i nostri musicanti hanno instaurato rapporti di nuove amicizie anche al di fuori dei confini nazionali. E quello che più conta: si sono fatti apprezzare per le loro qualità e la loro simpatia.
Il Presidente
Giovanni Chini

02 Perchè la Banda?

Questo giornalino è un piccolo sunto dell'anno che sta per finire. Perchè la Banda? Nella nostra città c'è la Banda ed è la "Banda Cittadina" non a caso sostenuta ed aiutata dall'Amministrazione Comunale nella quale confidiamo e siamo legati da un grande rapporto di collaborazione. La Banda Cittadina di Darfo Boario Terme è un'associazione non a scopo di lucro, apartitica e apolitica, fondata nel lontano 1853 con uno scopo ben preciso: "Portare musica, serenità e gioia negli animi della gente".

Attualmente siamo un bel gruppo omogeneo di circa 70 persone che compongono la banda madre, più la banda giovanile e un folto numero di giovani che frequentano i diversi corsi proposti dalla Banda: corso di orientamento musicale e corsi specifici per ogni strumento. Il tutto è guidato da un Maestro all'altezza della situazione, il grande Maestro Vittorio Alberti, dal Presisdente cav. Giovanni Chini, e da un energico, dinamico e giovanile Consiglio Direttivo che con grande abnegazione, gestisce e propone, con la collaborazione di tutti, l'organizzazione e gli eventi della Banda. Un grande e caloroso grazie a tutti i protagonisti di questa associazione, ai soci sostenitori e ai simpatizzanti.

Il Vice Presidente
Egidio Pennati

03 Cronaca di un gemellaggio

Lo scorso mese, come tutti sanno, si e svolto il gemellaggio tra la filarmonica "G. Puccinill di Segromigno in Monte (LU) e la nostra Banda. L'evento e stato vissuto da tutti noi ed in modo particolare da me in maniera molto intensa, essendo nativo di quella zona. Un ringraziamento particolare va a tutti i consiglieri ed a coloro che si sono attivati per la buona riuscita del gemellaggio. Tutto è cominciato un giugno fa, con il nostro concerto a Segromigno in Monte e proseguito quest'anno con il loro concerto nel parco delle Terme di Boario. Un concerto, quello in Terme a Boario, quasi tutto incentrato sulla musica lirica, con la partecipazione del soprano Simona Bertini. E non poteva essere che così, visto la lunga tradizione operistica che è caratteristica della Città di Lucca, avendo dati i natali a Puccini e Catalani, tanto per citare i più famosi. Il pubblico ha molto apprezzato il concerto applaudendo a lungo sia la cantante che la filarmonica. Dal punto di vista musicale, lo scambio è stato molto bello ed interessante perchè, pur affrontando repertori diversi, nella musica non si finisce mai di imparare. Inoltre tra noi e loro è nata un'amicizia molto intensa, che spero possa proseguire in futuro. Il gemellaggio è stata per noi un'occasione per mostrare le bellezze della nostra Valle, li abbiamo portati a fare una gita in battello sui lago d'Iseo ed a visitare il parco delle incisioni rupestri a Nadro. I miei compaesani, sono rimasti molto entusiasti di questo gemellaggio e noi tutti ci auguriamo di poterlo riorganizzare in futuro.
Claudio Pellegrini
 

04 La banda giovanile: un continuo cambiamento

Sono quasi dieci anni che dirigo la Banda Giovanile, per me è stato un onore ed un piacere poter assumere questo compito nella banda che mi ha vista crescere. Ed ora tocca a me far crescere al meglio le nuove generazioni.

Dà soddisfazione vedere i ragazzi che passano dal completo smarrimento della prima prova d'insieme, all'autonomia nel suonare da soli e con gli altri. E' bello vedere lo stupore di quando si rendono conto che se pur la loro parte non è la principale, è comunque fondamentale insieme a tutte le altre per la buona riuscita del pezzo.

Ma non è un compito facile, infatti man mano che gli allievi arrivano ad essere autonomi vengono "promossi" entrando nella Banda Madre e così nel giro di breve lasciano la Giovanile. Questo comporta un continuo cambiamento nelle fila della Banda Giovanile che non mi permette di poter impostare un lavoro costante che porti ad una crescita continua.

Infatti dopo cicli di tre o quattro anni ho un cambio quasi totale dei componenti che mi obbliga a fare un passo indietro nella scelta delle parti da preparare per permettere a tutti di poterle suonare.
E così si riparte con una nuova generazione da crescere ed addestrare.
Se pur di non facile amministrazione questo è il bello della Banda Giovanile e finchè ne avrò la possibilità sarò contenta di mantenere questo impegno cercando di affrontarlo al meglio.
Renata

05 www.bandadarfo.eu

In quest'epoca in cui l’hi-tec entra tiranno in ogni famiglia: TV lcd con home theatre per vedere e ascoltare, gps per viaggiare, cellulari, fotocamere digitali, lettori mp3, digitale terrestre e impianto satellitare, pc e soprattutto internet, potevamo forse rimanere a guardare e sprecare l’occasione di ampliare i nostri orizzonti?

Così da una tesi scolastica di una musicante, nasce l’idea di costruire un vero sito della Banda. In primavera si approfondisce il progetto e poi finalmente, dopo giornate intense di lavoro, per cui ringraziamo il ‘comitato’ e soprattutto Massimo, principale promotore nonché webmaster, quest’estate ha visto la luce, o meglio è apparso sugli schermi: www.bandadarfo.eu:
Il sito è ancora in evoluzione, ma offre già parecchie informazioni e servizi. L’obbiettivo del ‘comitato’, per la verità ambizioso, sarebbe quello di avere una situazione di perenne implementazione per essere sempre aggiornati sui nuovi avvenimenti e per incuriosire sempre gli utenti con nuove iniziative.
Quindi oltre alla classica presentazione dell’associazione (storia, libro del 150°, organico, Maestro, Presidente), il navigatore può accedere al blog, ovvero l’archivio del diario di tutte le attività svolte durante l’anno in corso e gli anni passati, con la possibilità non solo di leggere, ma anche di lasciare commenti personali.
Si possono trovare news e appuntamenti, per essere sempre aggiornati sulle nostre attività. Non mancano di certo il forum e la chat, dove poter parlare e intervenire nei più svariati argomenti, musicali e non, che ogni giorno nascono dall’incontro in linea di molti utenti. Ci sono i link ad associazioni a noi vicine, realtà musicali e istituzionali.
Visitando poi le gallerie fotografiche riconoscerete i volti dei bandisti e dei simpatizzanti che costituiscono la grande famiglia della Banda, a volte impegnati in esecuzioni musicali e a volte in “libera uscita”. Registrandosi (per ora siamo circa 60 utenti) si può usufruire di vari servizi utili come la newsletter, che periodicamente tiene informati sulle novità e appuntamenti in calendario. A tutto questo fa contorno una serie di “simpatici svaghi” come il quiz settimanale, i sondaggi, i compleanni del mese e tanti altri che potrete scoprire digitando www.bandadarfo.eu

Un utente: Saremo

06 Le 10 regole del buon Consigliere ....

Statuto e regolamento della Banda Cittadina definiscono quali sono i ruoli del consiglio direttivo, funzionamento, modalità di elezione dei membri che lo compongono, ecc. Tutti aspetti "tecnici", ma vi assicuro che da nessuna parte ho trovato scritto "come si diventa un buon consigliere"; questa è una lezione che va imparata sulla propria pelle (a suon di insulti da parte dei vari musicanti scontenti dell'operato svolto!). Personalmente avevo già fatto parte del gruppo in carica 8 anni fa, ma allora ero molto piu giovane e, fortunatamente, erano persone più mature ed esperte a "tirare", io mi limitavo a "stare a ruota". I nuovi membri del direttivo, tranne qualche riconferma dal vecchio mandato, sono per lo più giovani e alla prima esperienza in questo campo. Proverò quindi ad elencare quali possono essere i punti di forza per operare al meglio durante l'ambita carica di Consigliere della Banda Cittadina. Capacità di coinvolgere gli altri: il compito del consiglio dovrebbe essere quello di coordinare le attività che la banda deve svolgere, attività che andrebbero portate avanti tutti assieme. A volte l'impresa più ardua è proprio quella di riuscire a coinvolgere il resto dei musicanti a partecipare e a dare una mano, anche nei lavori più semplici e manuali. Il nostro gruppo deve fare da guida, ma i risultati bisogna raggiungerli tutti assieme, altrimenti rischiano di essere risultati importanti solo per alcuni. Più sono le persone che si danno da fare, che partecipano con fervore alla vita associativa, tante più iniziative si riuscirà a portare avanti! Dare il buon esempio: questa è una delle regole scritte nello statuto. Ci si mette tutta la buona volontà del mondo, poi, se ci si riesce davvero fino in fondo, in tutto e per tutto, si rischia di essere dei Santi, nella vita, non alla banda; a questo punto sarà facile anche essere degli ottimi consiglieri. Capacità organizzativa: all'inizio di ogni mandato, ci si divide un po' il lavoro in base alle attitudini di ognuno. Nessuno ha frequentato una scuola specifica per gestire la banda, ma se si fa del proprio meglio, oltre a qualche inevitabile brutta figura, si portano a casa anche dei bei risultati. E' importante, quando ci si divide i ruoli, cercare di occuparsi di attività per le quali si è portati, così si andrà a svolgere un lavoro che risulta abbastanza naturale (coerentemente nella vita mi occupo di contabilità e svolgo il ruolo di tesoriere!). Saper accettare le critiche: che a qualcuno non vada bene una decisione, che non piaccia come si è gestita un'iniziativa, che ci sia qualche cosa che non va, è scontato, bisogna cercare di non prendersela troppo e sapere già in partenza che le critiche, e fortunatamente a volte anche qualche complimento, non mancheranno. Idee nuove: credo che ognuno debba dare una qualche miglioria nella gestione, un'idea per un concerto, un modo più valido di portare avanti le attività, uno stimolo per coinvolgere, ognuno lascia qualche cosa di sè, partecipando attivamente alle gestione dell'associazione. Ascoltare tutti e trattare tutti allo stesso modo: a volte, ricomprendo quest'incarico, si deve comunicare con gli altri musicanti, chiedere disponibilità, prendere decisioni, ecc. Rivolgersi a tutti nello stesso modo è essenziale, a volte basta poco per ferire una persona, anche involontariamente. Capita che uno si senta più o meno preso in considerazione di altri, magari solo per il modo in cui è stata rivolta la domanda di partecipare ad un'attivita. Dall'esterno tanti ci vedono come un sodalizio puramente musicale, un insieme di persone che condividono lo stesso interesse, ma si va oltre, si creano amicizie, affetti particolari, momenti di unione; naturalmente, come in ogni comitiva che si rispetti, c'è il rovescio della medaglia: antipatie, screzi, divergenze. Siamo in circa 70 componenti, e non sempre si riesce a mettere d'accordo tutti; spesso il detto camuno "taci co, tate crape" si rivela molto approppriato!!! Buona volontà e spirito di sacrificio: in tutti i campi per raggiungere un buon risultato sono indispensabili questi due elementi, anche alla banda non si è da meno. Un musicante quando decide di candidarsi è consapevole che sarà necessario dedicare più tempo ed energie rispetto agli altri colleghi, ma spesso, la soddisfazione che si prova quando si raggiungono degli obbiettivi, ripaga di tutti gli sforzi fatti. E le altre 3 regole fondamentali si chiederà il caro lettore? Purtroppo non ho ancora capito quali siano, ci sono ancora 3 anni di tempo prima della scadenza del mandato, chissà che una all'anno, non la si impari. Non ho di certo l'ambizione di aver scritto quest'articolo come il "buon consigliere" che da lezioni, anzi, questo rappresenta il top, giudicare a che punto della scala stia il sottoscritto e gli altri membri dell'attuale consiglio non è compito mio... Se non leggerete su "Semibreve" del prossimo anno il seguito della storia probabilmente significa che il giudizio è stato molto critico e qualcuno ci ha rimesso la testa.
Lorenzo
 

07 Secondo trofeo delle bande

Il 2006 è stato decisamenteun anno colmo di emozioni e di colpi di scena in ambito calcistico, con sentimenti e sensazioni contrastanti tra loro: si è passati dalla delusione dovuta allo scandalo di Calciopoli, dove molti dicevano di essere stufi di questo calcio malato e di non volerlo seguire più, alla gioia per la vittoria della coppa del mondo in Germania, dove tutti, anche i più "profani", si sono riversati nelle piazze a sbandierare l'orgoglio nazionale rimasto sopito da troppo tempo.
La nostra Banda è da sempre costituita per la sua maggioranza da ragazzi giovani e non si poteva di certo rimanere estranei a tutto questo; quindi, sulle ali dell'entusiasmo, si è pensato di organizzare il "2° Trofeo calcistico delle Bande".
L'evento, svoltosi nel mese di settembre, era riservato esclusivamente ai membri attivi di ogni associazione musicale della zona, che dovevano dimostrare di essere tali suonando all'inizio della prima partita e dell'eventuale finale.
Il campo sportivo di Bessimo ha visto affrontarsi le compagini delle bande di Costa Volpino, Pisogne, Pezzo, Berzo Demo, Casazza (presentatasi con due squadre), la Fanfara di Vallecamonica e, ovviamente, La Banda di Darfo.
Questo torneo non aveva di certo come scopo la competitività, ma come sempre nessuno ci sta a perdere e quindi tutti si sono impegnati ed allenati per non sfigurare.
Già dal primo allenamento, però, ci siamo resi conto che la strada sarebbe stata in salita: dopo pochi minuti di partitella, infatti, il nostro unico attaccante si è fratturato malamente perone e malleolo della gamba sinistra dovendo dunque dare forfait.
La nostra squadra, pur non giocando benissimo, ha affrontato tutte le partite con il massimoimpegno, acquisendo volta per volta più sicurezza e coscienza dei propri mezzi: in certi tratti di partita si è potuto vedere anche del buon calcio, culminato con dei gol di pregevole fattura. Grazie anche ad un po' di fortuna, siamo riusciti a vincere le tre partite del girone eliminatorio e a passare al turno successivo, ma, una volta approdati in finale, ci siamo dovuti piegare alla forza della compagine di Costa Volpino per 5 reti a 3.
Questo secondo posto è stato davvero un buon risultato per la Banda di Darfo, in quanto siamo riusciti a migliorare il terzo del 2003 e ad aggiungere un altro trofeo alla nostra bacheca.
Non mi dilungo nella cronaca tecnica di questo torneo perchè penso siano altri gli aspetti positivi da sottolineare: abbiamo trovato un modo per riunire diverse realtà musicali della zona e dimostrare che lo sport può essere visto anche in modo diverso, più allegro e spensierato da quello esasperato che si vede in TV. Grande aiuto per raggiungere questo scopo ci è stato dato dalla Banda di Casazza che, iscrivendosi anche con la "squadra B", è riuscita a dare un'immagine più divertente ed allegra alla manifestazione.
Vedere un gruppo di bambini delle scuole elementari giocare a calcio contro ragazzi ben più grandi e grossi di loro faceva quasi tenerezza, ma non fatevi trarre in inganno: hanno messo in campo tutta la grinta e la voglia che avevano in corpo come dei veri professionisti!
Proprio perchè hanno saputo espletare il vero senso di questo torneo, si è deciso di premiare come migliori giocatori due ragazzini di questa squadra di calcio: Carlo e Sibilla sono così diventati le mascotte del torneo.
Da parte mia esprimo un grazie a tutti i tifosi che ci hanno sostenuto costantemente in tutte le partite e che, anche nei momenti più difficili, hanno continuato ad incitarci a non mollare e a dare di più e a tutti gli addetti ai lavori: dagli ideatori, agli organizzatori, agli arbitri (come sempre bersagliati da critiche e polemiche), a tutti i cuochi che si sono avvicendati alle piastre per tenere attivo il servizio "pa' e strinù" che, come sempre nei nostri paesi, ha riscosso un ottimo successo di clienti.
Tutto ciò ha avuto delle conseguenze positive anche in ambiti extracalcistici in quanto, nei mesi di agosto e settembre, ci sono stati molti nuovi visitatori del sito www.bandadarfo.eu , dove molti dei partecipanti si sono iscritti al nostro forum per poter dare pareri e giudizi personali, per commenti tecnici o, semplicemente, per tenersi aggiornati sui risultati e le classifiche.
Sinceramente non credo che manifestazioni come questa possano essere sponsorizzate maggiormente o divulgate in larga scala dai mass media, ma ritengo che sia uno dei lati positivi: in questi momenti infatti si riassaporano i sentimenti di un tempo, quando da bambini ci si trovava all'oratorio solo ed unicamente per fare i famosi "due tiri a pallone" senza pensieri o inutili tensioni.
Nell'attesa di una nuova occasione per divertirsi e stare insieme, rinnoviamo i compliemnti alla banda di Costa Volpino (squadra vincitrice) ed alla terza classificata Berzo Demo.

Davide

08 Una legge per le bande: sostienila anche tu!

Non esiste una legge specifica per le bande musicali: riteniamo sia il momento di insistere per averla.
Il Tavolo Permanente, al quale aderiscono Associazioni Bandistiche Regionali e Provinciali di tutta Italia, tra le quali l'Associazione Bande Musicali Bresciane, haelaborato una proposta di legge che incontri le esigenze attuali e che sia allo Stato Italiano la possibilità e in modo definitivo di riconoscere le Bande Musicali. Per assicurarsi che la legge , da presentare al Parlamento Italiano, non decada ogni qual volta finisce la legislatura, è necessario raccogliere delle firme per presentarla come legge di iniziativa popolare. Per dare inizio alla raccolta di firme ci siamo visti davanti alla chiesa di Darfo domenica 1 ottobre 2006, giorno in cui tutte le bande d'Italia erano presenti nelle piazze dei loro paesi con lo stesso scopo. Possono firmare tutti coloro che hanno compiuto il 18° anno di età e sono in possesso della carta di'identità in corso di validità. Nel caso in cui uno sia stato fino ad ora impossibilitato firmare nelle iniziative da noi organizzate per tale scopo, può farlo recandosi a firmare presso il Comune di residenza entro la fine di Febbraio 2007.
Se vi piace ascoltare la banda quando si esibisce per servizi religiosi, civili o quando esegue un concerto, allora sostenetela firmando per questa legge, così la aiuterete a sopravvivere ed a migliorarsi.
Ringraziamo tutti i numerosi cittadini che fino ad oggi hanno espresso il loro interessamento alla banda firmando questa proposta di legge.

09 Ultima Pagina

Semibreve 2007

01 Il Saluto del Presidente

Il fatto di essere presidente della Banda Cittadina da tanti anni mi ha permesso di seguire da vicino i continui progressi che il nostro complesso bandistico ha fatto e di essere testimone del costante impegno profuso dal maestro Vittorio Alberti e dai suoi collaboratori nell'aiutare i giovani ad avvicinarsi alla musica.
La nostra banda ha tradizioni molto antiche: da più di cento cinquant'anni è un importante punto di riferimento per tutti coloro che amano la musica e, fin dalle sue origini, è riuscita a radicarsi profondamente nella vita socio-culturale della nostra città.
Permettetemi di ricordare le intere generazioni di musicisti locali che hanno offerto al pubblico esibizioni sempre applaudite e di successo, che hanno contribuito a tenere vive le tradizioni culturali del nostro territorio e a scrivere un pezzo importante della storia della nostra città. E con loro il nostro maestro Vittorio Alberti, che da alcuni anni ha scelto la valorizzazione del concerto come forma più consona alla divulgazione di un messaggio musicale rinnovato, sia dal punto di vista del contenuto culturale che delle difficoltà tecniche, potendo contare sull'accurata preparazione di base di tutti i musicanti. I giovani e gli anziani che suonano nella banda sono un esempio d'impegno, dedizione, costanza, forza di volontà e spirito di sacrificio. Hanno accompagnato e continuano ad accompagnare molte delle manifestazioni svolte nel nostro territorio, attingendo alla miniera delle grandi melodie del passato e del presente. Con la loro musica hanno allietato cittadini e villeggianti con numerosi concerti, facendosi apprezzare anche quando si sono confrontati con altre realtà musicali europee.
Il nostro complesso bandistico continua ad essere un vero punto di riferimento, un importante motivo di aggregazione sociale, educativa e formativa per tanti giovani, che hanno l'opportunità di suonare con altre bande europee, alle quali la banda è gemellata, e di entrare in contatto, attraverso scambi musicali e culturali, con tanti altri complessi bandistici.
Come presidente ritengo doveroso ringraziare l'Amministrazione Comunale, tutti i Soci e gli Amici per il sostegno morale ed economico, e colgo l’occasione per porgere a tutti i più sinceri auguri di buone feste.

Il Presidente
Cav. Giovanni Chini

 

 

 

02 Vuoi diventare nostro socio?

Nel nostro statuto i soci si riconoscono nell’assemblea dei soci e sono così definiti:

a) L’ASSEMBLEA DEI SOCI è costituita da:
Soci onorari e benemeriti: titolo onorifico conferito dal consiglio direttivo a coloro che hanno particolari meriti di servizio o altro nei confronti dell’associazione
Soci sostenitori: tutti i cittadini e gli enti che, condividendone le finalità, contribuiscono al sostentamento dell’associazione. Ad essi verrà riconosciuta una tessera annuale.
Soci ordinari: i musicanti effettivi, il maestro direttore, gli incaricati per i servizi della banda ed il presidente.

(Tratto dal sito Web www.bandadarfo.eu )

Ma chi fa parte della Banda ed è socio sa che essere “SOCIO” è molto di più…. E’ essere parte di una grande famiglia con i suoi pregi e i suoi difetti, dove ognuno ha le sue idee, le sue opinioni, ma una cosa che ci accomuna, un grande Amore per la musica. Ormai i soci per noi sono una cosa certa, sono tanti e ci seguono da anni sostenendoci economicamente ma ancor più moralmente, partecipando ai nostri concerti, alla cena di Santa Cecilia, alla festa della Banda, alle gite o alle varie manifestazioni ludico-ricreative che la banda organizza. Ricordo quando il tesseramento era agli albori e iniziavano timidamente a tesserarsi i genitori dei ragazzi, o i più fedeli seguaci dei nostri concerti e manifestazioni, sembrava una strada tutta in salita e lo slogan sul Semibreve era <<Sei già socio della banda, dillo a un amico!>>. Oggi che il nostro mondo sembra fatto di solitudine e tristezza dico: <<Vuoi diventare un nostro amico?”>>, è semplice: tesserati e farai parte della nostra grande Famiglia: “La BANDA”.

Egidio Pennati
(vice Presidente)

03 Il Saluto del Consiglio Direttivo

Volge al termine un altro anno di banda, un altro anno di storia, per la nostra associazione e per coloro che vi orbitano attorno, che si va ad aggiungere ai 154 che abbiamo l’onore di avere alle spalle. Sì, è un vero onore far parte di un’associazione che ha saputo resistere negli anni, evolvendosi e adattandosi ai cambiamenti della società, integrandosi strettamente con il territorio e con la cultura da cui proviene. Una delle peculiarità delle bande musicali è quella di vedere al suo interno musicanti di diverse generazioni che si confrontano e che si impegnano, dando la possibilità ai giovani di imparare dalla saggezza dei più datati, e a questi ultimi di trasmettere quei valori che hanno saputo resistere nel tempo.
Tutto ciò continua ad esistere grazie al contributo di molte persone, persone che si danno da fare e che meritano, come ogni anno, un grosso Grazie! Le nostre attività vedono coinvolti in primo luogo i musicanti, che con sacrificio (ma anche tante soddisfazioni), si impegnano nello studio delle partiture e nella preparazione musicale dei concerti. Oltre all’attività musicale, vi sono numerose iniziative alle quali, chi più, chi meno, si dedica con grande passione (solo x citarne alcune: pulizia sede, archivio partiture, il nostro diario, gli elenchi dei musicanti, i rapporti con i soci, e tanti altri piccoli ma preziosissimi lavori). Un esempio è l’organizzazione della festa popolare, nella quale quest’anno si è impegnato attivamente un folto gruppo di bandisti, alleggerendo un po’ il lavoro del consiglio direttivo, insieme, come da anni, a genitori, amici e parenti. Lo stesso Semibreve che state leggendo, è frutto di un gruppo di musicanti che spontaneamente ha deciso di lavorare per realizzarlo. E’ stato creato e viene continuamente aggiornato e arricchito di contenuti il sito internet, vetrina ufficiale dell’associazione, ormai diventato anche luogo di incontro e di scambio virtuale tra musicanti e simpatizzanti, che vede la partecipazione anche di utenti di altre realtà musicali. Il nostro futuro è poi rappresentato dai numerosi allievi che frequentano inizialmente i corsi di orientamento musicale, seguiti con professionalità dagli insegnanti, per poi passare tra le fila della banda giovanile.
Un supporto prezioso è dato da tutti i nostri soci, che ci sostengono sempre numerosi, chi con un piccolo contributo, chi con una mano, chi semplicemente assistendo alle nostre esibizioni pubbliche.
Un particolare ringraziamento del Consiglio Direttivo va a tutta l’Amministrazione Comunale, sempre attenta alle nostre esigenze e pronta ad appoggiare con fiducia le idee e le proposte della Banda Cittadina.
Fiduciosi di avervi come graditi ospiti agli appuntamenti in programma per fine anno, dimostrando come sempre la vicinanza e l’attaccamento che c’è tra il paese di Darfo e la propria Banda, cogliamo l’occasione per porgere, a nome di tutta l'Associazione, i nostri migliori auguri per delle serene festività.

per il Consiglio Direttivo
(Lorenzo Fiorini)

04 Come Nasce uno scambio musicale

"Ragazzi, la banda di Darfo ha organizzato un torneo di calcio, vi va di partecipare?”
Nasce così, nel settembre 2006, l’amicizia tra la banda di Casazza e coloro che ormai sono diventati i nostri “cugini” della Valle Camonica. Le prodezze e la simpatia della squadra del Casazza B non passano certo inosservate come, del resto, la disponibilità e l’allegria della squadra ospitante; è quindi naturale continuare il cammino intrapreso e il sito della Banda è sicuramente il mezzo migliore per tenere vivi i contatti. Così, tra una “chattata” e l’altra, veniamo invitati ad una cena organizzata proprio per radunare tutti gli amici internauti. Parte quindi dalla Valle Cavallina una delegazione tutta al femminile (si sa, la curiosità è donna) alla volta della sede della banda di Darfo. Davanti ad una tavola imbandita è molto semplice diventare subito amici, discutere di progetti comuni e sognare scambi musicali tra le varie realtà bandistiche: che bella sorpresa aver trovato persone desiderose di allargare le conoscenze e le esperienze maturate all’interno del proprio gruppo!
Ed ecco che a giugno le idee cominciano a prendere forma…la Banda di Darfo infatti viene a Casazza per festeggiare, insieme a noi e alla banda di Caravaggio, l’85° compleanno del nostro corpo bandistico. Dopo i tre concerti, molto apprezzati dal pubblico, quale modo migliore per concludere al meglio una bella festa?… Naturalmente una cena, durante la quale la musica ancora la fa da padrona: dopo due bicchieri di vino infatti una cantatina è d’obbligo e, visto che tre gruppi sono sempre meglio di uno, si dà il via ai canti popolari e alle sfide tra le bande.
A fine luglio ricambiamo il favore e ci troviamo a suonare nella frazione di Angone. Un’altra gradita sorpresa è stata trovare ad ascoltare il nostro concerto parecchie persone della banda di Darfo che, avendo capito che un lauto rinfresco dai musicisti “casazzesi” è sempre molto apprezzato, ci hanno preparato ogni prelibatezza per ritemprarci dalle fatiche musicali.
L’amicizia è andata così crescendo, sia tra le singole persone sia tra i due gruppi. Condividendo la passione per la musica e per la banda, le nostre due realtà si sono avvicinate, scoprendo la voglia di partecipare, di stare insieme e di continuare a divertirsi suonando.

Francy e Noemi


05 L'intervista

L'intervista a cura di Cristina Chiudinelli



Nome ed età

Alberti Vittorio, 59 anni.

Alberti Danilo, 34 anni.

In quale strumento sei diplomato e come sei arrivato fin qui?

Trombone. Il mio cammino è stato questo: come musicista in banda, sono passato da terzo, a secondo, a primo trombone e poi ho suonato il flicorno baritono. Da lì son stato vicemaestro per più anni e poi maestro.

Trombone. Sono arrivato fino qui dopo aver suonato per 20 anni nella banda e per 7 come professionista trombonista nelle orchestre; inoltre, ho seguito a Bergamo un corso per direttori. E poi la spinta di mio papà non può essere trascurata…

Da quanti anni dirigi la banda?

22-23 anni…Ho perso il conto!!!

Co-dirigo la banda da due anni circa.

Quali sono le soddisfazioni che ricevi dal tuo ruolo di maestro?

I complimenti della gente, motivati dal fatto che abbiamo suonato bene o perché è piaciuto il programma.

I risultati musicali e il fatto di sentirsi seguito, ascoltato dai bandisti.

 

E quali le fatiche da sopportare?

Sintetizzo con una frase: “taci cò, tate crape” (tanta gente, tanti pareri)…

Per ora nessuna, anche perché mi piace molto questo ruolo, che comunque non occupa in maniera eccessiva il mio tempo disponibile.

Definisci la tua banda ideale.

Ho sempre sognato un organico da sinfonic band, per costituire il quale, alla nostra banda, mancano ancora un paio di strumenti, quali il fagotto. E poi penso che l’ideale sia dirigere un gruppo di suonatori entusiasti.

Un gruppo, anche se non composto da 20.000 elementi, ricco di gente che ha voglia di suonare, di persone che non si sentano obbligate a prendere tra le mani il loro strumento! Anche perché la banda va vista, anche e soprattutto, come un hobby, impegnativo certo, ma piacevole.

Cosa ti piace di questa banda e cosa no?

Apprezzo i risultati ottenuti negli ultimi anni, anche se non sono stati proprio quelli che volevo io. Non mi piace vedere che alcune persone non prendono l’impegno di suonare seriamente o non mi ascoltano mentre parlo, soprattutto durante le prove. Inoltre, non gradisco che troppi si prendano le responsabilità del maestro.

Rischierò di ripetermi, ma amo il fatto di sentirmi ascoltato, mentre non gradisco vedere gente poco motivata.

 

Meglio suonare o dirigere?

Suonare soddisfa di più ed è meno pesante come impegno.

Questa è una bella gara: qualche anno fa avrei sicuramente detto SUONARE, ma ora è tutto diverso…Non riesco a scegliere!

Quale tipo di musica preferisci?

Musiche originali per banda, scritte appositamente.

Non ho una preferenza particolare, infatti per il prossimo concerto augurale ho scelto di dirigere sia la colonna sonora di un cartone animato, sia un brano classico: tutta la musica, se suonata bene, può essere adatta alla banda. L’unica tipologia che non mi piacerebbe è il genere contemporaneo, dodecafonico, melodie sorte dall’accostamento di fischi, soffi, suoni metallici o altri strani effetti: non mi pare appropriata per noi.

Quale brano suonato e quale diretto hai preferito in assoluto?

Suonato: Blue shades (Concerto augurale 2006).

Diretto: non lo so ancora… Non l’ho ancora trovato!!!

Suonato: Star wars saga (Guerre stellari).

Diretto: Blue Shades (Concerto augurale 2006).

Qual’è la tua sezione prediletta?

Quella che è il vanto della nostra banda: la sezione dei suoni bassi, che danno la base fondamentale dell’armonia.

Qualitativamente è più formata la sezione ottoni-bassi.

 

E ora ti chiediamo un confronto col tuo “collega”: chi è più paziente?

Lui, perché resta più calmo. Tra l’altro io, da giovane, ero molto meno paziente di quanto non lo sia ora…Vi lascio immaginare…

Potrei dire io…Ma solo per il momento! Onestamente, non so come potrò essere dopo 25 anni di direzione.

 

Chi si emoziona di più, per esempio prima o durante un’esibizione in pubblico?

Entrambi, anche perché se non c’è emozione, non c’è musica!

Chi lo sa?! Non è facile stabilirlo. Però direi entrambi. Alla fine dei primi concerti che ho diretto avevo la gola secca, come se avessi suonato da solo. Comunque le prove fatte ti aiutano molto al momento del concerto: anche se come maestro sbagli qualcosa, supponi che i musicisti sappiano continuare da soli. Il direttore è molto più importante nel corso della preparazione, che non al momento dell’esibizione.

Cosa ammiri dell’altro?

Il fatto che possa contare su un organico già ben fatto e completo, mentre io ho dovuto crearlo. E l’orecchio assoluto.

La linea (ride…). Il figlio maschio, per ora, anche se il mio Cristian ha tempo per farsi valere!!! A parte gli scherzi, ammiro mio papà come persona in generale.

Dai un consiglio all’altro Alberti che abbiamo intervistato, anche per chiudere in bellezza.

Cambia mestiere!!!

Continua a dirigere, a scegliere parti: insomma, non mollare!


06 Cosa significa OMAVV ?

Letteralmente questa sigla non è altro che l’unione delle iniziali di un progetto da tempo nelle menti di alcuni bandisti: l’Orchestra Modulare a Volume Variabile; ovvero un gruppetto autogestito di musicanti in grado di mutare il proprio assetto (sia in termini di organico che di repertorio) in base alle occasioni in cui è chiamato ad esibirsi. Nello specifico, “Modulare” sta ad indicare che è una realtà aperta a tutti e questo porta alla possibilità di mutare la propria struttura da un’esibizione all’altra; è richiesta solamente una partecipazione costante nel periodo antecedente ogni evento prefissato in modo da poter valutare al meglio le proprie capacità ed i pezzi da preparare. Il “Volume” è “Variabile” sia in base al numero di elementi, che alla possibilità di essere amplificati e di suonare congiuntamente con strumenti come tastiere, chitarra e basso elettrico. Nella pratica O.M.A.V.V. altro non è che un insieme di amici che quest’estate ha deciso di continuare a suonare anche durante il mese di ferie della nostra Banda, trovandosi una sera a settimana per fare “4 note” in compagnia in modo da non perdere l’allenamento.
Dopo qualche prova di rodaggio sono iniziati ad arrivare i primi risultati di insieme e si è notato un miglioramento generale; tutto questo ci ha portati a continuare e a giungere alla formazione attuale di dieci elementi ben assortiti ed affiatati. Si è quindi iniziato a stabilire degli obbiettivi da raggiungere, in modo da poter finalizzare al meglio il lavoro e, di conseguenza, sono stati scelti i brani più indicati. La prima uscita ufficiale sarebbe dovuta avvenire in occasione della nostra cena sociale di S.Cecilia dove, da sempre, un gruppetto si esibisce cercando di rallegrare la serata ai numerosi ospiti. Non potevamo però perdere l’opportunità di esordire in pubblico in occasione della prima edizione della notte bianca a Darfo. Questa richiesta di mezz’oretta di musica è stata reputata subito una bella iniziativa da chi, come noi, è felice di portare la “propria musica” anche ad un pubblico che non è abituato a seguirci ed abbiamo avuto ragione perché siamo stati ripagati da numerosi complimenti: un applauso per noi significa molto, ve lo posso assicurare! Soprattutto era importante rompere il ghiaccio e misurare le nostre potenzialità al di fuori del nostro contesto ed il risultato è stato buono.
Non è sempre facile autogestirsi, per questo è stato stilato una sorta di decalogo di autoregolamentazione in modo da permettere a tutti (soprattutto ai futuri componenti) di conoscere le intenzioni e le modalità di questa nuova realtà. La prima, nonché la più importante, è che la Banda deve essere sempre e comunque messa al primo posto come priorità, in quanto tutto questo deve essere un modo per fare gruppo e, se possibile, migliorarsi musicalmente, ma non di certo un motivo di assenteismo dagli impegni ufficiali!
Personalmente sono più che contento di aver contribuito alla nascita della O.M.A.V.V. perché così ho la possibilità di suonare una volta in più durante la settimana e di farlo in modo diverso dal solito. Voi mi direte: “Ma non puoi farlo lo stesso?” Si, avete ragione, infatti più volte mi sono impegnato a studiare le parti e fare un po’ di esercizi da solo, ma, dopo quattro o cinque volte, gli stimoli e la costanza iniziavano a mancare ed un po’ alla volta altre attività prendevano il sopravvento (a volte anche il divano di casa!). Cosa, questa, che non accade più nel momento in cui si è stabilito un giorno ben preciso per provare e si è preso un impegno comune ad altre nove persone per raggiungere un fine unico.
Anche se i risultati e l’affiatamento sono in costante crescita, personalmente continuo a vedere tutto ciò quasi unicamente come un’ottima opportunità per allenarsi e tenere vivi quegli stimoli che, dopo tanti anni di musica, potrebbero venir meno. Suonare senza maestro, infatti, ti costringe ad essere più concentrato ed ascoltare maggiormente gli altri ed il fatto di essere in pochi da un ruolo di primaria importanza alle parti di tutti; cosa che non sempre accade in una banda di 70 elementi. Da quando suono più spesso anche le prove del venerdì mi piacciono maggiormente: che bello riuscire a fare correttamente i passaggi veloci e tecnici e, soprattutto, non aver più problemi di imboccatura o di fiato! Insomma, diciamo che dopo tante iniziative positive portate avanti dalla nostra associazione, ne è nata una strettamente legata al nostro scopo principale: diffondere la musica e farlo con entusiasmo! Nella speranza che tutto questo non sia un fuoco di paglia, ma qualcosa di positivo che possa durare nel tempo, vi invito a visitare il sito internet www.bandadarfo.eu per informarvi riguardo i nostri futuri impegni: vi attendiamo numerosi!

Davide Raineri

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07 Nuovi arrivi in "famiglia"

Anche quest'anno si sono aggiunte nuove leve alla nostra banda, e precisamente diamo il benvenuto a Baglioni Giò Marco, Soardi Alberto, Ghirelli Sara, Nonelli Ilenia, Pelamatti Gabriele, Rizzi Maurilio e Cominetti Francesco. Abbiamo chiesto a Sara di scriverci le sue prime impressioni.
Finalmente, dopo alcuni anni di banda giovanile e di corsi pomeridiani, l’entrata nella banda è arrivata anche per me! Sono contenta perché era un traguardo ambito da molto tempo. Come penso sia capitato agli altri ragazzi entrati con me, le prime prove sono state un po’ devastanti!! Il primo impatto con le parti non è del tutto facile e spesso, suonando vicino a persone ancora da conoscere, si ha vergogna a sbagliare o a chiedere “ehm…a che battuta siamo?!?” Nonostante queste incertezze iniziali l’accoglienza in banda è stata molto calorosa e sinceramente non me l’aspettavo così... anche se siamo solo dei novellini già ci sono state fornite le divise, piano piano iniziamo a conoscere gente mai vista prima e a prendere confidenza con il modo di dirigere del maestro che è del tutto diverso da quello di Renata (con ciò non voglio assolutamente sminuire ne uno ne l’altro metodo, semplicemente sono diversi!!!!). Concludendo, penso che la banda sia un’associazione da vivere non solo per imparare a suonare ma per costruire legami e condividere esperienze che vanno anche oltre la musica.

Sara Ghirelli

08 English news: che si dice a Brighton?

Valigia carica di abiti invernali, bagaglio a mano gonfio di libri, parenti in lacrime tipo alla partenza del Titanic, e dopo aver salutato più o meno tutti i miei amici con cene, aperitivi, e gelati infiniti, Chiara (alias Peggy), la viaggiatrice celtica, ha seguito ancora una volta il “richiamo” delle terre inglesi. Questa volta è stato un viaggio dettato dal cuore, oltre che dall’istinto, dato che oltremanica mi aspettavano un paio di occhi azzurri a cui non avevo saputo dir di no…
Così eccomi sbarcare a Brighton, qui nota come la “Londra sul mare”, anche se pare sia una specie di battuta, dato che qui i prezzi sono esattamente come a Londra (ovvero altissimi), ma non si può dire lo stesso degli stipendi… Comunque, la città è giovane e vitale, studentesca fino all’osso, grazie alle due università che si dividono umanisti e scienziati in vari campus sparsi tra il centro e la zona periferica di Falmer, circondata da un parco pieno di scoiattoli e conigli, che potrebbero venire a fare capolino alla finestra durante una lezione… anche se è più probabile ricevere la visita di uno dei milioni di gabbiani che affollano il cielo chiamandosi l’un l’altro…
Come facevo notare sul blog che ho l’onore (e l’onere) di tenere sul sito internet della banda, la mia avventura inglese era cominciata a luglio, con il corso per l’abilitazione all’insegnamento, e per l’occasione, conoscendo la zona, ero sbarcata con canottiere, pantaloncini, vestiti estivi… per passare un mese all’insegna del freddo e del gelo, in una delle estati più fredde e piovose della storia… Un mese dopo, riparto munita di maglioni, giacche, pantaloni pesanti, stivali… il tempo è naturalmente splendido, e quasi tre mesi dopo, abbiamo avuto forse tre giorni di pioggia e meno di una settimana di freddo… insomma, decisamente parlare del tempo è l’argomento migliore per fare conversazione, qui in giro. Nel frattempo, occhi blu e Peggy si lasciano, ma rimangono amici… storia lunga e complicata.
Peggy viene accettata a un master in cinematografia, sogno della sua vita, ma per cause di forze maggiori decide di posticipare l’inizio delle danze all’anno venturo, e si limita a continuare il suo lavoro di folle insegnante in una folle scuola con una folle classe di studenti intercambiabili… nel senso che ogni settimana c’è chi viene e c’è chi va! La giornata tipo di Peggy comincia con una lunga passeggiata da casa a lavoro, dove tra profe ci si litiga (amichevolmente) prima la fotocopiatrice e poi il bollitore, per la prima di una lunga sequenza di tazze di tè che scandiranno la giornata, tra lezioni, pause in aula professori, pranzi affrettati prima di tornare a fare fotocopie, altre lezioni, registri da compilare, e intanto il sole scende lentamente dietro l’orizzonte di un mare ghiacciato dove ogni mattina qualche folle si fa una nuotata, tanto per cominciare la giornata con un brivido (di piacere? Mah!). Il tardo pomeriggio vede Peggy lungo la via dello shopping più frequentata dai brightoniani: lo shopping è l’attività preferita degli inglesi, che amano spendere e spandere da mane a sera… ma in questo Peggy rimane una formichina risparmiosa, soprattutto in vista del costoso master 2008… Il weekend, momento di pace completo, si consuma tra passeggiate in spiaggia, al parco dell’università, nelle campagne che circondano la città, tra le vie del centro, le famose Lanes, che rimangono un mistero per noi nuovi abitanti di Brighton, dato che ogni volta che le visitiamo, ne spunta una nuova… sono viuzze strette e trafficate di piccoli negozi, ristoranti mignon, bar tascabili, tra cui (udite udite) una meravigliosa cioccolateria italiana dove servono la miglior cheesecake alle ciliegie del mondo, e dove il caffè è vero caffè espresso, non la classica tazza da mezzo litro di acqua sporca.. meraviglie della globalizzazione!
Peggy, intanto, resta dubbiosa… rimanere o tornare? Rimanere, perché il lavoro è bellissimo, la spiaggia e il mare, illuminati dal sole o grigi in una giornata nuvolosa, sono incantevoli, la biblioteca è su tre piani (scusate, ma un topo da biblioteca come me queste cose le apprezza), la gestione del tempo, miracolosamente, mi consente di lavorare, andare in palestra, in biblioteca, guardare un film e incontrare gli amici, tutto nello stesso giorno, e non ho menzionato “occhi blu”, anche detto “lo storico”, con il quale, pur essendo terminata la storia, continua una forte indescrivibile amicizia, e come si fa a lasciarlo qui? Tornare, perché penso alle montagne, al calore della gente, alle piccole cose, come passare una serata a cena con la mia famiglia, e poi… poi c’è la banda. Che normalmente è uno dei motivi principali per cui concludo le avventure inglesi e rientro in patria: incontrarsi il venerdì sera, di buono o di cattivo umore, suonare, con molta o poca voglia, ascoltare rimproveri e fare follie come improvvisare Jingle Bells durante una prova in una serata primaverile (!!!), ritrovarsi a fine prova per quattro chiacchiere, una discussione seria, organizzare cene e feste, montare e smontare il palco per qualche servizio, e i miei amici… Insomma, la vita sarebbe perfetta per me se potessi unire le mie due passioni: Inghilterra e banda… Che dite, si organizza una trasferta bandistica in quel di Brighton?

Chiara Marcon 

09 Sito internet un anno dopo

Nell'edizione dell'anno scorso di Semibreve vi avevamo parlato del neonato sito internet della nostra banda: www.bandadarfo.eu. A quel tempo il nostro lavoro era ancora agli inizi ma già erano state gettate delle solide fondamenta che ben lasciavano sperare sul futuro dell'iniziativa. A poco più di un anno possiamo fare un primo bilancio sull'attività del nostro sito. Molto è stato fatto e molti sono i contenuti con cui si è arricchito. Piano piano i collaboratori che offrono il loro lavoro per il buon funzionamento del sito sono aumentati ed è migliorata anche la competenza tecnica necessaria ad affrontare le sempre crescenti necessità di ampliare i servizi che si possono offrire ai nostri utenti.
Possiamo ben dire che oggi i nostri utenti hanno a disposizione una mole incredibile di documenti ed una struttura stabile e ben articolata per "navigare" nelle moltissime pagine che mettiamo a disposizione. Con pazienza e dedizione sono state inserite le edizioni passate dei "Semibreve" e dei diari degli anni scorsi. La galleria fotografica è piena zeppa di immagini ed è in continua evoluzione con un ritmo incredibile. E' stato messo "on line" l'intero libro edito per il nostro 150° compleanno; un vero e proprio archivio storico a disposizione di chiunque e comodamente consultabile da casa. Molti argomenti di discussione sul mondo bandistico si sono aggiunti rendendo il nostro sito una vera miniera di idee ed un luogo di continuo scambio di opinioni tra musicanti, con il grande vantaggio di poter lasciare il proprio parere, scritto, sempre a disposizione di tutti, rendendo più costruttivo, vasto e chiaro il dibattito, sempre aperto anche ad interventi di appassionati e musicanti di realtà diverse dalla nostra. I blog personali dei vari amici sono in continuo aumento dando l'opportunità a tutti gli utenti di essere partecipi delle esperienze di viaggio, di incontro con altre realtà bandistiche che ogni musicante può vivere indipendentemente dall'attività della banda. Non manca una seguitissima sezione per lo svago con quiz e curiosità di carattere musicale e culturale.
La "home page" (la pagina con cui il nostro sito si presenta ai visitatori) è strutturata in maniera da dare il maggior numero di indicazioni sulla giusta maniera di raggiungere le varie sezioni del sito e per dare più informazioni possibili sugli impegni musicali della nostra banda, sui più importanti eventi musicali del panorama bandistico nazionale e sulle ultime novità dell'incessante attività della nostra associazione. A breve verrà messa on line per tutti la sezione "musica" dove si potranno ascoltare le registrazioni dei nostri concerti, commentate e completate dalle relative presentazioni.
Ma forse la sezione che entusiasma di più i nostri utenti è la "chat", possiamo chiamarla una "stanza" del sito in cui ci si può incontrare "in diretta". Su questa pagina si può discutere, chiacchierare del più o del meno, passarsi urgenti disposizioni di servizio, chiedere chiarimenti ed avere immediatamente la risposta da un componente del Consiglio od anche, semplicemente, farsi due risate tra amici. Una volta mi è capitato di "parlare" nello stesso momento con altri tre bandisti sparsi tra le province di Brescia e Bergamo, un presidente di una banda marchigiana, uno spagnolo di Barcellona e la nostra amica Peggy da Brighton in Inghilterra. La sensazione di sentirsi vicini tra amici pur essendo a migliaia di chilometri di distanza è veramente emozionante. Questa è una delle cose che fa capire quanto la tecnologia di internet, se usata bene e con intelligenza, sia una cosa fantastica, una vera opportunità per tutti.
Molte altre idee bollono già nella pentola che gli amministratori del sito continuano a tenere con passione sul fuoco. Ve ne anticipo solo una: un concorso fotografico dedicato alla fotografia digitale, che si svolgerà interamente on line in una sezione apposita; gli interessati troveranno a breve più precisi dettagli sulle nostre pagine. In definitiva, il successo del nostro sito è stato oltre le nostre più rosee aspettative. Il nostro lavoro e la passione che ci abbiamo messo sono stati premiati dal pubblico degli internauti. E la nostra non è solo una sensazione ma grazie a ben precisi strumenti di analisi che operano sulla rete internet, possiamo valutare le nostre performance anche con dei numeri ben precisi. Senza andare troppo nel dettaglio vi elenco i dati più importanti : dall'inaugurazione alla data di fine ottobre scorso, il nostro sito è stato visitato per più di 25.000 volte, più di 7.900 i visitatori unici (cioè quelli che hanno visitato il sito almeno una volta) provenienti da 45 nazioni del mondo, quasi 278.000 le pagine visitate. E, cosa assai indicativa sull'importanza del nostro sito a livello nazionale, la permanenza stabile nella prima pagina dei motori di ricerca con la stringa di ricerca più semplice per il nostro settore, quale "banda musicale" o "corpo musicale". Grazie a questa grande visibilità riceviamo moltissimi contatti da musicanti di bande musicali di tutta Italia o da Maestri direttori che chiedono collaborazione o notizie. Possiamo dire di aver centrato il nostro obbiettivo di creare una vivace "comunità virtuale" tra appassionati di musica bandistica, e, cosa straordinaria, senza confini né limiti di distanza. Naturalmente aspettiamo una visita anche da tutti voi e vi invitiamo caldamente, senza nessun timore, a lasciar scritto un vostro parere, una vostra critica o un vostro commento su qualsiasi aspetto dell'attività della nostra associazione, ve ne saremmo veramente grati. Oggi, grazie al nostro sito internet, questo momento di attiva partecipazione e collaborazione tra l'Associazione e tutta la comunità è realmente possibile, sfruttiamolo.

Luigi Tagliabue

10 Nuovo anno e nuova festa popolare

Come di consueto nel calendario della nostra superBanda, anche quest’anno l’arrivo dell’estate ci ha trovato impegnatissimi in uno degli appuntamenti più particolari per la nostra associazione: la festa popolare. Siamo ormai giunti alla quindicesima edizione ma vi assicuro che non è mai una passeggiata, per questo, oltre che imparare qualcosa di nuovo da ogni esperienza passata, è importante sapersi rinnovare, trovare nuove idee, sia per gestire al meglio mezzi e risorse, sia per rendere la nostra festa qualcosa di unico e sempre coinvolgente per i nostri ospiti. L’organizzazione dell’evento è sempre molto impegnativa, soprattutto per il consiglio direttivo; si comincia a discutere già a gennaio, neanche il tempo di riprendersi dopo le feste natalizie, e già il cervello collettivo si mette in moto proponendo, discutendo, fantasticando. Prima utile novità 2007 è stata perciò la suddivisione del lavoro in quattro comitati, composti da gruppi di bandisti volontari, ognuno con un particolare compito. Un comitato logistico, quest’anno alle prese con un diverso capannone da montare e novità nella disposizione spaziale degli stand, un comitato musicale, con la funzione di organizzare l’intrattenimento delle tre serate, un comitato con le funzioni sponsor, lotteria, pesca, ruota, pubblicità, e quello per menù e forniture alimentari. Tanto lavoro e tanto impegno poi finalmente il risultato: 29,30 giugno, e 1 luglio, anche quest’anno una bella festa. Tanto pubblico che ha potuto gustare i nostri piatti, fra cui un’altra novità, la squisita porchetta, e passare una serata in musica; venerdì largo ai giovani con il rock di S.M.A.S.H e Spanish Jhonny, sabato danzante con il liscio dei Tocantins e domenica, la scatenata Banda di Noè, tribute band di Adriano Celentano. Anche quest’anno un importante occasione per far conoscere la nostra banda, sostenerla e viverla tutti insieme, e l’appuntamento è per il 2008, perché ormai è diventata una certezza, ma chissà con quali novità.

Marta Tagliabue

11 Una matematica impertinente

I numeri e la Musica vivono da sempre in simbiosi, è risaputo. Non è per nulla vero, come qualcuno obietta, che la matematica privi la musica della sua componente emozionale. Come scriveva nel 1722 il musicista Jean-Philippe Rameau in Trattato dell’armonia : “la Musica è una scienza che deve avere regole certe […] estratte da un principio evidente che non può essere conosciuto senza l’aiuto della Matematica”. C’è dunque bisogno di una solida base logica studiata dai tempi di Pitagora sino ai giorni nostri… Tutto cominciò legando la divisione del metro musicale alle frazioni matematiche e studiando le assonanze e le dissonanze dei suoni. Infatti ogni bandista e musicista in generale, adoperandosi nello studio degli spartiti per mantenere il giusto ritmo, svolge un esercizio di pura applicazione delle più basilari regole aritmetiche. D’altronde sono molti coloro che in campo musicale hanno dato prova di solide conoscenze matematiche, quali Tartini in Trattato di musica secondo la vera scienza dell’armonia nel 1754 o Xenakis in Musica formalizzata nel 1971; gli stessi P. Boulez e P. Glass laureati in matematica da essa traggono ispirazione per la loro arte. Le medesime simbologie delle due discipline e alcuni concetti sono analoghi, per esempio le serie e i limiti (accordi o numeri che tendono ad altri). Anche da un punto di vista compositivo enormi sono le relazioni, basti pensare alle geometrie musicali di Bach: la struttura delle Variazioni Goldberg può essere agevolmente illustrata tramite l’utilizzo di traslazioni e simmetrie proprie della geometria euclidea (studiata alla scuola media). Numerosi sono stati i cultori di questo legame, come nel secolo scorso lo Studio di musica elettronica della Radio di Colonia e il Centro di Fonologia musicale di Milano. Un capitolo a parte meriterebbe l’influenza della sezione aurea (simbolo di bellezza e proporzionalità) e della serie di Fibonacci nella costruzione di strumenti musicali (i violini di Stradivari) e nella composizione di arie classiche, jazz e rock (i Genesis in Firth to Fifth e i Deep Purple in Child in Time). Tuttavia una delle poche invidie del matematico è la bacchetta del direttore d’orchestra perché agisce in punta d’intelletto, ma sa scaldare i cuori della gente… E forse proprio in questo risiede il fascino della Musica: nell’essere una Matematica impertinente a metà strada tra emozione e ragione, cuore e testa.

Dario Fontana 

12 Il decalogo del buon presentatore

"Signore e Signori buonasera e benvenuti al concerto della Banda Cittadina di Darfo Boario Terme". Quante volte ho aperto una serata con questa frase? E chi le conta più! Forse la fantasia non è il mio forte, ma quale migliore formula di saluto per il nostro affezionato pubblico? Una storia a parte sono i contenuti però. Infatti, forse non tutti si rendono conto che il vero "lavoro" della presentatrice della Banda non è tanto prendere in mano il microfono (che di per sé non è poi così facile come potrebbe sembrare, ma di questo magari parlerò oltre) ma trovare informazioni su un pezzo e cercare di organizzarle in modo semplice ma accattivante. Perché il pubblico che viene ai nostri concerti è eterogeneo e non sempre preparato musicalmente. La presentazione deve intrigare e coinvolgere, incuriosire verso quanto si andrà ad ascoltare... ben vengano perciò curiosità sull'autore, elementi sulla genesi dello spartito e riagganci ad utilizzi commerciali come in film o pubblicità. Una analisi musicale troppo approfondita potrebbe invece annoiare anche se, in certi contesti, non va rifuggita. Compito dello speaker è infatti, tra gli altri, capire quando allungare, quando stringere, quando inserire determinate informazioni o quando è meglio troncare. Non è solo una questione di tempi ma anche di "target" cioè del destinatario del messaggio. Una cosa è un concerto ad una Festa Popolare o ad una Sagra gastronomica, un'altra il Concerto Augurale. E lo stesso dicasi per la voce, le battute, gli intervalli temporali fra un pezzo e l'altro. Perché anche la persona più spigliata davanti ad un microfono si intimidisce, lo posso proprio garantire! Con il tempo ho imparato che le gaffes non sono il pericolo peggiore, anzi, certe volte divertono e animano la serata. E' la noia da evitare, gli sbadigli in agguato, la sonnolenza strisciante. E non è importante solo quello che si dice ma anche come lo si dice. Il momento più imbarazzante della mia "carriera" da presentatrice? Parlare davanti al pubblico di Segromigno in Monte (LU) con un terribile accento bresciano che avrebbe fatto sprofondare anche il più coraggioso! Ma, anche qui, l'esperienza mi ha insegnato che la prima qualità di chi presenta è la sicurezza: andare avanti sempre e comunque. E su questo chi mi conosce è certo: se comincio a parlare, chi mi ferma più?

Paola Galli 

13 Calendario eventi anno 2007

15/02/07    1^ Cena “Internautica”, ritrovo aperto a tutti i frequentatori del sito internet.

05/04/07    Concerto in diretta a “Musica intorno” a Più Valli TV.
06/04/07    Servizio religioso per il Venerdì Santo a Corna.
15/04/07    Gita a Riva del Garda in occasione del concorso “Flicorno d'Oro”.
29/04/07    Servizio a Piamborno per la 16^ Fiera dei Fiori.

05/05/07    Servizio a Boario per l'inaugurazione della nuova ala della Casa di Riposo Angelo May.
06/05/07    Scambio Musicale: esibizione della Banda Giovanile di Darfo a Casazza.
12/05/07    Partecipazione al Forum delle associazioni culturali della Valle Camonica a Cemmo di Capo di Ponte.
19/05/07    Concerto di Primavera al Teatro San Filippo di Darfo.
20/05/07    Servizio a Darfo per il Meeting Polisportiva Disabili Valle Camonica.

02/06/07    Scambio Musicale: raduno Bandistico a Casazza.
08/06/07    Concerto estivo a Bessimo nell'ambito dei “Concerti nelle frazioni”.
10/06/07    Servizio religioso a Montecchio per Corpus Domine e prima messa Don Marco Iacomino.
16/06/07    2^ Cena “Internautica”, festeggiamento primo anno di vita del sito internet.
29-30/06/07 e 01/07/07    Festa Popolare della Banda.

14/07/07    Scambio Musicale: raduno Bandistico a Pisogne.
21/07/07    Scambio Musicale: concerto del Corpo Bandistico Parrocchiale di Casazza ad Angone nell'ambito dei “Concerti nelle frazioni”. 


01/09/07    Scambio Musicale: concerto della Banda Cittadina di Pisogne a Fucine nell'ambito dei “Concerti nelle frazioni”.
02/09/07    Servizio a Darfo per la Festa dello Sport.
07/09/07    Concerto estivo al Cappellino di Darfo nell'ambito dei “Concerti nelle frazioni”.
09/09/07    Scambio Musicale: raduno Bandistico ad Angolo Terme
23/09/07    Concerto a Darfo presso il Conservatorio nell'ambito della manifestazione “Bande in Piazza”.

07/10/07    Servizio a Gianico per l'Associazione dell'AVIS.
14/10/07    Servizio a Boario per l'Associazione degli Autieri.
27/10/07    Servizio a Corna per l'ingresso del nuovo Parroco.
28/10/07    Servizio a Fucine per la commemorazione del IV Novembre.

04/11/07    Servizio a Darfo per la commemorazione del IV Novembre.
17/11/07    Concerto della Banda Giovanile di Darfo a Pezzo di Ponte di Legno.
18/11/07    Servizio a Boario per l'Associazione degli Emigranti.

23-24/12/07    Pastorelle di Natale.
29/12/07    Concerto Augurale presso il Palazzo Congressi a Boario Terme.

14 Ultima pagina

Semibreve 2008

01 Trent'anni di passione 1978-2008

Alla fine del mese di Febbraio del prossimo anno, tutti i soci della banda di Darfo saranno convocati per l’elezione del nuovo presidente; E’ con grande orgoglio che mi accingo a passare il testimone al futuro presidente, questi 30 anni vissuti nel sodalizio musicale di Darfo, sono per me stati ricchi di avvenimenti, emozioni, impegni e gratificazioni. Ricordo che all’inizio del mio mandato, la banda era formata da circa 35 musicanti, ora l’elenco ne conta più di 70, molti giovanissimi e, ormai pochi ma sempre attivissimi, non più giovani: sintomo questo di buona riuscita nel suscitare nei giovani la voglia di partecipare in un gruppo che, per il nome che porta per tradizione, non sembrerebbe il luogo ideale per ragazzi. Da anni anche il Consiglio Direttivo è composto da ragazzi, ma vi posso garantire che chi viene eletto dimostra, in poco tempo, un grande senso di responsabilità, dimostrando grande maturità persino nell’organizzazione di eventi grandiosi come alcuni che ricorderete negli anni passati. Sono sicuro che il futuro di questa meravigliosa banda, sarà sicuramente ricco ancora di grandi soddisfazioni e sono certo che il mio successore si insedierà senza problemi in mezzo a questi meravigliosi musicanti. Ringrazio oltremodo, tutte le Amministrazioni Comunali che in questi anni si sono succedute, perché tutte sono sempre state molto vicine a questo gruppo, aiutandolo sia con il contributo annuale, sia per l’organizzazione delle attività. Vorrei salutare e ringraziare tutti coloro, e vi garantisco che sono veramente tanti, che negli anni hanno aiutato la nostra associazione sia con il lavoro fisico che nella partecipazione ai vari appuntamenti, non per ultimi i soci sostenitori che da sedici anni, contribuiscono anche economicamente nella gestione della banda. Un abbraccio sincero va a coloro che si sono susseguiti nel Consiglio Direttivo, contribuendo attivamente alla crescita del sodalizio, un ruolo che a volte è molto impegnativo, e a onor del vero talvolta anche criticato, ma proprio per questo essendo aggiunto anche all’impegno di musicante è ancor più meritevole. Per ultimo, ma non certo per importanza, un grazie al maestro Vittorio, al quale la banda deve la maggior parte dei risultati musicali ottenuti in questi ventisei anni di direzione, grazie ai suoi attenti e puntuali aggiornamenti professionali.

IL PRESIDENTE
Cav. Giovanni Chini

 


"Concerto nelle Frazioni" - Gorzone 18/07/08

 

02 Perchè il cambio del Presidente?

Il Cav. Giovanni Chini, come lui stesso ha ricordato, è stato presidente della nostra Banda per ben 30 anni…una carica che difficilmente si riesce a ricoprire per tanto tempo in una associazione! L’impegno e la costanza dimostrati in tutto questo tempo faranno si che il Suo nome sia per sempre legato a quello della nostra e Sua associazione, così come la stima e l’affetto che tutti noi proviamo per lui non potranno mai cambiare. Da ormai dieci anni ha dichiarato di voler lasciare la presidenza a “qualcuno di più giovane”, ma noi abbiamo sempre cercato di fare “orecchie da mercante” (la difficoltà di sostituire una figura così non è poca cosa) e lui , come è nel suo stile, non ha mai voluto metterci fretta o pressione. Ora il consiglio direttivo ha deciso che è giunto il momento di accogliere la richiesta del Cav. Chini ed iniziare quindi l’iter per la nuova elezione. A Lui va un sentito ringraziamento per tutto quello che ha fatto per noi: se oggi questa banda è più viva che mai lo si deve di certo anche a Lui. La ricerca dei candidati proseguirà fino al termine del 2008, dopo di che verranno vagliati tutti i nominativi proposti al fine di creare una rosa definitiva. Questa verrà presentata ufficialmente in assemblea lunedì 26 Gennaio e votata poi alle elezioni di venerdì 26 Febbraio 2009. Un grazie a tutti i candidati che hanno dato e che daranno la propria disponibilità ed un grosso in bocca al lupo a chi, per i prossimi 4 anni, sarà il nuovo Presidente della Banda Cittadina di Darfo Boario Terme.

UN CONSIGLIERE
Davide Raineri

03 Un concorso visto a 360°

L’opportunità di vivere un concorso bandistico sia dal punto di vista del musicante che del direttore non è cosa di tutti i giorni. La banda di Darfo mi ha dato questa possibilità e ne sono stato felice. Ma partiamo da capo… Con il consiglio ed il maestro si è deciso che , se la banda era d’accordo, quest’anno avremmo partecipato ad un concorso bandistico. Si è cercato il luogo (non troppo lontano), il periodo più adatto, si è chiesto e….SI, la banda aveva accettato la sfida. Si fanno arrivare le parti e via che si prova. A me, in qualità di vicemaestro è stato affidato il compito di dirigere il “pezzo d’obbligo” cioè quel brano che la giuria del concorso aveva selezionato per ogni categoria di banda per avere un paragone tra le esecuzioni e per determinare chiaramente se ogni banda apparteneva alla categoria nella quale si era iscritta. Noi, dopo non poche discussioni tra il maestro, il consiglio ed i musicanti, ci siamo iscritti in prima categoria: il maestro sapeva che sotto pressione si può fare bene. Durante le prove e lo studio dei brani c’è stata molta collaborazione tra i musicanti che , per migliorare, hanno anche accettato di raddoppiare gli impegni settimanali aggiungendo alle normali prove del venerdì anche alcune prove a “sezioni” dove ci si poteva dedicare meglio ai passaggi più difficili di ognuno. Mano a mano la data del concorso si avvicinava, la tensione aumentava e, per quello che mi riguarda, aumentava in due modi distinti: il pensiero di sbagliare suonando, che c’è in ogni musicante, era coperto dal pensiero di sbagliare dirigendo, cosa che avrebbe sicuramente coinvolto l’intera banda. Come poi succede, la preoccupazione fa aumentare lo studio e la preparazione in modo da ridurre il più possibile le possibilità di errori. Il giorno del concorso è finalmente arrivato e noi siamo nella sala di riscaldamento in attesa di salire sul palco. Le orecchie sono tese per cercare di ascoltare la banda che suona prima di noi il nostro stesso pezzo d’obbligo. Non si riesce a capire molto e la tensione aumenta. Tocca finalmente a noi e si comincia con il brano da me diretto. La banda, come preventivato dal maestro, ha dato il meglio e, posso dire che tra tutte le nostre esecuzioni di quel brano, il concorso è stata l’esecuzione migliore. Appena finito di dirigere, tutta la tensione si è scaricata e suonare poi il brano diretto da mio papà è stato un momento di rilassamento. Il giudizio della commissione è stato positivo e ha confermato la nostra banda una banda di PRIMA CATEGORIA. Concludendo si può dire che la Banda di Darfo deve essere orgogliosa di essere considerata in prima categoria e spero voglia continuare ad impegnarsi come per il concorso anche per le attività abituali: suonare per la gente deve essere come suonare giudicati (con lo stesso impegno) ed inoltre si allietano molte più persone. Suonare per divertire e divertirsi suonando è secondo me una bella ricetta per andare avanti.

IL VICE MAESTRO
Danilo Alberti

 

04 Per non dimenticare….. i maestri

Come sanno tutti coloro che “bazzicano” intorno al mondo bandistico, il “Maestro” è sempre stato colui che doveva animare la cultura popolare di un paese. Diventava una figura importante, perché oltre ad istruire i musicanti, pensava come condecorare tutte le feste sia civili che religiose. Per questo vi parlo di Simone Salvetti nato a Breno nel 1870 e morto a Darfo nel 1932. Il maestro Salvetti, si diplomò in pianoforte al conservatorio di Parma e fu molto attivo nelle bande di Breno, Darfo, Capodiponte e Esine. Come compositore vinse parecchi premi con composizioni per orchestre a plettro. La nostra banda lo ha ricordato negli ultimi anni suonando vari brani da concerto. Recentemente a Breno si è tenuto un “Incontro di Studio” che vuole essere un primo passo per rivalutare la figura di compositore e per l’occasione sono stati eseguiti magistralmente dal “Quartetto Salvetti” alcuni dei suoi tanti brani che ci ha lasciato. Il mio sogno prima dell’inevitabile pensionamento, è quello di dedicare un intero concerto ai maestri che mi hanno preceduto, appunto, per non dimenticare…….

IL MAESTRO
Vittorio Alberti


La tensione "palpabile" un attimo prima dell'esecuzione

 

05 ……le ultime da Palmeiropolis (Brasile)

Abbiamo già parlato negli anni scorsi, sulle pagine di questo giornalino, di Diego Ducoli, un nostro ex musicante che grazie alla sua personalità non comune ha lasciato un segno forte in tutti i bandisti che lo hanno conosciuto. Nonostante siano ormai molti anni che ha lasciato la Banda per dedicarsi al suo impegno con l'Operazione Mato Grosso nel cuore del Brasile, il legame di amicizia che ci unisce non è mai venuto meno. Ogni volta che lo possiamo incontrare, nelle purtroppo rare occasioni in cui rientra in patria, per noi è sempre un'occasione di festa. Anche lui non si dimentica mai di noi e del suo passato da bandista e nei lunghi periodi di assenza da Darfo ogni tanto ci scrive delle lettere in cui cerca di raccontarci il più possibile del suo lavoro tra la gente bisognosa d'aiuto. Lettere da cui trapelano le sue emozioni, come speranze, soddisfazioni, entusiasmo, così come purtroppo a volte preoccupazioni, delusioni, apprensione. Noi, come Associazione, nel nostro piccolo, cerchiamo di aiutarlo inviandogli le offerte che raccogliamo con il gruppo "Pastorelle" durante il nostro "pellegrinaggio musicale" tra le frazioni del comune durante la notte di Natale. Oppure inviando attrezzature che possono essergli utili, come ad esempio i nostri giacconi imbottiti della nostra precedente divisa invernale. Qui di seguito pubblichiamo un estratto della lettera che Diego ci ha voluto inviare come ringraziamento per questo dono che solo in apparenza, agli occhi di chi non conosce quelle realtà, può sembrare superfluo nel cuore della giungla Amazzonica.
 
Palmeiropolis 30 di agosto de 2008
Carissimi amici della Banda Da tanto tempo non vi do' nostre notizie, e praticamente so' poco di voi, ... solo le informazioni dai miei genitori per telefono. Spero e credo comunque che l'estate si stia concludendo bene, con successo nei concerti e nella festa. Non é retorica dire che sempre ricordo e parlo spesso di voi in varie occasioni. Neppure mi ero dimenticato delle casacche che avevate regalato ai nostri indigeni Xavante, …. solo che non riuscivo più a trovare le prime fotografie (quelle tre con il gruppo più numeroso) che mi erano state mandate puntualmente dagli amici che lavorano là, non appena ricevuto il regalo. Poi adesso in luglio siamo andati là a fare un lavoro (11000 mattoni di fango per ricostruire alcune case) e mi sono preoccupato di scattare le foto (dove ci sono anche io), e il maestro Joao Bosco Xavante mi ha anche consegnato questa lettera di ringraziamento che vi mando in manoscritto originale. Arrivando a casa e riunendo le cose per scrivervi ho poi trovato anche le altre foto, cosi eccovi il tutto!
La lettera mi hanno detto che dice più o meno cosi:
"Carissimi amici Banda Cittadina di Darfo abbiamo il piacere di ringraziarvi per il bel regalo che ci avete fatto. Noi Xavantes siamo rimasti molto contenti per le casacche. Grazie, molte grazie! Xavantes del villaggio di Santa Clara, Mato Grosso, Brasile."
Joao Bosco Umoridadze Xavante
 
Vedendo il sole e il loro abituale abbigliamento non vorrei che pensiate che le imbottitissime giubbe siano inutili qui: i mesi di giugno, luglio e agosto fa un freddo di notte e all'alba che bisogna essere qui per crederci! E l'impermeabile senza l'imbottitura é formidabile nel tempo delle piogge. Poi loro normalmente separano i pezzi e il marito veste uno e la moglie l'altro, cosa impossibile a documentarsi fotograficamente perché mai si potrà ritrarre un gruppo di donne, o donne mischiate a uomini, ... questo per la loro cultura!… Così, carissimi amici della Banda, rinnovo e rinforzo anche io il ringraziamento per questo grande regalo, nell'attesa che intanto si realizzi l'altro nostro progetto ... di qualcuno venire ... Non insisto perché comprendo perfettamente tutte le difficoltà, ma sappiate che l'invito e la speranza non moriranno mai. Né Vittorio? Il Vittorio darebbe un bel Cacique! ...... Ciao carissimi, adesso concludo davvero! Grazie di vero cuore di tutto! Che abbiate successo in tutte le attività! Fateci avere notizie!
Diego e C.
 
Grazie a te Diego, per tutto quello che fai e per l’amore e la passione che ci metti. Tanti auguri di cuore da parte di tutti i tuoi amici bandisti.
Luigi Tagliabue
 
 
Un gruppo di Xaventes si S. Clara con i nostri (ex)giacconi (Mato Grosso Brasile)
 
 
 

06 Lo studio, la musica, la banda, le persone, le emozioni… occasioni da non perdere!

Era il lontano 1985, esattamente la sera della processione, a Corna di Darfo B.T., del venerdì santo, il mio debutto ufficiale. Fra marce funebri e religiose appunto marciando nell’equilibrio più precario. La mia passione per quest’associazione nasce però molto tempo prima, quando mio padre coinvolgeva la nostra famiglia a tutte le iniziative musicali e soprattutto alle scampagnate, cene animate da canti, barzellette e risate. Ogni volta era un’occasione per stare insieme ed io non vedevo l’ora di divertirmi con grandi e piccini. L’entusiasmo era forte e, raggiunta l’ètà della scuola elementare, intorno ai nove anni, decisi insieme a mio padre Guerrino di cominciare a frequentare i corsi per imparare il solfeggio con Domenico e il flauto traverso, anzi l’ottavino perché le mie braccia erano ancora troppo corte, con l’aiuto di mio zio, il maestro Vittorio, sentendomi come a casa! Dopo circa un paio danni entrai ufficialmente nella banda e ricordo le emozioni forti e la paura di suonare in pubblico che venivano rassicurate da mio padre e dai mie compagni bandisti. Era sempre più impegnativo perché ogni volta che si presentava un brano nuovo, lo studio e l’apprendimento degli stessi mi facevano sentire sempre più orgogliosa di saper suonare insieme agli altri e di poter contribuire ad una miglior riuscita dei concerti. Ancor più bello era partecipare alle feste organizzate dalla compagnia di amici che si era formata anche e soprattutto al di fuori degli impegni bandistici. Le prime feste, le prime uscite senza genitori, era tutto più facile, perché tutti conoscevano papà prima di me e godevano della sua fiducia. Qualche anno dopo entrò anche mio fratello e la famiglia si allargò, ogni settimana si partiva tutti e tre per le prove; mi sentivo parte di una grande famiglia. Iniziarono anche altri giovani allievi, che cominciarono il loro percorso dalla banda giovanile e si formò un altro gruppo, dove mi inserii volentieri dando un appoggio alla sezione flauti, che col tempo prese forma insieme al resto della comitiva. Presi parte quindi al cambio generazionale con altre condivisioni musicali, di vita e divertimento. Ci furono anche periodi di grandi scontri che ebbero effetti sgradevoli sulla mia famiglia che piano piano si sfaldò all’interno dell’associazione. Il primo a lasciare fu zio Domenico, poco più tardi, mio padre e successivamente mio fratello. La cosa non fu semplice per me, ma la voglia di suonare era grande e continuai anche “sola”. Come tutte le grandi famiglie, ci sono gioie e dolori da affrontare durante il cammino. Lo sbaglio che spesso si ripete a livello umano secondo me è il giudizio gratuito che si ferma in superficie, senza andare in profondità per capire che forse dietro un determinato comportamento ci sono delle emozioni che hanno bisogno di essere ascoltate e non emarginate o additate insieme alle persone che le manifestano senza riflettere poi sui “danni” conseguenti. Le priorità nella vita sono gli affetti e le emozioni legati a questi ed al mondo che ci circonda. Tutto ciò lo capii ancor meglio quando mi ritrovai in un avventura molto speciale; la gravidanza e la mia conseguente nuova esperienza di madre con l’arrivo di Luna, che mi fece prendere una pausa forzata dalla banda. Presto, con l’aiuto della mia famiglia riuscii a riprendere parte alla vita bandistica nonostante gli ostacoli e i “freni” di madre di fronte alle lacrime di mia figlia pur per brevi distacchi. Altresì forte era la gioia e l’orgoglio di poter coinvolgere anche lei nella musica più da vicino, non solo in grembo. Dopo qualche anno, oltre all’esperienza di madre e musicante, mi si propose di tenere il corso di insegnamento del flauto traverso, per permettere agli allievi di poter entrare a far parte, prima della banda giovanile e poi della banda cittadina vera e propria. Era la cosa che speravo di poter fare da tempo e presto mi sentii all’altezza del compito, aiutata dal supporto degli allievi stessi, che dimostravano fiducia, impegno e rispetto, ma soprattutto interesse di condividere e dialogare, instaurando così dei rapporti sinceri aldilà dell’interesse musicale. A volte vale la pena sospendere la lezione puramente didattica se si comprende un disagio da parte dei ragazzi e cercare di ascoltare e rassicurare i dubbi, le paure, le incertezze di quel momento. Vedo questo impegno di educatore musicale e non, come una grande opportunità da non sprecare perché, tanto imparo quotidianamente dai ragazzi, dai loro punti di vista, dalle loro emozioni, dalla dialettica e dalle mie figlie, che ora sono due, tanto più mi sento arricchita come persona. Lo studio, la musica, la banda, le persone, le emozioni… occasioni da non perdere!

Francesca Alberti


Un momento del saggio allievi - 25 maggio 2008

 

07 La scalata dalle retrovie

La scalata dalle retrovie, per me, è un susseguirsi di emozioni che arrivano quando meno te lo aspetti. Nel nostro sistema bandistico di solito tra le sezioni di strumenti in cui i musicanti sono molto numerosi, per convenzione essi vengono suddivisi in primi, secondi, terzi ecc. Di solito i primi sono quelli con maggiore esperienza, seguiti dai secondi, terzi e così via. Quando si viene promossi di grado, come per noi clarinetti, dal mio personale punto di vista, è un impulso dato dal maestro che apprezza le tue doti e ti vuole dare maggiore fiducia. Questa scalata però inizia molto tempo prima dell’entrata nella banda grande, comincia nella banda giovanile dove già alcuni strumenti come ad esempio noi clarinetti siamo suddivisi in primi e secondi, e già lì quando sono diventato clarinetto primo è stata una sensazione magnifica perché mi sentivo molto più sicuro di me, credevo ancora di più nelle mie capacità, e questo mi spinse ad incrementare gli studi nel suonare. Volevo dimostrare alla Maestra Renata che non si sarebbe pentita di avermi dato le parti da primo. La stessa cosa mi è successa quando Vittorio fece entrare me ed altri miei amici nella banda madre. La prima volta che partecipai alle prove della banda ho fatto molta fatica a seguire gli altri musicanti nelle varie parti, e questo fatto mi spinse a migliorarmi ancora di più, mi sentivo sempre più coinvolto e sempre più appassionato, non passava prova che non imparassi cose nuove su come si suona e tecniche per suonare sempre meglio. Quando il maestro Vittorio mi chiamò e mi disse che avrei suonato le parti da secondo mi sentii premiato e felicissimo, ero soddisfatto del livello che avevo raggiunto, finalmente avevo capito che tutto il tempo che credevo di aver perso suonando per ore e ore non erano state vane, anzi ora ero stato premiato proprio per l’impegno che avevo dimostrato nello studio. Adesso sono clarinetto secondo, ma la mia scalata deve ancora finire perché ora c’è quel gradino a cui molti aspirano, diventare clarinetti primi, essere al vertice dei clarinetti. Per cercare di raggiungere questo fine ora provo e riprovo sempre più di frequente e rimango nella speranza che un giorno Vittorio mi dica “prendi la parte da primo”. Certo dovrò aspettare molto, ma sono sicuro che se continuerò ad impegnarmi, a provare e riprovare scoprendo sempre cose nuove su come suonare un giorno riuscirò ad arrivare tra i clarinetti primi.

Alberto Soardi

SENZA L'ARTE L'UOMO RESTEREBBE CIECO A SE STESSO, AL PROPRIO MONDO INTERIORE. LA MUSICA TRA TUTTE LE ARTI ESALTA L'ARMONIA UNIVERSALE E SUSCITA LA FRATERNITà DEI SENTIMENTI AL DI LA' DI TUTTE LE FRONTIERE:ESSA PER SUA NATURA PUO' FAR RISUONARE INTERIORI ARMONIE,SOLLEVA INTENSE E PROFONDE EMOZIONI, ESERCITA UN POTENTE INFLUSSO CON IL NUOVO INCANTO. LA MUSICA E' UNO STRUMENTO DI VERA FRATERNITA', AIUTANDO A SUPERARE DISCRIMINAZIONI E FRONTIERE.

Karol Wojtyla

 

 

 

08 Sogno di una notte di inizio estate

Sono quasi vent’anni che faccio parte della Banda Cittadina di Darfo e tante avventure ho vissuto insieme agli altri musicanti e in molte occasioni, felici oppure tristi, hanno dimostrato di essere dei grandi amici. Una di queste, la più recente, è stata il mio matrimonio: ero certa che sarebbe stata una bella giornata, almeno per me, ma sicuramente il contributo dei amici della Banda, l’ha resa speciale. Vedere con quanto impegno hanno complottato per organizzare giochi, scherzi , filmati, serenate (una delle quali fatta le sera prima del matrimonio fuori dalla casa degli sposi finita poi con un brindisi presagio dell’indomani) è stato sorprendente. Anche la cerimonia in chiesa è stata un’emozione unica e la musica l’ha resa molto commuovente, le parti suonate erano infatti arrangiate appositamente per noi dal Maestro della banda, e naturalmente a suonarle erano i nostri amici. Durante il pranzo poi, mi sembravano tutti euforici, forse li vedevo così perché lo ero io, soprattutto pronti a festeggiare senza freni, tanto che i parenti hanno commentato con: “…ma sono sempre così festaioli i bandisti?”. Insomma hanno animato la festa e alla fine anche gli altri invitati sono stati trascinati a far baldoria. A dir la verità era un po’ impossibile restar fermi, il merito va sicuramente al gruppo che animava il pranzo, ma volevo citare anche un ballerino, il nostro corno, ormai passato alla storia per la sua grande performance! Una giornata unica ricca di sorprese, e ovunque volgessi lo sguardo c’erano affetto ed amicizia dimostrati nei più svariati modi. Qualcuno mi ha sopportato per tutto il periodo dei preparativi, altri hanno fatto fotografie per tutta la giornata, chi si è preso la briga, durante il pranzo, di andare a casa degli sposi a preparare un simpatico scherzo e non dimentichiamo chi, giorni prima, ha preparato un divertente filmato proiettato poi al ristorante, chi ha inventato poesie e canzonette oppure chi ha partecipato alla festa semplicemente con la presenza… Questo è il mio ricordo della giornata più bella della mia vita, che sicuramente è tale grazie agli amici della Banda. Grazie

Armida Pina

09 Concerto augurale

L’appuntamento tanto atteso per tutta la banda è il tradizionale Concerto Augurale che in occasione delle festività di fine anno la nostra associazione offre alla cittadinanza.
Anche quest’anno si terrà al Palazzo Congressi il 28-12-2008.
 Assistere a questo concerto a me fa venire la “pelle d’oca”, forse esagero ma tanti di voi che come me assistono al Concerto Augurale sicuramente possono confermare le mie emozioni e non solo perché sono l’orgoglioso l’Alfiere e Vice Presidente di questa meravigliosa Banda Cittadina.
Vi garantisco che assistere al risultato finale dopo aver ascoltato le prove dei brani che si preparano per il Concerto Augurale è veramente sconvolgente;
Prova dopo prova tutti i venerdì e gli ultimi mesi anche più prove alla settimana  scomposte per famiglie di strumenti, pezzo dopo pezzo, spartito dopo spartito, le prove di susseguono fino all’arrivo della tanto agognata e temuta sera del Concerto Augurale.
La sala del Palazzo Congressi è gremita, la ricerca dei posti a sedere è frenetica, i ragazzi sono li fuori e fingono una calma apparente ma in loro c’è una giustificata agitazione.
Finalmente l’orologio scandisce l’ora fatidica.
Tutto è pronto, il palco con i paramenti che i ragazzi hanno allestito con tanta cura, il pubblico è seduto in attesa, tutto sembra vada al rallentatore e ad un certo punto, come per incanto le porte della sala si aprono ed, in una perfetta fila, i ragazzi entrano in sala con la loro sfolgorante divisa blu e con gli strumenti abbracciati come se tenessero dei veri tesori, sfilano al centro della sala accompagnati da uno scroscio continuo di applausi spontanei sempre più intenso.
Con ordine ed eleganza prendono posto e sistemano le parti sui leggii alloggiati per l’occasione.
Gli strumenti luccicanti sono già stati intonati e si da inizio alla presentazione del primo brano.
Il silenzio e l’attenzione del pubblico è ineccepibile;
I brani si susseguono uno dopo l’altro, il pubblico comincia a percepire la trama e la difficoltà dei brani scelti e applaude sempre con un fervore crescente.
Tutto procede per il meglio e la tensione si affievolisce, nell’intervallo viene presentata la banda giovanile ed il pubblico applaude con benevolenza ed incoraggiamento che da ai piccoli esordienti carica e coraggio per l’esecuzione dei loro brani.
Con il secondo tempo della Banda Madre (così la chiamiamo noi) il concerto volge al termine e il Maestro riserva alla fine il brano d’effetto che il pubblico applaude con ripetute cariche alzandosi in pieni con grande ammirazione per la “perfetta” esecuzione.
E dopo il consueto bis del brano più bello, il banchetto tanto atteso viene offerto al pubblico per lo scambio degli auguri.
Le strette di mano, i complimenti e gli abbracci sono la gradita ricompensa ai nostri musicati che tanto si sono impegnati durante tutto l’anno.
Grazie

IL VICE PRESIDENTE
Pennati Egidio  



10 Intervista doppia

Anche quest’anno, in occasione della stesura del nostro amato giornalino Semibreve, abbiamo deciso di METTERE  A  NUDO qualche vipssss….                                     
Vi ricordate quelli del 2007??? Allargando i nostri orizzonti, questa volta abbiamo proposto un’intervista doppia, nel solito stile “Iene”, niente meno che a due presidenti di bande extra-lombarde. Il primo è Damiano Cerioni, per la banda di Staffolo (AN), affascinante paesino dove si è recata quest’estate la OMAVV,  in occasione della manifestazione “Musica in festa 2008”;
Il secondo è Vittorio Vannucci, per la banda di Levigliani (LU), con la quale abbiamo stretto un proficuo gemellaggio proprio lo scorso settembre. 



 
 

 Andiamo a curiosare insieme come, gentilmente,

hanno risposto alle nostre “intriganti” domande…

Buona lettura!

 
1) Nome, Cognome, età.
 Damiano Cerioni, 44Vittorio Vannucci, 50
 2) Di quale banda sei presidente?
 Banda musicale “Città di Staffolo"  - Ancona - Marche Filarmonica Santa Cecilia di LeviglianI -  Lucca
 3) Da quanti anni?
 Sto entrando nel nono anno Da circa un anno e mezzo
 4) Qual è stato il cammino che ti ha portato, infine, a ricoprire una carica tanto importante?
 Ho iniziato a suonare nel 1979, perché era uscito dalla banda il piattista per problemi di salute: da lì è nata la mia avventura! La mia più grande fortuna è che, in quel periodo, era Presidente Pierino Ombrosi (ora nostro Presidente Onorario). Questi, con la sua determinazione, ha fatto sì che la banda suonasse in molte piazze d’Italia, in televisione, all’Estero: tutto ciò mi ha talmente entusiasmato, che non ho mai pensato di lasciare la Banda, anzi, fin da quei tempi, ho sempre cercato di dare il massimo e di aiutare il Comitato. Prima di me è stata Presidente Donatella Scortichini: pure lei ha fatto sì che la Banda fosse sempre ad alti livelli ed è anche grazie a lei se ho maturato la convinzione che, qualora un giorno ci fosse stato bisogno di me, avrei dato il meglio. Ora che sono Presidente, cerco sempre di impegnarmi il più possibile per dare alla Banda tante soddisfazioni. Sono entrato in banda nel 1972 come allievo e poi, nello stesso anno, come suonatore. Dal 2002 faccio parte del consiglio direttivo, dove ho ricoperto il ruolo di vicepresidente dalla fine del 2004 al giugno del 2007: dopo le dimissioni dell’allora presidente sono subentrato io a ricoprire questa carica.
 5) Cosa pensi della situazione attuale delle bande italiane?
 Credo che attualmente ci siano in Italia molte Bande Musicali, ma non saprei descrivere la loro situazione… Quelle che ho avuto il piacere di conoscere, nell’arco dei miei anni da Presidente, mi hanno sempre  lasciato un’ottima impressione, sia a livello organizzativo che professionale. Certo, ho avuto anche il piacere di ospitare molte Bande di Paesi Europei e devo dire che la musica, al di fuori delle nostre frontiere, è molto più sentita e partecipata. Ora, come tutti saprete, il Ministero per i Beni e le attività Culturali sta cercando di portare in Parlamento un disegno di legge in materia di musica popolare e amatoriale, inserendovi Bande Musicali, Cori, Gruppi Folk. Nel testo suddetto si dice che questi soggetti rappresentano un valore importante della tradizione musicale e popolare Italiana. Speriamo che la Bande Musicali trovino giovamento da questa legge e che il Ministero dia la possibilità a tutti di dire la propria opinione in materia di Bande Musicali, che secondo me sono molto diverse dai Cori e dai Gruppi Folk. Mi auguro quindi che non facciano “un gran casino” come spesso da noi capita.
 Una volta, quasi ogni paese aveva la sua banda, perché questa serviva per divulgare anche nei piccoli centri la cultura musicale. Infatti, ben poche persone potevano permettersi di assistere agli spettacoli che si tenevano  nei teatri più importanti e i mezzi per ascoltare musica non erano certo quelli di oggi. Attualmente, con l’avvento delle moderne tecnologie, si può ascoltare musica in ogni posto, ad ogni ora e il ruolo importante delle bande è andato scemando, molte non esistono più (nel nostro comune, nel primo dopoguerra, ne erano presenti 8 o 9, mentre ora ne sono rimaste solo 2). Comunque, secondo me, la banda musicale riveste ancora un ruolo importante, che va rivalutato, perché qualsiasi festa, se allietata dal suono della “musica”, come veniva chiamata una volta, è molto più bella. Va considerato, inoltre, il ruolo importante di aggregazione che la banda riveste: in tempi in cui la gente tende ad isolarsi, qui, oltre all’impegno musicale e allo studio, ci sono invece molti momenti per stare insieme, per confrontarsi, per svagarsi ed è anche una vera e propria scuola di vita, perché (non dimentichiamolo!) molto spesso vi sono presenti almeno 3 generazioni (nonni, padri e figli).
 6) Cosa faresti o proporresti di organizzare per aiutarle?
 Organizzerei incontri per scambiare idee, ma non saprei come aiutarle! Metterei a disposizione dei fondi che siano suddivisi per meritocrazia…Mi spiego meglio: se una Banda è dinamica, organizza eventi, master ecc.. deve essere aiutata economicamente! Proporrei alle pubbliche amministrazioni di incentivare aiuti economici per le attività delle scuole di musica, per organizzare concerti, raduni e scambi musicali con altre bande. Inoltre, suggerirei ai presidenti e a tutti i dirigenti delle suddette di invitare sempre a partecipare alle nostre manifestazioni gli amministratori, i politici, i funzionari delle varie società pubbliche e private, in modo che possano vedere di persona quanto è bello e importante tutto ciò che facciamo .
 7) Che genere di musica ascolti di più?
 Bandistica e rock Ascolto molta musica di vari generi: dalla classica alla leggera, dal rock allo swing, dalla lirica al liscio. Invece non mi piace la contemporanea e quella “fracassona e ripetitiva” fatta al computer: preferisco ascoltare musica fatta dal vivo e, a mio parere, è preferibile ascoltare una bella “stonata” fatta da chi veramente suona, piuttosto che musica perfetta fatta da chi usa basi musicali e finge di suonare. Per questo amo le bande!
 8) E quale credi sia più appropriato per una banda?
 Trascrizioni originali e  Popolare Italiana Secondo le circostanze possono andar bene quasi tutti i generi. Tuttavia c’è un suggerimento che darei ai maestri: non andate a cercare dei pezzi molto difficili, considerando che, per la maggior parte, i bandisti sono dei dilettanti e spesso un pezzo conosciuto, abbastanza facile e ben eseguito, riesce più gradito al pubblico di uno sconosciuto (difficile e magari suonato con qualche imperfezione).
 9) Che tipo di rapporto hai instaurato con i musicisti della tua banda?
 Ottimo: credo che mi vogliano tutti bene (o quasi!!!). Essendo io stesso un musicista, ho instaurato con loro un rapporto molto amichevole e cerco di fare in modo che tutti vadano d’accordo
 10) Quali sono le situazioni che vivi con più entusiasmo?
 Le organizzazioni di eventi, sia la nostra Festa sia le tournée all’estero o in Italia, Master Class ecc.. Per me  il momento migliore è quello in cui, appena conclusosi un concerto o una manifestazione a cui partecipiamo o che abbiamo organizzato, posso vedere che tutto è andato bene.
 11) E quale compito, invece, tra i tanti che la tua carica richiede, ti costa più fatica?
 Organizzare eventi e, qualche volta, richiamare i musicisti. Cercare di coinvolgere i musicisti a partecipare più attivamente alla vita associativa della banda.
 12) Qual è stata la tua più grande “impresa”, l’iniziativa che ti ha dato maggiore soddisfazione, da presidente?
 Sono state molte ed elencarle non è semplice, ma una delle cose che più mi ha emozionato è stato il ricevimento avuto al Comune di Valencia in Spagna, nonchè l’incontro con il Santo Padre Benedetto XVI a Roma, il 16 giugno di quest’anno. Inoltre,  la cosa che più di tutte mi dà soddisfazione è incontrare ogni anno persone nuove. Da quando sono presidente abbiamo fatto 2 cose che per noi erano una novità: la partecipazione, nell’ottobre 2007, ad un concorso musicale e, nel settembre di quest’anno, l’organizzazione del gemellaggio con la banda di Darfo Boario Terme. Sono state 2 manifestazioni molto importanti per un paese piccolo come il nostro, ma penso che, con l’impegno di tutti, siano riuscite molto bene e soprattutto siano state molto apprezzate anche dai nostri giovani bandisti.
 13) E quale quella che ti ha deluso di più?
 Non essere riuscito a farmi ospitare da una Banda (non si fanno i nomi), che abbiamo ospitato alla nostra Festa, anche perché i ragazzi sono rimasti delusi. Purtroppo la perdita di alcuni  bandisti, che si sono un po’ allontanati (ma spero solo momentaneamente).
 14) Qual è il tuo “sogno nel cassetto” per la banda che presiedi?
 Avere una Banda composta da 80 elementi nella quale, ogni volta che suoniamo, non ne manchi mai neanche uno! Ah, dimenticavo, riuscire a portare a Staffolo la Banda di Darfo! Che tutti continuino a lavorare e suonare in armonia. Inoltre, un altro desiderio è quello di venire l’anno prossimo a Darfo per cantare tutti insieme “su e giù per la Valcamonica…”.
 15) Come hai conosciuto la banda di Darfo?
 Tramite una mail che mi ha spedito il vostro musicista, Luigi TagliabueIl gemellaggio è nato dall’amicizia che da anni lega il nostro maestro Franco Maggi al vostro trombettista Claudio Pellegrini: fra loro è maturata questa idea, ma devo dire che io stesso, fin dalle prime telefonate, ho capito che  la cosa era fattibile e che sarebbe riuscita molto bene.
 16) Qual è stata la prima impressione che il nostro gruppo (Banda o OMAVV) ti ha suscitato?
 Bellissima idea!! Chissà se riuscissimo a creare un gruppo così anche qui da noi?! La prima impressione è stata quella di un gruppo molto preparato, affiatato musicalmente e molto allegro.
 17) Se dovessi muoverci una (o più….) critica, quale sarebbe?
 Essere più disinvolti, ma non credo sia una critica. Anche perché sono riuscito a vedervi più disinvolti…Impossibile muovere una critica! Forse un’unica cosa: ad alcuni dei nostri musicisti un paio dei brani che avete suonato (fra l’altro molto bene, rispettando i piani, i forti e gli effetti, cosa che a noi non sempre riesce) sono risultati un po’ troppo lunghi. Il fatto è che noi siamo abituati a pezzi che durano pochi minuti e raramente si arriva a 6/7.
 18) E una lode?
 La precisione e la professionalità che dimostrate su un palco, di fronte al pubblico. Come ho già detto, ci ha colpito molto la vostra preparazione, la completezza dell’organico e anche la vostra allegria, il modo di vivere la banda nella sua interezza, sia nel momento dell’impegno durante il concerto, sia nel momento del divertimento, dello stare insieme in modo sano e spensierato.
 19) Un consiglio per il futuro?
 Io vi dovrei dare un consiglio? Non credo proprio… Continuate sempre così: con l’ impegno e l’amicizia sono convinto che arriverete sempre a nuovi e più entusiasmanti traguardi.
 20) Infine ti chiediamo di rivelarci tre parole “magiche”, indispensabili perché un buon presidente lavori bene.
 Passione, simpatia e autorevolezza. Impegno, correttezza e umiltà: lavorando insieme col consiglio direttivo e con tutti i musicisti con tenacia, giustamente e senza voler prevalere, penso che spesso si possano fare grandi cose. Se poi si riescono a trovare anche i soldi, tanto meglio: è un vantaggio in più!
 
La Banda in Sfilata a Levigliani (LU) durante il gemellaggio
 

LA NOSTRA VITA DEVE ESSERE PIENA DI MUSICA IN MODO CHE LA MELODIA PERVADA TUTTE LE NOSTRA AZIONI.
Karmchand Mohandas Gandhi

 

LA MUSICA PUO' DONARE ALI AI VOSTRI PENSIERI E ILLUMINARE LA VOSTRA ANIMA DI UNA LUCE ETERNA.
Platone

 

ECCO QUEL CHE HO DA DIR SULLA MUSICA: ASCOLTATELA,SUONATELA, AMATELA,RIVERITELA E TENETE LA BOCCA CHIUSA.

Albert Einstein

 
 

11 Levigliani LUCCA 6-7 settembre 2008


Era già da un po’ di tempo che si era fatta strada nella mia mente l’idea di organizzare un gemellaggio con la banda di Levigliani (LU); più o meno tutto ha avuto inizio nell’aprile del 2007, all’indomani del concerto tenuto dalla nostra Banda Cittadina negli studi di PiùValli TV. Ricordo che, poco prima dell’inizio del concerto, iniziai a discutere dell’argomento con alcuni consiglieri e da quel momento iniziai a stabilire i contatti con il maestro Franco Maggi e con il presidente Vittorio Vannucci. Contatti che, in realtà, con il maestro della Banda di Levigliani non si erano mai interrotti, essendo un mio vecchio amico e compagno di conservatorio e con il quale ho condiviso diverse esibizioni  in concerto. Sabato 6 settembre scorso l’avventura è iniziata prestissimo, alle  6 del mattino, quando alcuni di noi avevano ancora gli occhi assonnati, ma allo stesso tempo carichi di energia ed entusiasmo. All’arrivo a Forte dei Marmi, la carovana si è divisa e mentre alcuni si sono diretti a visitare il centro storico di Pietrasanta che si trova a pochi chilometri  di distanza, altri sono andati al mare a fare il bagno e prendere la tintarella. Subito in spiaggia ci siamo divertiti alla grande, grazie anche ai gavettoni che non potevano certo mancare. Però la sorpresa più bella per tutti noi è stata la grande ospitalità che i musicanti della Filarmonica S.Cecilia di Levigliani ci hanno riservato al nostro arrivo. Abbiamo sfilato insieme per le vie del paese, alternandoci nell’esecuzione di marce e suonando poi insieme l’Inno di Mameli davanti al sindaco di Stazzema ed all’Assessore  Sig. Chiudinelli  rappresentante del comune di Darfo. Anche qui la gente del paese non si è risparmiata, riservando a tutti noi dei calorosissimi applausi; in più la via principale era costellata di bandierine e decorazioni in nostro onore: non capita tutti i giorni di ricevere un’accoglienza così bella e calorosa!! Il concerto che si è tenuto la sera è stato altrettanto bello, anche se (a parer mio) non è stata la nostra migliore performance. Il divertimento più singolare l’abbiamo avuto sicuramente a cena, tutti insieme; la cucina era ottima,  il vino locale è stato riversato a fiumi e gli effetti si sono fatti sentire…….. sia perché noi della banda di Darfo ci siamo messi a cantare dando spettacolo con la canzone “Oi de la Valcamonica” sotto la direzione del “magister” Daniele, sia per le numerose dimenticanze che abbiamo avuto: infatti, tornati a Darfo, ci siamo accorti che a Levigliani sono rimasti  uno strumento, una maglia ed un mazzo di chiavi…!!!! Bella e interessante è stata la visita che, a gruppi, abbiamo fatto all’Antro del Corchia, la grotta carsica più estesa d’Europa, in cui molti sono rimasti affascinati dalle meraviglie del sottosuolo. Si può dire senza mezzi termini che la nostra è stata un’esperienza bellissima, sotto ogni punto di vista, da cui  è nata una profonda e sincera amicizia tra noi, i musicanti della banda S.Cecilia di Levigliani e la gente del paese. Ringrazio veramente di cuore il presidente Vittorio Vannucci e i consiglieri delle bande di Levigliani e Darfo per la collaborazione e la buona riuscita dell’evento. Il prossimo anno toccherà a noi ospitare i Leviglianesi e state certi che anche noi riserveremo loro una calorosa accoglienza, così come hanno fatto con noi.

Claudio Pellegrini

 

12 Ultima Pagina

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                        CRUCIPUZZLE MUSICALE

 

 

     Trova nello schema le parole elencate (orizzontali, verticali e in diagonale)
      Le lettere rimanenti forniranno la soluzione.

 

 

 
IL BELLO DELLA MUSICA E' CHE QUANDO TI COLPISCE NON SENTI DOLORE.
Bob Dylan


 

 

 

 

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TESSERAMENTO

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Il versamento lo puoi effettuare sul CCP n. 11556255 intestato a Banda Cittadina di Darfo Boario Terme.

 

Semibreve 2009

01 Impressioni del nuovo Presidente

Dopo circa un anno di presidenza vorrei trarre  una sintesi del cammino percorso dall’associazione e degli obiettivi in programma per l’anno che verrà. Quindi, mentre Natale e  l’annuale Concerto Augurale sono alle porte, mi volto ad osservare i passi fatti insieme a musicanti e non in questi mesi.

Le iniziative sono state tante, così come le emozioni: all’emozione dei concerti e dei sempre graditi applausi, si sono infatti sommate l’allegria degli scambi (nazionali ed internazionali) con altre associazioni musicali, e la soddisfazione d’una continua crescita “musicale e culturale” della banda stessa.

In occasione dei gemellaggi abbiamo potuto condividere, con le bande ospiti, le bellezze del nostro territorio: il fascino di siti archeologici e medioevali in fusione alla bontà di cibi e vini tipici, il tutto condito con un pizzico di relax al lago o completamente immersi nella natura. E’ positivo notare come ogni iniziativa sia stata gradita agli ospiti, permettendo loro d’apprezzare il nostro fazzoletto di valle alpina, e come in simultanea abbia permesso a noi bandisti di rivalutare la fortuna di viverci.

A tutto ciò si sommano le mie sensazioni personali d’esser membro attivo della banda: il mondo bandistico s’è infatti svelato esser una fitta rete d’impegni, persone, riunioni, preoccupazioni e dubbi che in passato ignoravo, in quanto nascoste dietro le quinte dello “spettacolo”. Vorrei poter descrivervi l’amore e la passione con cui molti membri della banda operano in silenzio da anni, affrontando col sorriso ogni impegno ed imprevisto, per poi condividere con tutti piccoli e grandi successi, piccole e grandi soddisfazioni.

A fronte di tanti impegni tutti danno il massimo per essere presenti ed attivi, pur non perdendo mai l’entusiasmo; in tale contesto la Banda risulta essere un microcosmo basato sul confronto, la discussione e la collaborazione di ogni persona, anche quella dei più piccoli è importante per la crescita del gruppo bandistico.

Concludo ringraziando l’amministrazione comunale, che per noi ha sempre un occhio di riguardo, i privati che ci sponsorizzano, le famiglie che ci sostengono,  tutti i musicisti della banda “grande” e “giovanile” ed i ragazzi che da poco hanno intrapreso i corsi musicali.

In particolare sono riconoscente ai Maestri ed al Consiglio uscente, che con molta pazienza mi hanno guidato nei primi passi del mio mandato.

 

Dunque, Buone Feste ed un augurio particolare per tutto il 2010, che possa trascorrere in  pace e serenità.               

 

IL PRESIDENTE
Claudio Soardi

 

02 Come siete arrivati qui?

Questa frase, apparentemente incomprensibile, l’ho sentita da un ascoltatore del pubblico durante un concerto. La persona che l’aveva detta intendeva chiedere come fossimo giunti a tanto, cioè come la banda abbia raggiunto un buon livello musicale, come ci siano tanti giovani, come siamo presenti in tante manifestazioni. Le interrogazioni potrebbero andare avanti ancora per molto.

In questi ultimi anni la nostra banda non ha avuto un attimo di respiro: gemellaggi, concerti, concorsi, manifestazioni religiose  e popolari, ricorrenze civili, raduni bandistici nel comune, in valle e all’estero. Non siamo sempre stati i migliori, ma ci siamo sempre fatti onore tenendo alta la nostra bandiera, rappresentando il nostro paese con spiccato orgoglio.

Sembra incredibile ma, considerando che fra manifestazioni, concerti, servizi, ecc… negli ultimi venti anni gli impegni sono stati più di 400, mentre le prove e i corsi di perfezionamento sono stati 960, se volessimo fare un calcolo approssimativo di ore che ogni musicante ha dedicato alla banda, ci si aggirerebbe intorno a 10.880, ora più ora meno .

COME SIAMO ARRIVATI QUI ?????

GRANDE IMPEGNO, PASSIONE,  e voglia di aggregazione per un pugno di gloria.

Diceva uno scrittore: “Chi fa uso di droghe finisce come le falene, attratte dalla fiamma della candela”: i ragazzi della banda amano la musica e volano sempre più in alto delle falene.

Leggete il libro, che troverete al concerto Augurale, sui primi 150 anni della Banda: è una curiosa cronistoria di eventi e momenti significativi che ci hanno portati fino qui...

 

 

ALFIERE E VICE PRESIDENTE
Egidio Pennati

 

 

03 Tempo di Esami per il Consiglio Direttivo: Promosso o bocciato?

Balzarini Giacomo, Fiorini Lorenzo, Moreschi Remo, Pedersoli Emanuela, Pennati Egidio, Pezzotti Roberto, Pina Armida, Raineri Davide: questi i nomi dei membri che compongono attualmente il Consiglio Direttivo della Banda Cittadina di Darfo Boario Terme.

L’incarico prevede la gestione dell’associazione sotto vari aspetti: l’organizzazione delle numerose iniziative (musicali – sociali – ludico ricreative), i rapporti con gli enti pubblici – privati e con i soci sostenitori, il coordinamento dei corsi di orientamento musicale  e, più “semplicemente”, la gestione della sede nonché dei musicanti.

Il mandato dura quattro anni - oseremmo dire “quattro lunghi anni” - durante i quali si attraversano varie fasi: la prima caratterizzata dall’entusiasmo dettato dalla volontà di introdurre nuove idee nell’associazione, seguita da un periodo di “rodaggio” in cui si cerca di capire come meglio organizzare il lavoro (a volte facendo anche qualche clamorosa gaffe). Nel periodo centrale dell’incarico i sogni iniziali si scontrano con la dura realtà quotidiana e si capisce a proprie spese che purtroppo non tutto è realizzabile con la facilità inizialmente immaginata e che la gestione “ordinaria” della banda assorbe gran parte del tempo che ognuno può dedicare. Ed ecco che entra in gioco l’affiatamento raggiunto con i propri colleghi consiglieri che, nonostante le ovvie difficoltà, è indispensabile per portare a termine le iniziative pianificate. Il tanto atteso termine del quadriennio che ci apprestiamo a raggiungere, viste le elezioni in programma per l’inizio del prossimo anno, rappresenta la fase finale in cui si fa un bilancio del proprio operato.

Ciò che ci rende più orgogliosi è sicuramente l’essere riusciti a trovare un degno sostituto al Cav. Giovanni Chini, il quale ha presieduto la Banda Cittadina di Darfo ininterrottamente per ben trent’anni e che da tempo chiedeva l’innegabile diritto di potersi ritirare dalla carica. A febbraio 2009, infatti, è stato eletto un nuovo presidente: Claudio Soardi.

Inoltre da anni a livello musicale si sentiva la necessità di mettersi in gioco e di partecipare ad un concorso: l’occasione si è presentata con il Concorso Bandistico Internazionale del Friuli Venezia Giulia, tenutosi a giugno dello scorso anno a Bertiolo (UD) in cui siamo stati nuovamente confermati tra le bande di prima categoria

Avendo come obiettivo la crescita culturale del nostro complesso, si è inoltre puntato molto sullo scambio con altre realtà musicali simili alla nostra presenti non solo in Vallecamonica, ma anche nel resto d’Italia e all’estero.

Tra i gruppi ospitati in questi anni ricordiamo gli amici di Iseo, Bienno, Pisogne, Angolo Terme, Capo di Ponte, Breno, Esine, Pezzo, Caravaggio (Bg), Casazza (Bg), Segromigno Monte (Lu), Levigliani (Lu), Staffolo (An) e non si può  dimenticare la simpatia dimostrata dai colleghi di Meerveldhoven (Olanda) grazie ai quali si è riusciti a dare l’impronta musicale desiderata alla nostra Festa Popolare, giunta quest’anno alla XVII Edizione. Infine, stuzzicato da qualche musicante particolarmente energico, il Consiglio ha incaricato alcuni di essi di realizzare un sito internet che ha da poco raggiunto l’inaspettato numero di 100.000 visitatori.

Parrebbe sin d’ora un bilancio positivo ma dovevamo pur lasciare qualche cosa da fare a coloro che ci sostituiranno…! Potremmo sicuramente essere rimproverati di non essere riusciti ad ottenere la totale partecipazione dei musicanti alle numerose iniziative proposte in questi anni. Vero è che, trattandosi di un gruppo anagraficamente poco omogeneo (al suo interno vi sono infatti componenti giovanissimi ed altri che, a suon di concerti, hanno i capelli ormai bianchi..) non è sempre facile riuscire ad armonizzare le aspettative di tutti coloro che lo compongono. Inoltre, uno dei sogni con i quali abbiamo iniziato questa bellissima esperienza era di riuscire a riorganizzare in modo funzionale i locali della nostra sede. Tale progetto è stato realizzato solo parzialmente con l’inizio di alcuni lavori grazie anche alla collaborazione del “comitato sede” appositamente costituito.

A livello personale possiamo dire che quella di consigliere è indubbiamente un’esperienza che ci ha permesso di crescere e che ognuno di noi avrà modo di sfruttare a livello umano. Sono stati anni di intenso impegno ma d’altro canto non si può negare di aver avuto anche tante soddisfazioni: quando un evento che ha richiesto sforzi organizzativi si conclude con successo ci si sente orgogliosi e si scordano le serate passate a discutere per raggiungere un comune accordo. Naturalmente a volte si è soggetti anche a qualche osservazione che smorza un po’ l’entusiasmo, ma si cerca di proseguire secondo gli obiettivi prefissati.

E’ impensabile congedarci senza ringraziare l’Amministrazione Comunale con la quale abbiamo proficuamente collaborato in questi anni, i soci, gli sponsor e tutti coloro che ci hanno sempre sostenuto, il nuovo Presidente a cui va il nostro miglior augurio nella prosecuzione del suo mandato, il Maestro con il quale ci siamo spesso confrontati puntando alla crescita dell’associazione e tutti i musicanti che ci hanno dovuto inevitabilmente sopportare. Aspettiamo ora gennaio per brindare al prossimo Consiglio Direttivo, che saprà sicuramente raccogliere degnamente i frutti del nostro lavoro e di tutti coloro che negli anni ci hanno preceduti.

Non ci resta che riconoscere ai componenti della Banda Cittadina il sacrosanto diritto di giudicare il nostro operato: promossi o bocciati?

Emanuela Pedersoli  e Lorenzo Fiorini

 

 

04 Pensiero di Leonardo Andrea Lucchi, 32 mesi, trascritto dalla mamma

C iao sono Leonardo e la mia mamma Paola suona nella Banda. Lei suona il flauto ed è molto brava. Il flauto è un bastone color argento con dei tasti che si muovono. Si suona storto (la mamma dice che per questo viene detto “traverso”) soffiando in un buchetto. Io l’ho provato ma non usciva un bel suono come quando lo suona la mamma, o le sue amiche (perché ci sono altre signore che suonano il flauto nella banda, sono tante!). Un giorno ho visto il flauto anche alla televisione, era molto bello, luccicava tantissimo. Era insieme allo strumento che suona Eleonora, il corno. Quello è ancora più bello del flauto, è più grande e tutto d’oro (ma la mamma dice che è solo il suo colore, non è d’oro ma di ottone)

Se devo essere proprio sincero, però, più ancora del flauto a me piace… la batteria! Nella banda hanno dei tamburoni e anche dei piatti. Qualche volta le mie amiche Carmen e Sara e anche il mio amico Diego mi lasciano suonare con le loro bacchette lunghe lunghe. E’ bellissimo.

A casa anch’io ho il mio tamburo. Il nonno me ne aveva regalato uno bellissimo, ma io l’ho rotto. Allora la mamma mi ha detto di usare una scatola in latta. Io prendo il mio registratore, metto la cassetta e, quando la banda suona, suono anch’io! I miei amici, Orsetto, Pippo, Pandino (nota della mamma – i peluches) mi ascoltano e battono le mani.

Quando la mamma va a suonare la domenica mattina, indossa una giacca speciale con uno stemma. Lei la chiama “divisa”. Allora io voglio andare con lei, così potrò ascoltare la musica.

In banda sono tutti amici e organizzano anche cose divertenti insieme. Per esempio questa estate siamo andati alla casa di Massimo (suona la tromba!) dove c’è un bel prato. Poco tempo fa siamo andati alla casa di Armida (è simpatica) e Nicola. Hanno cucinato le castagne e Nicola indossava un bel paio di guanti e poi ha rovesciato il pentolone per terra. Che disastro! E c’erano tanti bimbi, Lorenzo e Alessia che sono più piccolini di me, e Michela e Lorenzo grandi (hanno un gioco bellissimo, un computer con immagini in movimento). E poi c’è Alessandro, ma lui è ancora nella pancia della sua mamma (non ho ancora ben capito questa cosa come funziona, devo chiedere meglio). Una sera invece siamo andati proprio nella casa dove si suona (nota della mamma – alla sede di via Quarteroni) e abbiamo cenato insieme ai nostri amici e io ho fatto tantissime corse con Cristian, Luna e Alessia.

Certo, qualche volta mi viene da piangere perché la mamma va a suonare e non può portarmi con sé. Ma io resto con papà, lui dice che il venerdì sera (credo la mamma faccia le “prove”, non so bene cosa significhi) è la nostra serata tra uomini , e va bene così.

A me la banda piace. Piace così tanto che quando salgo in macchina voglio sempre ascoltare il Cd con la sua musica. Non la radio, il Cd della banda, sempre, sempre. Ogni tanto la mamma guarda  papà e dice “Ho creato un mostro” – ma voi, sapete cosa vuol dire?

 

Paola Galli

 

05 Unione bande Musicali di Valle Camonica

 

Il principale scopo di una Banda musicale è favorire e promuovere quei valori che educano alla solidarietà ed al senso civico attraverso l’insegnamento della musica”:  in questa breve frase, scritta  sulla copertina della brochure di presentazione delle Bande musicali di Valle Camonica , è sintetizzato l’ ideale che ci anima ed unisce.

Nel 2002 è nato un Comitato per  coordinare le numerose Bande Musicali presenti in Valle Camonica, che da allora  mensilmente  si riunisce per condividere i problemi, coordinare le numerose iniziative e rafforzare lo spirito di solidarietà fra persone unite dagli stessi interessi.

Si è voluto promuovere e qualificare l’immagine delle Bande attraverso varie iniziative, quali l’organizzazione di raduni bandistici, la partecipazione a trasmissioni radiofoniche e televisive presso le emittenti locali, la pubblicazione di un opuscolo che raccoglie i cenni storici, i nomi dei Maestri e dei Presidenti, i recapiti e l’elenco dei Bandisti di tutte le Bande, giunto alla seconda edizione e la registrazione di un doppio C.D., realizzato nel 2005, dove sono raccolti brani eseguiti da tutte le Bande Camune.

Le 20 Bande presenti in Valle Camonica vantano un organico di oltre 700 strumentisti, in maggioranza giovani, e promuovono corsi propedeutici con circa 350 allievi: una tale concentrazione di musicanti trova pochi esempi su tutto il territorio nazionale.

Ogni anno, generalmente nel periodo natalizio, tutte le Bande propongono un concerto con grande partecipazione di un pubblico sempre più attento al quale non resta che prendere atto dell’ eccellente qualità dei brani eseguiti, contrariamente alla comune convinzione che vede la Banda solo al seguito di manifestazioni istituzionali, civili o religiose.

Nel 2008 si è legalmente costituita l’ “UNIONE BANDE MUSICALI DI VALLE CAMONICA” , alla quale hanno aderito tutte le Bande Camune con la determinazione di mantenere una tradizione ultracentenaria, che ha contribuito positivamente alla formazione ed all’educazione, non solo musicale, di numerose generazioni.

Fra le iniziative intraprese dall’ Unione Bande Musicali ricordo le ultime, in ordine di tempo: i corsi di perfezionamento per basso tuba, sax e tromba; il raduno bandistico tenuto a Breno il mese di settembre al quale hanno partecipato le bande in cui ha diretto Simone Salvetti, importante maestro e compositore di origini camune, e per ultimo il “I° Raduno delle  Bande Giovanili” che si è svolto nel mese di ottobre a Pian di Borno.

A questo raduno hanno partecipato otto Bande Giovanili composte da oltre 200 allievi che si sono esibite nell’arco di una giornata intera con un inatteso seguito di pubblico stimato in più di mille persone: un successo che premia l’impegno dell’ Unione Bande Musicali di Valle Camonica. 

Per meglio conoscere questa associazione si può consultare il sito www.bandevallecamonica.it, dove si possono trovare informazioni sulle attività del nostro sodalizio e documentazioni fotografiche delle varie manifestazioni.

Paolo Lascioli    

 

06 Non solo OMAVV

Fine anno, tempo di resoconti… ormai son passati due anni abbondanti dalla fondazione della OMAVV.

La formazione è cresciuta, cambiata e tutt’ora in fase di evoluzione. In effetti, come vi avevamo detto, il suo nome significa Orchestra Modulare A Volume Variabile e così è giusto che sia.

A volte gli strumentisti cambiano, subentrano rinforzi in varie sezioni, qualche volta ci troviamo in difficoltà per il numero esiguo… ma la parola d’ordine è suonare.

La maggior parte di noi fa parte della Banda Cittadina dove è nato e cresciuto musicalmente ed ora, approfittando della OMAVV, cerca di sviluppare qualche capacità individuale e tenta di esprimerla in modo diverso. Luigi ad esempio è tornato al vecchio amore per il sax, passando dall’armonica a bocca alle percussioni.

C’è qualcuno che, preso dall’entusiasmo e dalla voglia di suonare, ha deciso di acquistare lo strumento nuovo.

Comunque per tutti è diventata una palestra di resistenza, infatti all’inizio le esibizioni erano brevi e il repertorio limitato, mentre, con l’esercizio costante, quest’estate su una chiatta galleggiante sul lago d’Iseo a Pisogne, abbiamo toccato il “record” di 27 brani per 2 ore e 7 minuti di esecuzione (fortuna che il lago era tranquillo altrimenti avremmo avuto gravi perdite…..).

Abbiamo sperimentato vari ambienti, suonato al chiuso nella sala di esposizione “alla Fontana” di Villa di Lozio, al centro della piazza principale di Edolo per la Sagra di S. Maria Nascente, due edizioni della Notte Bianca a Corna di Darfo facendo esperimenti di amplificazione, suonato allo stand della festa dello Sport di Casazza, senza dimenticare le feste di S. Cecilia e la festa Popolare della nostra Banda.

Nell’estate del 2008 siamo anche andati in trasferta a Staffolo nelle Marche, un’occasione imperdibile per suonare ad una Festa della Musica straordinaria e porre le basi per il gemellaggio svolto quest’anno con la Banda.

Non potrei e non dovrei dirlo, ma stiamo facendo anche un’esperienza in sala d’incisione, vedremo se darà buoni frutti!

Che altro dire… in pochi ci credevano, sembrava un gruppo nato per caso e invece sta resistendo nonostante le difficoltà.

Un ultimo invito: la OMAVV è un gruppo di musicisti che amano suonare, nasce all’interno della Banda Cittadina, ma ha avvicinato anche persone che, come me, in qualche modo si erano allontanate o che frequentavano in qualche altro modo l’ambiente. Quindi non abbiate timore ad avvicinarci se vi abbiamo incuriosito e il progetto può interessarvi.

Proviamo ogni mercoledì sera in sede.

La formazione della “tournèe 2009” è stata composta da: Lorena e Remo al clarinetto; Daniele al sax contralto; Massimo, Sandro, Giorgio e Francesco alla tromba; Armida al bombardino; Marco al corno; Davide al trombone; Nicola al Basso tuba; Luigi e Sara alle percussioni.

 

 Sara Raineri

 

07 Staffolo ?

Sono passati circa tre anni da quando, sul nostro sito, si è presentato per la prima volta un certo “Dam”; il presidente della banda di un paese in provincia di Ancona: Staffolo.

Domanda: chi mai ha visitato o sentito nominare questo posto? Quasi nessuno credo….

Lo stesso era per noi, ma, da lì in poi, la sua presenza sul sito si è fatta sempre più assidua ed abbiamo potuto iniziare a conoscerci un po’, a scambiarci qualche opinione o informazione riguardo le varie attività svolte, per poi invitarci reciprocamente a concerti o eventi organizzati  e promossi dalle due bande.

E fu così che nell’estate 2007 in nostro m° Vittorio e Luigi partirono alla volta delle Marche per assistere all’annuale manifestazione “Musica in Festa”: 5 giorni di grande musica con bande e gruppi musicali italiani ed europei. Le ottime impressioni raccontate dai due pionieri, hanno spinto il gruppo O.M.A.V.V. ad accettare di partecipare all’edizione 2008 e tastare con mano, insieme agli amici/fan che lo hanno seguito, la straordinaria atmosfera che circonda questo evento.

Da subito si è pensato che saremmo dovuti tornare con la nostra banda, per poter far vedere ai giovani quanto ci si possa divertire con la musica, vedendola anche come una bella opportunità per rafforzare il gruppo.

Dopo l’invito degli organizzatori abbiamo quindi preso la palla al balzo e, a dicembre 2008, abbiamo informato tutti i musicanti della Banda di Darfo che l’ultimo week-end di Luglio si sarebbe andati a  Staffolo.

Dopo i preparativi, la scelta del programma da eseguire e qualche tensione dovuta a defezioni dell’ultimo momento e ad un organico un po’ ridotto nel numero, si arriva alla mattina del 25 Luglio, giorno della partenza. La levataccia lascia tutti un po’ intontiti, fino a quando non raggiungiamo i locali delle scuole dove siamo alloggiati (le aule sono diventate delle camerate); qui ci siamo subito svegliati grazie ad un’ intensa ora e mezza di partita di calcio nei corridoi. Tra giovani e meno giovani ci siamo subito adeguati al clima di festa e di divertimento dando spettacolo e sfoggio della nostra tecnica sopraffina (dopotutto siamo campioni del mondo ancora per un anno!).

Da quel momento in poi è stato un continuo susseguirsi di emozioni: le sfilate per le vie del paese, il nostro concerto del venerdì sera, le esibizioni degli altri gruppi partecipanti, la giornata al mare (che da noi valligiani è sempre apprezzata), le visite alle grotte di Frasassi ed alle cantine locali.

Come potete intuire le giornate sono state intense e potrei parlare per ore di tutto questo, ma preferisco descrivervi gli aspetti che più mi sono rimasti impressi dopo questi due anni:

IL LUOGO: un piccolo paese posto in cima ad una collina, chiuso tra le mura antiche che lo caratterizzano: 2 piazzette perfette per concerti di qualsiasi genere grazie all’ottima acustica. La peculiarità è che, pur essendo molto vicine tra loro, sono isolate l’una dall’altra evitando quindi di infastidirsi a vicenda.

IL PUBBLICO: sempre numeroso ed attento, dalla sfilata del tardo pomeriggio, ai concerti serali. Una cornice perfetta per la manifestazione, capace con il suo calore di caricare di adrenalina i musicanti anche solo per l’esecuzione di una “semplice marcetta”.

IL VERDICCHIO: uno dei vanti di questo paese, un vino che funge sia da accompagnamento che da tema principale durante tutto lo svolgimento della manifestazione. Molto apprezzato da tutti (in alcuni casi anche troppo), aiuta spesso a superare anche le barriere linguistiche che si possono presentare con bande straniere.

LA GENTE di Staffolo: gli addetti ai lavori, i musicanti, le mamme…tutti gentilissimi e disponibili. Ma, soprattutto, tutti gli abitanti del luogo, capaci di sopportare (senza alcuna lamentela) i nostri canti e schiamazzi nella piazzetta tutte le sere fino a tarda ora.

L’ATMOSFERA: che bello essere lì, insieme a tanta gente che ama la musica come me! Poter mangiare tutti insieme nel teatro continuando a proporre brindisi e canti vari, ascoltare buona musica, confrontarsi con altre realtà musicali, divertirsi tutti insieme giocando a calcio per strada o ballando fino allo sfinimento nella piazzetta del paese, dimenticandosi per un momento di tutti i pensieri che spesso frenano il divertimento.

Staffolo ha il potere di trasformarti per qualche giorno, riesce a trasmettere gioia ed armonia a tutti: dai più giovani ai più anziani, senza distinzione.

Ora vi ripeto la domanda: chi mai ha visitato o sentito nominare Staffolo?

Adesso che ne avete letto gli elogi, non vi resta che andarci di persona! Auguro buon viaggio a tutti e vi confesso un segreto: una volta stati in questo paese, si è sicuri di tornarci ancora almeno una volta!

 

Davide Raineri

 

 

08 Festa della Banda: Edizione 2009

Anche quest’anno la Banda ha organizzato la Festa della Banda, giunta ormai alla XVII edizione. Ogni anno, oltre ad allestire il tradizionale stand gastronomico, cerchiamo di curare particolarmente l’aspetto musicale delle tre serate. Questa edizione è stata caratterizzata dalla presenza della Harmonie Sub Umbra.

Partiamo a monte. Veniamo contattati da una banda olandese, la Harmonie Sub Umbra appunto, per un potenziale scambio culturale musicale. A Luglio del 2008 alcuni loro rappresentanti vengono a visitarci alla nostra Festa Popolare, facendo anche un piccolo tour turistico della Valle. Diciamocelo chiaro: vogliono essere sicuri che valga la pena muoversi da Meerveldhoven destinazione una ridente cittadina italiana, non facilmente identificabile sull’atlante. Sembra siano rimasti contenti, chissà.

Già alla fine del 2008 cominciano i contatti più assidui e all’inizio del 2009 la partecipazione della Harmonie Sub Umbra alla XVII Festa Popolare diventa una certezza.

Arriviamo dunque al Venerdì 03 Luglio 2009 … I nostri amici olandesi sbarcano all’aeroporto di Orio al Serio. E si vede subito di che pasta sono fatti. Tutti indossano una polo in 3 colori (naturalmente … Verde, bianco, rosso, vi ricordano i colori di qualche bandiera?) con scritta “Harmonie Sub Umbra  on tour Darfo Boario Terme 03-04-05-06 July 2009”; ognuno ha al collo una targhetta di identificazione: nome e disegno dello strumento suonato. Questa sì che è organizzazione! Un’organizzazione e una collaborazione che ci dimostrano in ogni istante del loro soggiorno: addirittura un loro consigliere ha studiato italiano per semplificare le comunicazioni! Lo ammettiamo, di noi, nessuno sa una parola in olandese! E che dire della loro puntualità, dell’attenzione alle nostre raccomandazioni/indicazioni, della precisione e velocità nel reagire a piccoli imprevisti come una pioggia improvvisa o un ritardo di allestimento del palco?

Dilungarsi in elogi musicali (che per altro sarebbero molti e sentiti) o descrivere con dovizia di particolari il successo ottenuto in tutte  le loro esibizioni a Darfo Boario (vuoi alla nostra Festa Popolare o vuoi nel Parco delle Terme) non è quanto ci siamo prefissati con questo articolo.

Invece, ci sembra assai più interessante ragionare sul valore umano e culturale di questo incontro. Abbiamo infatti trovato negli amici olandesi una sincera e appassionata curiosità verso questa esperienza italiana: allegri ma composti nel festeggiare, e nello stesso tempo entusiasti di visitare e sempre pronti a conoscere ed a confrontarsi con noi. Sembrerebbe tutto perfetto … troppo perfetto per essere reale. L’unico inconveniente di cui possiamo rammaricarci è stato il fatto che, così presi dalle mille attività (allestisci gli stands, organizza la ristorazione, gestisci le visite guidate…) forse non tutti fra noi si sono goduti in pieno questo scambio così importante. Infatti la presenza della Harmonie Sub Umbra alla nostra Festa ha portato certamente grandi benefici alla stessa in termini di diffusione della cultura musicale bandistica (tutti i presenti hanno avuto modo di ascoltare un bel gruppo ed un gran bel programma!) e strettamente pratici  (affluenza ed incassi del 2009 sono stati particolarmente soddisfacenti), ma ci ha anche permesso di confrontarci ed arricchirci dal punto di vista umano.

Ed alla fine della Festa, alla partenza degli amici olandesi, oltre a ripensare e rivivere i momenti belli di questa full immersion musical-gastronomica non è mancata la soddisfazione di essere riusciti a portare a termine il duplice impegno festa-gemellaggio… tutto è filato liscio, ce l’abbiamo fatta!

Certo, quando ricambieremo la visita a Meerveldhoven sarà molto diverso. Potremo goderci a pieno i nostri nuovi amici, nonostante lo stress psicologico di una esibizione proprio ”nella tana del lupo”: l’Olanda, centro dello sviluppo della moderna espressione musicale bandistica.

 

Paola Galli

09 Gemellaggio Darfo-Levigliani capitolo secondo

Quello che sto per raccontarvi, non è altro che la seconda parte del gemellaggio tra la banda cittadina di Darfo e la Filarmonica S.Cecilia di Levigliani (Lu).

Tutto era rimasto a un anno fa, quando, ai primi di Settembre, ci recammo a far visita ai nostri amici della Filarmonica S.Cecilia di Levigliani ed al loro grazioso paesino, arroccato sulle pendici delle Alpi Apuane, in Provincia di Lucca.

Un’accoglienza, quella ricevuta a Levigliani, davvero calorosa, sia da parte dei musicanti, che della gente del paese.

Un’amicizia nata all’insegna della grande passione per la musica bandistica e che poi si è estesa anche a livello personale.

Ovviamente anche noi abbiamo cercato di restituire il favore ai nostri amici, cercando di rendere il loro soggiorno in Valle il più possibile confortevole.

Tutto è iniziato al mattino di sabato 5 Settembre, sulle rive del lago d’Iseo, a Sulzano, con la visita a Mont’Isola e il pranzo assieme, nel quale le battute e il vino “l’hanno fatta da padrone”.

La giornata è proseguita con la visita in battello alle due isolette del lago: Loreto e San Paolo.

In serata c’è stato l’attesissimo Concerto della banda di Levigliani, sul sagrato della chiesa parrocchiale di Erbanno, diretto dal professor Franco Maggi, mio vecchio amico dai tempi del Conservatorio.

Un Concerto molto ben eseguito e con un repertorio molto interessante e variegato.

Il giorno seguente, domenica 6 Settembre, il programma è proseguito con la visita al Castello di Gorzone ed al Parco delle incisioni rupestri di Luine, nei quali abbiamo fatto conoscere le nostre bellezze storico-artistiche.

Dopo aver condiviso un lauto pranzo con immancabile scambio di doni, si è svolto il momento clou del nostro gemellaggio: l’incontro tenuto dalle due bande  al Parco delle Terme di Boario.

Qui abbiamo sfilato insieme ed eseguito in alternanza alcune marce, per poi arrivare all’esecuzione finale dell’inno di Mameli, il tutto accompagnato da una cornice di pubblico veramente degna dell’occasione.

La cosa curiosa e divertente di questo incontro è stato l’inserimento di una nostra musicante, Carmen Pennati, nelle file della banda di Levigliani.

La cosa si è resa necessaria, in quanto il batterista di Levigliani, Claudio Ori, si era infortunato sul lavoro rimanendo un po’ claudicante, per cui c’era bisogno di un sostituto che suonasse il tamburello durante la sfilata.

Vedere però suonare nella Filarmonica S.Cecilia di Levigliani una nostra musicante è stato bello.

Tutto questo per rafforzare i vincoli d’amicizia nati un anno fa.

Inoltre questo gemellaggio ha assunto anche un particolare significato legato alla storia: infatti a S.Anna di Stazzema, paese del Comune di Stazzema dove è situato Levigliani, nel corso della seconda guerra mondiale si è consumato uno dei più efferati e sanguinosi eccidi.

Vedere due bande appartenenti a due regioni differenti, legate da una comune passione per la musica, che è il linguaggio universale, non può che far sperare in un Mondo migliore, nel quale l’odio e la guerra lascino il posto all’amicizia ed alla concordia.

Ora qualcuno potrebbe pensare che tutto sia finito, ma non è così! Il nostro rapporto con Levigliani avrà sicuramente un seguito nei prossimi anni.

 

Claudio Pellegrini

 

 

10 Intervista doppia

Intervista doppia a due "ragazzi" uno vive la banda da anni e anni, l'altro è una new entry

 1) COGNOME, NOME, ETA'
 Tagliabue Luigi, 49 anniGabossi Diego, 14 anni
 2) QUALE STRUMENTO SUONI?
 PercussioniPercussioni
 3) HAI MAI CAMBIATO O ANCHE SOLO PENSATO DI CAMBIARE STRUMENTO?
 In effetti l'ho fatto: circa 13 anni fa sono  passato dal sax tenore alle percussioniNo, mai: mi piace questo.
 4) QUAL E' IL TUO CURRICULUM MUSICALE?
 A 12 anni ho iniziato il solfeggio: a quei tempi c'era un corso "allievi" che durava tre anni  con il maestro Rizza. Alla fine di questa prima fase di studio, sono entrato nella banda diretta dal maestro Salvini: suonavo il sax soprano. Dopo poco tempo, però, sono passato al sax tenore e 13 anni fa, come dicevo prima, ho optato per le percussioni. Questo è stato, in sintesi, il mio cammino musicale, lungo ben 35 anni!A 8 anni ho iniziato il solfeggio; a 11/12 anni sono entrato nella banda giovanile e ora, da due mesi, sono nella "banda grande". Sono sei anni in tutto che "bazzico" nel gruppo.
 5) QUALI ALTRI STRUMENTI VORRESTI SAPER SUONARE? Sappiamo che hai un ruolo speciale:
 com'è suonare la ZAMPOGNA alle pastorelle? com'è suonare l'IMPERIALE ai servizi?
 Vorrei suonare gli ottoni (anzi, mi chiedo perché non ho mai messo in atto questo proposito!): è sempre stato il mio sogno, mi piacciono tantissimo! Tuttavia sono soddisfatto dalle percussioni, perché così, durante qualsiasi esecuzione, posso acoltare non solo il mio suono, ma anche quello dell'intera banda, in maniera globale (cosa che, con uno strumento melodico non riuscivo completamente a fare). Quanto al "baghet", il vero nome della nostra zampogna, devo dire che è un piacere suonarlo! Richiede un grande controllo della respirazione, ma conoscendo già la diteggiatura del sax non è stato poi così difficile impararlo.Non vorrei saper suonare altri strumenti. Per quanto riguarda il ruolo di imperiale, invece, devo dire che è molto bello, ma mi carica di grande responsabilità: so che un mio errore nel dare il tempo, potrebbe portare l'intero organico a sbagliare.
 6) PERCHE' HAI INIZIATO A VENIRE IN BANDA? QUALCUNO TI HA SPINTO A PROVARE?
 Sono stato convinto da un mio amico di Montecchio, che era già nella banda di Darfo. Io avevo 12 anni ed ero appena tornato in Vallecamonica (dove sono nato), dopo un periodo della fanciullezza trascorso in Liguria e Toscana (dove avevo appreso alcune nozioni musicali basilari, perchè già da piccolo sentivo le note "nel sangue").Ho iniziato a venire in banda sulla spinta (insistente!) dei miei genitori, entrambi bandisti. Pian piano, però, è cresciuta la mia personale passione per la musica e poi, una volta entrato nella banda giovanile, mi sono impegnato ancora di più.
 7) E TU HAI CONVINTO QUALCUNO A VENIRE IN BANDA? SE SI', COME HAI FATTO?
Ho convinto la mia primogenita, Marta, che continua tutt'ora a suonare in banda: ha visto, "respirato" e capito la mia passione, sentendosi a sua volta attratta dal "mondo" musicale. In certi frangenti l'ho dovuta incoraggiare a non mollare, finchè non ha capito da sola il valore ela bellezza di questo gruppo di suonatori.
Non ho mai convinto nessun'altro a venire in banda.
 8) QUAL E' STATO IL MOMENTO PIU' BELLO DELLA TUA CARRIERA DI MUSICANTE?
Non c’è n’è stato uno specifico: ogni incontro, ogni singolo concerto, ogni evento particolare, infatti, crea momenti unici, emozionanti ed entusiasmanti.
Il momento più bello, per ora, è stato il mio primo servizio in assoluto, cioè la sfilata tenutasi a Breno domenica 13 Settembre in onore del maestro Salvetti. 
 9) E QUELLO PIU' TRISTE O DELUDENTE?
 Il momento più triste si è verificato quando ho abbandonato il sax: mi ero rassegnato nel credere che non sarei mai riuscito ad ottenere da quello strumento ciò che volevo, il livello di bravura che avrei desiderato. Ero scoraggiato e deluso delle mie capacità, una “crisi artistica” che oggi ho superato riconoscendo e accettando i miei limiti.
Non c’è stato nessun momento di questo tipo. 
 10) HAI MAI PENSATO DI LASCIARE LA BANDA? SE SI', PERCHE' E CHE COSA TI HA SPINTO A CONTINUARE?
 Sì, ho pensato di lasciarla proprio nel momento in cui ho “litigato” col sax. Lì ero sul punto di “mollare tutto”, ma in verità non riuscivo a stare lontano dalla banda, ero comunque sempre a spasso per la sede, come alla ricerca di risposte. Ed è per questo che, anche su consiglio del maestro Vittorio e di altri amici, alla “veneranda” età di quasi 40 anni, ho deciso di rimettermi in gioco e sono ripartito da zero con le percussioni. Grazie al “tirocinio” della banda giovanile ho acquisito sempre più familiarità con questi strumenti ed ora eccomi qui!Forse sì, in quegli anni in cui facevo solo solfeggio: lo odiavo, mi annoiava… Poi, però, entrando nella Banda giovanile ho subito cambiato idea! 
 11) E' DIFFICILE CONCILIARE L'ATTIVITA' BANDISTICA CON LA VITA PRIVATA?
 Nel mio caso no, perché la banda è il mio hobby principale e quindi riesco facilmente a dedicarvi tutto il tempo libero (non a caso faccio parte pure della OMAVV); inoltre, ad agevolare la situazione si aggiunge il fatto che anche le mie amicizie più importanti rimangono in quest’ambiente. Certo, quando gli impegni sono molto numerosi, capita di sottrarre un po’ di tempo alla famiglia.
Abbastanza. Per esempio, dato che vado a scuola a Bergamo e sono lontano da casa tutta settimana, non è facile dedicare sempre una delle due sere in cui sono qui a Darfo alla banda (il venerdì, per le prove). Tuttavia basta abituarsi e ci si riesce!
 12) COSA PENSI DEI GEMELLAGGI?
 Sono iniziative che non vanno mai abbandonate: costituiscono una ricchezza culturale straordinaria.
Sono utili, anche perché ampliano la cultura di una banda. Purtroppo, però, non posso dire di più, in quanto non ne ho mai fatti: spero me ne capiti presto l’occasione.
 13) IN UNA BANDA MUSICALE, QUANTO CONTANO DA 0 A 10:
 1. i concerti? 10.
2. i servizi? 10, perché indispensabili alla vita di una vera banda tanto quanto i concerti.
3. le prove “ordinarie” del venerdì? 10.
4. le prove generali? 10: sono un momento di pathos, la resa dei conti, l’attimo in cui si possono ancora provare a limare le sempre presenti imperfezioni.
5. i concorsi? 8, perché parteciparvi è importante per migliorare, ma non fondamentale quanto invece sono le voci precedenti.
6. i momenti ricreativi? 10, soprattutto per i più giovani: aiutano a fare “gruppo” .
7. un sito Internet apposito? 8, in quanto strumento molto utile anche per contattare gente di altre bande.
8. il saper pubblicizzare gli eventi organizzati? 8: fare pubblicità serve, ma è anche vero che ormai siamo seguiti da un pubblico affezionato, sul quale ci auguriamo di poter contare sempre con una certa sicurezza.
9. la festa popolare? 6. A mio parere potremmo mettere in pratica delle idee alternative a quelle della festa popolare ed ottenere comunque dei risultati ottimi.
10. l’impegno e la presenza costante dei musicanti? 10, poiché la qualità della banda è indubbiamente direttamente proporzionale a questo aspetto.
 1. i concerti? 8.
2. i servizi? 7.
3. le prove “ordinarie” del venerdì? 9.
4. le prove generali? 8.
5. i concorsi? 7 e ½.
6. i momenti ricreativi? 4, perché per la banda in sé non servono a molto.
7. un sito Internet apposito? 8.
8. il saper pubblicizzare gli eventi organizzati? 7.
9. la festa popolare? 8.
10. l’impegno e la presenza costante dei musicanti? 9.
 14) SE TI CHIEDESSERO DI CREARE UN PROFILO DEL GRUPPO BANDA SU FACEBOOK (O SU UN ALTRO SOCIAL NETWORK), ACCETTERESTI? TI SEMBREREBBE UTILE?
 Già fatto: W la Banda Cittadina di Darfo B.T.Mi sembrerebbe utile, ma non ne sarei capace.
 15) QUALE GENERE DI MUSICA PREFERISCI SUONARE E QUALE MENO? QUALE GENERE MUSICALE AMI DI PIU' IN ASSOLUTO?
Preferisco suonare musica originale per banda e mi piacerebbe che ci dedicassimo di più al jazz. Non mi piacciono, invece, alcuni arrangiamenti troppo forzati di musica leggera.
Il tipo di musica che amo di più in assoluto è quella etnica, perché più vicina all’uomo, nonché singolarmente ricca e varia.
Adoro suonare la musica allegra, “attiva”, mentre non amo studiare partiture lente e spente. In assoluto, comunque, prediligo il rock, soprattutto inglese e americano.
 16) SE PENSI ALLA SERA DEL 27 DICEMBRE 2009, CHE COSA TI VIENE IN MENTE?
 Quello che per me sarà il trentacinquesimo concerto augurale: una serata importantissima, accompagnata come sempre da una buona dose di “fifa”.
……Il mio primo Concerto Augurale: sarà una grande emozione!
 17) A GENNAIO 2010 SI VOTERA' IL NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO: MI DICI UN MOTIVO PER CUI TI CANDIDERESTI E UNO PER CUI, INVECE, NON VORRESTI ESSERE ELETTO?
 Mi candiderei per provare a dare un’ulteriore spinta organizzativa alla banda, mentre d’altra parte temerei di essere eletto per il grande impegno che l’incarico di consigliere comporta (è un compito duro da portare avanti!).
Non mi candiderei, perché sono troppo giovane e perché non saprei affrontare tutte le responsabilità che l’incarico di consigliere richiede.
 18) CHE NE PENSI DEL NUOVO PRESIDENTE?
 Mi piace molto: è davvero una persona in gamba, che io ho sostenuto da sempre. Apprezzo il fatto che abbia saputo capire da subito lo spirito della nostra banda, cogliendo immediatamente non solo le nostre problematiche, ma anche le nostre capacità e potenzialità. 
Mi piace, perché è molto partecipe a tutte le uscite della banda e anche perché è molto giovanile.
 19) COL PASSARE DEGLI ANNI COME SONO VARIATI: 19) DA O A 10, AL MOMENTO DELLA PRESENTAZIONE UFFICIALE, QUANTO ERI:
 1. il tuo amore per la musica? Inalterato, cioè sempre “al top”.
2. il tempo dedicato a provare le partiture? Inalterato.
3. la bravura? Diciamo che a causa “dell’arterio sclerosi galoppante” ormai non posso chiedere di più a me stesso!
4. la voglia di partecipare ai momenti di svago (cene, gite…)? Inalterata, cioè sempre al massimo,  e visto che nella banda ho i miei migliori amici, la cosa mi viene naturale.
5. i capelli bianchi? Aumentati…ma da 20 anni a questa parte oramai!!!
1. impaurito? 2.
2. emozionato? 7.
3. intimidito (ed eventualmente rosso in viso)? 7.
 
 20) SE PENSI AL TUO FUTURO, TI VEDI IN BANDA PER SEMPRE?
 Mi piacerebbe, ma temo che anch’io, purtroppo, un giorno mollerò tutto.
 21) QUALI SONO I TUOI OBIETTIVI PER IL DOMANI?
 Diciamo che il pensierino di suonare un ottone rimane lì, in un angolino della mia mente!!! Poi vorrei fare un ulteriore “scalino” avanti come percussionista, migliorandomi tecnicamente. Da questo punto di vista ho un ampio margine su cui lavorare (“TROPPO MODESTO”, aggiunge l’intervistatrice!).
Saper suonare “decentemente” e migliorarmi di continuo.
 22) MANDA UN MESSAGGIO O UN CONSIGLIO AL TUO "COLLEGA " DI INTERVISTA.
 Gli dico di “mettercela tutta” fin da subito, di non perdere tempo: prima acquisirà capacità tecniche, prima troverà grande soddisfazione nel suonare in gruppo, con la piena coscienza dell’importanza che hanno le percussioni in un organico strumentale come il nostro. Ma è un bravissimo ragazzo e credo che questo lo abbia già capito.Continua ad esserci, perché sei una colonna portante delle percussioni.
 23) ED ORA MANDANE UNO A TUTTA LA BANDA.
 Alla banda invio esattamente lo stesso messaggio rivolto a Diego: non perdiamo tempo sottovalutando lo studio del nostro strumento, perché altrimenti perderemo anche la capacità di migliorare e di godere appieno del piacere unico di essere dei BANDISTI!Alla banda dico di mettere entusiasmo in tutto quello che fa: se ci impegnassimo di più, otterremmo risultati maggiori, sotto ogni punto di vista!
 
 A cura di Cristina Chiudinelli

 

 

11 ..... Zeru Tituli !!!! ...

“… bene Marco i gironi sono fatti, ho sentito Sandro, per gli arbitri siamo a posto, ora non ci resta che giocare e dimostrare il nostro valore. L’unica cosa che ti chiedo è: dammi l’opportunità  di giocare l’ultima partita del girone, con la possibilità di poter passare alle fasi finali del torneo … lascio la squadra nelle tue mani !!!!...”.

Così mi ero lasciato dall’amico bandista Marco prima di partire per le sospirate e attese ferie estive. Durante la settimana trascorsa in completo relax, baciato dal sole su splendide spiagge di sabbia bianchissima, venivo informato dagli amici bandisti delle ottime performances calcistiche della Banda di Darfo, durante il 3° torneo di calcio che si stava svolgendo al campo sportivo di Montecchio. Nelle prime due partite del girone, disputate con la banda di Demo e la Banda di Pisogne, la squadra darfense riusciva, infatti, ad aggiudicarsi due risultati positivi, rispettivamente una vittoria ed un pareggio. Alla luce anche dei risultati degli incontri delle altre squadre, Marco aveva mantenuto la promessa: l’ultima partita con la banda di Pian Camuno era decisiva per il passaggio del turno.

Rientrato dalle vacanze, durante una delle serate in cui si sfidavano le altre bande partecipanti al torneo, le bande di Costa Volpino, Casazza, Ghisalba e Capo di Ponte, mi incontrai con Marco e insieme analizzammo il livello “tecnico-tattico” del torneo che la  banda di Darfo  aveva organizzato, riuscendo a portare in campo otto squadre rappresentative delle rispettive bande.  “…Come al solito la banda favorita resta ancora Costa Volpino - diceva Marco – penso però che Ghisalba possa dare fastidio e poi non dimentichiamo Pisogne che solitamente nelle partite importanti da sempre tutto …”,” … bhè noi, adesso, dobbiamo concentrarci sulla partita di mercoledì - dissi – è fondamentale per il passaggio del turno, meglio pensare ad un avversario alla volta …” …… “… siiii, ma tranquillo, con un Nicolo’ così in forma, un Sandro che macina chilometri sulla fascia,  zio Leo che pare una saracinesca e finalmente, una punta che ci mancava da qualche anno, Davide, già soprannominato ”Milito” possiamo solo che vincere … - sosteneva Marco sicuro del cammino ormai in discesa che ci attendeva - … poi adesso sei rientrato anche tu a centrocampo per cui siamo a posto …”.

La serata tanto attesa era giunta, temperatura ideale, campo un po’ pesante a causa delle piogge che avevano imperversato durante la giornata sulla ridente cittadina di Montecchio. Dopo i primi minuti di studio, la partita si rivelò, per la squadra di Darfo, tutt’altro che facile. Gli amici di Pian Camuno, infatti, riuscivano ad imbrigliare la nostra manovra di gioco e si rendevano pericolosi in più occasioni, rendendo decisivi alcuni interventi del nostro portiere. Tutto sommato, con due azioni travolgenti sulla fascia di Sandro e grazie all’opportunismo della nostra punta Davide, il Darfo riusciva per due volte a pareggiare il vantaggio avversario, concludendo il primo tempo sul risultato di 2-2.

Alla ripresa del match, dopo aver colpito un legno, il Darfo con fatica riusciva a passare in vantaggio con un gol di Nicolo’, che nel corso della partita aveva faticato ad esprimersi ai livelli mostrati nelle serate precedenti. A questo punto, il nostro crollo fisico permetteva al Pian Camuno di riagguantare il pareggio e superare la squadra di casa fissando il risultato finale sul 5-3.

Al rientro negli spogliatoi, delusi dalla prestazione che pregiudicava definitivamente il passaggio del turno, tra un commento e l’altro riecheggiava scherzosamente tra noi giocatori la frase del blasonato mister portoghese  “ … anche quest’anno ZERU TITULI per la banda di Darfo …”.

 Per la cronaca, anche quest’anno il torneo è stato vinto dalla Banda di Costa Volpino dopo una finale combattutissima con la compagine esordiente di Pian Camuno, conclusasi ai rigori a favore dei sebini, dopo tempi regolamentari avvincenti che avevano mostrato equilibrio tra le due squadre finaliste.

Resta comunque la soddisfazione di essere riuscito (con l’aiuto di Marco, Sandro e del Presidente Claudio) ad organizzare il torneo di calcio delle bande, occasione che ci permette di incontrarci con gli amici delle altre associazioni bandistiche Valligiane e non, in serate divertenti e piacevoli all’insegna della musica e dello sport.

Un ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato e collaborato alla realizzazione della manifestazione, che spero venga riproposta il prossimo anno.       

 

                                                           Giacomo Balzarini

 

 

 

Semibreve 2010

01 Il saluto del presidente

Con la consapevolezza che il tempo vola, come si suol dire, mi accingo a scrivere queste poche righe, soddisfatto d’aver percorso insieme alla mia banda, permettetemi di chiamarla così, un altro anno del viaggio da presidente. In due anni la nostra associazione non si è mai fermata e, come la musica, si è confermata in continua evoluzione, con un divenire fatto da periodi lenti o ritmati, melodici o graffianti. Quante sere passate a confrontarsi, discutere, proporre e valutare, nel continuo desiderio di far meglio giorno dopo giorno. Ed in particolare, quest’anno è stato caratterizzato dall’elezione del nuovo Consiglio Direttivo e dal rinnovamento della Commissione Artistica, organo quest’ultimo che ha lo scopo, con l’ausilio dei maestri, di analizzare e proporre i nuovi brani. Entrambi hanno l’arduo compito di equilibrare necessità musicali e logistiche con il grado di soddisfazione e socializzazione dei bandisti. Come sempre, le iniziative e gli impegni sono stati molti, dai concerti nelle frazioni, all’impegnativa trasferta a Meerveldhoven per il gemellaggio con la banda Olandese Harmonie Sub Umbra. In questa, occasione tutti i bandisti hanno collaborato per la buona riuscita della manifestazione. Desidero però complimentarmi con i maestri Vittorio e Danilo Alberti per la preparazione musicale, e con il nuovo e vecchio consiglio per l’impegno profuso nell’organizzazione dell’ evento. Anche la nostra festa popolare è stata positiva, non solo per l’esito economico, destinato al sostegno dei corsi propedeutici, ma anche per la coesione riconfermatasi tra i musicanti “vecchi e giovani”: lavorare fianco a fianco per parecchi giorni accomunati dallo stesso obiettivo ogni anno ci unisce come una grande famiglia. “ La musica riesce a sfiorare la nostra anima e riaccendere i nostri ricordi”: è la frase con cui voglio chiudere quest’articolo. Questa è infatti la sensazione che spesso mi pervade nell’ascoltare i musicanti suonare e ad ogni concerto mi stupisco come, prova dopo prova, ascolto dopo ascolto, non mi stanchi mai di lasciarmi emozionare. Un grazie anche all’Amministrazione Comunale, ai nostri soci ed a tutte le persone che ci sono vicine con il loro sostegno economico e morale. Invito tutti fin d’ora a partecipare al nostro tradizionale Concerto Augurale, perché, ancora una volta, la magia della musica saprà regalarci, con le sue sette note che saltellano di qua e di là, momenti di sincera emozione. Auguri di Buon Natale e Buon Anno a Tutti.

Claudio Soardi


 

02 Italia/Olanda 1-1

Il 3-4-5-6 luglio 2009 abbiamo avuto l’onore di ospitare a Darfo Boario Terme la Harmonie “Sub Umbra” di Meerveldhoven (Olanda). Il gemellaggio si è chiuso quest’anno, quando, il 3-4-5-6 settembre siamo stati ospiti dei nostri amici olandesi. Il lavoro di organizzazione è stato davvero tanto, ma ne è proprio valsa la pena… Avremmo potuto raccontarvi dettagliatamente il programma dei quattro giorni, ma abbiamo preferito dare spazio alle impressioni di un fedelissimo “esterno” e di due giovanissime della banda.

 
 Veldhoven: Sfilata
 
 De Buitenjan: accoglienza delle bande locali
 

IMPRESSIONI DI DUE GIOVANISSIME MUSICANTI ALLA LORO PRIMA “TRASFERTA”

3.45 di mattina, piazzale della banda: nonostante il risveglio “traumatico” a causa dell’ora, saliamo sul pullman, direzione aeroporto di Orio al Serio.
6.30: dopo molta attesa, l’aereo comincia a muoversi e, a poco a poco, la nostra destinazione si avvicina: Eindhoven…stiamo arrivando!!!
L’accoglienza è stata calorosa, e le persone si sono dimostrate ospitali nei nostri confronti.
Al di là delle varie attività svolte e dei luoghi visitati, ritenuti comunque molto interessanti in quanto nuovi, la cosa migliore di tutta questa esperienza, a nostro parere, è il rapporto creatosi tra noi giovani: si sono instaurate nuove amicizie, e quelle vecchie si sono consolidate.
Vivendo a stretto contatto per quattro giorni e passando parecchi momenti insieme, è nato il “gruppo giovani”, un gruppo composto da ragazzi anche molto diversi tra loro:  c’era infatti chi era più pigro, chi più chiacchierone, chi più dispettoso, qualcuno pure un po’ antipatico ed un poco “stressante”, ma tutto ciò ci ha insegnato ad apprezzare le persone per quello che sono. Le belle serate passate a chiacchierare, ridere e scherzare ci hanno permesso di conoscerci meglio e di rendere l’esperienza indimenticabile.
Speriamo di poter vivere molte altre esperienze come questa, o anche migliori.

Alessia e Sara 


 
  De Buitenjan: concerto della Banda di Darfo
 
 
IMPRESSIONI DI UN ESTERNO ALLA GITA IN OLANDA DELLA BANDA CITTADINA

In queste quattro righe, cercherò prima di far capire come ci si sente ad essere un “esterno” e poi racconterò le emozioni vissute al seguito della Banda durante le giornate olandesi. Coloro che seguono la banda sanno già del clima amichevole e di armonia che si viene a creare ascoltando la musica dal vivo, osservando l’impegno di persone che suonano per passione. L’”esterno” vive tutte queste emozioni ammirando la dedizione dei musicanti verso una Banda più che centenaria, sentendosi orgoglioso di essere marito di una di loro.
La trasferta in Olanda, senza dubbio meraviglioso paese, mi ha permesso di vedere ancora una volta come la coesione fra tutti sia sempre alla base di ogni bel risultato. La Banda ha suonato benissimo e l’organizzazione ha funzionato perfettamente, gestendo bus, aerei, macchine, battelli, bagagli, strumenti, musicanti ed… “esterni”.
Gli olandesi ci hanno fatto sentire ospiti speciali, ed il gemellaggio, nonostante qualche difficoltà di comunicazione, è stato un felice momento di scambio d’esperienze e culturale: i musicanti della Sub Umbra hanno apprezzato molto il concerto che la nostra Banda Cittadina ha loro dedicato, complimentandosi sinceramente.
Una cosa che mi colpisce è che i nostri bandisti non siano quasi mai contenti dei loro concerti, ma proprio di recente ho avuto l’opportunità di capirne il motivo e vorrei dirvi che, in occasione del concerto tenuto a Berzo, ero seduto ad ascoltarvi a lato, piuttosto vicino agli strumenti, e ho scoperto che... non potete sentire quasi nulla del risultato d’insieme!!!
Quindi accettate i complimenti, una volta per tutte! Bravi!

Fabrizio
 
 De Bosch: visita guidata agli antichi canali
 
   De Buitenjan: festaaaaaaaaaa!!
 
   De Buitenjan: saluti serata conclusiva
 
 

03 “Titolo”...... da decidere

Ogni volta che riparte la stagione musicale, si presenta il dilemma della scelta dei nuovi brani da proporre: brani che possano piacere al pubblico, a noi che li suoniamo e che ci possano far crescere musicalmente. Questi momenti si presentano normalmente un paio di volte all’anno: dopo il concerto augurale per preparare i concerti primaverili ed estivi, e dopo la pausa estiva per affrontare il concerto augurale, l’appuntamento musicale più importante dell’anno. Si inizia ascoltando CD promozionali delle varie case editrici o di altre bande e spulciando cataloghi di partiture, alla ricerca di quanto più ci sembri appropriato alle nostre esigenze. Una volta effettuata la scelta, si inizia la preparazione dei brani. All’inizio delle prove si distribuiscono le varie partiture ai musicanti e poi si comincia... Se va bene, come prima cosa, si ascolta la registrazione del brano, se fornita dalla casa editrice, seguendo passo passo la partitura così da farsi un’idea di come dovrebbe essere il risultato finale e cercando di individuare i pezzi che richiederanno più studio. Altrimenti si passa direttamente alla prima lettura del brano, con risultati, in entrambi i casi, non sempre rosei. Ce n’è per tutti: note sbagliate, errori di lettura, tempi sbagliati, ecc.. Ma la cosa non ci spaventa: siamo una banda di musicanti amatoriali, non siamo professionisti, quindi qualche errore, specialmente nella lettura a “prima vista”, ci è concesso. Prova dopo prova le cose migliorano, si rilegge la parte soffermandosi sui passaggi più critici, provando sezione per sezione, strumento per strumento, e poi si rimette tutto assieme. Ed è così che pian piano i tempi vanno a posto, le note anche, i colori (piani e forti) si sistemano ed il brano prende corpo, assomigliando sempre di più alla sua forma originale sentita nella registrazione all’inizio del cammino. E più lo si suona più si perfeziona, fino ad arrivare al momento della verifica: il concerto! E quando il pubblico, alla fine dell’esecuzione, ci batte le mani, tutti i timori scompaiono. Tiriamo un sospiro di sollievo e ci rendiamo conto che lo studio e l’impegno degli ultimi mesi hanno dato i loro frutti. Ma non ci fermiamo, perchè subito ci prepariamo a riprendere tutto daccapo per rivivere ancora e sempre nuove emozioni.
 
Renata Alberti
 
 Servizio a Gorzone: centenario asilo
 
 

06 Elenco attività 2010

Sabato 9 gennaio 2010
Concerto con banda di Costa Volpino a Lovere

Venerdì 2 aprile 2010
Servizio religioso del Venerdì Santo a Corna

Domenica 11 aprile 2010
Festival delle bande giovanili a Brescia
(Banda Giovanile)

Sabato 8 maggio 2010
Esibizione per la Festa della Mamma al Palazzo dei Congressi
(Banda Giovanile)

Sabato 15 maggio 2010
Saggio con scuole elementari a Darfo (Banda Giovanile)

Venerdì 4 giugno 2010
Concerto estivo a Boario nell’ambito dei concerti nelle frazioni

Domenica 6 giugno 2010
Servizio religioso per Corpus Domini a Montecchio

Domenica 6 giugno 2010
Servizio religioso per Corpus Domini a Corna

Sabato 12 giugno 2010
Riunione annuale dei soci

Domenica 13 giugno 2010
Saggio di fine anno degli allievi

Sabato 19 giugno 2010
Scambio musicale: Concerto a Iseo

Ven 2 sab 3 dom 4 luglio 2010
XVIII Festa popolare della Banda

3-4-5-6 settembre 2010
Gemellaggio a Meerveldhoven in Olanda

Venerdì 10 settembre 2010
Concerto estivo ad Angone nell’ambito dei concerti nelle frazioni

Sabato 11 settembre 2010
Servizio a Gorzone per il centenario di fondazione dell’ asilo

Giovedì 23 settembre 2010
Concerto a Berzo Inferiore in occasione della Festa della Madonna Pellegrina

Domenica 3 ottobre 2010
Servizio a Darfo per l’associazione dell’ Avis

Domenica 17 ottobre 2010
Sfilata per Raduno 2° Raggruppamento Alpini di Lombardia ed Emilia Romagna

Domenica 31 ottobre 2010
Servizio a Fucine in occasione della commemorazione del 4 novembre

Domenica 7 novembre 2010
Servizio a Darfo in occasione della commemorazione del 4 novembre

Sabato 20 novembre 2010
Festa di Santa Cecilia

Venerdì 26 novembre 2010
Esibizione del gruppo “Pastorelle” a Boario

Mercoledì 8 dicembre 2010
2° Raduno delle Bande Giovanili di Vallecamonica a Piamborno

Domenica 19 dicembre 2010
Esibizione del gruppo “Pastorelle” a Corna (Cittadella)

Venerdì 24 dicembre 2010
Esibizione del gruppo “Pastorelle”

Mercoledì 29 dicembre 2010
Concerto Augurale presso il Palazzo dei Congressi a Boario

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Dall’ inizio dell’anno al 31 dicembre:
47 prove della Banda e 32 prove della Banda Giovanile


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04 E' arrivata la commissione...........artistica !!!

Non preoccupatevi, la banda non è stata commissariata!!! Con i tempi che corrono sentire parlare di Commissione potrebbe far pensare che il nostro consiglio direttivo o i nostri maestri siano stati indagati per qualche losco traffico e che abbiano bisogno di un’attenta vigilanza. Nulla di tutto questo, anzi, abbiamo un consiglio attivo, pieno di idee, ma anche di lavoro; sono infatti molteplici i compiti che gli spettano per mandare avanti la nostra associazione. Lo stesso discorso vale per i maestri che sono impegnati nella direzione e nei corsi di orientamento musicale. Per questi motivi: E’ arrivata la commissione artistica! E’ presente da circa due anni, è stata infatti introdotta nel 2008 con votazione dell’Assemblea, è eletta dal Consiglio Direttivo ed è formata da almeno tre soci ordinari. La finalità della sua creazione è stata quella di dare un aiuto al maestro e al consiglio a pianificare il programma artistico della banda; i suoi compiti infatti, definiti nel regolamento interno, spaziano dalla programmazione dei brani da eseguire, alle proposte di partecipazione a concerti, festival o concorsi, all’organizzazione di momenti di ascolto o di dibattito all’interno della banda per favorire la crescita musicale dell’insieme. Rimane sempre e comunque un organo propositivo, le decisioni finali spettano infatti a consiglio e maestro. L’attuale commissione artistica è composta da quattro musicanti: Andrea Marioli (tromba), Claudio Pellegrini (tromba), Daniele Gabossi (saxofono) e dal sottoscritto (corno); abbiamo iniziato a lavorare insieme da quest’anno, poco dopo l’elezione del nuovo consiglio, molto motivati e propositivi, le idee non mancano per quest’anno in merito all’organizzazione del concerto augurale e per l’anno prossimo spaziando da proposte di concerti “a tema” o “in quota” (in montagna), a stages musicali, alle proposte per i brani da eseguire durante i concerti estivi. Personalmente l’ho sempre ritenuta un fiore all’occhiello della nostra associazione, non è infatti una struttura presente in molte altre realtà associative; ritengo che dia la possibilità a chi, per preparazione (due “commissari” sono diplomati in Conservatorio) o per semplice passione abbia a cuore il miglioramento qualitativo della banda, di poter esprimere il proprio parere e di dare una mano al raggiungimento dei traguardi artistici. Una mia speranza per i prossimi mesi è di riuscire a coinvolgere nella commissione anche qualche bandista più giovane, sarebbe sicuramente interessante avere anche il loro aiuto, quindi perché non utilizzare il giornalino della banda per stimolare e chiedere a qualcuno di loro di unirsi a noi. Lodi alla Commissione artistica e buon lavoro per il 2011!

Claudio Gelmini

05 Volare con le ali della Musica

Tutto iniziò nel lontano 2008, quando la OMAVV fu ospite della ormai famosa “Musica in festa” di Staffolo, dove incontrammo la S.M.R.O. "Sociedade Musical Recreativa Obidense", ovvero la banda di Obidos in Portogallo, una cittadina medievale a circa 80 Km da Lisbona. Complici la nostra voglia di viaggiare e il contagioso entusiasmo di Damiano (Presidente della banda di Staffolo), quest’estate abbiamo accettato l’invito di partecipare, insieme agli amici staffolani, alla trasferta in Portogallo. Ormai si sa che il nostro gruppo, nato e cresciuto all’interno della Banda, è desideroso di ampliare gli orizzonti, ma soprattutto di suonare e passare del tempo insieme. Quindi, approfittando della pausa estiva della Banda Madre e delle ferie di ferragosto, siamo volati in Portogallo: un primo gruppo è partito lunedì 9 agosto, e ha gironzolato per il Paese fino all'arrivo del resto della compagnia venerdì 13. Viaggio tranquillo, a parte qualche problema all’arrivo col noleggio delle auto (turista fai da te… ahi ahi ahi…) comunque siamo arrivati a destinazione. Le giornate sono trascorse anche troppo rapide, tra visite a cittadine turistiche, scottature all’Oceano, pranzi e cene in compagnia degli amici di Obidos e Staffolo, ma soprattutto buona musica, l’unico vero linguaggio universale... (visto che del portoghese abbiamo imparato solo la parola OBRIGADO=grazie). Abbiamo trascorso tutti insieme un bellissimo week-end, complice la gingia (liquore), il ritmo tutt'altro che frenetico dei portoghesi e la voglia di conoscere nuovi mondi… musicali. Rientrando a casa lunedì 16 ci siamo guardati dicendo: <> Ma questa sarà un’altra storia…..
 
Sara Raineri
OMAVV
 
 Obidos: OMAVV
 
 Obidos: Concerto OMAVV
 
 
 

06 Elenco attività 2010

Sabato 9 gennaio 2010
Concerto con banda di Costa Volpino a Lovere

Venerdì 2 aprile 2010
Servizio religioso del Venerdì Santo a Corna

Domenica 11 aprile 2010
Festival delle bande giovanili a Brescia
(Banda Giovanile)

Sabato 8 maggio 2010
Esibizione per la Festa della Mamma al Palazzo dei Congressi
(Banda Giovanile)

Sabato 15 maggio 2010
Saggio con scuole elementari a Darfo (Banda Giovanile)

Venerdì 4 giugno 2010
Concerto estivo a Boario nell’ambito dei concerti nelle frazioni

Domenica 6 giugno 2010
Servizio religioso per Corpus Domini a Montecchio

Domenica 6 giugno 2010
Servizio religioso per Corpus Domini a Corna

Sabato 12 giugno 2010
Riunione annuale dei soci

Domenica 13 giugno 2010
Saggio di fine anno degli allievi

Sabato 19 giugno 2010
Scambio musicale: Concerto a Iseo

Ven 2 sab 3 dom 4 luglio 2010
XVIII Festa popolare della Banda

3-4-5-6 settembre 2010
Gemellaggio a Meerveldhoven in Olanda

Venerdì 10 settembre 2010
Concerto estivo ad Angone nell’ambito dei concerti nelle frazioni

Sabato 11 settembre 2010
Servizio a Gorzone per il centenario di fondazione dell’ asilo

Giovedì 23 settembre 2010
Concerto a Berzo Inferiore in occasione della Festa della Madonna Pellegrina

Domenica 3 ottobre 2010
Servizio a Darfo per l’associazione dell’ Avis

Domenica 17 ottobre 2010
Sfilata per Raduno 2° Raggruppamento Alpini di Lombardia ed Emilia Romagna

Domenica 31 ottobre 2010
Servizio a Fucine in occasione della commemorazione del 4 novembre

Domenica 7 novembre 2010
Servizio a Darfo in occasione della commemorazione del 4 novembre

Sabato 20 novembre 2010
Festa di Santa Cecilia

Venerdì 26 novembre 2010
Esibizione del gruppo “Pastorelle” a Boario

Mercoledì 8 dicembre 2010
2° Raduno delle Bande Giovanili di Vallecamonica a Piamborno

Domenica 19 dicembre 2010
Esibizione del gruppo “Pastorelle” a Corna (Cittadella)

Venerdì 24 dicembre 2010
Esibizione del gruppo “Pastorelle”

Mercoledì 29 dicembre 2010
Concerto Augurale presso il Palazzo dei Congressi a Boario

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Dall’ inizio dell’anno al 31 dicembre:
47 prove della Banda e 32 prove della Banda Giovanile


 Iseo: concerto scambio musicale

 Angone: concerto nelle frazioni

 Berzo Inferiore: concerto per la Madonna Pellegrina

 

 

07 Ultima pagina

 
 

Semibreve 2011

01 Grazie dalla nostra vecchia signora

Questo vezzeggiativo è stato usato quando la Banda ha festeggiato il suo 150° anniversario di fondazione. Adesso è ancora più vecchia, ma i nostri ragazzi sono sempre più giovani e questo dà alla Banda un grande “sprint” e una grande voglia di fare, rendendola “Frizzante”. Io sono nella Banda da vent’anni, prima come genitore, poi come Alfiere e dopo ancora come Vice Presidente (solo perché sono il più grande !!!) Il mio ruolo da Vice Presidente, da quando il Presidente in carica ha dato le sue dimissioni, è diventato più impegnativo ma, con l’apporto dei consiglieri, cerco di fare del mio meglio. In questi ultimi anni la nostra associazione ha visto numerose innovazioni, sia strutturali e organizzative, sia qualitative. Quest’anno si sono riorganizzati i corsi propedeutici e per strumento per bambini, ragazzi, aspiranti musicanti con tante novità. Chi ci conosce da vicino, ad esempio i soci sostenitori, conosce i nostri sforzi per fare meglio e bene. Colgo l’occasione per ringraziare quanti di loro si prodigano per aiutarci sia economicamente che logisticamente, ad esempio nei trasferimenti. La nostra Banda ha bisogno di tutti, di tutto e di più. I ringraziamenti non sono mai abbastanza e mi rivolgo a coloro che, in sordina e senza tanta enfasi, si danno da fare. Ringrazio il consiglio precedente ed il consiglio attuale che, senza “gettoni di presenza”, hanno dato e danno la loro disponibilità trovandosi, organizzando, proponendo: concerti, manifestazioni e tutto quello che comporta la vita di questa associazione. Continuando con i ringraziamenti, non si possono dimenticare tutti coloro che hanno lavorato per rendere sempre più bella, agibile e funzionante la nostra sede: Bravi!!! Infine voglio ringraziare l’Amministrazione Comunale, in particolare l’Assessorato alla Cultura, che da sempre ci dà un grosso sostegno non solo economico. Un grazie particolare va anche a tutta la popolazione di Darfo Boario Terme, che dimostra un grande affetto partecipando ai nostri eventi musicali e non. Un sincero grazie a tutti di cuore.

Il vice presidente Egidio Pennati

 
 La Banda ed i Maestri del corso di direzione

02 Maestri non si nasce ...

Vi siete mai chiesti cosa si debba fare per diventare maestri di Banda? Ebbene, bisogna studiare, e partecipare a corsi, organizzati ogni anno da varie associazioni musicali. Tali corsi prevedono, oltre ad una parte teorica, una serie di prove “sul campo”. Gli aspiranti futuri maestri, infatti, hanno la possibilità di mettere in pratica gli insegnamenti provando a dirigere una banda musicale. E, ogni anno, ci sono bande musicali che si mettono a disposizione per essere dirette dai maestri partecipanti al corso. Quest’anno anche la banda di Darfo ha voluto provare questa esperienza. Ecco le impressioni di una nostra musicante. “E chi è questo?”, mi viene da pensare mentre vedo avvicinarsi al posto di direzione un ragazzo con gli occhiali invece del nostro solito, corpulento Vittorio Alberti. “Ah certo, c’è il corso per maestri di banda!!!”, mi dico. Sì, perché ci siamo iscritti come “cavie” a questo corso, saremo diretti da giovani direttori principianti, e dovremo pure seguirli, eseguire i loro suggerimenti, ascoltare le loro osservazioni. Praticamente un incubo, per la “anarchica” ed un po’ ribelle Banda di Darfo… Ecco, cominciamo. Dai, non siamo male! Stiamo anche zitti e attenti. I maestri sembrano quasi contenti di noi, ci ringraziano per la collaborazione, sono indubbiamente più spaventati di noi. Fanno tenerezza: non solo sono lì, soli, davanti a 50 sconosciuti… Non solo hanno i loro bei grattacapi per spiegarci come eseguire le partiture, ma devono a loro volta stare attenti ai suggerimenti del Maestro Salvini… E lui sì che è severo!!! Le prove si susseguono, una al mese circa. Dei maestri cominciamo a conoscere le caratteristiche, i punti di forza e le debolezze, e loro di noi. Insomma, stiamo crescendo, tutti. Miglioriamo, direi. E’ la sera del concerto finale, la chiesa di Montecchio è piena. Siamo tutti molto tesi, il Maestro Salvini dà gli ultimi consigli, e così il nostro Vittorio Alberti. In fondo siamo anche noi sotto esame. Le partiture si susseguono, tutto fila per il meglio. Siamo arrivati alla fine, il pubblico applaude, finalmente tutti sorridono, rilassati. E’ stato un successo, un vero successo. Per i giovani direttori, ma anche per la banda di Darfo: siamo cresciuti, abbiamo imparato tanto, anche e soprattutto su noi stessi. Bella esperienza. Insomma, che facciamo? Ci iscriviamo anche l’anno prossimo?

*

Paola Galli

03 Suonare per passione

Nel mondo amatoriale delle bande, e la banda di Darfo non è esclusa, tutto ciò che avviene lo si fa per passione, nessuno dei musicanti riceve compensi, ma tutti i musicanti, chi più chi meno, dedicano tantissimo tempo alla propria banda e alla propria crescita musicale. Tutto questo non può essere mosso solo ed esclusivamente che dalla passione, infatti a volte non si ha nemmeno la soddisfazione di avere un pubblico numerosissimo quando suoni in piazza, o almeno al concerto Augurale (il più importante dell’anno) o quello organizzato per festeggiare il 150° dell’unità d’Italia….. ma il mondo delle bande è ancor oggi un mondo piuttosto sconosciuto per molti e limitato nel suo ambito anche per pochi. Tuttavia è un mondo dove molti giovani iniziano a suonare uno strumento, formano gruppi affiatati tra di loro, all’interno si trovano a volte 3 o 4 generazioni e lo scambio è sicuramente positivo per tutti e la passione per la musica è il filo conduttore. Suonare per passione… È proprio la passione per la musica che spinge il piccolo gruppo O.M.A.V.V. , nato nel 2007 all’interno della banda di Darfo, a trovarsi e provare una volta in più a settimana. Dei 12 componenti del gruppo, solo due sono single, gli altri sono “accasati e con figli a carico”, qualcuno fa parte pure del Consiglio Direttivo (altre riunioni e lavoro)….e sappiamo tutti bene quanto, oggi più che mai, la casa, la famiglia ed il lavoro impegnino le giornate di ognuno di noi in modo quasi integrale… Ma la sera delle prove, stanchi o no, dopo cena c’è l’appuntamento settimanale, ed appena si pensa a quello, si scorda la stanchezza e tutto il resto: si parte per andare a suonare 2 ore!! Che bello, anche durante la giornata lavorativa a volte mi capita di pensarci e di essere felice perché la sera suoneremo per 2 ore…che passione… E quando l’organizzatore di qualche evento ci chiama per un concerto, i cuori si infiammano! E parte il lato organizzativo: quanto dobbiamo suonare? Quante partiture servono? Quali sono le più accattivanti per quell’occasione? Chi c’è e chi non c’è? L’esibizione in pubblico è sempre un evento straordinario, soprattutto per coloro che non lo fanno per professione ma per diletto, provoca tensioni, aspettative, emozioni diverse che ringiovaniscono l’animo di chi si deve preparare per salire sul palco. Non nego che a volte ci sia anche la preoccupazione di non piacere, o di non soddisfare le aspettative, anche perché il repertorio non è da serata di ballo, non siamo nemmeno un gruppo itinerante ed il repertorio non è adatto a tutte le occasioni, ma suoniamo brani blues e dixie perché ci piace il genere, che forse è quello a noi più congegnale e riusciamo a metterci un pizzico in più di passione… Tutti noi siamo grati alla banda di Darfo per averci dato la possibilità di imparare a suonare uno strumento, ed oggi siamo orgogliosi di poter restituire alla banda suonatori che dedicano ancor più tempo per lo studio grazie a questo piccolo ma vivace gruppo di appassionati!!

*

Daniele Gabossi

   
Il Gruppo OMAVV alle Terme di Boario  Il Gruppo OMAVV in Concerto ad Erbanno
  
  

04 Musica, parole immagini

Grazie montagna per avermi dato lezioni di vita,
perché faticando ho imparato a gustare il riposo,
perché sudando ho imparato ad apprezzare un
sorso d’acqua fresca, perché stanco mi sono
fermato
e ho potuto ammirare la meraviglia di un fiore,
la libertà di un volo di uccelli,
respirare il profumo della semplicità,
perché solo,
immerso nel tuo silenzio,
mi sono visto allo specchio
e spaventato ho ammesso il mio bisogno di verità
e amore, perché soffrendo ho assaporato la gioia
della vetta percependo che le cose vere,
quelle che portano alla felicità,
si ottengono solo con fatica,
e chi non sa soffrire
mai potrà capire.

Battistino Bonali

 

Concerto della Banda al Rifugio Colombè 

Parole: “Grazie montagna”, poesia di Battistino Bonali, alpinista camuno che ha scritto pagine importanti dell’alpinismo italiano e mondiale; musica: anche la Banda di Darfo ha scritto quest’anno una sua piccola pagina di alpinismo, salendo e suonando al rifugio Colombè; immagini: di faticose e memorabili conquiste, Everest, Makalu e di prodigiose discese con gli sci dalla parete nord dell’Adamello e dalla Presolana da parte di Bonali. Musica, parole e immagini è stato il concerto che la Banda di Darfo ha tenuto quest’estate, precisamente il 23 Luglio, al rifugio Colombè, in comune di Paspardo; la manifestazione, voluta e organizzata dal CAI sezione di Cedegolo e dalla nostra banda, è stata l’occasione per ricordare due anniversari: la spedizione guidata da Battistino Bonali per la salita in prima assoluta della parete Nord dell’Everest e la fondazione del rifugio Colombè, per entrambi cade infatti quest’anno il 20° anniversario. Il nostro complesso, con parti musicali adatte al contesto “alpinistico” (Air for band, In cammino, Simon e Garfunkel, Menhir), ha creato l’atmosfera che ha accompagnato la proiezione di fotografie e filmati sulla spedizione di Bonali sull’Everest, e su altre sue conquiste alpinistiche, e le parole dei testimoni dell’epoca a ricordo di quei momenti e dell’impegno per la costruzione del rifugio Colombè. Suonare in montagna, per chi la ama e sa apprezzare quanto questi ambienti riescano a donarti, come esprime la poesia Grazie montagna, è stato sicuramente entusiasmante, ed è stato il perfetto connubio tra due forti passioni, la musica e l’andar per monti. Per la cronaca, anche per noi è stata una piccola, grande conquista: abbiamo infatti avuto a che fare con un “tempo” un poco ostile, non è di “tempo musicale” che si parla, quello con un po’ di impegno e studio riusciamo a governarlo, ma di “tempo atmosferico”….. immancabilmente imprevedibile! Il concerto in rifugio voleva infatti essere la conclusione di una giornata passata al rifugio e al monte Colombè, invece i temporali e gli acquazzoni che ci hanno accompagnato nel mese di Luglio non ci hanno abbandonato nemmeno per la giornata in montagna; ma la banda, grazie alla disponibilità dei suoi componenti, ha voluto comunque far onore all’impegno preso e, nonostante temperature non troppo estive (circa 6 °C), ha tenuto il concerto organizzato. Il “tempo atmosferico” ha voluto però darci un attimo di tregua durante l’esecuzione dei pezzi e ha permesso di ammirare, per quanti non lo conoscevano, l’incantevole panorama che si gode dal rifugio: i bastioni della Concarena, la media e bassa valle Camonica fino al lago d’Iseo. Un ricordo: una vecchia fotografia presente sul libro della storia della banda, ci ritrae durante un servizio a Montecampione dove, bardati con abbigliamento pesante, affrontiamo la bufera di neve mentre risaliamo un pendio innevato. Questa fotografia ha ispirato il compositore Carlo Pirola a scrivere e dedicarci In cammino, brano che abbiamo eseguito anche al rifugio Colombè. Da questi due episodi verrebbe quindi da concludere che la banda di Darfo non sia molto fortunata durante le uscite in montagna!! La speranza è invece che, esperienze del genere, cioè riuscire a far musica in un ambiente come la montagna, si possano ripetere ancora, e siano da volano per altre manifestazioni musicali in quota da tenere in Vallecamonica, come già da anni si ripetono in province e regioni vicino a noi.

*

Claudio Gelmini

   
 .... e la Banda sale in alta quota 
  

05 Staffolo in festa

Anche quest’anno la nostra Banda ha organizzato la sua festa popolare, giunta ormai alla 19° edizione. Come ogni anno, abbiamo cercato di rendere la nostra festa particolare dal punto di vista musicale, offrendo, nelle tre serate, tre diversi generi, per soddisfare i gusti più svariati del nostro pubblico. Abbiamo “aperto le danze” il venerdì sera, con la simpatia e la vivacità di DJ Federico, abbiamo proseguito con il concerto della Banda Musicale Città di Staffolo (abbiamo infatti avuto l’onore di ospitare i nostri amici delle Marche per tre giorni in Valle Camonica) ed abbiamo concluso con il gruppo “Le Ratatue”. Avremmo potuto raccontarvi le nostre giornate di lavoro e di festa nel dettaglio, ma preferiamo che siano gli altri a parlare di noi: abbiamo lasciato la parola ai nostri amici di Staffolo, che vi raccontano la loro esperienza nella nostra bella Valle. “Giovedì 30 giugno la tranquillità che generalmente aleggia per le vie di Staffolo subito dopo l’ora di pranzo è stata interrotta da una banda di “sbandati”, che si stava preparando per partire verso una nuova avventura. Una volta caricati bagagli, strumenti e musicisti sul fantastico pullman rosso, noi della Banda Musicale città di Staffolo siamo partiti alla volta di Darfo Boario Terme, cittadina della Val Camonica. Appena arrivati ci hanno accolto a braccia aperte quelli che ormai sono nostri cari amici e ci hanno accompagnato a cena e poi nei nostri alloggi, che erano presso una palestra. Ovviamente non era un albergo a cinque stelle, ma ognuno poteva scegliere la soluzione più idonea alle proprie esigenze. Avevamo anche ampia scelta di location, infatti, eravamo divisi in due camerate, una per i ragazzi ed una per le ragazze, ma alcuni avventurosi hanno sperimentato nuovi luoghi: qualcuno ha provato a dormire fuori per sfuggire dal caldo ma ha resistito veramente poco visto la temperatura notturna della cittadina! Comunque, già dalla prima notte, i maschietti hanno scoperto che il vero problema della loro camerata non era il caldo, bensì il concerto poco piacevole che ogni notte si ripeteva nelle sue molteplici varianti e ampliato dall’acustica della palestra… Inoltre, a rendere la palestra ancora più rumorosa, ci hanno pensato le nuove leve: infatti, come da tradizione, la notte non si dorme! Non solo le nottate erano stancanti e divertenti, ma anche le giornate. I nostri amici hanno organizzato per noi un bellissimo giro mostrandoci le bellezze che il loro territorio offre. Il primo giorno, al mattino, i nostri preparatissimi accompagnatori ci hanno portato al parco nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, patrimonio dell’Unesco, mentre per il pomeriggio il programma prevedeva la visita guidata al borgo medievale di Bienno, caratteristico per le antiche fucine del ferro, per il mulino ad acqua, oltre alla bellezza del centro storico. Il giorno successivo, invece, hanno deciso di farci godere della tranquillità di una bellissima giornata in montagna, accompagnandoci in una valle fantastica che sembrava estratta da un quadro, con tanto di prato, ruscello con acqua limpide e fresca (anzi gelata), offrendoci un pranzo da leccarsi i baffi. Questo paradiso però non ci è stato offerto gratuitamente, raggiungerlo è stata veramente una sfida! Abbiamo infatti dovuto percorrere un sentiero tipico di montagna, che per persone allenate sicuramente non era niente, mentre per noi è stato abbastanza faticoso. Risultato della giornata sono stati animi felici in fisici distrutti ma abbronzati! Ovviamente non siamo stati invitati in un periodo qualunque dai nostri amici di Darfo: nello stesso fine settimana, infatti, si svolgeva la 19° edizione della festa della banda. Il venerdì sera è stato dedicato per noi allo spasso più assoluto! La serata era animata da un dj “tuttofare”, che alternava karaoke con liscio, balli di gruppo e disco dance, così noi, da confusionari quali siamo, non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di ballare cantare e divertirci come solo noi sappiamo fare! Il sabato sera invece eravamo protagonisti come musicisti, con il compito di allietare il pubblico con i pezzi più allegri del nostro repertorio: arduo compito il nostro poiché dovevamo distoglierli dagli squisiti piatti serviti negli stand! Purtroppo senza accorgerci siamo arrivati alla domenica, ultimo giorno di “vacanza”, che è stato dedicato interamente alla ripartenza e alla musica: infatti, dopo aver chiuso le valigie, siamo andati a fare le prove, per sistemare gli ultimi pezzi per il grande concerto che si sarebbe tenuto nelle terme nel pomeriggio. Poi abbiamo caricato i bagagli, salutato la palestra, divenuta ormai casa nostra, e per il pranzo ci siamo divisi tra le famiglie dei musicisti della banda di Darfo. Io non posso parlare per tutti, ma posso garantire che io e le ragazze che erano con me ci siamo trovate benissimo: pranzo delizioso in una bellissima casa in compagnia di ragazzi veramente simpatici, peccato che alle tre del pomeriggio avevamo appuntamento per il concerto. Voi potete immaginare come potevamo essere tutti noi dopo un pranzo abbondante e dopo aver passato diverse notti quasi in bianco: il concerto non iniziava sotto i migliori auspici, ma nelle situazioni di difficoltà diamo il meglio di noi stessi, così credo che la nostra bella figura l’abbiamo fatta ugualmente!! Purtroppo, finito il concerto, è arrivato il momento di partire: dopo aver salutato i nostri accompagnatori e coloro che ci hanno ospitato, siamo saliti in pullman per riprendere il viaggio verso casa. Come bilancio generale del viaggio posso affermare con quasi assoluta certezza che sia stata un’esperienza fantastica: abbiamo visto luoghi da sogno, e possiamo anche sfatare il mito che i “nordici” siano persone fredde in quanto sono stati gentilissimi e la loro ospitalità merita un dieci e lode. Cos’altro posso dire? Mi resta solo da ringraziare tutti coloro che hanno reso tutto questo possibile sia della banda di Darfo, sia di quella di Staffolo, perché non è affatto semplice organizzare una cosa del genere, forse qualcuno non se ne rende conto!”

*

Simona

   
 Concerto del Corpo Musicale di Staffolo durante la 19^ Festa della Banda 
  

06 L'amore per la musica .... L'amore nella musica

Quando quasi 20 anni fa abbiamo iniziato ad avvicinarci alla musica, non avremmo mai e poi mai pensato di ritrovarci oggi nel 2011 a scrivere questo articolo… Io, Davide, ho iniziato a seguire i corsi propedeutici in 2^ elementare per seguire le orme di mia sorella e, dopo qualche anno di studio, ho iniziato a suonare il trombone nella Banda Cittadina di Darfo B.T..Ben 16 anni fa! Lei, Francesca, si è avvicinata alla banda dopo una giornata di promozione dei corsi alle scuole elementari e da ormai 15 anni suona il clarinetto nel Corpo Musicale Parrocchiale di Casazza. Da quel momento la musica è entrata sempre più prepotentemente nelle nostre vite: da semplice hobby, diventa la nostra unica vera passione. Le ore passate con lo strumento sono sempre di più e, anche quando non si suona, si ascoltano brani dei più svariati generi o si parla di qualche concerto o nuovo album. Con il passare del tempo i gruppi di amici diventano sempre più affiatati, le ore spese in banda e per la banda aumentano...portandoci anche a ricoprire il ruolo di consiglieri nei rispettivi direttivi, con tutti gli oneri e gli onori che ne competono. Il vivere l’associazione in questo modo, spesso ci ha portato a pensare che la cosa più bella sarebbe stata quella di trovare l’amore all’interno di queste realtà per poter condividere questa passione e non rischiare di doverla abbandonare, ma sembrava solo un sogno. Nonostante tutte queste similitudini e il girovagare delle due associazioni, le nostre due bande non si erano mai incrociate prima del 2007, se non al torneo di calcio riservato ai soli corpi bandistici organizzato a Darfo nel 2006..., anche se sembra strano perché in fondo ci dividono solamente 30 Km. A febbraio 2007 però, si organizzò una cena per festeggiare il 1° anno di vita del nostro sito internet www.bandadarfo.eu e, tra i partecipanti, figuravano tre ragazze in rappresentanza della Valcavallina: ne risultò una serata informale con uno scambi di idee e confronti molto interessanti. Da lì in poi i contatti sono stati sempre più frequenti: una sfilata di carnevale, uno scambio musicale, un concorso di bande giovanili, qualche cena tra amici ci hanno portato a conoscere meglio l’altra realtà e a far incontrare anche noi due. Non vi parlo della nostra vita insieme, anche se, come avrete capito, la musica l’ha sempre fatta un po’ da padrona nel nostro rapporto. In questi 4 anni e mezzo, ma soprattutto nell’ultimo dedicato ai preparativi per il matrimonio, le nostre bande hanno avuto un ruolo di primo piano: non potevamo pensare al nostro giorno più bello senza i nostri amici! E infatti il 17 settembre è stata una giornata indimenticabile grazie soprattutto a loro: c’è stato chi è venuto a suonare una marcia funebre sotto casa a mezzanotte la sera prima, chi ha suonato in chiesa (un quintetto di ottoni da Darfo e un duo di clarinetti da Casazza per la par-condicio!), chi ha preparato gli striscioni, chi ha organizzato i giochi al ristorante… l’allegria che hanno portato e l’affetto che ci hanno dimostrato, hanno reso il tutto fantastico! L’amore per la musica ci ha portato ad impegnarci a fondo e a sacrificare tanto (le domeniche in cui nessuno dei due ha impegni si contano sulle dita di una mano), ma siamo stati ripagati all’ennesima potenza…perché, non solo abbiamo trovato l’amore (che è una cosa che non capita a tutti), ma anche l’affetto di tante persone che da anni fanno parte della nostra vita, due ambienti sani e costruttivi che ci hanno fatto crescere e maturare…e questo può capitare a tutti voi, basta provarci e crederci, perché la musica è l’unico linguaggio universale!

*

Davide e Francesca

  
  

07 Elenco impegni 2011

    
 Processione per il "Fratasì" Preistoria, Musica, gioventù: Concerto al parco delle Luine

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Domenica 9 gennaio 2011               
Concerto a Brescia al teatro San Barnaba
Venerdì 4 febbraio 2011
Assemblea dei soci ordinari
Sabato 26 febbraio 2011        
Servizio a Boario - 50° anniversario di beatificazione di Beato Innocenzo da Berzo
Mercoledì 16 marzo 2011
Concerto a Boario - manifestazione per il 150° anniversario dell’unità d’Italia
Venerdì 22 aprile 2011     
Servizio religioso a Corna - Venerdì Santo
Sabato 7 maggio 2011
Concerto a Montecchio “Sette note per sette Maestri”
Venerdì 13 maggio 2011
Assemblea annuale dei soci
Domenica 22 maggio 2011            
Servizio a Darfo – 20° Meeting per disabili
Sabato 28 maggio 2011             
Saggio della Banda Giovanile con scuole elementari
Domenica 5 giugno 2011          
Saggio di fine anno degli allievi
Venerdì 17 giugno 2011           
Concerto estivo a Corna nell’ambito dei concerti nelle frazioni con partecipazione della Banda Giovanile
Giovedì 23 giugno 2011            
Servizio religioso ad Angone – Corpus Domini
Domenica 26 giugno 2011       
Servizio religioso a Montecchio – Corpus Domini
Ven 1 Sab 2 Dom 3 luglio 2011        
XIX Festa Popolare della Banda
Ven 1 Sab 2 Dom 3 luglio 2011        
Gemellaggio con il Corpo Musicale “Città di Staffolo” (AN)
Sabato 9 luglio 2011
Concerto estivo al Parco delle Luine nell’ambito dei concerti nelle frazioni con partecipazione della Banda Giovanile
Sabato 23 luglio 2011
Concerto ad alta quota – Rifugio Colombè
Mercoledì 14-21-28 settembre 2011
Corso aggiornamento per insegnanti
Domenica 9 ottobre 2011
Servizio a Boario – 32° Ottobrata degli Autieri
Ven 14 Sab 15 Dom 16 ottobre 2011
Master Class per ottoni, docente Maestro Alessandro Fossi 
Domenica 30 ottobre 2011          
Servizio a Fucine in occasione della commemorazione del 4 novembre
Sabato 5 novembre 2011       
Servizio a Darfo in occasione della commemorazione del 4 novembre
Domenica 20 novembre 2011       
Servizio a Boario in occasione dell’annuale manifestazione del gruppo Emigranti
Sabato 26 novembre 2011          
Festa di Santa Cecilia
Giovedì 8 dicembre 2011
Raduno per Bande Giovanili a Pianborno
Domenica 18 dicembre 2011
Esibizione del gruppo “Pastorelle” al Centro commerciale Adamello
Venerdì 23 dicembre 2011       
Esibizione del gruppo “Pastorelle” a Darfo Cittadella
Sabato 24 dicembre 2011          
Esibizione del gruppo “Pastorelle”per le vie delle frazioni
Lunedì 26 dicembre 2011       
Concerto Augurale presso il Palazzo Congressi di Boario Terme
Dall’ inizio dell’anno al 31 dicembre: 

46 prove della Banda e 32 prove della Banda Giovanile

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 Concerto al Teatro San Barnaba di Brescia
 

08 Ultima pagina

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Concerto Augurale:

Invitiamo tutti gli amici ed i simpatizzanti al nostro tradizionale CONCERTO AUGURALE che si terrà presso il Palazzo Congressi di Boario Terme Lunedì 26 Dicembre 2011 alle ore 20.45. Al termine verrà offerto il “Brindisi Augurale”

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Tesseramento:

Se sei già socio, aiutaci a trovarne altri!!! TESSERAMENTO Se pensi che la Banda Cittadina di Darfo Boario Terme meriti di essere sostenuta, diventa socio versando una quota minima di 10€, con la quale riceverai la tessera dell’Associazione. Se già lo sei, rinnovala e riceverai il bollini 2012. Puoi telefonare in sede, o versare tramite bollettino postale n. 11556255. La nostra tessera ti darà diritto a particolari sconti presso i negozi con noi convenzionati.

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Comitato di redazione:

Alberti Renata, Barbetti Elena, Davide e Francesca, Gabossi Daniele, Galli Paola, Gelmini Claudio, Moreschi Remo, Pennati Egidio, Simona

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Semibreve 2012

01 Il saluto del Vice presidente

La Banda Cittadina di Darfo Boario Terme è un’Associazione di volontariato. Tengo a ribadire questo concetto perché, di questi tempi, il Volontariato è sempre più un valore civico e sociale da diffondere alle nuove generazioni, che sono la forza per il futuro, e la Banda è formata da giovani, ragazzi e ragazze che con il volontariato concorrono a far crescere la nostra Associazione. Quest’anno sono stati più di trentacinque i nostri impegni diversificati tra concerti ,servizi civili e religiosi, nei vari articoli che seguono troverete elencate anche tutte le attività didattiche e ludiche svolte dalla Banda che tutti i componenti, sostenuti dall’organizzazione del Consiglio Direttivo, svolgono con solerte impegno e costanza. Credo che l’ottimo operato del Maestro Vittorio Alberti, nel suo trentennale di Direzione e cinquantesimo da musicante, sia dimostrato dai risultati visibili sia in termini di vita associativa che di gradimento del pubblico soprattutto al Concerto Augurale, che quest’anno sarà pieno di emozioni anche per le ricorrenze festeggiate. Noi ci sentiamo una grande Famiglia e come tale vogliamo condividere con Voi le nostre emozioni. Quest’anno è stato particolare e tutti quanti abbiamo in un modo o nell’altro superato una prova dolorosa per la perdita di un esempio concreto di tutto ciò che ho espresso in queste poche righe: il Consigliere, Capo Banda, clarinettista, saxofonista, padre, marito, amico Daniele Gabossi. E’ stata per noi una grande perdita: Daniele con il suo lavoro, la sua dedizione, il suo amore per la musica ha portato “sconvolgimenti” e una svolta in positivo per la vita della Banda. Sarà sempre nella nostra memoria e nei nostri cuori: un grazie per tutto quello che hai fatto per tutti noi, grazie Daniele! E dopo queste emozioni forti, noi andiamo avanti sempre più forti e motivati come anche lui vorrebbe e con questo spirito ringraziamo tutti quanti rendono possibile la vita della Banda con il loro aiuto, un grazie ai soci, ai Maestri, agli sponsor, ai collaboratori esterni, all’Amministrazione Comunale e a tutte le Associazioni che ci sostengono.
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IL VICE PRESIDENTE
Egidio Pennati

  
  

02 Tre giorni di musica e divertimento

 

La Banda Cittadina di Darfo B.T. e il Corpo Musicale Parrocchiale di Casazza hanno organizzato per le loro bande giovanili, una nuova esperienza di crescita collettiva e non solo musicale: nei giorni 31 agosto, 1-2 settembre 2012 si è tenuto a Villa di Lozio il primo Campus delle due bande giovanili. Ecco le impressioni di una giovane partecipante: Il campus che ha occupato 3 giorni della nostra impegnata estate è stato sicuramente motivo di crescita non solo dal punto di vista musicale, ma anche e soprattutto dal punto di vista umano per noi ragazzi della “giovanile”. La musica ha accompagnato la nostra permanenza, una musica che non era solo nostra, una musica che abbiamo condiviso con gli amici di Casazza. Il conoscerli ci ha permesso di creare un qualcosa di Nostro, e con nostro voglio intendere che era un qualcosa di condiviso, non c’era un ‘’loro’’ e un ‘’noi’’, era un insieme, un’unità riscontrata non solo sullo spartito, ma anche nella vita di campo. Abbiamo avuto la possibilità di confrontarci e apprezzare il valore dell’amicizia dietro a uno spartito, abbiamo colto la vicinanza tra ciò che suonavamo e ciò che, una volta chiusa la custodia dei nostri strumenti, vivevamo. Perché in fondo non è difficile pensare che ognuno di noi sia come una nota su quel pentagramma, che poi in fin dei conti è il nostro mondo; pensare che in qualche modo ognuno di noi sia indispensabile per la composizione di una melodia perfetta, avere la coscienza che rispettare il nostro valore sia necessario e non scoraggiarci di fronte alla nostra, così apparente, insignificanza perché, come ancora una volta la musica ci insegna, sono spesso tante note vicine, anche di poco valore, a fare sì che una melodia abbia il suo perché. Ogni nostro spartito nascondeva quei pensieri segreti che ogni giorno venivano regalati al vento che, meravigliato, trasportava quelle dolci note divertendosi a inzupparle con tutta l’acqua che, probabilmente incantata anche lei dalla nostra musica, non ci mai lasciato. Questa bellissima esperienza è stata permessa certamente dai nostri maestri, che oltre ad averci fatto migliorare musicalmente parlando, ci hanno fatto divertire con giochi divertenti! Spero in una avventura simile anche per l’anno prossimo!
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Silvia Pedersoli

  
  

03 OPEN DAY? 365 ogni anno

Per fare in modo che un' associazione possa avere lunga vita è imperativo riuscire a garantire il ricambio generazionale, ovvero fare in modo che per ogni musicante che esce ce ne sia sempre uno pronto ad entrare e rimanere per diversi anni. Questo aspetto diventa di primaria importanza nel momento in cui ci si rende conto che lo "zoccolo duro" della nostra Banda è formato da chi è entrato più di dieci anni fa e che buona parte dei ragazzi lasciano dopo pochi anni di attività. La banda cittadina di Darfo Boario Terme, negli ultimi anni, ha quindi deciso di investire parecchie forze per migliorare i corsi propedeutici e di orientamento musicale, per rendere più attiva la banda giovanile e per fare in modo che i ragazzi più giovani si integrino al meglio tra di loro e nel gruppo. Quest'anno si è pensato di organizzare anche il primo "open day", nel quale promuovere a tutti i cittadini di Darfo e non, tutte le nostre proposte formative. Il 30 settembre si è tenuta quindi questa giornata alternativa, organizzata con l'aiuto dell'amministrazione comunale e della biblioteca. I numerosi partecipanti hanno potuto assistere ad una breve esecuzione del sestetto di ottoni, ad una rappresentazione teatrale per bambini, al concerto della nostra banda giovanile insieme alla junior band di Casazza e ad alcune esibizioni dei ragazzi dei corsi di orientamento musicale. Sono state spiegate storia e peculiarità di ogni strumento e i più piccoli hanno potuto provarne alcuni tra i più strani e svariati. Una lunga ed intensa giornata con un'ottima risposta da parte dei partecipanti che si sono trattenuti fino al termine seguendo interessati tutto il programma musicale. Le iscrizioni ai corsi non sono state moltissime, ma siamo sicuri di aver piantato un seme importante nella mente di tanti bambini e magari anche nel cuore di qualche genitore...quindi ci aspettiamo di riceverne molte nei prossimi mesi. Ricordatevi che noi siamo sempre aperti e attivi tutto l'anno ed ogni giorno è quello giusto per decidere di iniziare. Poi, come si dice, se sono rose, fioriranno...quindi, se sono note, suoneranno!
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Davide Raineri

  
  

04 Ricordo di un carissimo amico

Ogni parola è superflua, preferiamo ricordarlo così ....
Ciao Daniele

   
   

05 Galotta fa la Banda

C’era una volta, in un paesino della Valle Camonica, una graziosa ragazza dai riccioli dorati di nome Veronica. Fin dalla tenera età, la bambina aveva dimostrato di avere particolare interesse per la musica e un bel giorno, mamma Giuseppina e papà Claudio decisero di lasciare che la loro figliuola coltivasse la sua passione frequentando i corsi musicali che la banda offriva a tutti i ragazzi appassionati di musica. Sotto la guida del maestro Vittorio, Veronica dimostrò fin da subito il suo talento, in breve tempo imparò i rudimenti della musica, e sotto la guida di maestri preparati diventò una delle flautiste della banda cittadina di Darfo. Anno dopo anno, Veronica trascorreva parecchio del proprio tempo ad affinare la sua tecnica e interpretazione, coltivando la sua passione in compagnia degli amici che l’associazione riuniva settimanalmente presso la propria sede; non mancavano occasioni speciali quali concerti, trasferte, gemellaggi, feste in cui i ragazzi si divertivano insieme. Fu proprio in uno di questi eventi, durante la festa popolare della banda, che Veronica si accorse di un giovane saxsofonista di nome Giacomo, anche lui avvicinatosi alla banda per l’interesse che nutriva, sin da piccolo, per la musica; il suo occhio turchese e la folta chioma colpirono la fanciulla che in breve tempo cadde tra le sue braccia, fu così che iniziò la loro storia d’amore. Tra una suonata e l’altra gli anni passavano , i due giovani crescevano e gli incontri si fecero sempre più frequenti, anche fuori dall’ambiente musicale. Gli amici bandisti cominciarono a scommettere su quando la coppia potesse convolare a nozze; passarono alcuni anni e, finalmente, Giacomo decise che era giunta l’ora di chiedere la mano di Veronica, che, ovviamente, non si fece scappare l’occasione. La notizia fu accolta con piacere da amici e parenti che, insieme ai futuri sposi, si apprestarono a preparare tutto per il grande giorno, compresi i numerosi scherzi. In una bella giornata d’autunno, il 13 ottobre, tra squilli di trombe, canti e balli, Giacomo e Veronica si sposarono e festeggiarono fino a notte fonda con amici e parenti; non poterono mancare gli amici della banda, senza la quale non avrebbero potuto incontrarsi. Questa è una delle tante storie che accadono all’interno della nostra banda: grazie a questa associazione Giacomo e Veronica hanno avuto la possibilità di avvicinarci all’affascinante mondo della musica, vivere emozionanti esperienze e, non per ultimo, conoscere amici con i quali hanno condiviso molte esperienze musicali e sociali, sempre all’insegna del puro divertimento . … e vissero tutti felici e contenti.                           
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Giacomo e Veronica

   
  

06 La pagina degli Anniversari

50 ANNI DA MUSICANTE E 30 ANNI DA DIRETTORE

 

2012: per il nostro Maestro Vittorio Alberti è stato un anno particolare. Quest’anno infatti ricorrono ben due anniversari significativi del suo rapporto con la Banda di Darfo. Il musicante Vittorio Alberti festeggia infatti le nozze d’oro con la nostra banda mentre il Maestro Vittorio Alberti festeggia le nozze di perla con la stessa. Sicuramente non è facile fare un bilancio di tanti anni dedicati alla nostra associazione, e di una vita dedicata alla musica in ogni sua forma, ma siamo certi che, nonostante qualche inevitabile difficoltà, il nostro Maestro sia soddisfatto e orgoglioso di quanto è riuscito a costruire con il suo lavoro. Da parte nostra speriamo di essere riusciti ad aiutarlo a concretizzare la sua idea di banda e di cuore gli auguriamo di trovare sempre soddisfazione in quello che fa anche per noi.  

 

 

Il maestro alla direzione della nostra banda

 

Capodanno del 1965: i primi passi del nostro Maestro

1 maggio 1962: dopo qualche anno di corsi di orientamento musicale organizzato dalla banda, il giovanissimo trombonista Vittorio Alberti debuttò alla sua prima uscita tra le file della Banda Cittadina di Darfo Boario Terme. L’occasione fu un servizio religioso, proprio nel suo paese: le prime comunioni a Corna.

30 dicembre 1982: dopo 20 anni da musicante nella banda di Darfo, anni impegnativi e di intenso lavoro, anche come consigliere, al giovane Vittorio Alberti venne affidata la direzione della banda stessa. Fin dai primi mesi, portò notevoli innovazioni in campo musicale e non solo. Il 30 dicembre 1982 Vittorio Alberti affrontò il suo primo concerto augurale come direttore della banda di Darfo: il concerto si tenne al Teatro San Filippo a Darfo.  

 

XX EDIZIONE DELLA FESTA POPOLARE DELLA BANDA

3-4 luglio 1993: La banda cittadina di Darfo decise di iniziare una nuova avventura. Dopo anni di preparazione e di raccolta di informazioni e consigli, la banda decise che i tempi fossero maturi per provare a realizzare la sua prima Festa popolare. Il lavoro fu tanto, prima, durante e dopo: dalla ricerca del capannone all’organizzazione delle due giornate e serate, dalla preparazione dei piatti all’intrattenimento per il pubblico, ma al termine di tutto, il Consiglio direttivo allora in carica decise che l’esperienza era stata positiva, e valeva la pena di continuare…

6-7-8 luglio 2012: la Banda cittadina di Darfo ha organizzato la sua XX Festa popolare…
Ebbene sì, forse qualcuno non ci avrebbe scommesso, ma siamo arrivati alla ventesima edizione della Festa Popolare… Ripensando a tutti questi anni di lavoro e di divertimento, ci rendiamo conto di essere cresciuti e di avere tutti tanti e tanti ricordi…e una certezza: nei primi giorni di luglio, nello stesso posto (nel “nostro” parcheggio), noi ci saremo, ogni anno, per continuare con la nostra Festa che, iniziata quasi per scommessa, è ormai diventata una bella tradizione.

   
 

 

Festa popolare 2002

 

07 Primo Masterclass percussioni

 

Dall’esperienza di varie realtà bandistiche e dopo il successo della MASTER CLASS per OTTONI svolto nell’ottobre 2011 con il maestro Alessandro Fossi, quest’anno la Banda Cittadina di Darfo ha voluto offrire ai percussionisti la possibilità di confrontarsi con i colleghi, sotto la guida professionale di un insegnante qualificato come il m° Daniele Sabatani, nella prima edizione della MASTER CLASS per PERCUSSIONI. Questo appuntamento voleva essere un momento di crescita per musicanti di ogni livello, sia bandisti che professionisti. Per raggiungere questo scopo avevamo bisogno di due cose fondamentali: un buon maestro e tanti allievi. Il primo l’avevamo conosciuto durante l’edizione 2011 di “Musica in festa” degli amici marchigiani di Staffolo, ci era piaciuto subito per la sua preparazione, ma soprattutto per il suo modo semplice ed entusiasta di porsi con ogni persona e così non ce lo siamo “fatto scappare”. Per i secondi tanto ha fatto il passaparola, ma l’alleata principale è stata la grande potenza di internet, che ha portato tra noi ragazzi di Val Trompia, Val Cavallina, Val Seriana, Valtellina, oltre ovviamente della Valcamonica, raccogliendo ben 15 iscrizioni che possono non sembrar molte, ma per una prima esperienza e per uno strumento troppo spesso relegato a figura marginale nella storia delle bande, vi assicuro che è un gran risultato. Sono stati tre giorni intensi, con un fitto calendario di prove individuali e collettive, certamente un bell’impegno organizzativo e per qualche giovane allievo magari un po’ pesante…. ma nella nostra sede si è creato qualcosa di magico….: percussionisti di ogni età dagli 11 anni in poi fino a un over 50, hanno condiviso la passione per la musica attraverso strumenti che ai più sono sconosciuti, ma che grazie al Maestro hanno saputo creare una vera armonia, in tutti i sensi. La domenica pomeriggio, grazie alla collaborazione di alcuni musicanti della banda, nella sede del Centro Anziani nell’Ambito della manifestazione “L’Armonia del Convento”, si è tenuto un apprezzato concerto di chiusura con, al termine, la consegna dei diplomi di partecipazione. Quando con il caro amico Daniele Gabossi abbiamo pensato di dar vita a questa idea, volevamo sì fare un corso di perfezionamento, ma soprattutto rivalutare le percussioni e dare un po’ di entusiasmo ai nostri giovani e credo che il fine sia stato raggiunto. Quest’anno nella nostra banda c’è un gruppo di otto elementi che si trova settimanalmente e, tra una nota e l’altra, si è creato un bell’affiatamento che fa ben sperare per il futuro. Bisogna insegnare le nozioni, ma anche saper trasmettere entusiasmo: questa secondo me è la chiave per far amare la musica (e quindi la Banda) e il maestro Sabatani ha reso perfettamente l’idea. Il suo aggettivo preferito rivolto durante le lezioni ad ogni allievo, bravo o meno bravo? "FANTASTICO!" E con questo ho detto tutto….. alla prossima…..
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Sara Raineri

  
  

08 Ultima pagina

Concerto Augurale:

Invitiamo tutti gli amici ed i simpatizzanti al nostro tradizionale CONCERTO AUGURALE che si terrà presso il Palazzo Congressi di Boario Terme Sabato 29 Dicembre 2012 alle ore 20.45 a conclusione della manifestazione “Note di Natale”.  Al termine verrà offerto il “Brindisi Augurale”

Comitato di redazione:

Alberti Renata, Barbetti Elena, Raineri Davide, Raineri Sara, Pennati Egidio, Giacomo e Veronica, Pedersoli Silvia

  
  

08 Ultima pagina

  
  
Lunedì 5 marzo 2012
Servizio Funebre a Darfo
Venerdì 6 aprile 2012
Servizio religioso a Corna – Processione del venerdì Santo
Venerdì 13 aprile 2012
Assemblea annuale dei soci
Domenica 29 aprile 2012            
Raduno di Bande Giovanili a Esine
Venerdì 4 maggio 2012            
Concerto a Darfo nell’ambito della manifestazione “L’armonia del Convento”
Martedì 8 maggio 2012
Servizio religioso a Pianborno –Festa di San Vittore
Mercoledì 16 maggio 2012
Saggio della Banda Giovanile con scuole elementari
Ven 18 Sab 19 Dom 20 maggio 2012
I Masterclass per Percussionisti
Venerdì 25 maggio 2012           
Servizio a Boario – apertura del XXX trofeo interbancario di pesca alla trota
Domenica 27 maggio 2012
Saggio di fine anno degli allievi
Domenica 27 maggio 2012
Concerto di musica sacra nella chiesa di Santa Maria a Darfo
Martedì 12 giugno 2012
Servizio della Banda Giovanile a Corna – chiusura anno scolastico scuola materna
Domenica 17 giugno 2012       
Servizio religioso a Darfo – Prima messa di Padre Carlo Bianchini
Domenica 1luglio 2012       
Servizio a Boario – inaugurazione del monumento alla Folgore
Ven 6 Sab 7 Dom 8 luglio 2012        
XX Festa Popolare della Banda
Domenica 15 luglio 2012
Concerto di musica sacra nella Chiesa Parrocchiale di Vezza d’Oglio
Sabato 21 luglio 2012
Concerto estivo a Erbanno nell’ambito dei concerti nelle frazioni con partecipazione della Banda Giovanile
Ven 31 agosto Sab 1 Dom 2 settembre 2012        
I Campus Banda Giovanile a Villa di Lozio, con la partecipazione della Junior Band di Casazza
Sabato 8 settembre 2012
Servizio a Boario: 10° Festa dello sport
Sabato 29 settembre 2012
Servizio Funebre a Darfo
Domenica 30 settembre 2012
Open day del convento
Domenica 7 ottobre 2012
Servizio a Boario – Intitolazione piazza al Cav. Federico Tempini
Domenica 14 ottobre 2012
Servizio a Boario – 33° Ottobrata degli Autieri
Domenica 28 ottobre 2012          
Servizio a Fucine in occasione della commemorazione del 4 novembre
Domenica 4 novembre 2012     
Servizio a Darfo in occasione della commemorazione del 4 novembre
Domenica 4 novembre 2012               
Concerto a Brescia al teatro San Barnaba
Domenica 18 novembre 2012     
Servizio a Boario – 29° anniversario di fondazione dell’associazione Emigranti Camuni
Sabato 24 novembre 2012          
Festa di Santa Cecilia
Lunedì 24 dicembre 2012          
Esibizione del gruppo “Pastorelle”per le vie delle frazioni
Sabato 29 dicembre 2012
Concerto Augurale presso il Palazzo Congressi di Boario Terme
Dall’ inizio dell’anno al 31 dicembre:  46 prove della Banda e 44 prove della Banda Giovanile
  
  

Semibreve 2013

Prova

Semibreve 2014

01 Gli auguri del Presidente

“Una tristezza così, non la sentivo da mai, ma poi la banda arrivò, e allora tutto passò”.
Così comincia una famosa canzone cantata da Mina.
Vorrei anch’io augurare che la presenza della banda serva a far passare un po’ la tristezza a tutti quelli che ci ascoltano nelle nostre numerose manifestazioni.
Con l’impegno di tanti e di tante, anche quest’anno la banda è stata presente in numerose circostanze: dal concerto augurale di fine anno, alle manifestazioni e ricorrenze che celebrano eventi: scandiscono il passare del tempo presente e il ricordo del passato.
Abbiamo degli ottimi maestri, dei musicanti che spendono ore e energie per prepararsi al meglio, tante persone che ci aiutano in varie circostanze, una Amministrazione che ha fiducia in noi e ci sostiene: dobbiamo dire grazie a tutti e a tutte e guardare avanti per rendere sempre migliori le nostre esibizioni.
Siamo stimati anche fuori casa e lo dimostra la nostra esibizione a Staffolo nelle Marche che ci ha visti protagonisti nel mese di luglio.
Abbiamo un compito educativo importante: insegnare la musica anche alle giovani generazioni e far capire che il suo linguaggio unisce le persone e affina i loro animi. Per questo consideriamo importanti i corsi di musica che ogni anno organizziamo per bambini e per adulti.
“Quando la banda passò, nel cielo il sole spuntò e il mio ragazzo era lì e io gli dissi di sì. La banda suona per noi, la banda suona per voi… Se c'era uomo che piangeva, sorrise perché sembrava proprio che la banda suonasse per lui e in ogni cuore la speranza spuntò, quando la banda passò, cantando cose d'amor. La banda suona per noi, la banda suona per voi.”
E’ questo l’augurio che come Presidente, a nome di tutta la banda, offro a tutta la città di Darfo… E vorrei che tutti, nel prossimo anno, almeno una volta possano dire: “ho sentito la banda e mi ha rallegrato il cuore”.
 
Giancarlo Pianta
 
 

02 Apriamo le porte

Open day è il termine tanto in voga per indicare l’apertura al pubblico di un Ente o un’Istituzione.
Per adeguarsi ai tempi che corrono, anche la Banda ha deciso, dal 2012, di tentare questa strada per avvicinare il territorio.
Con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale e quest’anno anche del Centro Culturale Teatro Camuno, abbiamo ideato questa giornata speciale dedicata alle famiglie, in cui si aprono letteralmente le porte del Convento con la sua Biblioteca, la sede della Banda e l’incantevole chiostro.
Ogni autunno i corsi musicali vengono proposti con volantini nelle scuole del territorio, grazie anche ai comitati genitori di Darfo 1 e 2, ma sono soprattutto il passaparola e il contatto diretto con le persone che riescono a coinvolgere nuovi allievi. In una cittadina come la nostra, dove l’offerta di attività sportive, culturali e ricreative è tanto vasta, spesso la Banda è ai più sconosciuta. Certo, magari capita di assistere a una sfilata per qualche ricorrenza civile o religiosa, o per i più attenti magari a un concerto estivo o augurale, ma molti non sanno che è possibile farne parte. Il nostro intento è proprio quello di far conoscere e diffondere la cultura bandistica, che non è semplicemente iscrivere il proprio figlio a un corso musicale, ma è entrare a far parte di un’Associazione impegnandosi nello studio di uno strumento e allo stesso tempo fare aggregazione con chi condivide la stessa passione. Abbiamo voluto dedicare la
giornata alle famiglie, perché da alcuni anni l’offerta formativa si è ampliata proponendo laboratori di propedeutica per i bambini di 1^ e 2^ elementare, corsi di orientamento dalla 3^ elementare in poi, corsi di strumento per ragazzi e adulti, abbracciando così più generazioni. Chi era presente domenica 28 settembre, avrà notato fra le fila della banda giovanile sia genitori che figli come colleghi musicisti, nonni che aiutavano nell’allestimento del concerto, fratellini che correvano nel giardino… questa è la Banda, una grande Associazione Musicale fondata sul volontariato che dà la possibilità di imparare a suonare a chiunque voglia avvicinarsi. Potrei parlarvi del concerto, eccezionalmente baciato dal sole, della Banda giovanile, dei racconti musicati dell’amica Bibi Bertelli con le Zabette e il gruppo percussioni, dell’aperitivo musicale a cura della classe di flauto, del gruppo ottoni, di un giovane trio di clarinetti e
del coraggioso saxofonista, potrei anche descrivervi la gioia dei più piccoli mentre provavano a emettere qualche strano suono coi misteriosi strumenti esposti, ma non renderei l’idea. Se siete tecnologici vi invito a visitare il nostro sito o la pagina facebook, dove potete visionare immagini e video e farvi un’idea di ciò che vi siete persi o che potrete rivivere alla prossima edizione. Quest’anno abbiamo avuto il record di iscrizioni, quindi direi che è stata imboccata la via giusta e a chi non l’avesse ancora trovata rinnoviamo l’invito: le nostre porte sono sempre aperte.
 
Sara Raineri
 
 
 

03 Sostieni il progetto

SOSTIENI IL PROGETTO:
“Tutela del patrimonio musicale storico della Banda Cittadina di Darfo Boario Terme”
Grazie al 9° Bando promosso dalla FONDAZIONE DELLA COMUNITA’ BRESCIANA la banda è riuscita ad
accedere al contributo economico per realizzare questo progetto. L’effettiva erogazione potrà avvenire solo
se la banda riuscirà a raccogliere donazioni per un importo di € 1.000. Il progetto prevede il recupero, la
digitalizzazione, per la messa in sicurezza dell’archivio storico della banda, con la realizzazione anche di un
soppalco nella propria sede. Chiediamo il vostro aiuto invitandovi a visitare il sito www.bandadarfo.eu nel
quale troverete tutti i dettagli e le istruzioni per effettuare il bonifico a favore della Fondazione della
Comunità Bresciana. (Oppure info telefoniche 3401037571)
 
 

04 Campus Bande Giovanili – Atto III

“La musica crea l’amicizia, l’amicizia crea la musica”…
Con questa frase si può riassumere ciò che è il CAMPUS MUSICALE delle bande giovanili.
Un gruppo di ragazzi (giovani e meno giovani) con tanta voglia di suonare e di stare insieme, per tre giorni di studio e di divertimento.
Il periodo è sempre la fine di agosto, i ragazzi della Banda Giovanile di Darfo Boario Terme presenti… cambiano i compagni di viaggio e la destinazione. A condividere l’esperienza quest’anno sono stati gli allievi della BANDA GIOVANILE di Pisogne e la meta è stata Borno, presso la casa vacanze “Marco Nodari”. Con l’obiettivo di creare un concerto in tre giorni, il lavoro è duro: prove alla mattina, prove al pomeriggio, prove di gruppo, prove a sezioni, ma quando lo studio finisce ecco che le camerate si riempiono di risate, il campo da calcio si anima, la grande tavolata dove mangiare tutti insieme diventa allegra e chiassosa.
E’ questa la magia del campus: i grandi che insegnano ai piccoli e i grandi che imparano dai piccoli; trovarsi tutti insieme a suonare, ballare, chiacchierare e a volte anche bisticciare… perché condividere significa anche questo.
Un ringraziamento speciale va a tutti coloro che, con tanto lavoro e con tanta passione, riescono a far sì che tutto questo si realizzi; quindi come non citare il nostro mitico cuoco FRANCO TROTTI che ci ha preparato pranzi e cene da leccarsi i baffi, il tutto accompagnato dal suo instancabile sorriso.
L’appuntamento è quindi per il 2015… Qualcuno si ricordi di prenotare il sole!
 
Francesca Algisi
 
 

05 Musica in Festa

25 luglio: partenza da Darfo destinazione Staffolo, ridente borgo marchigiano. Armati di tutti i nostri strumenti e appesantiti dai bagagli, iniziamo il nostro viaggio a bordo del potente mezzo camuno che ci ha condotto alla nostra meta. Giunti a destinazione ci sono state assegnate le camere in una pensione tutta per noi, che aveva certo visto anni migliori, ma che comunque si adattava perfettamente all’occasione. All'ora concordata ci siamo ritrovati di fronte alla scuola. Da lì siamo partiti suonando e marciando per le vie del paese, seguendo un
percorso prestabilito, mentre le altre tre bande, che condividevano con noi l'esperienza, eseguivano i loro pezzi attraversando altre vie del luogo. Al termine ci siamo ritrovati tutti in piazza e ci siamo esibiti alternandoci. Queste nostre fatiche sono state ripagate dalla gustosa cena che i nostri stomaci sempre affamati hanno apprezzato. Fra grasse risate, siamo giunti nella solita piazza dove abbiamo tenuto il concerto che ha concluso la serata per alcuni, mentre i più goderecci hanno preferito bere in compagnia alla festa locale.
Il secondo giorno ci aspettava la ricompensa di tante fatiche: mezza giornata al mare.
Il tempo non era dei migliori, ma noi, reduci da un luglio piovoso, l'abbiamo apprezzato comunque. La mattinata si è svolta in piena libertà e ognuno di noi ha potuto trascorrere del tempo in spiaggia e nel mare come preferiva. Queste ore hanno permesso di conoscerci meglio anche al di là della passione per la musica che ci accomuna. Dopo pranzo si è deciso di giocare a bandierina, prendendo in ostaggio la mia maglietta che è stata maltratta e riempita di sabbia con mio grande rammarico. Come di consueto, alle 18.30 abbiamo suonato e marciato, nonostante il tempo non fosse dei migliori, e siamo scappati da un temporale per rifugiarci nel solito “ristorante” per la cena. La sera, dopo aver assistito al concerto della banda di Staffolo, ci siamo recati alla festa del paese dove abbiamo ballato e scherzato fino a notte inoltrata. Alle 11 della domenica si è svolta la cerimonia ufficiale con scambio reciproco dei doni e condivisione dell'esperienza con la banda portoghese e quella spagnola.
La giornata è proseguita con la visita alle cantine del Verdicchio, ma, non essendo un'appassionata di vino non ho potuto apprezzare il prodotto.
Il pomeriggio prevedeva la visita in una caratteristica cittadina nella valle Esina, Cingoli, che non abbiamo potuto godere completamente a causa della pioggia persistente. La sera abbiamo assistito al concerto della banda portoghese e concluso l'ultima giornata con un Nutella party intervallato da tante risate e rigorosamente vietato agli adulti del gruppo.
Il risveglio del quarto giorno è stato malinconico a causa del prossimo ritorno a casa. Dopo i saluti di rito siamo partiti alla volta di Gradara, un borgo medievale citato da Dante per la famosissima vicenda drammatica di Paolo e Francesca svoltosi nel castello dei Malatesta da noi visitato. La visita si è dimostrata particolarmente suggestiva anche perché accompagnata da un sole splendente ed è terminata gustando una deliziosa piadina. La via del ritorno è stata allietata da canti popolari, non sempre degni della migliore tradizione musicale, ma che hanno permesso di trascorrere in allegria il viaggio. Giunti a Darfo ci siamo salutati consapevoli di aver vissuto un'esperienza arricchente sia dal punto di vista musicale che umano.
 
Beatrice Tenchini
 
 

06 Un nuovo inizio

Nel 2014 sono ormai 15 anni che suono nella Banda di Darfo. Un bel traguardo, anche se bazzico tra i suoi leggii da quando avevo 3 anni e seguivo mio papà (Luigi Tagliabue, ormai un veterano della formazione) armata di una trombetta di plastica. In 4^ elementare ho iniziato con il corso di solfeggio, dalla seconda media ho imbracciato per la prima volta il mio strumento, il sax contralto (o “soffiofono” come lo chiama “amorevolmente” il maestro Vittorio). La banda giovanile, poi nel 1999 (15 anni fa appunto) il passaggio alla banda madre, concorsi bandistici, viaggi in Italia e all’estero, festa popolare, gite e cene fra amici, Natale con le pastorelle ecc. Quante cose vuole dire la Banda e quante cose mi sembra di vedere per la prima volta quest’anno. Sì, perché questo 2014 è un po’ come ricominciare da capo, un nuovo inizio, da quando a febbraio sono entrata a far parte del nuovo consiglio direttivo. Ho pensato “la Banda mi ha dato veramente tanto, è ora che faccia anche io qualcosa di più”, e vi giuro non avrei mai immaginato quante cose ci sono da fare in questa associazione, anche se ne faccio parte da anni! Dall’inizio del nostro mandato io e gli altri componenti: Remo Moreschi, Lorenzo Fiorini, Egidio Pennati, Renata Alberti, i riconfermati, e Sandro Ghiroldi, Riccardo Baiguini, Stefania Giobini, i neoeletti, coadiuvati dal Presidente Don Giancarlo Pianta, abbiamo già affrontato sfide come: la redazione del nuovo regolamento interno, la programmazione della stagione concertistica estiva con gemellaggi con altre formazioni bandistiche della valle, la XXII edizione della Festa Popolare della Banda, l’organizzazione della trasferta a Staffolo (Ancona, Marche) in occasione della XX edizione di “Musica in Festa”, ospiti dei nostri amici della locale Banda Cittadina, l’Open Day del convento con la presentazione dei nuovi corsi della nostra scuola di musica e molte altre iniziative di cui potrete leggere in questo numero di Semibreve. I consiglieri esperti penseranno “una normale attività per la Banda di Darfo” ma io mi sono veramente resa conto per la prima volta, di quanto lavoro, quanto impegno e anche quanta soddisfazione ci sia nello stare al timone di una realtà come la nostra. Una bella iniezione di entusiasmo che mi
spinge a dare doppiamente il meglio, sia come musicante sia nella mia nuova veste di consigliere, e che spero di trasmettere anche a tutti gli altri componenti del gruppo, in particolar modo ai giovani, sperando che trovino la stessa soddisfazione che ritrovo io oggi, rinnovata e rafforzata, nella nostra Banda di Darfo.
 
Marta Tagliabue
 
 

07 Se vai in Banda ti sposo!!!

Non è uno slogan pubblicitario per la banda, tantomeno un incentivo al matrimonio. Ma leggendo le righe che seguono si capirà il perché di questo titolo bomba!!!!
Io Sandro, il giorno 13 settembre di quest’anno “ho accolto come mia sposa” Elena: due caratteri diversi, diverso pure il modo di vivere il quotidiano, lei psicologa e lui il suo paziente; ma come si suol dire l’amore e la voglia di stare insieme vincono sempre!
Da che mondo è mondo per ogni coppia che si sposa il giorno del matrimonio è senza dubbio il giorno più bello della propria vita, un giorno particolare per organizzazione, pensieri, tensioni e responsabilità… mangiate, bevute, fotografi, divertimento… E quando si parla di divertimento non può mancare il gruppo della banda!!! Suono nella banda da ormai quindici anni e con tanto orgoglio mi sento di dire che è una delle poche associazioni che insegna fin dai primi passi che tutto è più facile se ciò che si fa lo si affronta sì con passione ma soprattutto con divertimento… Nella banda e con la banda ho trascorso bellissimi giorni, esperienze musicali e associative che mi hanno aiutato a maturare con i puri valori dell’associazionismo e dello stare insieme. E quando gli ingredienti sono il divertimento unito al gruppo degli amici della banda allora la festa è assicurata e garantita!!! E così è stato per
tutta la giornata del matrimonio, dall’inizio alla fine e grazie alla voglia di scherzare in modo sano ed originale la festa è trascorsa tra risate e pianti (per il troppo ridere). La Banda ci ha accompagnato con le note del sestetto di ottoni durante la cerimonia religiosa (pelle d’oca a ogni suonata), appena arrivati dopo la “lunghissima” trasferta dalla chiesa al ristorante, ci ha
accolti uno striscione con l’auspicio di riprodurci in maniera “bizzarra”(sicuramente con chiaro riferimento al papà), i vari brindisi da quelli riusciti a quelli meno riusciti (per fortuna c’è Elena che beve!!!)… per poi arrivare al momento top quando, nella splendida cornice vintage de “il pranzo è servito” di Corrado, ha avuto inizio l’originalissimo gioco “il Sandro è servito”di
Giacomo, Davide e Lorenzo. Gioco e scenografia (magnifica) ideati dai nostri musicanti per sfogare tutte le delizie possibili in faccia allo sposo. In quei minuti ho rivissuto i matrimoni dei miei “predecessori sposi”, ai quali con fare molto cabarettistico ho animato il più bel giorno della loro vita.
La musica è stata il cardine del divertimento anche quando io ed Elena abbiamo dedicato una canzone ai nostri genitori (testi rigorosamente made in Piamborno!!!) per un grazie a chi ci ha visto crescere e con tanti sacrifici ci ha dato tutto!!!
Finita la festa al ristorante, ne iniziava una, un attimino più impegnativa ma sempre festa rimane, al rientro a casa: gli scherzi casalinghi!!! Dal polistirolo ai palloncini in terra, dal brodo vegetale nel soffione della doccia agli sportelli aperti della cucina; dalla chiave della camera dentro a un palloncino ai pesciolini rossi dentro al lavandino, dai piattini di plastica colmi di acqua alle interminabili svegliette imboscate ovunque nella camera da letto (l’ultima è scattata alle 4 e mezza di mattina!!!).
Insomma, se non ci fossero stati la banda e gli amici della banda, se non fossi stato un musicante di sicuro la nostra festa non sarebbe stata così bella!!! Per questo ci riteniamo fortunati ad avere amici così, che ringraziamo infinitamente per l’impegno e la solita voglia di stare insieme e che il sorRiso non abbia mai fine!!!!!
 
Elena e Sandro